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Nocera Inferiore
già Nocera dei Pagani
stazione ferroviaria
StazioneNocera.jpg
La stazione di Nocera Inferiore
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàNocera Inferiore
Coordinate40°44′41.64″N 14°38′10.32″E / 40.7449°N 14.6362°E40.7449; 14.6362Coordinate: 40°44′41.64″N 14°38′10.32″E / 40.7449°N 14.6362°E40.7449; 14.6362
LineeNapoli-Salerno
Nocera Inferiore-Mercato San Severino
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeIn uso
OperatoreRete Ferroviaria Italiana
Attivazione1844
Binari5
InterscambiAutobus urbani ed extraurbani per Sarno, Amalfi, Salerno, Codola, Pompei e Fisciano

La stazione di Nocera Inferiore è una stazione ferroviaria a servizio della città di Nocera Inferiore.

Indice

StoriaModifica

 
Il progetto della ferrovia da Napoli a Nocera e Castellammare

In origine denominato "Nocera dei Pagani", l'impianto rappresenta una delle strutture storiche della regione Campania, in quanto fu inaugurata il 18 maggio 1844 nell'ambito del prolungamento della Napoli-Portici. La convenzione per la costruzione di questa linea venne firmata nel 1836[1]; con essa si concedeva all'ingegner Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie la concessione per la costruzione in quattro anni di una linea ferroviaria da Napoli a Nocera Inferiore con un ramo per Castellammare che si sarebbe staccato all'altezza di Torre Annunziata.

Il 1º agosto 1842 veniva infatti inaugurato il tronco successivo fino a Castellammare e due anni dopo, nel 1844, la diramazione per Pompei, Angri, Pagani e Nocera Inferiore. Nel 1846 il Bayard otteneva la concessione anche per il prolungamento su San Severino e Avellino[2].

Nel 1882 la stazione assunse un ruolo di bivio con l'apertura della stazione di Nocera Inferiore Mercato e la linea per Codola.

Il 12 dicembre 1909 la denominazione dell'impianto venne mutata in "Nocera Inferiore"[3].

 
Piazza Trieste e Trento

Nel settembre del 1930 una motrice in arrivo in stazione non riuscì a frenare in tempo scaraventando in avanti una locomotiva in sosta. Quest'ultima abbatté sia il paraurti del deposito che il muro di cinta della stazione, spingendosi fino alla strada. L'incidente, che si guadagnò la copertina de La Tribuna illustrata, non produsse alcuna vittima[4].

Il 27 novembre 1942 la stazione fu teatro di un disastro ferroviario: lo scontro tra un treno merci e una tradotta militare che causò 28 morti[5].

Prima della realizzazione della galleria Santa Lucia, avvenuta nel 1977, tutti i treni da e per Salerno vi si dovevano fermare per agganciare (o sganciare) un locomotore di supporto fornendo la "spinta" per superare il dislivello presente tra Nocera e il capoluogo[6].

Strutture e impiantiModifica

La stazione, gestita da Rete Ferroviaria Italiana, è dotata di 5 binari passanti e da un piccolo scalo merci utilizzato maggiormente per la sosta dei mezzi di manutenzione ferroviaria.

I binari 1 e 2 vengono utilizzati maggiormente per il servizio metropolitano e i regionali da e per Salerno via Cava de' Tirreni. I binari 3 e 4 sono quelli appartenenti alla linea principale (Napoli-Salerno). Il binario 5 viene impiegato per il servizio regionale da e per Salerno via Mercato San Severino. Nel 2018, la stazione è stata totalmente ristrutturata, vedendosi aggiunta una nuova entrata supplementare e l'installazione di nuovi ascensori.[7]

MovimentoModifica

ServiziModifica

La stazione è classificata da RFI nella categoria silver e dispone di:

  •   Biglietteria a sportello
  •   Biglietteria self-service
  •   Posto di Polizia Ferroviaria
  •   Sala di attesa
  •   Edicola
  •   Bar
  •   Servizi igienici
  •   Annuncio sonoro treni in arrivo, in partenza e in transito
  •   Sottopassaggio pedonale

NoteModifica

  1. ^ Decreto su wikisource
  2. ^ Decreto e capitoli di concessione perché la strada ferrata da Napoli a Nocera sia prolungata per Sanseverino ad Avellino su Wikisource
  3. ^ Ordine di Servizio n. 352 del 1909
  4. ^ La tribuna illustrata, Anno XXXVIII n. 38 del 28 settembre 1930. Illustrazione di Vittorio Pisani
  5. ^ Nicola Tranfaglia, La stampa del regime, 1932-1943: le veline del Minculpop per orientare l'informazione, 2005. p. 190. Parzialmente consultabile su Google books
  6. ^ Francesco Belsito, Storia di Nocera. Monumenti, personaggi, leggende, Angri, Gaia, 2013, p. 75
  7. ^ https://risorgimentonocerino.it/attualita/6963-nocera-inferiore-tante-novita-in-arrivo-dall-accordo-tra-comune-e-ferrovie.html

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica