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Silence (film 2016)

film del 2016 diretto da Martin Scorsese
Silence
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Adam Driver e Andrew Garfield in una scena del film
Lingua originaleinglese, giapponese
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Taiwan, Messico
Anno2016
Durata161 min[1]
Rapporto2.35: 1
Generedrammatico, storico
RegiaMartin Scorsese
Soggettodal romanzo di Shūsaku Endō
SceneggiaturaJay Cocks, Martin Scorsese
ProduttoreBarbara De Fina, Randall Emmett, Vittorio Cecchi Gori, Martin Scorsese, Irwin Winkler, Emma Tillinger Koskoff, Gaston Pavlovich
Casa di produzioneCappa Defina Productions, Cecchi Gori Pictures, Corsan, Emmett/Furla/Oasis Films, Sikelia Productions, AI-Film, Fábrica de Cine, SharpSword Films, IM Global
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaRodrigo Prieto
MontaggioThelma Schoonmaker
MusicheKim Allen Kluge, Kathryn Kluge
ScenografiaDante Ferretti, Francesca Lo Schiavo
CostumiDante Ferretti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Silence è un film del 2016 diretto da Martin Scorsese.

Il film, che segna il ritorno alla collaborazione con Scorsese dello sceneggiatore Jay Cocks, dopo L'età dell'innocenza e Gangs of New York[2], è tratto dal romanzo storico Silenzio del 1966 del giapponese Shūsaku Endō, che narra le persecuzioni subite dai cristiani in Giappone durante il periodo Tokugawa nel XVII secolo e la storia dei padri gesuiti realmente esistiti padre Cristóvão Ferreira e il gesuita italiano Giuseppe Chiara, su cui Endo ha modellato il personaggio di Padre Rodrigues. [3] Nei panni di tre padri gesuiti appaiono Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson.

Dallo stesso soggetto Masahiro Shinoda trasse nel 1971 il film Chinmoku presentato l'anno successivo in concorso a Cannes.

TramaModifica

A Macao, nel 1633 [4], i due giovani gesuiti portoghesi, Sebastião Rodrigues e Francisco Garupe, vengono a sapere, da padre Alessandro Valignano, che il loro confessore, Cristóvão Ferreira, missionario in Giappone, dopo essere stato torturato, ha fatto apostasia e ha abbracciato lo stile di vita giapponese. I due non vogliono credere alla notizia e decidono di mettersi alla ricerca del loro padre spirituale.

Grazie a una nave cinese i due riescono a sbarcare clandestinamente in Giappone, assieme alla loro guida locale, Kichijiro, un pescatore giapponese alcolizzato, trovato nel porto di Macao. Ad accoglierli, in un villaggio costiero, è una nutrita comunità di contadini cristiani, costretta a praticare la loro fede in segreto, a causa delle persecuzioni. Rodrigues e Garupe iniziano, così, ad amministrare i sacramenti alla loro nuova comunità di fedeli e il primo si reca anche a portare conforto spirituale nella vicina isola di Gotō. In una confessione Rodrigues viene inoltre a sapere che Kichijiro era cristiano, ma che aveva rinnegato la sua fede per non essere arso vivo come tutta la sua famiglia.

Poco dopo l'arrivo dei due gesuiti, tuttavia, si presentano al villaggio alcune autorità in cerca di cristiani. Per proteggere le guide spirituali, quattro contadini decidono di offrirsi come ostaggi. Tra questi c'è anche Kichijiro, che, tuttavia, durante il rito dello yefumi accetta di sputare sopra un crocifisso, avendo così salva la vita. I restanti tre vengono invece crocifissi sulla scogliera e lasciati in balia della marea fino al decesso.

Rodrigues e Garupe decidono, quindi, di dividersi. Rodrigues ritorna a Gotō, dove trova il villaggio in cui aveva predicato distrutto. Dopo essersi avventurato nell'entroterra, ritrova Kichijiro, che il giorno successivo lo consegna alle autorità in cambio di una taglia. Nonostante ciò, il giovane si dimostra dispiaciuto e comunica al gesuita di essere stato costretto a denunciarlo e di non aver accettato il denaro della taglia.

Tenuto prigioniero assieme ad altri contadini cristiani, Rodrigues ha un colloquio con un interprete che rinfaccia ai gesuiti di non riuscire a comprendere la profondità della cultura giapponese e l'arroganza con cui vogliono, invece, imporre il loro credo. L'interprete conferma, inoltre, le notizie che il giovane aveva sentito a Macao su padre Ferreira.

Il prete viene, successivamente, trasferito a Nagasaki, dove ha il primo colloquio con il temibile inquisitore Inoue Masahige (che si rivela essere un debole anziano) e altre autorità, le quali cercano di far comprendere al giovane missionario che la dottrina cristiana non potrà mai attecchire in Giappone. Rodrigues ribatte, tuttavia, sottolineando il carattere universale della Verità cristiana. Nei giorni successivi hanno luogo altri colloqui con l'inquisitore, volti a far cambiare idea al gesuita, che è anche costretto ad assistere ad alcune esecuzioni di cristiani. In carcere incontra anche Kichijiro che, dopo essere stato assolto per i propri peccati, non esita nuovamente ad abiurare per essere libero.

Un giorno Rodrigues viene anche condotto su una spiaggia, dove si sta preparando un'altra esecuzione di cristiani. Tra di essi scorge anche l'amico Garupe. L'interprete spiega al gesuita che, in realtà, tutti i prigionieri hanno già rinnegato la loro fede, ma che verranno comunque giustiziati se Garupe non farà altrettanto. Garupe, tuttavia, rifiuta e muore a sua volta mentre cerca di salvare una ragazza gettata in mare per essere affogata.

Condotto in un tempio buddhista, Rodrigues incontra, finalmente, padre Ferreira. Alla vista del suo ex padre spirituale, conosciuto ora con il nome di Sawan Chūan, il giovane scoppia in lacrime.

Ferreira, cerca, dunque, di spiegare al giovane i motivi della sua apostasia: i giapponesi non potranno mai comprendere l'essenza effettiva del Dio cristiano. La cultura giapponese permette, inoltre di ritrovare la vera natura dell'uomo, e forse anche Dio stesso. L'ex sacerdote dichiara poi di essere impegnato nella stesura di un trattato di astronomia e di uno volto a enunciare gli errori della dottrina cattolica.

Rattristato e contrariato con Ferreira, Rodrigues si dichiara pronto ad affrontare il martirio. Udendo i pianti di alcuni cristiani torturati, nonostante avessero abiurato, e sollecitato nuovamente dallo stesso Ferreira, il missionario decide, tuttavia, di compiere lo yefumi per salvare le vite dei suppliziati. Nel compiere il gesto di apostasia, il giovane ode anche la voce di Cristo stesso che lo invita a calpestarlo per risparmiare i contadini.

Dopo l'apostasia anche Rodrigues abbraccia lo stile di vita giapponese, imparandone gli usi e costumi e sposando una donna locale. È inoltre incaricato di esaminare i carichi delle navi occidentali che sbarcano a Nagasaki, per evitare che eventuali oggetti di devozione cristiana possano entrare nell'isola. In questo risulta più scrupoloso e inflessibile dello stesso Ferreira, sulla cui abiura, per altro, in seguito sorgerà qualche dubbio, nel momento in cui un giorno lo stesso si rivolgerà a Dio chiamandolo "Nostro Signore" salvo poi rimangiarsi quanto sfuggitogli.

Un giorno Kichijiro, ora servo in casa di Rodrigues, chiede all'ex gesuita di poter ricevere l'assoluzione per i suoi peccati. Lui si rifiuta dicendo di non essere più un prete e, dopo aver sempre sofferto per il silenzio di Dio, realizza che è proprio attraverso il silenzio che Dio comunica con lui. Poco tempo dopo, viene trovato addosso a Kichijiro un ciondolo contenente un'icona e per questo viene condannato a morte. Rodrigues, di fronte a questo, non mostra alcun segno che possa far pensare ad un suo effettivo ritorno al cristianesimo.

Ormai vecchio, l'ex gesuita muore e viene cremato come buddista. In realtà all'interno della bara posta sulla pira funeraria, la moglie gli ha segretamente messo tra le mani un piccolo crocifisso, dono di un fedele martire del primo villaggio in cui arrivò in Giappone.

PromozioneModifica

Il primo trailer del film è stato diffuso online il 23 novembre 2016.[5]

DistribuzioneModifica

L'anteprima del film si è tenuta a fine novembre a Roma, davanti a un pubblico ristretto di 400 padri gesuiti con il benestare di padre James J. Martin, editore della rivista gesuita America, che ha collaborato come consulente nella produzione del film e ha scelto personalmente la location italiana e la data.[6] La rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica il 9 dicembre successivo ha pubblicato in italiano e inglese un'ampia intervista di 22 pagine a Martin Scorsese, realizzata dal direttore Antonio Spadaro, nella quale il regista parla estesamente dell'ispirazione del suo film.[7]

Negli Stati Uniti il film ha avuto una distribuzione limitata a opera di Paramount Pictures a partire dal 23 dicembre 2016,[8][9] per poi essere distribuito in tutto il paese nel gennaio 2017.[9]

In Italia il film è uscito nei cinema il 12 gennaio 2017,[10] distribuito da 01 Distribution.[9]

Produzione e IncassiModifica

  • Dopo aver girato i precedenti due film ricorrendo alla cinepresa digitale, Martin Scorsese ha deciso che per Silence avrebbe utilizzato esclusivamente la pellicola 35 millimetri.
  • Inizialmente Martin Scorsese aveva scritturato Daniel Day-Lewis, Gael García Bernal e Benicio del Toro, tuttavia hanno tutti abbandonato il progetto a causa dei ritardi continui nella lavorazione e sono stati sostituiti rispettivamente da Liam Neeson, Andrew Garfield e Adam Driver [11]
  • Le riprese si sono svolte interamente in Cina e a Taiwan, dal 30 gennaio al 15 maggio 2015.
  • Con un budget di 46 milioni di dollari, il film è stato un flop. Gli incassi mondiali sono stati di circa 23 milioni di dollari, di cui solo 7 milioni nel mercato nordamericano; rendendo la pellicola di minor successo commerciale di Martin Scorsese.

CriticaModifica

Il titolo del film Silence riprende il problema teologico del non intervento di Dio di fronte alla presenza del male; ovvero, secondo MYmovies, «il sentirsi abbandonato da un Dio il cui silenzio è talvolta assordante. Ognuna delle torture cui padre Rodrigues, l'io narrante della storia, verrà sottoposto mette alla prova non solo la sua fede ma la sua visione del mondo, l'idea stessa che esista una verità assoluta valida per tutti, e la legittimità di imporla agli altri, esponendoli a pericolo di vita. Dopo averci fatto immedesimare nelle lodevoli intenzioni di Rodrigues, infatti, Scorsese ribalta più e più volte la prospettiva, mostrandoci come, dal punto di vista giapponese, l'attività missionaria contenesse in sé una volontà colonizzatrice [...] In questo senso Scorsese costruisce un film binario e palindromo [...] che consente una doppia e opposta lettura della vicenda narrata».[12]

Scrive Il Morandini: «Debole nell'argomentazione teologica, confuso anziché complesso. Suscita domande, non fornisce risposte, ma fa riflettere».[13]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Emanuele Biotti, Silence: annunciata una nuova durata dell’ultimo film di Martin Scorsese, su badtaste.it, 18 ottobre 2016. URL consultato il 18 ottobre 2016.
  2. ^ Silence (2016), MYmovies.it. URL consultato il 27 settembre 2016.
  3. ^ Mymovies.it ibidem
  4. ^ Mymovies.it
  5. ^ Andrea Bedeschi, Silence: Andrew Garfield e Liam Neeson nel trailer del nuovo film di Martin Scorsese!, badtaste.it, 23 novembre 2016. URL consultato il 23 novembre 2016.
  6. ^ Mirko D'Alessio, Silence: 400 gesuiti vedranno il film di Martin Scorsese in anteprima a Roma, badtaste.it, 9 novembre 2016. URL consultato il 13 novembre 2016.
  7. ^ Antonio Spadaro, «Silence». Intervista a Martin Scorsese, laciviltacattolica.it, 9 dicembre 2016. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  8. ^ (EN) Facing Tough Voting Deadlines, ‘Silence’ Officially Enters the Oscar Race, in Variety. URL consultato il 27 settembre 2016.
  9. ^ a b c Matteo Tosini, Silence: il film di Martin Scorsese uscirà nelle sale americane a dicembre, badtaste.it, 27 settembre 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  10. ^ Foto dal Film, Comingsoon.it. URL consultato il 26 ottobre 2016.
  11. ^ «La lentezza nel concretizzarsi del progetto è derivata non solo dalle innumerevoli difficoltà produttive e defezioni del cast (che un tempo comprendeva Daniel Day-Lewis e Benicio del Toro)...».
  12. ^ Paola Casella, Silence, su mymovies.it, 11 dicembre 2016.
  13. ^ Il Morandini, su mymovies.it.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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