Apri il menu principale

Stazione di Pescara Centrale

stazione ferroviaria italiana
(Reindirizzamento da Stazione di Pescara)
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Pescara Centrale" rimanda qui. Se stai cercando l'omonima stazione dismessa, vedi Stazione di Pescara Centrale (FEA).
Pescara Centrale
già Castellammare Adriatico
stazione ferroviaria
Pescara centrale.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàPescara
Coordinate42°28′04″N 14°12′15″E / 42.467778°N 14.204167°E42.467778; 14.204167Coordinate: 42°28′04″N 14°12′15″E / 42.467778°N 14.204167°E42.467778; 14.204167
LineeAdriatica
Roma-Sulmona-Pescara
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeIn uso
OperatoreRete Ferroviaria Italiana
Attivazione1988
Binari12
InterscambiAutolinee urbane e interurbane, taxi
Statistiche passeggeri
al giorno5479 (2013)
all'anno2 000 000 (2013)
Fonte[1]

La stazione di Pescara Centrale è una stazione ferroviaria della linea Adriatica a servizio dell'omonima città, di cui ne costituisce il principale scalo ferroviario. La stazione, ubicata nel centro città, è il più grande scalo ferroviario d'Abruzzo. Nel 2013 serviva circa 2 milioni di passeggeri all'anno[1].

Indice

Strutture e impiantiModifica

Fabbricato antico (1863-1988)Modifica

 
Ex sede della stazione

La prima stazione venne aperta nel 1863 con la denominazione di "Castellammare Adriatico", mutata in "Pescara Centrale" nel 1927[2]. Sul lato Nord del fabbricato per la linea Adriatica, è presente la piccola stazione per la linea Pescara-Penne.

L'antica stazione, costruita nel 1881 sostituendo l'originario fabbricato in legno[3], è oggi sede dell'ICRANet; affacciava direttamente sulla SS 16, proprio all'incrocio con la strada principale della città, corso Umberto I. Tale strada avrebbe dovuto presentare una sorta di porta di ingresso, costituita dal palazzetto Imperato e da un suo gemello che però non fu mai costruito.

 
Veduta dall'alto in cui è evidente la relazione tra l'edificio dell'ex stazione e Corso Umberto I

Il piazzale dei binari occupava tutta l'area oggi detta "di risulta", in cui attualmente trovano sede il terminal degli autobus ed un grande parcheggio. La sede in cui si immettevano i binari in direzione nord è oggi nota come strada parco (via Castellamare Adriatico): la variante della ferrovia nel tratto fino a Montesilvano ha permesso la costruzione dell'attuale viale, ed in questa sede verrà attivato il servizio filoviario, i cui lavori non sono ancora ultimati.

L'apertura della nuova stazione ha significato molto dal punto di vista urbanistico, essendo stata trasferita l'intera linea ferroviaria su una sede sopraelevata a ridosso delle pendici collinari, e priva di intersezioni con le strade della città, liberata così dai passaggi a livello.

Edificio attuale (1988-oggi)Modifica

 
Esterno del nuovo fabbricato viaggiatori

La struttura si trova più a ovest rispetto al precedente edificio, e si affaccia sull'enorme piazzale creatosi dal trasferimento dei binari sulla nuova linea. Il progetto iniziale del nuovo fabbricato viaggiatori fu redatto nel 1962 dall'architetto Corrado Cameli del Servizio Lavori delle Ferrovie dello Stato e prevedeva una struttura in acciaio strallata. La modifica della struttura strallata in acciaio con una in cemento armato precompresso e il relativo calcolo strutturale furono eseguiti nel 1970 dallo "Studio Ingegneri Giovanni e Piero Cerasoli" di Pescara con la consulenza dell'ingegnere Carlo Cestelli Guidi, necessaria in quanto si trattava di una delle prime opere in cemento armato precompresso realizzate in Italia dalle Ferrovie dello Stato.

 
Uno dei due corpi dell'edificio visto dal piazzale binari

L'opera fu completata nel 1988 dopo molti anni di lavoro[4]; l'inaugurazione si tenne il 27 gennaio[5].

La stazione è costituita da due corpi che racchiudono il piazzale dei binari; presentano due lunghe facciate parallele (una che affaccia sull'area di risulta, lato mare, dove è presente l'ingresso principale; e una parallela su via Enzo Ferrari) ricoperte con vetri riflettenti, che sono di 20 metri più lunghe rispetto alla "pensilina" di Termini[6]. La struttura presenta il fabbricato viaggiatori al piano terra, dove risiedono la biglietteria e tutti i servizi; al primo piano è presente un corridoio che raccorda l'ingresso a tutti i binari attraverso scale, scale mobili e ascensori. Infine il piazzale binari è sopraelevato al secondo piano.

 
Interno: biglietteria

Piazzale ferroviarioModifica

La stazione, gestita da RFI, dispone di otto binari lineari più quattro binari tronchi: il 4° e il 7° tronco nord, il 5° e l'8° tronco sud. I binari passanti sono utilizzati soprattutto per i treni a lunga percorrenza (in particolare le frecce sui binari dal 2 al 5) e per alcuni treni regionali come il Sulmona-Teramo e quelli diretti ad Ancona o a Roma; i binari tronchi sono utilizzati a volte per i regionali diretti a Termoli, per alcuni regionali che effettuano solo il percorso Pescara-Teramo e per alcuni treni gestiti da Sangritana diretti a Lanciano o a San Benedetto del Tronto.

MovimentoModifica

 
Il retro dell'edificio appare identico alla facciata principale

La stazione è servita da relazioni a lunga percorrenza svolte da Trenitalia e da treni regionali previsti dal contratto di servizio stipulato con la Regione Abruzzo svolti da Trenitalia e Sangritana (oggi Gruppo T.U.A.).

ServiziModifica

La stazione, la cui area commerciale è gestita da CentoStazioni, dispone di:

  •   Biglietteria a sportello
  •   Biglietteria self-service
  •   Sala d'attesa
  •   Deposito bagagli con personale
  •   Servizi igienici
  •   Posto di Polizia ferroviaria
  •   Bar
  •   Ristorante
  •   Negozi

InterscambiModifica

All'esterno della stazione si trovano il terminal autobus centrale e i capolinea della maggior parte delle linee di trasporto urbano.

  •   Fermata autobus
  •   Stazione taxi

NoteModifica

  1. ^ a b Sito Federazione Italiana Lavoratori Trasporti Abruzzo (articolo Il Centro), su filtabruzzo.it, 1º novembre 2014.
  2. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 12, 1927.
  3. ^ Raffaele Colapietra, Pescara 1860-1927, Pescara, Costantini Editore, 1980.
  4. ^ Sito ufficiale CentoStazioni, su centostazioni.it, febbraio 2017. URL consultato il 21 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2017).
  5. ^ "Pescara, 30 anni fa l’inaugurazione della nuova stazione: ecco le foto inedite", PrimaDaNoi.it, su primadanoi.it. URL consultato il luglio 2018.
  6. ^ "Murata e blindata la stazione fantasma", Il Centro, su ilcentro.it, luglio 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica