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Barthélemy Adoukonou

vescovo cattolico beninese
Barthélemy Adoukonou
vescovo della Chiesa cattolica
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TitoloZama Minore
Incarichi attuali
Incarichi ricopertiSegretario del Pontificio Consiglio della Cultura (2009-2016)
 
Nato24 agosto 1942 (76 anni) ad Abomey
Ordinato presbitero16 dicembre 1966 dal cardinale Krikor Bedros XV Aghagianian
Nominato vescovo10 settembre 2011 da papa Benedetto XVI
Consacrato vescovo8 ottobre 2011 dal cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B.
 

Barthélemy Adoukonou (Abomey, 24 agosto 1942) è un vescovo cattolico beninese, segretario emerito del Pontificio consiglio della cultura.

Indice

BiografiaModifica

Formazione e carriera in AfricaModifica

Barthélemy Adoukonou è nato il 24 agosto 1942 ad Abomey, nel Benin. È discendente di una famiglia reale della sua città. Dopo aver compiuto gli studi primari, ha deciso di seguire la sua vocazione sacerdotale, così è entrato in Seminario. Al termine degli studi, è stato ordinato presbitero per la diocesi di Abomey il 16 dicembre 1966, dal cardinale armeno Krikor Bedros XV Aghagianian, prefetto della Congregazione di Propaganda Fide.

Dal 1967 al 1968, è stato docente presso il Seminario Minore Santa Giovanna d'Arco di Ouidah, e, contemporaneamente, è stato cappellano e docente all'Aufiais College di Cotonou, ruolo svolto sino al 1970. Nello stesso anno, è stato nominato assistente nella parrocchia di San Francesco d'Assisi a Bohicon, dove è rimasto per un anno. Dal 1971 al 1977, ha studiato sociologia della religione a Parigi, proseguendo poi gli studi di teologia all'Università di Ratisbona, dove ha ottenuto un dottorato. La sua tesi è piaciuta talmente tanto al cardinale Joseph Ratzinger che gli ha proposto inizialmente di presentarla a Papa Paolo VI nel giugno 1977, ma, improvvisamente, lo stesso porporato gli ha chiesto di anticipare la presentazione al marzo dello stesso anno.

Tra il 1977 e il 1984, è stato rettore del Seminario Minore di San Paolo a Djimi, e professore presso l'Università dell'Africa Occidentale in Abidjan, capitale della Costa d'Avorio. È stato anche docente di metodologia della ricerca nelle scienze umane e sociali presso l'Università dello Stato a Abomey-Calavi e presso il Seminario Maggiore di San Gallo a Ouidah, in Benin. Tra il 1984 e il 1988, ha preparato il suo dottorato in lettere presso la Sorbona di Parigi. Dal 1988 al 1999, è stato rettore del Seminario Propedeutico del Benin, a Akpro-Missérété, in provincia della capitale, Porto-Novo. È stato membro della Commissione Teologica Internazionale, lavorando insieme al cardinale Joseph Ratzinger.

È stato segretario generale della Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa Occidentale Francofona (CERAO) fino alla sua soppressione, il 1º settembre 2009, ad opera di Papa Benedetto XVI, che sopprimendo anche l'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Occidentale Anglofona, le ha sostituite con la Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa Occidentale (RECOWA).

Curia romanaModifica

Successivamente, Adoukonou è succeduto al francese Bernard Ardura come consultore della Congregazione per le Cause dei Santi. Inoltre è diventato responsabile della postulazione per la causa di canonizzazione di diverse figure del cattolicesimo francese, come ad esempio Robert Schuman e Claire de Castelbajac. Egli è anche consultore del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani.

Alla fine del 2009, dopo la promozione di padre Bernard Ardura a presidente del Pontificio comitato di scienze storiche, l'incarico di segretario del Pontificio consiglio della cultura è rimasto vacante. Gianfranco Ravasi, presidente del medesimo organo, ha parlato con Papa Benedetto XVI, suggerendo la possibile aggiunta di una figura dall'Africa per evitare che la Curia romana rischiasse di diventare troppo italianizzata. Il Papa ha colto l'occasione affermando subito: "Ho un candidato", dando il nome di Adoukonou a Ravasi.

Il 3 dicembre 2009, Adoukonou è stato nominato segretario del Pontificio consiglio della cultura, il primo africano a ricoprire questo ruolo. La sua nomina lo rende il quinto africano della Curia romana nominato da Ratzinger, e, inoltre, illustra il suo desiderio espresso dal cardinale Tarcisio Bertone durante la II Assemblea Speciale per l'Africa nel 2009, convocato per discutere di una migliore rappresentazione dell'Africa all'interno della Chiesa cattolica.

