Principato di Halyč

Principato medievale dell'Europa orientale
(Reindirizzamento da Principato di Galizia)
Principato di Halyč
Principato di Halyč - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficialeГалицьке князівство
Галицкоє кънѧжьство
Lingue parlateantico slavo orientale
CapitaleHalyč
Dipendente daRus' di Kiev
Politica
Forma di StatoPrincipato
Nascita1124 con Ivan Vasylkovič
CausaFusione dei principati precedentemente esistenti nella regione
Fine1199 con Roman Mstislavič
CausaUnione della Galizia con la Volinia
Territorio e popolazione
Bacino geograficoGalizia
Religione e società
Religione di Statoortodossia
Religioni minoritariecattolicesimo
Halych Principality.jpg
Principato di Galizia nel XII secolo
Evoluzione storica
Preceduto daCoin of Yaroslav the Wise (reverse).png Principato di Terebovlja
Alex Peremyshel.svg Principato di Peremyshl
Coin of Yaroslav the Wise (reverse).png Principato di Zvenyhorod
Succeduto daAlex K Halych-Volhynia.svg Principato di Galizia-Volinia
Ora parte diPolonia Polonia
Ucraina Ucraina
Moldavia Moldavia
Romania Romania

Il principato di Halyč (in ucraino: Галицьке князівство, trasl. Halytsʹke knyazivstvo; in slavo orientale antico: Галицкоє кънѧжьство, trasl. Galitskoê k"niazh'stvo; in rumeno: Cnezatul Halici), anche noto come Principato di Galizia o Principato dei Rus' Aliciani,[1] fu un'entità territoriale medievale slava e una delle principali regioni nell'orbita del Rus' di Kiev. Ad amministrarla furono i discendenti di Jaroslav I di Kiev. Una peculiarità del principato di Galizia è stata l'importanza della nobiltà e dei cittadini nella vita politica, la cui volontà era la condizione principale per la regola principesca.[2] Halyč come capitale è menzionata intorno al 1124 come residenza di Ivan Vasylkovič, nipote di Rostislav di Tmutarakan. Secondo Mychajlo Hruševs'kyj il regno di Galizia passò in mano a Rostyslav dopo la morte di suo padre Vladimir II di Novgorod, venendo tuttavia successivamente bandito da suo zio a Tmutarakan'.[3] Il regno toccò poi a Jaropolk Izjaslavič, figlio del Gran Principe al potere di Kiev Izjaslav I.

Principato di Galizia e Regno d'Ungheria durante il regno di Béla III

Contesto storicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rjurikidi.

Le prime tribù slave registrate che vivevano nelle regioni della Rutenia Rossa furono i lendiani (lędzianie) e i dulebi.[4][5][6] Nel 907, i croati bianchi e i dulebi furono coinvolti nella campagna militare contro Costantinopoli guidata dal principe della Rus' Oleg di Novgorod.[7] Questa è la prima prova significativa dell'affiliazione politica delle tribù native. Secondo Nestor di Pečerska, alcune roccaforti nella parte occidentale della Rutenia Rossa furono conquistate da Vladimir il Grande nel 981 e nel 992 o 993 Vladimir condusse una campagna militare contro i lendiani.[8][9] In quel periodo fu posta la prima pietra della città di Volodymyr, divenuta in breve tempo il principale centro del potere politico nella regione. Durante l'XI secolo gli insediamenti sul confine occidentale, tra cui Przemysl, furono assimilati per due volti dal Regno di Polonia (1018-1031 e 1069-1080). Nel frattempo, Jaroslav il Saggio stabilì un "punto fermo" nella regione fondando Jarosław.

