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Beatrice Cenci (film 1941)

film del 1941 diretto da Guido Brignone
Beatrice Cenci
Titolo originaleBeatrice Cenci
Paese di produzioneItalia
Anno1941
Durata80 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, storico
RegiaGuido Brignone
SoggettoTomaso Smith
SceneggiaturaTomaso Smith
ProduttoreGiulio Manenti
Casa di produzioneManenti Film
Distribuzione in italianoManenti Film
FotografiaJan Stallich
MontaggioVincenzo Zampi
MusicheAlberto Ghislanzoni
ScenografiaGuido Fiorini
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Beatrice Cenci è un film del 1941, diretto dal regista Guido Brignone.

Delle sette pellicole narranti la tragica vicenda della nobildonna romana vissuta nel '500, questa è la prima del periodo sonoro (escludendo la pellicola del 1926 di Baldassarre Negroni girata muta, ma in seguito sonorizzata e ridistribuita nel 1930).

Fu distribuita nelle sale il 9 settembre del 1941.

Indice

TramaModifica

L'azione del film si svolge alla fine del XVI secolo tra Roma e l'Abruzzo. Il conte romano Francesco Cenci, uomo dissoluto e violento, è condannato per debiti a sette mesi di esilio da trascorrere in una lontana rocca dell'Abruzzo. Vero tiranno, esige che i membri della propria famiglia lo accompagnino, il che addolora soprattutto la figlia Beatrice costretta a lasciare il proprio fidanzato per seguire il padre. Sottoposta alle più dure umiliazioni da parte del crudele padre, chiede aiuto al fidanzato che decide di liberarla ed arriva alla rocca con l'intento di rapirla. Il piano fallisce ed il giovane rimane bloccato dentro il castello. La mattina seguente, il cadavere del conte Cenci viene ritrovato in un burrone, sotto la finestra della propria stanza. Disgrazia o delitto? Si inizia il processo durante il quale i sospetti gravano ora su l'uno ora su l'altro dei familiari. Beatrice, l'unica che si era opposta all'autorità paterna, è colei sulla quale sembrano cadere i maggiori indizi, indizi che assumono l'importanza di una prova e viene quindi condannata alla decapitazione. Quando la verità, che prova l'innocenza di Beatrice, si fa strada, la sentenza è già stata eseguita.

NoteModifica

StampaModifica

  • "Beatrice Cenci fu, a quanto risulta, un pochino meno ingenua e innocente di quanto non voglia farci credere questo film.[..] La poca fedeltà storica nulla toglie al valore artistico del film che è tra i nostri migliori [..] lode ne vada a Guido Brignone.” (Vice, "Film", 6 dicembre 1941).

Collegamenti esterniModifica

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