Seveso

comune italiano
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Seveso
comune
Città di Seveso
Seveso – Stemma
Seveso – Veduta
Facciata della chiesa dei santi Protaso e Gervaso
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia-Monza-Brianza-stemma.svg Monza e Brianza
Amministrazione
SindacoLuca Allievi (Lega Nord) dal 25-06-2018
Territorio
Coordinate45°38′50.64″N 9°08′19.32″E / 45.6474°N 9.1387°E45.6474; 9.1387 (Seveso)Coordinate: 45°38′50.64″N 9°08′19.32″E / 45.6474°N 9.1387°E45.6474; 9.1387 (Seveso)
Altitudine211 m s.l.m.
Superficie7,4 km²
Abitanti23 731[2] (1-1-2019)
Densità3 206,89 ab./km²
FrazioniAltopiano, San Pietro Martire, Baruccana, Meredo[1]
Comuni confinantiBarlassina, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno, Cogliate, Meda, Seregno
Altre informazioni
LingueItaliano e Dialetto Brianzolo
Cod. postale20822
Prefisso0362
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT108040
Cod. catastaleI709
TargaMB
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantisevesini
PatronoSS. Gervasio e Protasio, San Pietro da Verona, Beata Vergine Maria del Rosario
Giorno festivoCalendimaggio (primo fine settimana di maggio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Seveso
Seveso
Seveso – Mappa
Posizione del comune di Seveso nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Seveso (AFI: [ˈsɛːvezo], Seves in lingua lombarda (dialetto brianzolo), AFI: [ˈseːves]) è un comune italiano di 23.731 abitanti della provincia di Monza e Brianza in Lombardia.

Geografia fisicaModifica

Il Comune di Seveso è situato circa 22 km a nord di Milano, 18 km a sud di Como, 12 km a nord-ovest di Monza, nella bassa Brianza. È attraversato dall'omonimo fiume Seveso, dai torrenti Certesa e Comasinella, quest'ultimo in località Altopiano. Il Comune di Seveso confina a nord e ad ovest con il Comune di Barlassina, a nord con il Comune di Meda, a est con il Comune di Seregno e a sud con quello di Cesano Maderno, a ovest con il Comune di Cogliate. Il territorio comunale è in gran parte pianeggiante nella sua parte centrale e orientale, mentre la località Altopiano è più alta di qualche metro rispetto al resto del Comune.

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Disastro di Seveso.

I primi insediamenti nei luoghi dell'attuale città di Seveso risalgono all'epoca Gallo-Romana. Durante la demolizione dell'antico campanile a torre avvenuta nel 1895 furono infatti ritrovate cinque are testimonianti la presenza di insediamenti militari romani già nel terzo secolo a.C. La prima documentazione scritta su Seveso risale invece all'anno 996: in un documento conservato presso l'Archivio Antona Traversi di Meda e datato 10 dicembre 996 si parla di "Ecclesia sita in Seuse".

Nel 1252 due sicari della setta dei Catari uccidono con un falcastro l'inquisitore domenicano Pietro da Verona, il quale stava combattendo l'eresia dei Catari allora dilagante in Lombardia. Uno degli assassini si convertirà e prenderà successivamente i voti.

Pietro venne santificato da Papa Innocenzo IV nel 1253 con il nome di San Pietro martire da Verona e sul sito della sua uccisione venne edificata una chiesa a lui dedicata. mentre il corpo venne traslato nella Chiesa di Sant'Eustorgio di Milano, conservato in una splendida arca, posta nella Cappella Portinari; nella cripta della Chiesa del Seminario è presente il coltello che uccise il Santo. Venne colpita da due ondate di peste, una nel 1524 e una nel 1576. A Seveso nel 1627 venne costruito l'attuale santuario per volontà della famiglia Arese. Nel 1869, a seguito del riordino amministrativo conseguente all'Unità d'Italia, ripetendo un medesimo atto dell'età napoleonica, al comune di Seveso venne accorpato quello di Barlassina, decisione invisa ad entrambe le popolazioni. Così nel 1901 con Regio Decreto Barlassina sarà ricostituito in comune autonomo.