In quanto parte del territorio della Rus' di Kiev, l'area fu in seguito incorporata nel Principato di Volodymyr. Intorno al 1085, con l'aiuto del Gran Principe di Kiev Vsevolod di Kiev, si insediarono i tre fratelli Rostystlavič, figli di Rostislav Vladimirovič (di Tmutarakan). Le loro terre furono organizzate in tre principati minori: Przemysl, Zvenyhorod e Terebovlja. Nel 1097 il Principato di Terebovlja divenne un posto sicuro grazie all'intervento del Consiglio di Ljubeč dopo diversi anni di guerra civile tra Vasylko Rostyslavyč e i locali. Nel 1124 il Principato di Galizia venne ceduto come principato minore a Ihor Vasylkovič da suo padre Vasylko, Principe di Terebovlia. Tramite tale operazione, Halyč si separò dal più grande Principato di Terebovlia.[10]

UnificazioneModifica

I fratelli Rostislavič riuscirono non solo a separarsi politicamente da Volodymyr, ma anche a difendersi dai nemici esterni. Nel 1099, nella battaglia di Rozhne, i galiziani sconfissero l'esercito del Gran Principe Svjatopolk II di Kiev e più tardi l'esercito del re ungherese Colomanno d'Ungheria giunto fino a Przemysl.[11][12]

 
Formazione del Principato di Galizia tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo

Queste due importanti vittorie generarono quasi un secolo di sviluppo relativamente pacifico nel Principato di Galizia. I quattro figli dei Fratelli Rostystlavič divisero l'area in quattro parti, i cui centri principali divennero Przemysl (finita in mano a Rostislav), Zvenyhorod (Vladimirko), Halyč e Terebovlia (Ivan e Yuriy). Dopo la morte di tre di loro, Vladimirko prese possesso di Przemysl e di Halyč e cedette Zvenyhorod a Ivan, figlio del fratello maggiore Rostyslav. Nel 1141 Vladimirko trasferì la sua residenza da Przemysl a Halyč, geograficamente posizionata in un luogo migliore, dando alla luce un Principato unito.[13] Nel 1145 i cittadini di Halyč, approfittando dell'assenza di Vladimirko, chiesero ad Ivan di acquisire il potere su Ivan di Zvenyhorod. Dopo la sconfitta di Ivan sotto le mura di Halyč, pure il Principato di Zvenygorod fu incorporato alle terre galiziane.

Governo di Jaroslav OsmomyslModifica

 
Miniatura di San Marco in un Vangelo del XII secolo rinvenuto ad Halyč

Vladimirko perseguì una politica di equilibrio con i vicini. Riuscì a rafforzare il potere del principato, attaccò alcuni insediamenti facenti capo al Gran Principe di Kiev e riuscì a mantenerli nonostante le mire di due potenti sovrani Izjaslav II di Kiev e Géza II d'Ungheria.[14] Suggellò un'alleanza con il Principato di Vladimir-Suzdal' facendo sposare suo figlio Jaroslav con Olga, figlia di Jurij Dolgorukij.[15]

Nel 1152, quando morì Vladimirko, il trono della Galizia finì in mano al suo unico figlio Jaroslav Osmomysl. Yaroslav inaugurò il suo regno con la Battaglia sul fiume Siret nel 1153 con il Gran Prince Izjaslav: le perdite galiziane furono notevoli, ma Izjaslav dovette ritirarsi e si spense poco dopo.[16] Essendosi dissolto il pericolo proveniente dall'est, Jaroslav, ricorrendo alla diplomazia, raggiunse la pace con gli altri vicini - Ungheria e Polonia. Qualche anno più tardi, grazie ad alcune trattative Jaroslav neutralizzò il suo unico rivale: Ivan, il discendente più anziano dei fratelli Rostislavič, ex principe di Zvenyhorod.[17]

