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Brazil (film 1985)

film del 1985 diretto da Terry Gilliam
Brazil
BrazilLOGO.png
Titoli di testa del film
Titolo originaleBrazil
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1985
Durata132 min
142 min (director's cut)
Generefantascienza, grottesco, drammatico
RegiaTerry Gilliam
SoggettoTerry Gilliam
SceneggiaturaTerry Gilliam, Charles McKeown, Tom Stoppard
ProduttoreArnon Milchan
FotografiaRoger Pratt
MontaggioJulian Doyle
Effetti specialiGeorge Gibbs, Richard Conway, Kent Houston, Nick Dunlop
MusicheMichael Kamen, Kate Bush, Ray Cooper
ScenografiaNorman Garwood, John Beard, Keith Pain
CostumiJames Acheson
TruccoMeggie Weston, Aaron Sherman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Brazil è un film del 1985 diretto da Terry Gilliam.

Il film è ambientato in un mondo distopico, in cui la burocrazia ha preso il sopravvento in ogni attività dell'uomo e, combinata al cinismo spietato dei potenti, uccide chi tenta di ribellarsi e i pochi che ancora riescono a sognare.

È il secondo film della cosiddetta "trilogia dell'immaginazione", completata da I banditi del tempo (1981) e Le avventure del barone di Munchausen (1988).[1]

TramaModifica

«Da qualche parte nel Ventesimo Secolo» il mondo è governato da meschinità e burocrazia. Il protagonista è Sam Lowry, un umile impiegato del Ministero dell'Informazione che ha frequenti sogni ad occhi aperti, dove vede se stesso indossare un'armatura alata e salvare una misteriosa fanciulla.

Un giorno a Sam viene dato l'incarico di correggere un errore di stampa di un file causato da un insetto incastrato in una stampante. Purtroppo l'errore ha già causato l'arresto, il processo e la morte accidentale durante le torture dell'interrogatorio di un certo Archibald Buttle, catturato al posto del reale ricercato, il terrorista Archibald "Harry" Tuttle. Quando Sam va a visitare la vedova del signor Buttle per consegnarle il rimborso delle spese sostenute per l'interrogatorio del marito, vede una vicina della signora, una ragazza chiamata Jill Layton, identica alla fanciulla che sogna.

Ritornato in ufficio Sam cerca informazioni sulla donna, ma scopre che agli occhi del governo, dopo che Jill ha cercato di aiutare la signora Buttle, dando la colpa ai burocrati per l'ingiustizia subita dalla famiglia Buttle, è etichettata come alleata del terrorista. Intanto Sam viene a contatto con il vero terrorista, Tuttle, che vive sotto le spoglie di un tecnico dell'aria condizionata e cerca di aiutarlo a ripararsi dalle angherie di due tecnici del Central Service che, una volta chiamati da Sam per riparare un semplice guasto, gli devastano l'abitazione con la scusa di dover attuare la "procedura di emergenza".

Pur di rintracciare la ragazza che ama, Sam accetta una delle varie promozioni che aveva rifiutato in passato, che in realtà erano tutte organizzate da sua madre, Ida, una donna intenta a cercare di ringiovanire attraverso estremi interventi facciali cosmetici eseguiti dal dottor Jaffe. Sam viene così promosso come dirigente al "Reparto recupero informazioni" e, dopo varie vicissitudini, riesce finalmente ad incontrare Jill e dimostrarle il suo amore. Per permettere alla ragazza di sottrarsi alle incessanti ricerche, Sam si intrufola nell'ufficio del vice ministro Eugine Helpmann, da dove accede al database principale, scrivendo nel dossier di Jill che la ragazza è morta, rendendola così libera.

I due amanti, finalmente liberi, hanno così un appuntamento romantico. Il mattino dopo gli agenti delle forze dell'ordine irrompono nell'appartamento, arrestando Sam. In cella, Sam viene visitato da Helpmann, dal quale apprende che Jill è stata uccisa poiché ha resistito all'arresto. Sam viene poi legato a una sedia in un'enorme sala cilindrica, per essere torturato da un suo vecchio amico, Jack Lint. Prima che ciò avvenga, però, Tuttle irrompe dal soffitto con altri ribelli, che uccidono Jack, salvano Sam e fuggono, uccidendo diversi soldati e facendo esplodere il Ministero dei burocrati.

Tuttle però scompare, sommerso dai fogli di carta del palazzo, mentre Sam, dopo essersi salvato, si reca dalla madre, che è al funerale di una sua amica, Alma Terrain, morta a causa del ricorso a esasperati interventi estetici. Sam scopre però che la madre, circondata da ammiratori, ha l'aspetto di Jill. Poco dopo irrompono di nuovo in scena gli agenti, ma Sam cade nella bara della deceduta, precipitando in uno psichedelico mondo composto dai suoi sogni, dove continua a scappare finché si ritrova a fuggire in un rimorchio, guidato dall'amata Jill. I due finalmente fuggono dalla metropoli e dal governo totalitario che li controllava e si sistemano in una casetta in campagna.

Nel finale lo spettatore del film comprende però che questo lieto fine si è svolto tutto in un sogno di Sam, ancora legato e rinchiuso nella sala, insieme a Jack e Helpmann. Sam appare in stato catatonico e sorride canticchiando Aquarela do Brasil. Helpmann e Jack, giudicando professionalmente il caso di Sam, lo considerano perso ed escono dalla sala, lasciando Sam nel suo mondo dei sogni.

ProduzioneModifica

Originariamente Gilliam voleva intitolare il film 1984 ½ omaggiando sia George Orwell che Federico Fellini[2][3]. Altri titoli presi in considerazione dal regista furono The Ministry of Torture, How I Learned to Live with the System - So Far (evidente riferimento a Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba del 1964 di Stanley Kubrick) e So That's Why the Bourgeoisie Sucks[4].

Il titolo finale viene dal brano Aquarela do Brasil (1939) di Ary Barroso, ricorrente nel film a livello diegetico (è trasmesso da un'emittente radio, fischiettato e canticchiato più volte dai personaggi), e base da cui il compositore Michael Kamen ha ricavato, con ingegnose variazioni, quasi tutti i brani della colonna sonora[5][6]. Il pezzo fu scelto da Gilliam per la tragicomica dissonanza che si crea tra il suo tono dolce e nostalgico e le atmosfere cupe e stranianti del film; l'idea la partorì un giorno trovandosi in una spiaggia di Port Talbot, Galles, come lo stesso Gilliam ha dichiarato:

«Port Talbot è una città d'acciaio, con una grigia polvere di metallo ovunque. Perfino la spiaggia ne è completamente ricoperta ed è nera. Il sole era al tramonto, era piuttosto bello. Il contrasto era straordinario. Mi balzò in mente l’immagine di un tipo seduto su questa spiaggia squallida con una radio portatile, che trasmetteva strane canzoni di evasione sudamericane, come Brazil. In qualche modo la musica lo trasportava e rendeva il mondo attorno a lui meno grigio.[7][8]»

CastModifica

Robert De Niro voleva originariamente interpretare la parte di Jack Lint, ruolo però già promesso a Michael Palin dal regista, e perciò dovette accontentarsi di interpretare Archibald Tuttle.[9]

AccoglienzaModifica

Lo scrittore di fantascienza Harlan Ellison definì Brazil «il miglior film di fantascienza mai realizzato»[3].

CriticaModifica

Nel 1999 il British Film Institute ha inserito Brazil al 54º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[10]

Nel 2008, Brazil viene inserito all'83º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Empire[11].

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Jack Matthews (1996). "Dreaming Brazil". The Criterion Collection DVD
  2. ^ (EN) Taylor Rumsey, Terry Gilliam, senseofcinema.com. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2010).
  3. ^ a b Roberto Taddeucci, Brazil. Sogno di libertà, fantascienza.com. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  4. ^ (EN) Tim Dirks, Brazil (1985), filmsite.org. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  5. ^ 1984½, laprivatarepubblica.com, 26 giugno 2008. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 novembre 2009).
  6. ^ Le buone cattive maniere di Terry Gilliam, bizzarrocinema.it. URL consultato il 23 febbraio 2017.
  7. ^ Brazil, recensioni-film.it. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2010).
  8. ^ (EN) 5. What is the title BRAZIL supposed to mean?, faqs.org. URL consultato il 1º dicembre 2009.
  9. ^ (EN) Terry Gilliam, audio commentary nell'edizione The Criterion Collection di Brazil.
  10. ^ (EN) The BFI 100, bfi.org.uk. URL consultato il 18 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2008).
  11. ^ (EN) The 500 Greatest Movies Of All Time, empireonline.it. URL consultato il 24 giugno 2010.

Voci correlateModifica

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