Paolo VI - Il Papa nella tempesta

Paolo VI - Il Papa nella tempesta
PaeseItalia
Anno2008
Formatominiserie TV
Generebiografico, storico, religioso
Puntate2
Durata199 (totale)
Lingua originaleitaliano
Crediti
RegiaFabrizio Costa
SceneggiaturaFrancesco Arlanch, Maura Nuccetelli, Gianmario Pagano
Interpreti e personaggi
FotografiaGiovanni Galasso
MontaggioAlessandro Corradi
MusicheMarco Frisina
ScenografiaAntonello Geleng
CostumiEnrica Biscossi
ProduttoreMatilde e Luca Bernabei
Casa di produzioneLux Vide, Rai Fiction
Prima visione
Dal30 novembre 2008
Al1º dicembre 2008
Rete televisivaRai Uno

Paolo VI - Il Papa nella tempesta è una miniserie televisiva italiana in due puntate del 2008, diretta da Fabrizio Costa e prodotta da Lux Vide e Rai Fiction.

DescrizioneModifica

Paolo VI - Il Papa nella tempesta è la mini-serie televisiva dedicata alla vita di papa Paolo VI, ed è stata trasmessa in prima visione TV da Rai Uno in occasione del trentennale della sua morte, avvenuta il 6 agosto 1978.

Paolo VI è interpretato da Fabrizio Gifuni; la regia è di Fabrizio Costa. Le riprese sono state effettuate nella Tuscia, a Roma e a Viterbo. Quindi in Puglia (in particolare a Gravina in Puglia al chiostro di San Sebastiano ed a Grottaglie) e in Basilicata (a Matera).

Nelle drammatiche ore successive alla strage di via Fani, sconvolto per le vittime e il rapimento dell'amico Aldo Moro, Paolo VI torna con il pensiero ad un altro drammatico rapimento per la storia d'Italia: quello dell'onorevole Matteotti nel 1924 ad opera delle squadre fasciste. Al giovane Montini viene chiesto di fare scelte difficili e di trasferirsi come "minutante" presso la Segreteria di Stato Vaticana. È l'inizio di trent'anni di attività diplomatica che Montini svolge ai massimi livelli. Prima con Pio XI, inducendolo a condannare ufficialmente il nazismo, poi con Papa Pacelli che farà sue le parole di Montini per scongiurare l'imminente seconda guerra mondiale e che lo vuole al suo fianco quando decide di visitare il quartiere romano di San Lorenzo devastato dai bombardamenti. Nel Dopoguerra, in un continuo confronto, attraverso alcuni grandi rapporti di amicizia fra cui quello con Aldo Moro, Montini è testimone della genesi della Costituzione repubblicana e con essa dei primi passi della Democrazia Cristiana. Scelte di campo e valutazioni difficili di cui Montini paga il prezzo in prima persona. La sua nomina ad Arcivescovo di Milano, nel 1954, senza essere nominato cardinale, è letta da molti come una punizione per aver ecceduto in posizioni progressiste rispetto a quelle dominanti in Santa Sede. Ma provvidenzialmente gli anni di Milano forgiano Montini e lo preparano al Papato che verrà. Visita le baracche del capoluogo lombardo, incontra gli operai della cosiddetta "Stalingrado d'Italia", indice la prima Missione popolare e così alla morte di Giovanni XXIII, il suo nome è sulla bocca di tutti come il naturale successore del Papa buono. Paolo VI gestisce l'utopia del Concilio voluto da Giovanni XXIII e lo porta a compimento chiamando centinaia di vescovi da ogni parte del mondo, in odio a una logica Eurocentrica e a un'ottica "coloniale". Paolo VI è il primo Papa del Novecento a varcare i confini italiani e tornare dopo 2000 anni in Terra Santa riallacciando il dialogo con la Chiesa ortodossa. È anche il primo Papa che parla all'Assemblea delle Nazioni Unite. Numerosi i problemi del suo pontificato: dalla guerra del Vietnam alle interpretazioni rivoluzionarie della sua enciclica Populorum Progressio al tema della procreazione responsabile affrontato nell'enciclica Humanae Vitae. Il confronto con la società è contraddittorio e nella fiction viene raccontato attraverso la famiglia Poloni, i cui i genitori sono vecchi amici di Montini e il figlio un contestatore sulla soglia della lotta armata. Proprio attraverso la scelta di questo giovane si capirà come Paolo VI sia davvero una figura centrale del Novecento, un uomo che cercò di "conciliare l'inconciliabile" e che, pochi mesi prima di morire, osò rivolgersi ai carcerieri dell'amico Aldo Moro, in nome di quell'umanità per la quale aveva speso la vita.


PersonaggiModifica

AscoltiModifica

Prima TV Italia Telespettatori Share
1 30 novembre 2008 5.260.000 21,47%[1]
2 1º dicembre 2008 5.633.000 19,58%[2]

CriticheModifica

La miniserie è stata vista in anteprima da papa Benedetto XVI, da alcuni cardinali e dal direttore de L'Osservatore Romano[3]. Tuttavia la fiction non è stata gradita né dal pontefice, né dagli altri presenti in sala, i quali hanno segnalato l'assenza del ruolo internazionale di Paolo VI, la poca importanza data alla trattazione del Concilio Vaticano II e la presenza di un personaggio inventato, un "nipote brigatista" di Montini[4].

Dopo la messa in onda in prima visione TV, il critico televisivo Aldo Grasso, nella sua rubrica A fil di rete pubblicata sul Corriere della Sera, ha notato una mancanza di stile in questa miniserie, apprezzando però l'interpretazione di Fabrizio Gifuni[5].

NoteModifica

  1. ^ Ascolti TV 30/11
  2. ^ Ascolti TV 01/12
  3. ^ A Ratzinger non piace la nuova fiction su Papa Paolo VI, in Il Giornale, 22 novembre 2008. URL consultato il 07-12-2008.
  4. ^ Luigi Accattoli, Bruno Bartoloni, Paolo VI in tv non piace al Vaticano, in Corriere della Sera, 22 novembre 2008. URL consultato il 07-12-2008 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Aldo Grasso, Paolo VI: ennesimo biopic all'italiana, in Corriere della Sera, 02 dicembre 2008. URL consultato il 02-12-2008.

Collegamenti esterniModifica