Questi successi diplomatici permisero a Jaroslav di concentrarsi sullo sviluppo interno del Principato, ovvero soprattutto la costruzione di nuovi edifici nella capitale e in altre città, l'arricchimento dei monasteri, nonché il rafforzamento del suo potere sul territorio nei pressi della foce del Dnestr, del Prut e del Danubio. Durante questo periodo (intorno al 1157) terminò ad Halyč la costruzione della Cattedrale dell'Assunzione, il secondo luogo di culto più grande dell'antica Rus' dopo la Cattedrale di Santa Sofia a Kiev.[18] La città stessa divenne un grande agglomerato[19] le cui dimensioni erano di circa 11x8,5 km.[20] Si stima che il 90% della popolazione che viveva nei confini della moderna Ucraina vivesse in Galizia-Volinia.[15] Nonostante la forte posizione nello scenario europeo, Jaroslav non poteva agire ignorando i cittadini di Halyč, i quali doveva talvolta prendere in considerazione anche su questioni inerenti alla sua vita personale e familiare.

"La libertà sui prìncipi"Modifica

 
Chiesa di San Pantaleone ad Halyč della fine del XII secolo

Una caratteristica significativa nella vita politica del Principato fu il ruolo decisivo dei boiardi e dei cittadini.[2] Gli abitanti della Galizia applicarono il criterio della "libertà sui prìncipi", essendo loro concessa la facoltà di invitare ed espellere i principi influenzando così inevitabilmente le loro attività. Contrariamente alla volontà di Jaroslav Osmomysl che lasciò il trono al figlio minore Oleg, i galiziani invitarono suo fratello Vladimir II Yaroslavič, ed essendo dopo entrati in conflitto con lui, Romano il Grande, principe di Volodymyr. Tuttavia quasi immediatamente Romano fu sostituito da Andrea II d'Ungheria, figlio del re ungherese Béla III.[12] A motivare questa scelta fu la garanzia di una completa libertà di governo ad opera di Béla e Andrea per i galiziani. Questo sistema esecutivo può essere considerato la prima esperienza di autogoverno diretto da nobili e cittadini. Tuttavia, l'assunzione di un comportamento contrario alle promesse della compagine ungherese e i tentativi della stessa di convertire la popolazione al cattolicesimo[21] portarono a un nuovo cambiamento[12][22] e il trono fu restituito a Vladimir II, che governò fino all'anno 1199.

Autocrazia di Romano il Grande e unificazione con la VoliniaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Principato di Galizia-Volinia.

Dopo la morte di Vladimir II nel 1199, ultimo discendente dei fratelli Rostislavič fondatori del Principato, I galiziani avviarono i negoziati con i figli di sua sorella (figlia di Jaroslav Osmomysl) e il leggendario knjaz Igor' Svjatoslavič (l'eroe principale del canto della schiera di Igor') per trovare il successore. Tuttavia, il principe di Volodymyr Romano con l'aiuto di Leszek il Bianco riuscì a sottomettere Halyč nonostante una forte resistenza dei residenti.[23] Nei successivi sei anni perdurò un periodo di repressione continua contro la nobiltà e i cittadini attivi, nonché una significativa espansione territoriale e politica che trasformò Halyč nel centro principale di tutta la Rus'. Il Principato di Volinia fu unito a quello di Galizia e lo stato maggiore del nuovo Regno non si spostò da Halyč. Un'ulteriore guerra che andò a buon esito con i fratelli Igoverič, i quali miravano al trono galiziano, permise a Romano il Grande di stabilire il suo controllo su Kiev e di collocare lì i suoi fedelissimo, uno dei quali con il consenso di Vsevolod dal grande nido. Sconfitti anche i cumani e, probabilmente, i lituani, Romano il Grande raggiunse l'apice del suo potere tanto da venir definito nel codice Ipaziano come "Zar e Autocrate di tutti i Rus'".[24][25] Dopo la morte di Romano nel 1205, la sua vedova per preservare il potere in Galizia chiese aiuto il re ungherese Andrea, il quale le inviò una guarnigione militare.[26] Tuttavia, già l'anno seguente i galiziani invitarono di nuovo Vladimir III Igorevič, nipote di Jaroslav Osmomysl. La vedova di Romano, assieme ai suoi figli, fu costretta a scappare dalla capitale.

Evoluzione del rapporto con cittadini e boiardiModifica

 
Miniatura di Giovanni Crisostomo, Messale di Przemyśl dell'inizio del XIII secolo

Vladimir III governò la Galizia solo per due anni. A seguito di lotte accesesi con suo fratello Romano II, fu espulso e fu assegnato a quest'ultimo il trono. Ben presto Romano fu sostituito da Rostislav II di Kiev. Quando Romano II riuscì a rovesciare Rostislav, i galiziani chiesero aiuto al re ungherese che mandò nella regione il Palatino Benedetto.[27] Mentre Benedetto rimase ad Halyč, i cittadini chiamarono a comandare il principe Mstislav il Muto di Peresopnytsya, rimandato presto a casa senza ripensamento. Nel tentativo di sbarazzarsi del seguito di Benedetto, vennero di nuovo invitati i fratelli Ihrevychiv: Vladimir III e Romano II espulsero Benedetto e ripristinarono il loro dominio sul Principato. Vladimir III si stabilì ad Halyč, Romano II a Zvenigorod e l'altro fratello Svyatoslav a Przemysl'. I tentativi dei fratelli Igorevich di governare in maniera autonomia scatenatono un conflitto con i galiziani: sebbene molti tra questi ultimi morirono, i fratelli Igorevič ne uscirono sconfitti e furono giustiziati.[28] Sul trono fu fatto sedere un giovane figlio di Romano il Grande, Danilo di Galizia. Dopo che sua madre provò a concentrare il potere nelle sue mani in qualità di reggente, essi furono banditi dalla città, e per regnare si invocò ancora Mstislav il Muto, fuggito poco dopo poiché non se la sentì di affrontare le truppe ungheresi a cui era stato chiesto ausilio dalla madre di Danilo. Essendo fallita la campagna del re ungherese, la comunità locale compì un passo unico nella storia della Rus' e pose a capo del Principato intorno al 1213 uno dei boiardi galiziani, Volodyslav Kormylchyč.[29][30][31] L'episodio può essere considerato il picco dell'autogestione dei cittadini-nobili nella regione.

La nomina di Volodyslav causò l'aggressione degli stati vicini e la Galizia non riuscì a sopraffarli. Nel 1214 il re ungherese Andrea e il principe polacco Leszek firmarono un accordo sulla spartizione del dominio galiziano. La sezione occidentale passò alla Polonia e il resto all'Ungheria. Il Palatino Benedetto tornò ad Halyč e il figlio del re ungherese, Andrea Colomanno, ricevette la corona dal Papa e il titolo di "Re di Galizia".[32] Tuttavia, il conflitto religioso nato con la popolazione locale e la cattura da parte del territorio ungherese ad opera della Polonia, portarono all'espulsione nel 1215 di tutte le forze straniere e all'elevazione del principe Mstislav Mstislavič di Novgorod.[22] Durante il suo mandato, il potere fu concentrato totalmente nelle mani della nobiltà ed egli non aveva il comando nemmeno dell'esercito galiziano.[24] Nonostante fosse di fatto un fantoccio, pure Mstislav non risultò gradito ai galiziani, che gradualmente iniziarono a nutrire simpatie il principe Andrea.[24] Nel 1227 Mstislav permise a sua figlia di sposare Andrea e affidò loro il governo della Galizia. Questi divenne per molto tempo il preferito in Galizia grazie al suo approccio attento ai diritti della nobiltà. Tuttavia, nel 1233 alcuni galiziani approcciarono Danilo. In seguito all'assedio e alla morte di Andrea, Danilo si impadronì brevemente della capitale e la lasciò perché non riscontrò il sostegno della maggioranza dei cittadini. Nel 1235, su invito dei galiziani, giunsero nella capitale Michele I di Černihiv e suo figlio Rostislav (sua madre era figlia di Romano il Grande e sorella di Danilo).[28] Durante l'invasione mongola, la Galizia finì in mano a Danilo,[33] ma non si è certi di quando accadde precisamente, poiché in quel momento storico le fonti coeve menzionano l'ascensione al trono di un nobile locale di nome Dobroslav Suddyč.[34]

