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1leftarrow blue.svgVoce principale: Emilia.

L'Emilia è una regione con una grande eredità storica, con vestigia risalenti al Paleolitico.

Entrò nel regno d'Italia nel marzo del 1860 assieme alla Romagna e la Toscana. Prima di quella data era stata la patria dei famosi ducati di Piacenza, Parma, Guastalla e Modena, oltre al libero comune di Bologna.

Indice

StoriaModifica

AntichitàModifica

Paleolitico, Neolitico e Età del ferroModifica

Nella regione sono stati ritrovati resti di insediamenti risalenti al Paleolitico a Albinea, Campegine e a Calerno, oltre a reperti del Neolitico e palafitte (Terramare), unico tipo di abitazioni prima della bonifica delle paludi che erano disseminate per tutta la Pianura Padana. Durante l'Età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) si sviluppò la famosa Civiltà villanoviana, così chiamata dal nome di un sito a Villanova, durante la quale furono fondate le prime città. Le principali testimonianze di questa cultura sono soprattutto ceramiche usate come urne funerarie.

 
Tipica tomba villanoviana

Dominio degli Etruschi e dei Galli BoiModifica

Dal VI al III secolo a.C. la zona fu dominata (come la Romagna) dagli Etruschi che vi fondarono fiorenti colonie come Spina, Parma e Felsina, l'attuale Bologna. In quest'ultima città, al Museo Civico Archeologico, sono conservati vari reperti di età etrusca. Durante il dominio etrusco, arrivarono dalla Francia i Galli Boi che finirono per dominare la pianura dove appresero la scrittura dagli etruschi.

Dominio romanoModifica

I Romani conquistarono l'Emilia nel III secolo a.C. e vi costruirono (nel 187 a.C.) un'importantissima via consolare, la Via Emilia, grazie a Marco Emilio Lepido, e Augusto ne fece un'unica regione assieme alla Liguria. Lungo il percorso sorsero le città di Modena (Mutina), Piacenza (Placentia) e Reggio Emilia (Regium Lepidi), mentre si espansero Parmam (Parma) e Bononia (Bologna). Durante il dominio di Roma, l'Emilia cambiò radicalmente: i boschi vennero tagliati per fornire il legname alla capitale e le paludi della pianura furono bonificate. Le principali vestigia della dominazione romana sono presenti in tutta l'Emilia, in particolare a Piacenza, dove vi è il sito archeologico di Velleia, un'antica città romana.

MedioevoModifica

Goti e LongobardiModifica

Nel IV secolo d.C., la zona fu soggetta a ondate di popolazioni barbariche dal Nord Europa. Tali invasioni, iniziate nel V secolo d.C., portarono rovina in tutta la regione. Le paludi ripresero il sopravvento, i campi furono abbandonati e la vita della gente fu minacciata. Tuttavia, all'arrivo dei Goti di Odoacre, la regione ebbe un periodo di tranquillità terminato nel VI secolo con il disastroso arrivo dei Longobardi di Agilulfo che portarono, sostituendosi ai Bizantini che si erano insediati ai tempi di Giustiniano, tremende carestie, fame, epidemie di peste e inondazioni. Durante il dominio longobardo si formarono vari piccoli ducati, come il Ducato di Parma, di Piacenza, di Persiceto, di Modena e di Reggio nell'Emilia. Nel 728 d.C. divennero longobarde anche Bologna e Imola. La regione fu definitivamente longobarda con Astolfo nel 751.

FranchiModifica

In seguito al dominio longobardo, vennero i Franchi di Carlo Magno, che divise la regione in vari feudi amministrati da vescovi, che all'epoca avevano non solo ruoli religiosi, ma anche politici e amministrativi. Dopo il Trattato di Verdun, gran parte del Nord Italia, inclusa l'Emilia, passa al figlio di Carlo Magno Ludovico il Pio.

Le vicissitudini durante l'alto MedioevoModifica

Il Marchese del Friuli Berengario venne eletto re e successe Ludovico. Ma i suoi sostenitori combatterono fra di loro e lo uccidono a tradimento e qualche anno dopo sale al potere Berengario secondo, marchese d'Ivrea. Berengario II, per mantenere il potere, si sottomette a Ottone I che nel 962 scende nella penisola, depone Berengario II e si proclama Re d'Italia. Il 12 febbraio 1002 diviene Re d'Italia Arduino, che deve fronteggiare Ottone di Carinzia,arrivato in Italia nel nome dell'imperatore di Germania, Enrico II, che ha varcato le Alpi con un piccolo esercito per spodestare Arduino. Viene però sconfitto in Trentino e a quel punto, Ottone si ritrita. Tempo dopo, Arduino decide di farsi monaco e entra nell'ordine dei frati benedettini all'abbazia di Fruttuaria.

Le signorie e i ducatiModifica

L'epoca dei ducati (XV secolo-1860)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rinascimento emiliano.

