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Ruino
ex comune
Ruino – Stemma Ruino – Bandiera
Ruino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
CapoluogoPometo
SindacoSergio Lodigiani (lista civica) dal 14-6-2004
Data di soppressione31-12-2018
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°55′N 9°17′E / 44.916667°N 9.283333°E44.916667; 9.283333 (Ruino)Coordinate: 44°55′N 9°17′E / 44.916667°N 9.283333°E44.916667; 9.283333 (Ruino)
Altitudine541 m s.l.m.
Superficie21,46 km²
Abitanti700[1] (30-6-2018)
Densità32,62 ab./km²
FrazioniCa del Matto, Ca del Zerbo, Canavera, Carmine Passo, Carmine Bivio, Costa Trentini, Montelungo, Montù Berchielli, Pometo (sede comunale), Ruino, Torre degli Alberi
Comuni confinantiAlta Val Tidone (PC), Borgoratto Mormorolo, Canevino, Fortunago, Montalto Pavese, Rocca de' Giorgi, Val di Nizza, Valverde, Zavattarello
Altre informazioni
Cod. postale27040
Prefisso0385
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018132
Cod. catastaleH637
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiruinesi
PatronoSant'Antonio Abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Ruino – Mappa
Posizione del comune di Ruino nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Ruino (Arvén in dialetto oltrepadano[2]) è stato un comune italiano sparso di 700 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. La sede comunale era situata nella località Pometo e non in quella che dava il nome al comune.

Dal 1º gennaio 2019 Ruino, insieme con Canevino e Valverde, confluì nel nuovo comune di Colli Verdi, nato dalla fusione dei comuni.[3]

La sede municipale è situata nella località di Pometo, già capoluogo dell'estinto comune di Ruino.

Si trova nell'alta collina dell'Oltrepò Pavese, sul lato sinistro della valle del Tidone, nel nodo idrografico da cui si dipartono le principali dorsali collinari dell'Oltrepò. Nel territorio si trova il passo del Carmine, che mette in comunicazione le valli Coppa e Scuropasso con la Val Tidone.

Indice

StoriaModifica

Ruino appartenne nel medioevo ai domini dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, e fu incluso nel territorio dell'alta val Tidone soggetto all'episcopato bobbiese. Nel 1164 fu tra i centri dell'Oltrepò assegnati con diploma imperiale al dominio della città di Pavia; nonostante le successive conferme, forse Pavia non riuscì a consolidare il dominio su Ruino, che in effetti in seguito seguì le sorti di Zavattarello, capoluogo della valle, nelle infeudazioni ai Landi (1269), e ai Dal Verme conti di Bobbio e Voghera, signori di Borgonovo Val Tidone, Pianello Val Tidone, Castel San Giovanni, della val Tidone e altri feudi, che dal 1372 ne ebbero ininterrottamente la signoria fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Non faceva parte dell'Oltrepò Pavese propriamente detto, ma della giurisdizione dei feudi vermeschi, aggregati al Principato di Pavia.

Torre degli Alberi, già Torre d'Albera, faceva parte originariamente del feudo di Fortunago; quando i Dal Verme, feudatari anche di Fortunago, ne furono estromessi, poterono tenere Torre d'Albera, che cominciò così a orbitare sul feudo di Zavattarello e Ruino, pur restando un comune e feudo camerale dell'Oltrepò propriamente detto, non compreso nella giurisdizione dei feudi vermeschi. Nel 1817 fu aggregato al comune di Ruino.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passò dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923, smembrato il circondario di Bobbio, passò alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[4], per poi ritornare nel 1925 alla provincia di Pavia e alla Lombardia.

Nel 1936 il comune di Ruino e quello di Canevino furono fusi nel nuovo comune di Pometo, dal nome della località scelta come nuovo capoluogo[5]. Nel 1937 il territorio di Moncasacco, frazione del soppresso comune di Caminata, fu unito a Pometo. Nel 1938 il soppresso comune di Montù Berchielli fu spartito tra Montalto Pavese (cui andarono il capoluogo Cà del Fosso e la sede parrocchiale Villa Illibardi), Pometo (cui andò la località che dava il nome al comune, Montù Berchielli, con l'antico castello), e Rocca de' Giorgi). Montù Berchielli aveva sempre seguito le sorti di Montalto.

Nel 1947 il comune di Pometo fu abolito e si riformarono i comuni di Canevino e Ruino. Tuttavia a Ruino restò il territorio di Montù Berchielli, e la sede comunale rimase a Pometo. Nel 1950 il territorio di Moncasacco fu restituito al ricostituito comune di Caminata, ora in provincia di Piacenza.

Nel 2018 è stata decisa tramite referendum la fusione, a decorrere dal primo gennaio 2019, con i comuni di Canevino e Valverde per dare vita al nuovo comune di Colli Verdi, nel quale la località di Pometo ha mantenuto il ruolo di capoluogo.[6]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa parrocchiale di San Pietro a Ruino, eretta nel 1612 venne riconsacrata nel 1790, e dipende con il titolo di prevostura dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della Diocesi di Piacenza-Bobbio.[7]

Dalla Chiesa di Ruino dipendono:

  • Santuario di Nostra Signora della Mercede di Montelungo[8]
  • Oratorio di San Felice da Cantalice al Carmine
  • Oratorio della Medaglia Miracolosa a Canavera
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate e di Nostra Signora di Fatima a Pometo, parrocchia eretta nel 1949 e sorta dopo lo smembramento da Ruino, dipende anch'essa dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio[9]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

AmministrazioneModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Fa parte della fascia collinare della Comunità montana Oltrepò Pavese.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 659.
  3. ^ https://www.tuttitalia.it/variazioni-amministrative/nuovo-comune-di-colli-verdi/.
  4. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  5. ^ Regio Decreto n° 1758 del 3 settembre 1936, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 233 del 7 ottobre 1936
  6. ^ Tre Comuni dicono sì alla fusione: in Oltrepo nasce “Colli Verdi”, su laprovinciapavese.gelocal.it, 31 luglio 2018.
  7. ^ S. PIETRO APOSTOLO - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  8. ^ Secondo la tradizione legata all'apparizione mariana ad una pastorella sordomuta, miracolosamente guarita (I santuari della Lombardia
  9. ^ NOSTRA SIGNORA DI FATIMA - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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