Arcidiocesi di Belgrado

Arcidiocesi di Belgrado
Archidioecesis Belogradensis
Chiesa latina
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Subotica, Zrenjanin
Arcivescovo metropolita Stanislav Hočevar, S.D.B.
Sacerdoti 22 di cui 13 secolari e 9 regolari
913 battezzati per sacerdote
Religiosi 9
Abitanti 5.136.900
Battezzati 20.087 (0,4% del totale)
Superficie 50.000 km² in Serbia
Parrocchie 17
Erezione IX secolo
Rito romano
Cattedrale Metropolitana della Beata Vergine Maria
Santi patroni Santi Cirillo e Metodio
San Giovanni da Capestrano
Indirizzo Nadbiskupski Ordinarijat, Svetozara Markovica 20, 11000 Beograd, Srbija
Sito web kc.org.rs
Dati dall'Annuario pontificio 2019 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Serbia

L'arcidiocesi di Belgrado (in latino: Archidioecesis Belogradensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Serbia. Nel 2018 contava 20.087 battezzati su 5.136.900 abitanti. È retta dall'arcivescovo Stanislav Hočevar, S.D.B.

TerritorioModifica

L'arcidiocesi comprende tutta la Serbia, esclusa la Voivodina. Nella mappa a destra il territorio della diocesi è contrassegnato in verde.

Sede arcivescovile è la città di Belgrado, dove si trovano la cattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo (Blažene Djevice Marije) e la concattedrale di Cristo Re.

Il territorio si estende su 50.000 km² ed è suddiviso in 17 parrocchie.

La provincia ecclesiastica di Belgrado, istituita nel 1984 comprende due suffraganee, la diocesi di Subotica e la diocesi di Zrenjanin.

StoriaModifica

La presente arcidiocesi deriva dell'antica diocesi di Singidunum, eretta ai tempi dell'Impero romano, suffraganea dell'arcidiocesi di Viminacio, sede metropolitana della provincia romana della Mesia Prima (o Superiore).[1] Sono due i vescovi documentati di Singidunum, entrambi sostenitori dell'arianesimo: Ursazio e Secondiano. La sede scomparve con le prime invasioni barbariche, ma venne ripristinata da Giustiniano I nel VI secolo; secondo Jacques Zeiller, un anonimo vescovo di Singidunum potrebbe essere documentato nel 580. In seguito la diocesi fu definitivamente soppressa.

Dal 1290 riprende la serie episcopale. In questo periodo la città e la diocesi ebbero denominazioni diverse: Alba Graeca, Alba Bulgarica, Nandoralba.

Dal 1429 ebbe il nome di diocesi di Belgrado ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Kalocsa; comprendeva nel suo territorio anche la città di Timișoara, che poi cedette alla diocesi di Csanad.

Sotto il dominio ottomano, a partire dal 1521 furono nominati degli amministratori apostolici.

Sotto il successivo dominio asburgico il diritto di elezione vescovile fu rivendicato dalla corona, alla quale la Santa Sede si oppose, perché la diocesi di Belgrado non era fra le dieci fondate da santo Stefano. Belgrado rimase in mano austriaca in tre periodi diversi: 1688-1690, 1717-1739 e 1789-1791.

Dal 1647 i vescovi di Belgrado erano anche amministratori apostolici di Smederevo (Semendria in latino). Il 23 dicembre 1729 la diocesi di Smederevo fu unita aeque principaliter con quella di Belgrado.[2]

Secondo De Rosa e Cracco, dopo il 1737 Belgrado tornò sotto il dominio ottomano e della diocesi non rimase che il titolo, mentre il governo spirituale passava dall'arcivescovo di Skopje (1744) a quello di Nicopoli. Nel 1858 venne affidato al vescovo di Đakovo Strossmayer.

Sempre secondo De Rosa e Cracco, nel 1861 il principato serbo richiese alla Santa Sede di ristabilire un vescovo ordinario per la diocesi, che furono interpretati dall'amministratore apostolico Strossmayer come un tentativo di liberarsi di un suddito austriaco nel governo della diocesi. La Congregazione di Propaganda Fide nello stesso periodo decideva di erigere a Belgrado una prefettura apostolica, ma questo disegno restò inattuato.

In seguito al concordato del 24 giugno 1914,[3] fu ripristinata la gerarchia cattolica nel regno di Serbia; la sede di Belgrado fu restaurata dopo anni di sede vacante ed elevata al rango di arcidiocesi. Tuttavia lo scoppio della prima guerra mondiale ed i successivi cambiamenti geopolitici della regione procrastinarono l'attuazione del concordato. Solo nel 1924 poté essere nominato il primo arcivescovo, il francescano Ivan Rafael Rodić, fino ad allora amministratore apostolico del Banato jugoslavo.

Il 16 dicembre 1986 in virtù della bolla Quoniam ut compertum di papa Giovanni Paolo II è divenuta sede metropolitana con le attuali diocesi suffraganee.

Il 12 luglio 1988 con il decreto Maiori Christifidelium della Congregazione per i Vescovi la cattedra dell'arcidiocesi è stata trasferita dalla chiesa di Cristo Re a quella della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo.

Cronotassi dei vescoviModifica

  • Ursazio † (prima del 343 - circa 369 deposto)
  • Secondiano † (menzionato nel 381)
  • ...
  • Martino, O.F.M. † (1290 - 1231 deceduto)
  • Andrea, O.P. † (31 ottobre 1322 - ?)
  • Paolo, O.E.S.A. † (22 aprile 1330 - 1346 deceduto) [4]
  • Paolo Adam, O.Cruc. † (8 marzo 1346 - ? deceduto)
  • Giovanni di Flestin (o Frusten), O.E.S.A. † (20 marzo 1363 - 1365 deceduto)[5]
  • Nicola di Frusten, O.E.S.A. † (8 giugno 1365 - 1369 deceduto) [6]
  • Michele † (? deceduto)
  • Gregorio di Nexe, O.F.M. † (21 maggio 1419 - ?)
  • Matteo di Riapa, O.F.M. † (1º settembre 1420 - ?)
  • Antonio, O.F.M. † (1423 - ? deceduto)
  • Nicola, O.F.M. † (1427 - ? deceduto)
  • Biagio Giovanni, O.F.M. † (8 febbraio 1432 - ? deceduto)
  • Stefano Petri † (30 aprile 1438 - ? deceduto)
  • Tommaso † (16 aprile 1450 - ?)
  • Pietro di Seghedino † (1475 - ?)
  • Giovanni di Rhenese † (30 ottobre 1494 - ?)
    • Sede vacante
    • Tommaso † (10 luglio 1506 - ?) (vescovo titolare)
    • Nicola Giovanni Petri † (24 aprile 1525 - ?) (vescovo titolare)
    • Pietro Katich † (? - marzo 1622 deceduto) (amministratore apostolico)[7]
    • Alberto Rengjich di Ragusa, O.F.M. † (19 febbraio 1625 - 1630 deceduto)[8]
    • Pietro Massarechi † (1º marzo 1631 - 27 novembre 1634 deceduto)[9]
    • Giacomo di Carpi, O.F.M.Conv. † (5 marzo 1640 - 7 ottobre 1647 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Marino Ibrisimoich, O.F.M. † (7 ottobre 1647 - ? deceduto)
  • Matteo Benlich, O.F.M. † (27 febbraio 1651 - 30 gennaio 1674 deceduto)
    • Roberto Korlatovich, O.F.M. † (6 maggio 1675 - ?) (vescovo eletti)
  • Matteo Berniacovich, O.F.M. † (20 dicembre 1675 - 10 gennaio 1707 deceduto)
  • Luca Natale † (24 gennaio 1709 - 19 gennaio 1720 deceduto)
    • Sede vacante (1720-1728)
  • Anton von Thurn und Valsassina † (23 dicembre 1729 - 2 marzo 1733 nominato vescovo di Pécs)
  • Franz Anton von Engel in Wagrain † (5 maggio 1734 - 7 dicembre 1750 nominato vescovo di Csanád)
    • Sede vacante (1750-1755)
  • István Pucz † (12 maggio 1755 - 24 marzo 1771 deceduto)
    • Sede vacante (1771-1775)
  • Anton Zlatarić † (24 aprile 1775 - 30 gennaio 1790 deceduto)
  • Nikolaus Kondé de Pókatelek † (24 settembre 1792 - 22 dicembre 1800 nominato vescovo di Gran Varadino)
  • József Ignác de Vilt † (22 dicembre 1800 - 26 agosto 1806 nominato vescovo di Győr)
  • Sandor Bodonyi † (27 novembre 1806 - 11 novembre 1811 deceduto)[10]
  • Štefan Cech † (26 settembre 1814 - 8 gennaio 1821 nominato arcivescovo di Košice)
    • Sede vacante (1821-1833)
  • Michael Johann Wagner † (29 luglio 1833 - 1º febbraio 1836 confermato vescovo di Sankt Pölten)
  • Giuseppe Schrott † (19 maggio 1837 - circa 1858)
  • Ivan Rafael Rodić, O.F.M. † (29 ottobre 1924 - 28 novembre 1936 dimesso[15])
  • Josip Antun Ujčić † (28 novembre 1936 - 24 marzo 1964 deceduto)
  • Gabriel Bukatko † (24 marzo 1964 succeduto - 4 marzo 1980 dimesso)
  • Alojz Turk † (4 marzo 1980 - 16 dicembre 1986 ritirato)
  • Franc Perko † (16 dicembre 1986 - 31 marzo 2001 dimesso)
  • Stanislav Hočevar, S.D.B., succeduto il 31 marzo 2001

