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Ferdinando Adornato

politico italiano
Ferdinando Adornato
Ferdinando Adornato daticamera 2008.jpg

Segretario della Camera dei deputati
Durata mandato 21 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Presidente Laura Boldrini

Presidente della 7ª Commissione Cultura della Camera dei deputati
Durata mandato 21 giugno 2001 –
27 aprile 2006
Predecessore Giovanni Castellani
Successore Pietro Folena

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XII:
- GRUPPO MISTO (Da inizio legislatura al 14/06/1994)

- Partito Democratico della Sinistra (Dal 14/06/1994 a fine legislatura)

XIV:
- Forza Italia

XV:
- Forza Italia (Da inizio legislatura al 4/02/2008)

- Unione di Centro (Dal 4/02/2008 a fine legislatura)

XVI:
- Unione di Centro

XVII:
- Scelta Civica per l'Italia (Da inizio legislatura al 10/12/2013)

- Per l'Italia (Dal 10/12/2013 al 16/12/2014)

- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa (Dal 16/12/2014 a fine legislatura)

Circoscrizione XII:
Umbria

XIV - XV:
Veneto 2

XVI:
Abruzzo

XVII:
Sicilia 1

Collegio XII:
2 (Perugia-Todi)

XIV:
7 (Portogruaro)

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PCI (Fino al 1991)
PDS (1991-1992)
AD (1992-1996)
FI (2001-2008)
UDC (2008-2016)
CpE (2017-2018)
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Professione Giornalista

Ferdinando Adornato (Polistena, 11 maggio 1954) è un politico e giornalista italiano.

Laureato in filosofia, giornalista, dopo una militanza giovanile nel Partito Comunista Italiano è stato esponente della sinistra riformista con Alleanza Democratica; in seguito aderì a Forza Italia e nel 2008 passò all'UDC.

È stato inoltre il direttore editoriale del mensile Cronache di Liberal, divenuto in seguito l'organo ufficiale del partito, per tutta la sua uscita (dal 1995 al 2013).

Vive a Roma.

BiografiaModifica

È nato a Polistena (Reggio di Calabria), ma vive a Roma; ha conseguito la laurea in filosofia.

Carriera giornalistica e attività politicaModifica

Già iscritto al Partito Comunista Italiano, era direttore della rivista La Città Futura, periodico della FGCI, ed è stato anche giornalista de l'Unità. Nel 1980 pubblicò con la filosofa ungherese Ágnes Heller il libro intervista Per cambiare la vita[1].

Successivamente collaborò con la Repubblica e L'Espresso[1]. Inizialmente fu contrario allo scioglimento del PCI (osteggiò la mozione di Achille Occhetto aderendo a quella di Antonio Bassolino e di Alberto Asor Rosa), ma poi aderì al PDS[1], e nel 1992 fu tra i fondatori e leader di Alleanza Democratica, che lo portò all'elezione alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 1994,[1] quando venne eletto a Montecitorio nel collegio uninominale di Perugia-Todi per la coalizione dei Progressisti.

Tra il 1992 e il 1993 fu un fervente supporter dell'inchiesta Mani pulite, sostenendo che l'intero sistema dei partiti non garantiva più democrazia e sognando «una nuova etica pubblica» contro «le mafie che hanno saccheggiato l'Italia fino a far scomparire ogni fisionomia di diritti e di doveri»[1], fino a paragonare Bettino Craxi ai brigatisti rossi, sostenendo che «dal punto di vista morale, terroristi e tangentisti hanno dimostrato una straordinaria contiguità»[2].

L'8 giugno 1994 fonda e guida il gruppo Area, «Un'area di confronto programmatico [...] di ispirazione liberaldemocratica, cristiana e ambientalista [...] elemento di ponte tra l'opposizione di sinistra e l'opposizione di centro»[3].

Nel marzo 1995 fonda e dirige il mensile Liberal, con fondi confindustriali e appoggi vaticani[1], al quale nel maggio 1996 verrà affiancata un'omonima fondazione[4][5].

Tra il 1996 e il 2001 Adornato non fa politica in parlamento, limitandosi a ricoprire il ruolo di giornalista e direttore di Liberal. All'inizio schierato su posizioni terziste, dal 2001 Adornato decide di farlo diventare un think tank molto vicino a Forza Italia[1].

Nel 2008 però, in contemporanea con la trasformazione in giornale quotidiano, avviene il passaggio di Adornato all'UdC. Di conseguenza il giornale assume una posizione fortemente critica nei confronti di PdL e PD, e diventa un organo di area UdC.

Dal 1999 Adornato iniziò a scrivere anche per Avvenire e dal 2000 per il Giornale, spostandosi progressivamente nell'area di centro-destra.

Alle elezioni politiche del 2001 viene rieletto deputato nel collegio uninominale di Portogruaro per la Casa della Libertà, in rappresentanza di Forza Italia.

Adornato è stato uno dei principali promotori del partito unico di centrodestra (la «Casa dei Moderati»), un soggetto politico di ispirazione popolare europea che potesse aggregare i principali partiti democratici e conservatori, oltre ai movimenti politici territoriali.

Alle elezioni politiche del 2006 è rieletto per la terza volta deputato, nella circoscrizione Veneto 2, nelle liste di Forza Italia.

Durante la militanza in Forza Italia, Adornato stilò la Carta dei valori (un libretto di 41 pagine pieno di citazioni tratte da Giorgio Amendola, Alcide De Gasperi, Alexis de Tocqueville, Giacomo Matteotti, Laozi, Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo, i fratelli Rosselli e Filippo Turati), con pensieri originali come «continuità nella discontinuità», «umanesimo cristiano e laico» e «civiltà dell'amore»[1].

Nonostante le proprie posizioni precedenti, quando nel 2008 Silvio Berlusconi annunciò la nascita del Popolo della Libertà come partito unico del centrodestra, Adornato decide di non parteciparvi[6], spiegando:

«Questo è non il progetto unitario a cui lavoravamo e di cui avrebbero dovuto far parte anche An e Udc, ma un partito personalistico, la seconda edizione di Forza Italia. L'Italia ha bisogno di serietà non di improvvisazioni, non si può liquidare un partito e un progetto politico in tre minuti dal predellino di un'auto[7]

il 4 febbraio del 2008 Adornato lascia quindi Forza Italia per aderire all'UDC, cominciando campagna elettorale per il partito di Casini.

Ricandidato alla Camera con l'UDC alle elezioni politiche del 2008, viene rieletto deputato nella circoscrizione Abruzzo.

Alle elezioni politiche del 2013 è nuovamente confermato a Montecitorio per l'UDC, questa volta nella circoscrizione Sicilia 1.

Assieme agli altri eletti dell'UDC si iscrive al gruppo parlamentare di Scelta Civica per l'Italia; il 21 marzo 2013 viene eletto segretario della Camera dei deputati in rappresentanza del medesimo gruppo.

Il 10 dicembre 2013 aderisce al gruppo parlamentare Per l'Italia nato da una scissione di Scelta Civica per l'Italia.

Il 16 dicembre 2014, infine, abbandona Per l'Italia per aderire ad Area Popolare, gruppo che comprende i parlamentari del Nuovo Centrodestra e dell'UDC.[8][9]

A maggio 2016 assieme a Pier Ferdinando Casini non rinnova la tessera dell'UDC, criticando l'atteggiamento critico nei confronti del Partito Democratico ed il progressivo riavvicinamento al centro-destra; cessa quindi di far parte del partito.

L'11 febbraio 2017 assieme al deputato Gianpiero D'Alia, nel frattempo espulso dall'UDC, ed allo stesso Casini fonda il movimento Centristi per l'Europa che, a differenza dell'UDC, vuole collocarsi nel centro-sinistra e con il PD di Matteo Renzi[10].

Dopo 19 anni trascorsi in Parlamento, non si ricandida più alle elezioni politiche del 2018.

OpereModifica

  • Eroi del nostro tempo (a cura di A.), Roma-Bari, Laterza, 1986.
  • Oltre la sinistra. Come liberarsi dal complesso della sconfitta, Milano, Rizzoli, 1989.
  • Verso il Duemila (a cura di A. e Enrico Pedemonte), L'Espresso, 1990.
  • La rivoluzione delle coscienze. Come può rinascere un paese tradito dalle classi dirigenti, Milano, Rizzoli 1997.
  • La nuova strada. Occidente e libertà dopo il Novecento, Milano, Mondadori 2003.
  • Terrorismo e bugie, Fondazione Liberal, 2004.
  • Fede e libertà, (scritto con Rino Fisichella), Fondazione Liberal, 2007.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h Peter Gomez e Marco Travaglio, Se li conosci li eviti, Milano, Chiarelettere, 2008.
  2. ^ Ferdinando Adornato, Da Curcio all'Enimont, in la Repubblica, 5 agosto 1993. URL consultato il 27 giugno 2017.
  3. ^ nasce l'Area di Adornato, in Corriere della Sera, 9 giugno 1994. URL consultato il 26 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2012).
  4. ^ Arriva "Liberal", con Martinazzoli critico tv, in Corriere della Sera, 20 marzo 1995. URL consultato il 26 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2013).
  5. ^ Dario Fertilio, Si sdoppia "Liberal". Nasce la Fondazione, in Corriere della Sera, 10 maggio 1996. URL consultato il 26 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2012).
  6. ^ Adornato: non entro nel Pdl, in Corriere.it, 22 novembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2007.
  7. ^ Barbara Fiammeri, Adornato: «A Berlusconi questa volta dico no», in Il Sole 24 ORE, 22 novembre 2007. URL consultato il 25 novembre 2007.
  8. ^ Fabrizia Argano, Perché il centrodestra ora deve tifare Renzi. La versione di Adornato, formiche.net, 13 giugno 2014. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  9. ^ Arturo Diaconale, Berlusconi e il futuro del centrodestra, in L'Opinione, 10 aprile 2014. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  10. ^ Francesca Schianchi, Casini tiene a battesimo i Centristi per l’Europa per riunire i moderati italiani, in La Stampa.it, 11 febbraio 2017. URL consultato il 7 agosto 2017.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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