Danilo di Galizia e invasione mongolaModifica

Nel 1240 nella storia del Principato di Galizia si verificarono importanti cambiamenti. Nel 1241, esso fu catturato dall'armata mongola.[35] Nel 1245 Danilo vinse una battaglia decisiva contro l'esercito ungherese-polacco del suo avversario Rostislav e unì una seconda volta la Galizia con la Volinia. Dopo la vittoria stabilì la sua residenza a Chełm nella parte occidentale della Volinia e ricevette la corona da Papa Innocenzo IV nel 1253.[15] Dopo la visita di Danilo a Batu Khan, iniziò a pagare un tributo all'Orda d'Oro, essendosi dichiarato disponibile a divenire uno stato vassallo. Tutti questi fattori portarono all'inizio del declino culturale, economico e politico della Galizia.

Nuova e ultima ascesa e declinoModifica

Già al tempo di Danilo, la Galizia si rivolse al figlio maggiore Lev I: dopo la morte del padre, questi assunse gradualmente il potere in tutte le aree della Volinia. Nella seconda metà del XIII secolo, rese centrale Leopoli - un nuovo insediamento politico-amministrativo, fondato vicino a Zvenigorod al confine con la Volinia.[36] Verso il 1300, Lev, in breve tempo, ottenne il potere su Kiev, rimanendo comunque dipendente dall'Orda d'Oro. Dopo la sua morte, la capitale del Regno di Galizia-Volinia ridivenne Volodymyr. In epoca successiva, i nobili riacquistarono gradualmente il potere e, dal 1341 al 1349, nominarono un loro pari Dmytro Dedko: de iure, a comandare vi era Liubartas.[37] Alla morte di Dedko nel 1349, il re polacco Casimiro III il Grande marciò su Leopoli, in virtù di una manovra eseguita a scapito dell'Orda d'Oro[38] e del regno ungherese.[28] Il risultato fu la fine dell'indipendenza politica della Galizia e la sua annessione alla corona polacca.[15]

Eventi successiviModifica

Nel 1387, tutte le terre del Principato di Galizia furono incluse nei possedimenti della regina polacca Jadwiga, e successivamente nel 1434 si trasformarono nel Voivodato di Rutenia. Nel 1772, la Galizia divenne parte dell'Impero austriaco come unità amministrativa denominata "Regno di Galizia e Lodomiria": il capoluogo divenne Leopoli.[39]

Rapporti con l'Impero bizantinoModifica

Il Principato di Galizia aveva stretti legami con l'Impero bizantino, essendo più vicino di qualsiasi altro principato della Rus' di Kiev. Stando ad alcuni documenti, la figlia di Volodar di Peremyshl, Irina (grecizzato in Irene), si sposò nel 1104 con Isacco, terzo figlio dell'imperatore bizantino Alessio I Comneno.[40] Suo figlio, il futuro imperatore Andronico I Comneno, visse per un certo periodo ad Halyč e governò da diverse città del principato negli anni 1164-65.[41] Come riferisce Tolomeo da Lucca, l'imperatore bizantino Alessio III fuggì ad Halyč dopo la cattura di Costantinopoli da parte dei crociati nel 1204.[42] Il Principato di Galizia e l'Impero bizantino divennero alleati di lunga data nella lotta contro i cumani.