StatisticheModifica

L'arcidiocesi nel 2018 su una popolazione di 5.136.900 persone contava 20.087 battezzati, corrispondenti allo 0,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 50.000 3.500.000 1,4 23 10 13 2.173 7 348 15
1959 50.000 3.200.000 1,6 23 9 14 2.173 20 170 15
1969 36.000 5.000.000 0,7 29 10 19 1.241 24 395 11
1980 34.800 5.000.000 0,7 16 9 7 2.175 15 184 13
1990 12.400 5.590.000 0,2 27 12 15 459 17 146 15
1999 8.400 5.505.000 0,2 19 9 10 442 11 42 15
2000 8.300 5.500.000 0,2 18 10 8 461 9 34 15
2001 9.000 5.500.000 0,2 20 10 10 450 12 39 15
2002 9.800 5.599.800 0,2 22 12 10 445 12 33 15
2003 9.900 5.647.900 0,2 22 11 11 450 13 35 15
2004 60.000 5.527.810 1,1 23 14 9 2.608 9 30 15
2006 9.267 5.469.977 0,2 23 14 9 402 9 27 16
2012 26.130 5.938.000 0,4 20 11 9 1.306 9 15 16
2015 27.050 5.500.000 0,5 21 11 10 1.288 10 11 16
2018 20.087 5.136.900 0,4 22 13 9 913 9 17

NoteModifica

  1. ^ Nel territorio dell'attuale arcidiocesi si trova, oltre a Viminacio, anche l'antica diocesi di Naissus (odierna Niš).
  2. ^ Secondo quanto riporta l'Annuario Pontificio a questa data fu unito il titolo di Smederevo a quello di Belgrado, analogamente a quanto avvenne per le diocesi francesi soppresse nel 1801.
  3. ^ Sévérien Salaville, Le Concordat de la Serbie avec le Saint-Siège (juin 1914-mars 1915), in Échos d'Orient, 108 (1915), pp. 459-468.
  4. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana, Guadarrama (Madrid), 2014, vol. I, p. 609.
  5. ^ Lazcano, o.c., vol. I, p. 610.
  6. ^ Lazcano, o.c., vol. I, p. 610-611.
  7. ^ Secondo Eubel, fu il primo amministratore apostolico di Belgrado.
  8. ^ Vescovo di Smederevo con residenza a Belgrado.
  9. ^ Vescovo di Antivari, amministratore apostolico di Smederevo con residenza a Belgrado.
  10. ^ Bodonyi nel sito di lexikon.katolikus.hu.
  11. ^ A partire da questa data secondo l'Annuario Pontificio.
  12. ^ Annuaire Pontifical Catholique 1899, p. 126. Successivi amministratori apostolici furono il sacerdote Giovanni Vuycic, francescano, e dal 20 gennaio 1904 il vescovo ausiliare di Zagabria Ivan Krapac, in seguito nominato vescovo di Đakovo.
  13. ^ Era vescovo coadiutore di Segna; cfr. Annuario Pontificio 1868, p. 126.
  14. ^ Era vescovo ausiliare di Zagabria; cfr. Annuario Pontificio 1872 p. 71 e 1888, p. 126.
  15. ^ Nominato arcivescovo titolare di Filippopoli di Tracia.

BibliografiaModifica

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