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Suomen ilmavoimat
Finlands luftkrafter
Aeronautica militare finlandese
Suomen Ilmavoimien tunnus.svg
Emblema della Suomen ilmavoimat
Descrizione generale
Attiva6 marzo 1918 - oggi
NazioneFinlandia Finlandia
Servizioaeronautica militare
Dimensione3.100 effettivi
MottoQualitas Potentia Nostra
La qualità è la nostra forza
Battaglie/guerreGuerra d'inverno
Guerra di continuazione
Seconda guerra mondiale
Parte di
Comandanti
Comandante attualeTenente Generale Pasi Jokinen
Simboli
CoccardaRoundel of Finland.svg
Coccarda (1918–1945)Finnish air force roundel 1934-1945 border.svg
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Il Suomen ilmavoimat (in svedese Finlands luftkrafter), letteralmente "forze aeree finlandesi", o semplicemente Ilmavoimat, è l'attuale aeronautica militare della Finlandia e parte integrante delle forze armate finlandesi.

StoriaModifica

Durante la guerra civile finlandese, la guardia bianca dovette ricorrere a piloti stranieri ed acquistare velivoli sul mercato estero. Ufficialmente la Svezia volle conservare la neutralità non schierandosi e rifiutando l'invio di uomini e mezzi, ma tra i cittadini svedesi era presente un movimento di solidarietà che simpatizzava per i Bianchi.

L'editore del quotidiano svedese Aftonbladet , Waldemar Langlet, riuscì ad acquistare un N.A.B. Albatros dall'azienda Nordiska Aviatik A.B. con i fondi raccolti attraverso l'organizzazione Finlands vänner (in svedese "amici della Finlandia"). Questo è stato il primo velivolo proveniente dalla Svezia, arrivato in territorio finlandese via Haparanda il 25 febbraio 1918, pilotato dagli svedesi John-Allan Hygerth – che il successivo 10 marzo divenne il primo comandante delle forze aeree finlandesi – e Per Svanbäck. Durante il tragitto fecero una sosta a Kokkola e successivamente dovettero effettuare un atterraggio di fortuna a Jakobstad a causa di un'avaria al motore. Al velivolo venne assegnata più tardi la denominazione F.2 (dallo svedese Flygmaskin, velivolo).[1]

Il secondo velivolo, un Thulin Typ D, acquisito dalle forze armate dal "governo bianco" venne fornito dal conte svedese Eric von Rosen.[2] Il tenente pilota Nils Kindberg condusse il velivolo fino a Vaasa il 6 marzo 1918 con von Rosen accanto come passeggero. Dato che il velivolo era stato consegnato contro la volontà del governo svedese, e che non era stato fornito alcun permesso di volo, Kindberg venne multato di 100 corone per aver lasciato il paese senza permesso. Questo è considerato da alcuni il primo velivolo della costituenda Ilmavoimat in quanto durante la guerra civile non era ancora stata costituita una forza aerea nazionale ed il "governo rosso" utilizzò poco l'aeronautica e comunque i pochi velivoli erano pilotati da aviatori russi. Al velivolo di von Rosen venne assegnata la denominazione F.1.[1]

La forza aerea venne fondata ufficialmente e chiamata "Suomen ilmavoimat" durante quei primi anni di combattimenti divenendo una delle più vecchie forze aeree autonome a livello mondiale. La RAF verrà infatti fondata come forza indipendente solo il 1º aprile 1918 e la svedese Svenska flygvapnet il 1925.

Von Rosen aveva dipinto il suo personale simbolo portafortuna sul suo Thulin Typ D. Questo simbolo, una svastica di colore blu ed antico simbolo di buona fortuna, venne adottato come insegna di Ilmavoimat. La coccarda circolare su sfondo bianco è stata creata quando i finlandesi hanno cercato di dipingere il nuovo simbolo sopra la scritta pubblicitaria della scuola di volo della Thulin.[3] La svastica è stata ufficialmente adottata dopo un ordine di Mannerheim il 18 marzo 1918 ed è rimasta in uso fino al 1945, quando è stata sostituita con una tradizionale livrea a tre colori concentrici. Il cambiamento venne imposto da un decreto emesso dalla commissione di controllo alleata che prescriveva l'abbandono di qualsiasi simbolo che presentasse croci uncinate al suo interno. Tuttavia, la svastica originale può ancora essere trovata in alcune bandiere di reggimento e sulle medaglie, in particolare inerenti alla forza aerea.