Principi di GaliziaModifica

Principi di Galizia (ricostruzione di М. Hrushevsky)
Principe Anni Generalità
Ivan Vasylkovič 1124–1141 figlio di Vasylko Rostyslavič di Terebovel' (non menzionato dall'elenco di Hrushevsky)
Volodymyrko Volodarovič 1141–1144 figlio del Principe di Przemyśl Volodar Rostyslavič
Ivan Rostyslavič Berladnyk 1144 figlio del Principe di Przemyśl Rostyslav Volodarovič (non menzionato dall'elenco di Hrushevsky)
Volodymyrko Volodarovič 1144–1153 secondo principato
Jaroslav Osmomysl 1153–1187 figlio di Volodymyrko Volodarovič
Oleg Yaroslavič 1187 figlio di Jaroslav Osmomysl
Vladimir II Yaroslavič 1187–1188 figlio di Jaroslav Osmomysl
Roman Mstyslavič 1188–1189 Principe di Volinia
Vladimir II Yaroslavič 1189–1199 figlio di Jaroslav Osmomysl, seconda volta
Romano Mstyslavič 1199–1205 seconda volta
Danilo di Galizia 1205–1206 figlio di Romano Mstyslavič
Vladimir III Igorevič 1206–1208 del ramo di Černihiv della dinastia rjurikide
Romano II Igorevič 1208–1209 fratello di Volodymyr Igorevič
Rostislav II di Kiev 1210 figlio di Rurik Rostislavič di Kiev
Roman II Igorevič 1210 seconda volta
Vladimir III Igorevič 1210–1211 seconda volta
Danilo di Galizia 1211–1212 seconda volta
Mstyslav di Peresopnytsia 1212–1213 del ramo voliniano della dinastia rjurikide
Volodyslav Kormyl'chič 1213–1214 boiardo della Galizia
Colomanno II 1214–1219 figlio di Andrea II d'Ungheria
Mstislav Mstislavič 1219 del ramo di Kiev della dinastia rjurikide, nipote di Jaroslav Osmomysl (per parte di madre)
Colomanno II 1219–1221? seconda volta
Mstislav Mstislavič 1221?-1228 seconda volta
Аndij Andrievič 1228–1230 figlio di Andrea II d'Ungheria
Danilo di Galizia 1230–1232 terza volta
Andij Andrievič 1232–1233 seconda volta
Danilo di Galizia 1233–1235 quarta volta
Michele I 1235–1236 del ramo di Černihiv della dinastia rjurikide
Rostislav Michajlovič 1236–1238 figlio di Michele I, del ramo di Černihiv della dinastia rjurikide
Danilo di Galizia 1238–1264 quinta volta
Shvarn Danilovič 1264–1269 figlio di Danilo, titolo condiviso con suo fratello Lev I di Galizia
Lev I of Galizia 1264–1301? figlio di Danilo
Jurij I of Galizia 1301?-1308? figlio di Lev I
Lev II di Galizia 1308–1323 figlio di Jurij I
Volodymyr Lvovič 1323–1325 figlio di Lev II
Jurij II di Galizia 1325–1340 imparentato con i principi di Masovia, nipote di Jurij I
Liubartas 1340–1349 principe lituano

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Larry Wolff, The Idea of Galicia, 2010, pp. 254-255.
  2. ^ a b (EN) W.E.D. Allen, Ukraine, Cambridge University Press, 2014, p. 25, ISBN 978-11-07-64186-0.
  3. ^ (RU) Грушевський. Історія України-Руси. Том II. Розділ VII. Стор. 1., su litopys.org.ua.
  4. ^ (EN) Paul Robert Magocsi, The Carpatho-Rusyns, in Carpatho-Rusyn American, XVIII, n. 4, Carpatho-Rusyn Research Center, 1995.
  5. ^ (EN) Paul Robert Magocsi, The Roots of Ukrainian Nationalism: Galicia as Ukraine's Piedmont, University of Toronto Press, 2002, pp. 2-4, ISBN 978-08-02-04738-0.
  6. ^ (RU) Valentin Vasilyevič Sedov, Славяне в раннем Средневековье] [Sloveni u ranom srednjem veku (Gli Slavi nell'Alto Medioevo), Novi Sad: Akademska knjiga, 2013 [1995], pp. 168, 444, 451, ISBN 978-86-6263-026-1.
  7. ^ (EN) John Haywood, Northmen: The Viking Saga, AD 793-1241, Macmillan, 2016, p. 178, ISBN 978-12-50-10615-5.
  8. ^ (EN) Samuel Hazzard Cross e Olgerd P. Sherbowitz-Wetzor, The Russian Primary Chronicle: Laurentian Text (PDF), Cambridge (Massachusetts), Medieval Academy of America, 1953, p. 119.
  9. ^ (EN) David Kalhous, Anatomy of a Duchy: The Political and Ecclesiastical Structures of Early Přemyslid Bohemia, BRILL, 2012, p. 79 (nota 330), ISBN 978-90-04-22980-8.
  10. ^ (EN) Michael Yaremko, Galicia-Halychyna (a Part of Ukraine); from Separation to Unity, Shevchenko Scientific Society, 1967, p. 29.
  11. ^ (EN) Zbigniew Dalewski, Ritual and Politics: Writing the History of a Dynastic Conflict in Medieval Poland, BRILL, 2008, pp. 161-162, ISBN 978-90-04-16657-8.
  12. ^ a b c (EN) Rosamond McKitterick et al., The New Cambridge Medieval History, vol. 4, Cambridge University Press, 1995, p. 311, ISBN 978-05-21-41411-1.
  13. ^ (EN) Paul Robert Magocsi, The Roots of Ukrainian Nationalism: Galicia as Ukraine's Piedmont, University of Toronto Press, 2002, p. 5, ISBN 978-08-02-04738-0.
  14. ^ (EN) Ferenc Makk, The Árpáds and the Comneni: Political Relations between Hungary and Byzantium in the 12th century, Akadémiai Kiadó, 1987, p. 47, ISBN 963-05-5268-X.
  15. ^ a b c d (EN) Oleksandr Zadorozhnii, International Law in the Relations of Ukraine and the Russian Federation, Yuri Marchenko, 2016, p. 32, ISBN 978-61-76-84146-3.
  16. ^ (EN) Martin Dimnik, The Dynasty of Chernigov, 1146–1246, Cambridge University Press, 2003, p. 72, ISBN 978-11-39-43684-7.
  17. ^ (EN) Martin Dimnik, The Dynasty of Chernigov, 1146–1246, Cambridge University Press, 2003, p. 88, ISBN 978-11-39-43684-7.
  18. ^ (EN) Volodymyr Kubiĭovič e Danylo Husar Struk, Encyclopedia of Ukraine, vol. 2, University of Toronto Press, 1984, p. 119.
  19. ^ (EN) Gerhard Jaritz e Katalin Szende, Medieval East Central Europe in a Comparative Perspective, Routledge, 2016, p. 137, ISBN 978-13-17-21224-9.
  20. ^ (UK) A.B. Omelchuk, ІСТОРІЯ ДОСЛІДЖЕННЯ ОБОРОННИХ: УКРІПЛЕНЬ КНЯЖОГО ГАЛИЧА] [Ricerca storica sui sistemi difensivi: la fortezza del principe di Galizia] (PDF), p. 53.
    «A. Petrushevič ipotizzò che "l'agglomerato urbano copriva un territorio che si estendeva per 8,5 chilometri da nord a sud e 11 chilometri da ovest a est"».
  21. ^ (EN) Nora Berend, The Expansion of Central Europe in the Middle Ages, Routledge, 2017, pp. 535-536, ISBN 978-13-51-89008-3.