Nel XII secolo in Emilia molti feudi divennero indipendenti, trasformandosi in liberi comuni. Particolarmente importanti furono i comuni di Parma e Piacenza, ma soprattutto Bologna, dove, nel 1088, si sviluppò la prima università europea. Nel XIII secolo nacquero le prime contee e i primi ducati della regione. I più importanti sono:

 
Jean-Jacques Régis de Cambacérès

L'età napoleonicaModifica

L'arrivo dei francesiModifica

Nel 1793 Napoleone Bonaparte, all'epoca generale di brigata, ricevette l'incarico di ispettore d'artiglieria dell'Armata d'Italia, che da tempo era bloccata tra le truppe piemontesi a nord e le navi inglesi a sud mentre tentava di invadere il Regno di Sardegna.

Nell'aprile del 1794 le truppe francesi, guidate da Napoleone, ruppero il blocco presso Oneglia, in Liguria, riuscendo così ad avanzare nella penisola italiana. Gradatamente, Bonaparte avanzò, pressoché senza problemi, nell'Italia settentrionale portando l'ideale di libertà della Rivoluzione francese tra i popoli del luogo che cominciarono a ribellarsi ai loro sovrani ed acclamando i francesi come liberatori.

Il 7 maggio 1796 il generale Dallemagne raggiunse Piacenza alle ore 9 del mattino, dando inizio all'espansione francese in Emilia e in Romagna. Il 9 maggio, due giorni dopo la caduta di Piacenza, il Duca di Parma Ferdinando I firmò l'armistizio con le truppe napoleoniche, mentre il Ducato di Modena venne occupato ad ottobre e la Legazione di Romagna, appartenente allo Stato Pontificio, poco dopo.

Le RepubblicheModifica

A Reggio, il 7 maggio 1796, giorno della caduta di Piacenza, il duca Ercole III d'Este decise, a causa dell'imminente arrivo delle truppe francesi e delle sommosse popolari, di ritirarsi a Venezia. Venne così proclamata la Repubblica Reggiana, che venne annessa poco tempo dopo ai territori occupati da Napoleone, che proclamò nello stesso anno, a Bologna, la Repubblica Bolognese. Alla fine del 1796 vennero proclamate nel Nord Italia, due repubbliche, dipendenti dalla Francia: la Repubblica Transpadana (composta da quello che era il Ducato di Milano fino all'anno precedente) e la Repubblica Cispadana (formatasi dall'unione di Ducato di Modena, Repubblica Reggiana e Repubblica Bolognese). Il 7 marzo 1797 vennero unite, assieme alla Legazione di Romagna, nella Repubblica Cisalpina, che adottò il tricolore, nato a Reggio nel 1796, come bandiera.

 
Bandiera della Repubblica Cisalpina
 
Il tricolore della Repubblica Cispadana

Il RisorgimentoModifica

Il biennio 1848-49 vede in campo tutte le classi sociali. A Reggio, a Modena e a Bologna il popolo scende in piazza: si rivelano forze laterali che pongono obiettivi che vanno al di là della libertà e dell'indipendenza. A Modena vogliono cacciare il duca, Francesco V d'Asburgo-Este e darsi un governo autonomo, parlano di unità italiana, sono repubblicani e nutrono vive aspirazioni sociali. A Bologna, il "popolo minuto" difende l'8 agosto 1848 la città dall'invasore, ma pone anche la questione sociale nei suoi aspetti economici e morali. Ma i moderati riuscirono a tenere sotto controllo la situazione, a "frenare la plebe", abbandonando la formula "Pio IX e l'Italia" che aveva raccolto il primo impulso liberale di coloro che anelavano a novità e accettando ora il programma dell'accordo con Carlo Alberto che D'Azeglio ha propagandato in Romagna nel 1845, poiché permetteva, tra l'altro, di neutralizzare il rivoluzionarismo democratico nei suoi vari aspetti, ossia di placare senza troppo sangue le rivolte anti-austriache. Nel 1849, dopo che la Repubblica romana si era sciolta, la fiamma rivoluzionaria si era spenta. Dieci anni dopo, nel 1859, nella Romagna pontificia, nei Ducati di Modena e Parma e nel Granducato di Toscana, in seguito a insurrezioni pacifiche che cacciarono i rispettivi governanti, si formarono dei governi provvisori che traghettarono questi territori nel Regno di Sardegna tramite plebiscito.

L'epoca contemporaneaModifica

L'Emilia, nel 1922, entrò a far parte dell'Italia fascista di Mussolini e più tardi venne occupata dalle truppe tedesche, che vennero a poco a poco scacciate dagli alleati. Esse uccisero nel 1944 a Marzabotto, per repressione dell'azione partigiana, 1830 persone. Dal canto loro, i partigiani uccisero migliaia di civili anche solo sospettati di essere fascisti, durante e dopo la guerra civile in Italia (1943-1945).

Nel 1947 l'Emilia divenne, assieme alla Romagna, la regione Emilia-Romagna.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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