Il 10 luglio 1976 l'area di Seveso e di alcuni comuni vicini fu contaminata da una nube tossica contenente elevate quantità di diossina sprigionatasi in seguito ad un incidente verificatosi nel confinante comune di Meda, ma in prossimità dell'abitato di Seveso, presso gli impianti chimici della società elvetica ICMESA, appartenente al gruppo Givaudan-La Roche. Una parte consistente degli abitanti dell'area fu evacuata. Le avvisaglie del disastro erano state avvertite dalla popolazione locali negli anni precedenti, quali morte di piccoli animali domestici come galline e gatti senza che ci fosse alcun intervento. Per questo incidente il nome di Seveso è legato alla direttiva europea 96/82/CE, che impone il censimento di tutti i siti industriali ad alto rischio.

Con D.P.R del 18 giugno 2003 al Comune di Seveso viene conferito il titolo di Città. Nel 2009 è passato dalla Provincia di Milano alla Provincia di Monza e Brianza.

SimboliModifica

Lo stemma del Comune, iscritto nel libro Araldico degli enti morali e riconosciuto dal Regio Decreto del 9 dicembre 1937, riporta la seguente blasonatura:[3]

«Inquartato: al primo d'azzurro al castello d'argento; al secondo di cielo all'apostolo San Pietro dalla veste d'azzurro e manto di rosso, tenente in palo le chiavi, passante su una campagna di verde; al terzo di verde alla banda ondata d'argento; al quarto d'azzurro all'ara romana sormontata da una fiamma.»

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Santuario di San Pietro Martire
 Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di San Pietro Martire.

Venne eretta come chiesa nel XIV secolo accanto alla casa che ospitava la comunità del secondo ordine degli Umiliati (laici che emettevano i voti religiosi). Passò poi ai Domenicani (ordine a cui apparteneva San Pietro da Verona); nel 1662 fu ristrutturato e la casa ampliata e trasformata in convento. Sequestrata dai francesi durante la rivoluzione e dopo questa restituita alla Chiesa, passo all'arcidiocesi di Milano. A seguito dell'Anno Santo della Misericordia del 2015, il Santuario viene elevato a chiesa giubilare.

Chiesa Prepositurale dei santi Gervaso e Protaso

La Parrocchia Prepositurale Plebana dei SS. Gervaso e Protaso è una tra le più antiche comunità Cristiane della Diocesi Ambrosiana. Si può assai ragionevolmente collocarne le origini nel V secolo. Tra l'VIII e il IX secolo la Parrocchia dei SS. Protaso e Gervaso divenne capo della Pieve di Seveso. Seveso era ancora capo-pieve nel XVI e XVII secolo. Le pievi e le loro funzioni oggi sono confluite negli attuali decanati.

L'antica chiesa resistette per alcuni secoli finché nel 1515 il Prevosto Baldi la ricostruì dalle fondamenta e così durò sino a quando nel 1845 il Prevosto Rimoldi vi aggiunse le due navate laterali. Nel 1895 si allungò la chiesa verso il Fiume Seveso, con il Prevosto Sirtori, si abbatté il vecchio campanile e si costruì l’attuale. La chiesa fu poi consacrata dal Beato Cardinal Andrea Ferrari, Arcivescovo di Milano il 18 agosto 1923.

Le più importanti realizzazioni successive, in tempi a noi recenti, furono l'oratorio femminile (attuale cappella dell’Immacolata), l'oratorio maschile da far merito al Prevosto Mons. Cav. Corradi, la casa del coadiutore (Prevosto Mons. Cereda), il Centro parrocchiale e il rinnovo liturgico dell’arredo interno della chiesa (Prevosto Mons. Castiglioni), l’ammodernamento della Canonica (Prevosto Mons. Piatti), il rifacimento dell'impianto acustico e la messa in opera di impianto video da parte del Prevosto Pirotta

Altri edifici religiosi
  • Oratorio Nazaro e Celso
  • Chiesa di San Carlo Borromeo
  • Chiesa della Beata Vergine Immacolata
  • Chiesa di San Clemente (situata all'interno dell'oratorio)
  • Oratorio Paolo VI

Architetture civiliModifica

Villa Peruviana
Fatta erigere dal Console Generale del Perù a Milano, Generoso Galimberti nato a Seveso il 5 marzo 1846, è disposta su due piani con pianta a blocco, torretta belvedere con in cima un ampio porticato e terrazzo sostenuto da eleganti colonne. È in stile liberty, la facciata è di colore rosso argilla invecchiata, spaziosa nella sua entrata a modo coloniale per richiamare la struttura delle ville d'oltre mare. All'interno è decorata con pitture e affreschi dell'epoca. Nel suo giardino sono presenti piante di notevole pregio, un campo da tennis in terra rossa e un padiglione prefabbricato in legno che fu esposto alla Fiera Campionaria di Milano del 1918, era presente anche una serra e altre strutture a servizio della villa (rustici agricoli, casino per la caccia). Tra il 2005 e il 2008 gli eredi di Generoso Galimberti (famiglia Bizzozero) hanno deciso di iniziare una ristrutturazione della villa.[4]:
Villa Dho
Conosciuta fin dal 1837 come Villa La Petitosa, nel 1870 venne acquistata dal generale Luca Dho (militare garibaldino che combatté le guerre di indipendenza). La struttura è tipica delle ville padronali di inizio XIX secolo, disposta su due piani delimitati da semplici modanature marcapiano e scanditi da regolari finestre rettangolari, sul fronte principale è presente un caratteristico timpano centrale. Sul lato sud-ovest della villa esiste una campanella con supporto in mattoni con la scritta "LAUDATE DOMINO IN SONO". All'interno ci sono diverse sale, alcune cassonettate. Il giardino è ricco di specie arboree: castagni, cipressi, cedri, abeti, tuie, magnolie, faggi, roveri, pini; vi è anche un orto e un frutteto coltivato con vigne. Verso la fine dell'Ottocento nel giardino antistante alla villa venne costruito un pozzo profondo circa sessanta metri decorato con colonnine e da una copertura in lamiera. Nel 1943, a seguito dell'armistizio le SS occuparono la villa, trasformandola in un centro di comando dei comuni circostanti. Il nipote del generale, l'avvocato Gianluca Dho (che fu sindaco di Seveso nel dopoguerra) desiderò donare dopo la sua morte al Comune la villa e il suo parco che dal 5 ottobre 1985 sono parte del patrimonio dell'ente. Il Decreto Ministeriale del 18 aprile 1973, ha vincolato ai sensi della legge 1089/1939 l'immobile, i suoi giardini e gli edifici rustici annessi.
Villa Guglielmina
Nota anche come Villa Zeuner, è sita sul viale che dalla stazione FNM va verso la contrada di San Pietro Martire e nelle vicinanze dello stabilimento Schwarzenbach. Venne costruita a fine '800 da Roberto Zeuner e dedicata alla moglie Guglielmina. Progettata da architetti svizzeri con modanature e linee in stile chalet tipico dei borghi elvetici, dal tetto spiovente in ardesia. Sul lato destro è presente un colonnato che sostiene un terrazzo, sul tetto si aprono dei loggioni a veranda. Il giardino ha un tappeto erboso inglese, con diversi fiori e maestosi platani. Negli anni trenta, il fotografo sevesino Candido Perego girò un cortometraggio raccontando una favola per bambini, interpretata dalle scolaresche del luogo e bambini dell'asilo. Venne anche premiato alla mostra del cinema.
Villa Bianca
Sulla strada statale dei Giovi, posta a sentinella sulla strada che porta al palazzo Comunale (viale Vittorio Veneto), si erge con le sue linee architettoniche razionaliste. Venne progettata dall'architetto Giuseppe Terragni per il fratello Angelo, ingegnere operante nel settore edile, nel 1936. Possiede linee moderne, muri bianchi in grado di ricevere nelle sue ampie vetrate il riflesso dei raggi del sole. Una delle caratteristiche principali della villa, consiste nel concepire le strutture a grandi masse steccate o adiacenti in gioco armonico fra loro collegate da piani sottili. L'armonia deriva dall'uso magistrale delle forme ad angolo retto. All'interno del giardino sono presenti piante ad alto fusto ed altre esotiche importate dal Giappone.
Negli anni sessanta del novecento a fianco della villa venne costruito il Palazzo delle Esposizioni dei Mobili voluto dalla Associazione locale degli artigiani operanti nel settore dell'arredamento.
Ad oggi la Villa è di un privato e ne ha consentito l'accesso in occasione dell'evento di Ville Aperte nel settembre 2014.
Municipio (ex Casa del Fascio)
Venne realizzata da un progetto dell'Ing. Natale Bizzozero (al quale è stata dedicata una sala interna) a partire dal 1932, fu ultimata due anni dopo e solennemente inaugurata il 31 ottobre 1936 da Benito Mussolini in occasione di una sua visita in città. La costruzione affaccia su viale Vittorio Veneto e il corpo centrale, dal quale svetta la torre Littoria, affaccia su Piazza XXVIII Ottobre (poi rinominata Piazza Impero e infine Piazza XXV Aprile), ai lati sono presenti due fabbricati gemelli adibiti a scuola: a sinistra la Scuola di Disegno Generoso Galimberti e a destra la Scuola di Avviamento Professionale Arnaldo Mussolini. Sul fronte verso la piazza erano riportate a grandi lettere le date 4 novembre 1918 e 22 ottobre 1922 per ricordare la fine del primo conflitto mondiale e la Marcia su Roma, sulla torre Littoria invece era presente un altorilievo con un grande fascio stilizzato e l'anno XII dell'era fascista. Nel pomeriggio del 25 aprile 1945 l'edificio, dove si erano barricate le forze nazifasciste locali, fu circondato dai partigiani: la situazione di stallo fu risolta grazie alla mediazione del parroco. Le truppe tedesche abbandonarono Seveso il giorno seguente, mentre le camicie nere furono in gran parte fucilate nelle settimane successive. Nel secondo dopoguerra vennero eliminati i simboli fascisti e la struttura venne adibita a sede comunale.
Palazzina FLA

Aree naturaliModifica

 
Il Bosco delle Querce
Parco naturale Bosco delle Querce
Area naturale nata nell'ex zona A dell'incidente dell'Icmesa del 1976, creata sopra le due enormi vasche di contenimento nelle quali sono stati riposti tutti i materiali contaminati, tra cui i resti degli edifici, gli oggetti personali, i resti degli oltre 80.000 animali morti o soppressi ed anche il terreno rimosso e le attrezzature utilizzate per la bonifica stessa. Al di sopra di queste due vasche il terreno è stato sostituito da terra proveniente da altre aree non inquinate della regione e, a partire dal 1986, il parco, che occupa una superficie di oltre 44 ettari ed è gestito dal Comune di Seveso, in collaborazione con quello di Meda. Il parco è aperto al pubblico dal 1996, e dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre è aperto tutti i giorni, invece nel resto dell'anno solo il sabato e la domenica.
Parco delle Groane
Parco regionale che si estende su una superficie di 3.400 ettari, le Groane occupano la parte più occidentale del comune di Seveso, nella località Altopiano.

AltroModifica

  • Monumento ai Caduti:

Disegnato da Luigi Maderna per commemorare i caduti sevesini della prima guerra mondiale, il monumento ha una forma di obelisco. È formato da blocchi in granito rosa di Baveno con decorazioni in bronzo; originariamente era posizionato in viale Vittorio Veneto prima del ponte sul torrente Seveso. Venne inaugurato il 10 ottobre 1920 e trasferito nel 1928 davanti all'ingresso del "Campo delle Oche" (il vecchio cimitero comunale dismesso nel 1924 a seguito della costruzione della nuova struttura). La statua raffigurante la Madonna che regge un caduto è stata realizzata dal Professor Nardo Pajella e l'ultima riorganizzazione della piazzetta del monumento è stata progettata dall'architetto Roberto Pajella (figlio dell'artista).

  • Oratorio Paolo VI

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo le statistiche ISTAT[6] al 1º gennaio 2016 la popolazione straniera residente nel comune era di 1 738 persone, pari al 7% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[6]

Tradizioni e folcloreModifica

  • Dan Daran Dan
    Questa è una tradizione fortemente radicata nel quartiere della parrocchia di San Pietro, riorganizzata quando questa tradizione si stava ormai perdendo. Il mattino del primo giorno dell'anno è usanza che i ragazzini percorrano le vie di San Pietro sostando davanti alle finestre degli assonnati concittadini gridando: Dan Daran Dan Ghè chi ul Giuàn (Dan Daran Dan c'è qui il Giovane Anno).
  • Calendimaggio Sampietrino
    Nella prima domenica e lunedì di maggio, i sevesini festeggiano il calendimaggio, antica e partecipata festa in memoria del martirio di San Pietro da Verona. Il lunedì, oltre alle bancarelle, c'è un rito devozionale molto caro ai sevesini: l'imposizione del "coltello del martirio", antico falcastro con cui è stato inflitto il martirio al frate Pietro da Verona.
  • Settimana Venatoria
    La Settimana Venatorio Ornitologica è un appuntamento che negli ultimi anni ha raggiunto il traguardo di più di trentamila presenze. Durante questa settimana vengono organizzati una serie di eventi sportivo culturali di diverso genere.