  22. ^ a b 1. Andrea si autoproclamò "re di Galizia e Lodomiria", un titolo conservato dai sovrani ungheresi fino al 1918, anno in cui fu sostituito da "re della Serbia, della Bosnia e dell'Ungheria".
    2. Mstislav era un altro membro della dinastia rjurikide: (EN) Francis Dvornik, The Slavs in European History and Civilization, Rutgers University Press, 1962, p. 214, ISBN 978-08-13-50799-6.
  23. ^ (EN) David Abulafia, The New Cambridge Medieval History, vol. 5, Cambridge University Press, 1995, p. 767, ISBN 978-05-21-36289-4.
  24. ^ a b c (EN) John Fennell, The Crisis of Medieval Russia 1200-1304, Routledge, 2014, p. 24, ISBN 978-13-17-87314-3.
  25. ^ (EN) Boris Aleksandrovič Rybakov, Kievan Russia: History of Kievan Russia's First Feudal, Progress Publishers, 1989, p. 271, ISBN 978-50-10-01154-3.
  26. ^ (EN) Paul R. Magocsi, Galicia: A Historical Survey and Bibliographic Guide, University of Toronto Press, 1983, p. 60, ISBN 978-08-02-02482-4.
  27. ^ (EN) Angelika Heruková, Palatine Then Antichrist. Benedict in the Chronicle of Galicia-Volhynia. (Presentation), su academia.edu. URL consultato il 30 maggio 2020.
  28. ^ a b c (EN) Mykhailo Hrushevsky, The American Historical Review, su jstor.org, vol. 64, n. 4, luglio 1959, pp. 955-958. URL consultato il 30 maggio 2020.
  29. ^ (EN) Ivan Katchanovski, Zenon E. Kohut, Bohdan Y. Nebesio e Myroslav Yurkevič, Historical Dictionary of Ukraine, 2ª ed., Scarecrow Press, 2013, p. 197, ISBN 978-08-10-87847-1.
  30. ^ (EN) Volodymyr Kubiĭovyč, Ukraine, a Concise Encyclopedia, vol. 1, Ukrainian National Association, 1963, p. 606.
  31. ^ (EN) Michael Yaremko, Galicia-Halychyna (a Part of Ukraine); from Separation to Unity, Shevchenko Scientific Society, 1967, p. 41.
  32. ^ (EN) Márta Font e Gábor Barabás, Coloman, King of Galicia and Duke of Slavonia (1208-1241): Medieval Central Europe and Hungarian Power, Arc Humanities Press, 2019, ISBN 978-16-41-89024-3.
  33. ^ (EN) Juraj Buzalka, Nation and Religion: The Politics of Commemorations in South-east Poland, LIT Verlag Münster, 2008, p. 31, ISBN 978-38-25-89907-3.
  34. ^ Il riferimento è al secondo testo del codice Ipaziano.
  35. ^ (EN) J.J. Saunders, The History of the Mongol Conquests, University of Pennsylvania Press, 2001, p. 85, ISBN 978-08-12-21766-7.
  36. ^ (EN) Yu Soroka, 100 Key Events in Ukrainian History, Glagoslav Publications, 2019, p. 67, ISBN 978-96-60-38550-4.
  37. ^ (EN) S.C. Rowell, Lithuania Ascending, Cambridge University Press, 2014, p. 99, ISBN 978-11-07-65876-9.
  38. ^ (EN) Serhii Plokhy, The Gates of Europe: A History of Ukraine, Hachette UK, 2017, p. 95, ISBN 978-04-65-09346-5.
  39. ^ (EN) Nancy Sinkoff, Out of the Shtetl: Making Jews Modern in the Polish Borderlands, Society of Biblical Lit, 2003, p. 205, ISBN 978-19-30-67516-2.
  40. ^ (EN) John Hutchins Rosser, Historical Dictionary of Bizantium, Scarecrow Press, 2012, p. 249, ISBN 978-08-10-87567-8.
  41. ^ (EN) Jennifer Lawler, Encyclopedia of the Byzantine Empire, McFarland, 2011, p. 44, ISBN 978-07-86-46616-0.
  42. ^ L'analisi più completa sulla veridicità dell evento è stata compiuta da Alexander V. Maionov in Angelos in Halych: Did Alexios III Visit Roman Mstislavich?, su library.duke.edu. URL consultato il 30 maggio 2020.

Altri progettiModifica