EpiscopatoModifica

Dopo quasi tre anni dalla nomina, il 10 settembre 2011, Papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo titolare di Zama Minore. La sua consacrazione episcopale è avvenuta il successivo 8 ottobre, di sabato. La celebrazione, semplice e bella, durata circa due ore, è stata presieduta dal cardinale salesiano Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, nella Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. Come di consueto in queste circostanze, ci sono stati due co-consacranti, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, e l'arcivescovo Giuseppe Bertello, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, futuro cardinale. La liturgia è stata accompagnata dal coro della Basilica. Insieme a lui, ha ricevuto la consacrazione episcopale anche Giuseppe Sciacca, attualmente segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

Il 29 dicembre 2011, poco dopo la sua promozione all'episcopato, è stato nominato membro del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali per un mandato rinnovabile di cinque anni.

Adoukonou, è anche membro del Ratzinger Schülerkreis, un gruppo informale composto da ex allievi di Ratzinger, e, di conseguenza, ha partecipato alla riunione annuale del 2011, che ha discusso nuova evangelizzazione.

Il 24 agosto 2017 papa Francesco ha accolto la sua rinuncia all'incarico per raggiunti limiti di età. In seguito è tornato in Benin dove ha assunto la direzione di un istituto di antropologia.

Posizioni moraliModifica

Difesa della cultura africanaModifica

Mons. Adoukonou è un forte sostenitore del ruolo dell'Africa all'interno della Chiesa cattolica. Egli è il fondatore di "Sillon Noir", un movimento di riflessione sulla diffusione della cultura che si basa sugli "intellettuali della comunità". Nel 1970, egli ha affermato la sua volontà di cooperare alla diffusione della cultura e di scoprire la necessità di recuperare tutto ciò che era sacro nelle culture africane, tra cui il anche il vudù. In primo luogo frainteso, è riuscito ad attirare alcuni professori universitari attorno alle sue ambizioni, grazie alla traduzione della prima settimana degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola in lingua locale, il "suo" per i cristiani. Essa sostiene che la teologia africana deve provenire dalla sua antropologia.

In un'intervista con Gianluca Buccini, pubblicata dall'Osservatore Romano, il quotidiano giornaliero della Santa Sede, il 26 febbraio 2010, Adoukonou ha dichiarato:

«L'uomo nero, come tutti gli altri, è in grado di capire il Vangelo, perché ha in sé l'espressione del dinamismo della natura chiamata cultura nel senso più profondo. Con la mia nomina, un passo in avanti è stato fatto in riconoscimento della teologia africana come espressione di fede che si è fatta cultura.»

Educazione sessualeModifica

Sulle strategie contro l'AIDS, la "Catholic Documentation Information International" ha pubblicato che, nel marzo 2009, Adoukonou ha firmato un documento insieme con il cardinale Théodore-Adrien Sarr, presidente della Conferenza Episcopale Regionale dell'Africa Occidentale, affermando che: "È un crimine contro l'umanità privare i bambini, gli adolescenti e i giovani della formazione necessaria per la loro mente a padroneggiare il corpo e le sue pulsioni che si chiama educazione sessuale. In questo senso, la pubblicità per la distribuzione di profilattici potrebbe benissimo non essere altro che l'irresponsabilità e un crimine contro l'umanità".

Il rapporto con Joseph RatzingerModifica

Alla fine degli anni settanta, il futuro vescovo Adoukonou si è trasferito all'Università di Ratisbona, in Germania, dove ha conosciuto Joseph Ratzinger. Come già citato, il porporato ha molto apprezzato le sue doti al punto tale di consegnare alcuni suoi scritti a Papa Montini. Inoltre, i due sono stati stretti collaboratori nella Commissione Teologica Internazionale, di cui Ratzinger era presidente. Dopo la morte di Papa Giovanni Paolo II, quando il cardinale tedesco è stato eletto Sommo Pontefice nel conclave del 2005, Adoukonou è stato molto felice di questa scelta e si è congratulato con lui. Inoltre, mons. Barthélemy ha descritto il Papa come un "teologo brillante che non ha letto la lezione che aveva preparato per il suo ufficio, ma che sembrava di leggere nel cielo. Aveva una profonda visione panoramica storica e sintetica come si conviene a un tedesco e anche chiaro, specifico nel latino. Il suo cristocentrismo di pensiero mi piaceva".

Genealogia episcopaleModifica

Collegamenti esterniModifica

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