CulturaModifica

La Biblioteca Civica "Villa del Sole" di Seveso fa parte del Sistema Bibliotecario "BrianzaBiblioteche"[7]. Di grande interesse culturale scientifico è l'Osservatorio Astronomico "Città di Seveso".

Geografia antropicaModifica

Suddivisioni storicheModifica

  • Seveso Centro
  • Baruccana
  • Altopiano
  • San Pietro Martire

EconomiaModifica

Come testimoniano le numerose cascine ancora presente sul territorio, l'economia di Seveso è storicamente legata all'agricoltura e all'allevamento oltre che alla lavorazione del legno. Nel 1884 viene attivato, in prossimità della stazione, lo stabilimento tessile Schwarzenbach.

ArtigianatoModifica

Nel settore dell'artigianato è ancora diffusa e rinomata l'antica lavorazione e realizzazione di mobili in stile.[8]

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 
Fabbricato viaggiatori della stazione

Il comune è attraversato dalla linea ferroviaria Milano-Asso, gestita da FerrovieNord. La stazione di Seveso è servita dai treni delle linee S2 e S4 del servizio ferroviario suburbano di Milano e dei treni regionali Milano-Asso.

Nel febbraio 2006 è stato riattivato anche il tratto ferroviario Seveso-Camnago-Lentate, fermo da diversi decenni.

La stazione di Seveso è situata nel centro della città ed è dotata di interscambio con il servizio autobus dell'azienda Air Pullman s.p.a.

Dal 9 dicembre 2012 è stata riattivata la linea ferroviaria Saronno-Seregno. La stazione si trova nella frazione di Baruccana in via Montecassino. È stato realizzato anche un sottopassaggio veicolare e ciclo-pedonale proprio in corrispondenza della nuova stazione.

Mobilità urbanaModifica

La autolinea Z115 Saronno - Seregno, gestita da Air Pullman s.p.a., passa per Baruccana, Seveso-Corso Isonzo, Seveso Comune-stazione, Seveso-Corso Garibaldi.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1961 1970 Davide Meardi Democrazia Cristiana Sindaco
1970 1980 Francesco Rocca Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Giuseppe Cassina Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1989 Giancarlo Orsenigo Democrazia Cristiana Sindaco
1989 1994 Davide Meardi Democrazia Cristiana Sindaco
1994 1998 Giordano Cassetta centrosinistra Sindaco
1998 2008 Clemente Galbiati centrodestra Sindaco
2008 2012 Massimo Donati centrodestra Sindaco
2012 2013 Adriana Sabato commissario prefettizio
2013 2018 Paolo Butti centrosinistra Sindaco
2018 in carica Luca Allievi Centrodestra Sindaco

SportModifica

La squadra di calcio locale è la Ba.Se. 96 Seveso: fondata nel 1996 mediante fusione dell’A.S. Seveso (primo club cittadino, attivo dal 1909) con il F.B.C. Baruccana, vanta quale maggior successo della propria storia la partecipazione alla Serie D 2007-2008. Suoi colori sociali sono il rosso e il verde; sede delle gare interne è lo stadio Enrico Colombo, capace di 1 200 spettatori.

Altra società cittadina di rilievo è l'A.S.D. Club Altopiano Baseball Softball (C.A.B.S.), attualmente militante nella Serie C di baseball.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Seveso - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2019.
  3. ^ Stemma Comune di Seveso, su Comuni-Italiani.it. URL consultato il 6 giugno 2020.
  4. ^ Restauro di villa La Peruviana | Architetto Cristina Rampazzo, su www.cristinarampazzo.it. URL consultato il 5 ottobre 2017.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b Popolazione straniera residente per età e sesso al 31 dicembre 2015
  7. ^ Sito BrianzaBiblioteche
  8. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.

Voci correlateModifica

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