L'F.1 rimase distrutto in un incidente, uccidendo il suo equipaggio, non molto tempo dopo che era stato consegnato ai finlandesi. Il 7 settembre 1920, due idrovolanti Savoia SIAI S.9 appena acquistati si schiantano sulle Alpi svizzere mentre erano in rotta verso la Finlandia, uccidendo tutte le persone a bordo (tre finlandesi ed un italiano).[4][5] Il 7 settembre viene da allora utilizzato come ricorrenza per ricordare tutti i piloti rimasti uccisi.

L'Ilmavoimat assegna ai suoi velivoli un numero di matricola basato su un codice alfanumerico di due lettere seguite da trattino e da un numero identificativo. Il codice a due lettere si riferisce al nome del tipo di aereo, ad esempio HN per gli F/A-18 Hornet, DK per i Saab J-35 Draken, VN per il Valmet L-70 Vinka.

La guerra d'invernoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Operazioni aeree nella guerra d'inverno.

La guerra d'inverno ebbe inizio il 30 novembre 1939, quando la Sovetskie Voenno-vozdušnye sily, l'aeronautica militare sovietica, attaccò, bombardandole, 21 città e comuni in territorio finlandese. Le stime valutano che nel 1939 i sovietici erano in possesso di circa 5 000 aerei da combattimento, e di questi circa 700 caccia ed 800 bombardieri medi vennero spostati vicino al confine finlandese per sostenere le operazioni dell'Armata Rossa. Come con la maggior parte dei bombardamenti aerei nelle prime fasi della seconda guerra mondiale, i danni inferti all'industria ed alle ferrovie finlandesi erano piuttosto limitati.

 
Un paio di Fokker D.XXI in forza all'Ilmavoimat.

All'inizio della guerra d'inverno, l'Ilmavoimat era equipaggiata con solo 17 bombardieri e 31 caccia. Erano presenti anche 54 aerei da collegamento, ma 20 di questi sono stati utilizzati solo per lo scambio posta. La maggior parte dei velivoli moderni che formavano la flotta finlandese erano i bombardieri britannici Bristol Blenheim prodotti su licenza in territorio nazionale. Il caccia di prima linea era il Fokker D.XXI, un velivolo economicamente vantaggioso, dotato di buona manovrabilità benché fosse caratterizzato da una tecnica costruttiva, a tecnica mista ed a carrello fisso, oramai superata. la disparità di forze in campo era evidentemente a favore dei sovietici.

Al fine di prevenire la distruzione dei loro apparecchi con attacchi al suolo, i finlandesi dispersero la propria flotta in molti diversi aeroporti nascondendo i velivoli tra gli alberi delle vicine foreste. Vennero costruiti molti velivoli-esca fasulli e pareti di protezione dai frammenti di proiettile per i velivoli autentici. Come risultato, i raid aerei sovietici sugli aeroporti finlandesi hanno causato solitamente poco o nessun danno, anzi spesso i bombardieri avversari riuscivano ad essere intercettati dai caccia della Ilmavoimat mentre erano di ritorno.

Durante il proseguimento della guerra, i finlandesi hanno provato disperatamente a comprare mezzi aerei dovunque potesse esistere un mercato che offriva opportunità di acquisto. Una simile politica ebbe però come conseguenza un parco velivoli molto eterogeneo, peraltro causa di alcuni gravi problemi logistici, situazione che comunque andò migliorando nei mesi a seguire. L'aeronautica finlandese era così composta da velivoli di produzione statunitense, britannica, cecoslovacca, olandese, francese, tedesca, italiana, sovietica e svedese. Altri paesi, come il Sudafrica e la Danimarca, cedettero velivoli senza richiedere alcun compenso. Molti di questi non arrivarono che alla conclusione delle ostilità, ma vennero comunque successivamente utilizzati in azione durante le successive guerre di continuazione e di Lapponia.

Per compensare le sue debolezze causate dai pochi e superati caccia in dotazione, i piloti in forza all'Ilmavoimat focalizzarono gli attacchi ai bombardieri nemici solo quando erano a proprio netto vantaggio. I caccia sovietici erano generalmente superiori come potenza di fuoco, velocità e manovrabilità, per cui dovevano essere evitati il più possibile scontri a meno che non fossero in posizione di vantaggio. Un buon esempio di utilizzo di questa tattica è stata l'attacco a sorpresa alla base aerea di Immola alla fine del febbraio 1940 da parte di circa 40 caccia sovietici. I Fokker D.XXI ed i Gloster Gladiator finlandesi si alzarono subito in volo per ingaggiare il nemico ma negli scontri subirono sette perdite contro solo i 4 avversari sovietici abbattuti.

Come risultato di queste tattiche, l'Ilmavoimat riuscì ad abbattere 218 aerei sovietici durante la guerra d'inverno, perdendone solamente 47 per il fuoco nemico. Le postazioni antiaeree confermarono inoltre altri 314 abbattimenti, e 30 aerei sovietici furono catturati.

GradiModifica

UfficialiModifica

Codice NATO OF-10 OF-9 OF-8 OF-7 OF-6 OF-5 OF-4 OF-3 OF-2 OF-1 OF-D
 Finlandia Non equivalente                                     
Kenraali
General
(Generale)
Kenraaliluutnantti
Generallöjtnant
(T.te generale)
Kenraalimajuri
Generalmajor
M.or generale
Prikaatikenraali
Brigadgeneral
(B.er generale)
Eversti
Överste
Colonnello
Everstiluutnantti
Överstelöjtnant
T.te colonnello
Majuri
Major
(Maggiore)
Kapteeni
Kapten
(Capitano)
Yliluutnantti
Premiärlöjtnant
(1° Tenente)
Luutnantti
Löjtnant
(Tenente)
Vänrikki
Fänrik
(Alfiere)
Upseerikokelas
Officersaspirant
(Asp. Ufficiale)
Upseerioppilas
Officerselev
All. Ufficiale

Sottufficiali e comuniModifica

Codice NATO OR-9 OR-8 OR-7 OR-6 OR-5 OR-4 OR-3 OR-2 OR-1
  Finlandia             Non equivalente    
Sotilasmestari Ylivääpeli Vääpeli Ylikersantti Kersantti Alikersantti Korpraali Sotamies
Militärmästare Överfältväbel Fältväbel Översergeant Sergeant Undersergeant Korpral Soldat

Aeromobili in usoModifica

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio
(2018)[6]
Note Immagine
Aerei da combattimento
Boeing F/A-18 Hornet   Stati Uniti cacciabombardiere
conversione operativa
F-18C
F-18D
55[6][7]
7[6][7][8]
57 F-18C e 7 F-18D (in Finlandia non è utilizzata la denominazione F/A-18), furono consegnati tra il novembre 1995 e l'agosto 2000.[8] Al dicembre 2016 risultavano in servizio 55 F-18C e 7 F-18D[7] Il 9 dicembre 2016 Patria ha completato il secondo MLU (Middle Life Update, aggiornamento di mezza vita) dell'intera flotta di Hornet[9]
Aerei per impieghi speciali
Airbus C-295   Spagna SIGINT C-295M 1[6] Marche CC-1, CN035. Il sistema SIGINT è fornito dalla Lockheed Martin Information Systems & Global Services-Defense
Aerei da trasporto
Airbus C-295   Spagna aereo da trasporto tattico C295M 2[6] note
Learjet 35   Stati Uniti aereo da collegamento Lj35A 3[6] Disponibili suite guerra elettronica ELT 263
Pilatus PC-12   Svizzera aereo da collegamento PC-12NG 6[6]
Aerei da addestramento
BAE Hawk   Regno Unito aereo da addestramento Mk.51A
Mk.66
8[10]
16[10][11]
50 Mk.51 e 7 Mk.51 acquistati agli inizi degli anni novanta. 18 Mk.66 acquistati dall'aviazione svizzera e 8 Mk.51A sono stati sottoposti ad un programma di aggiornamento.[10] Due dei 18 Hawk Mk.66 ex svizzeri sono stati persi in un incidente il 13 novembre 2013.[11]
Grob G 115   Germania aereo da addestramento basico G 115 28[6]
Valmet L-70 Vinka   Finlandia aereo da addestramento basico L-70 28[6]

Aeromobili ritiratiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Keskinen, Partonen, Stenman 2005.
  2. ^ Aereo documentato da una fotografia presente nel libro scritto da Christopher Shores nel 1969, pag. 4.
  3. ^ Heinonen 1992.
  4. ^ Keskinen, Partonen e Stenman 2005, pp. 54-55.
  5. ^ (EN) ASN Aircraft accident 07-SEP-1920 SIAI Savoia S.9, su Aviation Safety Network, https://aviation-safety.net/index.php, 9 dicembre 2011. URL consultato il 25 aprile 2015.
  6. ^ a b c d e f g h i (EN) World Air Force 2019 (PDF), su Flightglobal.com, p. 16. URL consultato il 31 dicembre 2018.
  7. ^ a b c "US APPROVES UPGRADE FOR FINNISH HORNETS" Archiviato il 10 agosto 2017 in Internet Archive., su janes.com, 6 dicembre 2016, URL consultato il 10 agosto 2017.
  8. ^ a b "THE FINNISH AIR FORCE (SUOMEN ILMAVOIMAT) F-18C/D", su themodelgallery.wordpress.com, 19 aprile 2016, URL consultato il 6 novembre 2016
  9. ^ (EN) Patria hands over the last MLU 2 life-cycle upgraded Hornet to the Finnish Air Force | Patria, su patria.fi. URL consultato il 14 febbraio 2017.
  10. ^ a b c "FINNISH AF TAKES DELIVERY OF FIRST HAWK MK66 Takes Delivery Of First Hawk Mk66 TRAINER WITH CMC PANEL", su aero-news.net, 28 novembre 2011, URL consultato il 26 ottobre 2016.
  11. ^ a b "HAWK COLLISIONE PILOTS EXPERIENCED" Archiviato il 25 maggio 2017 in Internet Archive., su yle.fi, 14 novembre 2013, URL consultato il 26 ottobre 2016.

BibliografiaModifica

  • Enzo Angelucci, Aerei: Italia, Francia, Paesi Bassi
  • Enzo Angelucci, Aerei: Germania
  • Enzo Angelucci, Atlante Enciclopedico degli Aerei Militari Arnoldo Mondadori Editore, Milano (2000) ISBN 88-04-48077-7
  • Nino Arena, L'Aeronautica Nazionale Repubblicana
  • Nino Arena, L'Italia in guerra 1940-1945
  • W.Boyne, Scontro d'Ali
  • C.Chant, Aerei della 2ª Guerra Mondiale
  • Chris Dunning, Solo coraggio! La storia completa della Regia Aeronautica dal 1940 al 1943, Parma, Delta Editrice, 2000.
  • J.Ethell, Aerei della 2ª Guerra Mondiale
  • (FI) Timo Heinonen, Thulinista Hornetiin - Keski-Suomen ilmailumuseon julkaisuja 3, Espoo, Keski-Suomen ilmailumuseo, 1992, ISBN 951-95688-2-4.
  • (FI) Kalevi Keskinen, Kari Stenman; Klaus Niska, Suomen ilmavoimien lentokoneet 1918-1939, Tietoteos, 1976.
  • (FI) Kalevi Keskinen, Kyösti Partonen; Kari Stenman, Suomen Ilmavoimat I 1918-27, 2005, ISBN 952-99432-2-9.
  • Alfred Price. I bombardieri nella seconda guerra mondiale. Fratelli Melita Editori - 1992
  • Schede Tecniche dell'Enciclopedia Aeronautica De Agostini

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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