Crepuscolo

intervallo di tempo in cui la luce solare illumina indirettamente, tramite l'atmosfera
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Il termine crepuscolo (dal latino crepuscŭlum, derivato di creper ‘alquanto buio’ • prima metà sec. XIV) indica il "periodo di tempo" e anche il passaggio graduale dell'illuminazione ambientale sulla Terra, che congiunge la notte con il giorno (crepuscolo mattutino - a volte chiamato anche aurora) e il giorno con la notte (crepuscolo serale), nel quale la Terra riceve ancora un contributo indiretto dell'illuminazione solare, tramite la diffusione e la riflessione della luce da parte dell'atmosfera.

Posizione del Sole rispetto all'orizzonte e i vari tipi di crepuscolo.

Il "giorno" è qui inteso naturalmente come "dall'alba al tramonto" e cioè finché il primo e l'ultimo raggio di Sole arrivano direttamente sulla Terra. Mentre la "notte fonda" è quel periodo d'ombra totale, nel quale la luce solare non ha alcun contributo e dove il cielo ai nostri occhi appare praticamente nero (escludendo le stelle e tutti gli oggetti luminosi o illuminati, visibili ad occhio nudo).

Naturalmente la luce del crepuscolo varia, in base al passare del tempo, senza soluzione di continuità e la dominante cromatica è il blu (da azzurro chiaro, a blu scuro e viceversa). Convenzionalmente, è misurato sul livello del mare all'equatore celeste, per cui ogni crepuscolo misura in totale 18° di rotazione terrestre e quindi dura nominalmente 1 ora e 12 minuti primi (o 72' o 4' per grado). Per questo, è spesso chiamato anche "l'ora blu". Ma sia la quantità di luce che il periodo del crepuscolo, possono variare anche in maniera molto evidente in base alle stagioni e in base alla posizione di dove ci troviamo sulla Terra, quindi latitudine ma anche altitudine. Ad esempio, stando a Parigi nel periodo da metà a fine giugno, in cui le giornate sono massimamente più lunghe, la notte fonda non arriverà mai e l'unica luce più bassa visibile, sarà proprio quella dei momenti più scuri dei due "crepuscoli astronomici".

Viene suddiviso in tre tipologie, ognuno con differente illuminazione caratteristica ed ognuno con durata di angolari della rotazione terrestre (o 24 minuti nominali). Così, troviamo (dal più chiaro al più scuro): il crepuscolo civile, il crepuscolo nautico ed il crepuscolo astronomico.

Crepuscolo civileModifica

 
Crepuscolo civile presso la chiesa del Soccorso, nell'isola d'Ischia

Il crepuscolo civile serale comprende il periodo che intercorre tra la fine del tramonto e l'istante in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 96° (90° + 6°, ovvero -6° dall'orizzonte), momento nel quale poi inizia il crepuscolo nautico.

Il crepuscolo civile mattutino comprende il periodo opposto, che intercorre tra l'istante in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 96° (-6° dall'orizzonte) e la sua prima levata (alba).

Nella parte più luminosa di questo intervallo è ancora possibile distinguere i colori degli oggetti circostanti e condurre attività all'aperto senza l'uso di illuminazioni supplementari. Questo è il momento in cui generalmente si accendono (la sera) o si spengono (il mattino) le luminarie stradali e di servizio. Nella parte più scura, è invece necessaria una illuminazione artificiale e i colori appaiono sempre più spenti.

Durante il crepuscolo civile sono visibili in cielo solo le stelle e i pianeti più luminosi della prima grandezza (magnitudine inferiore a 1).

Questo periodo è usato da una vasta fauna per spostarsi e trovare zone più sicure dove dormire o dove cacciare, quindi è un periodo particolarmente interessato anche dai cacciatori.

Crepuscolo nauticoModifica

 
Crepuscolo nautico ad Ariano Irpino, negli Appennini

Il crepuscolo nautico serale comprende il periodo che intercorre tra la fine del crepuscolo civile (-6° dall'orizzonte) e l'istante in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 102° (-12° dall'orizzonte), momento nel quale inizia il crepuscolo astronomico. Il c.nautico inizia con la visibilità in cielo delle stelle di prima grandezza.

Al mattino il crepuscolo nautico mattutino comprende il periodo che intercorre tra la fine del crepuscolo astronomico in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 102° (-12° dall'orizzonte) e l'inizio del crepuscolo civile (- 6° dall'orizzonte).

L'importanza di tale convenzione risiede nel fatto che in questo lasso di tempo è possibile distinguere contemporaneamente la linea dell'orizzonte marino e le stelle principali. In tali condizioni, utilizzando gli strumenti di misura nautici, come il sestante, è possibile stabilire la propria collocazione geografica e tracciare le rotte di navigazione (da cui il nome).

Crepuscolo astronomicoModifica

 
Crepuscolo astronomico a Coquimbo, nel Cile

Il crepuscolo astronomico serale comprende il periodo che intercorre tra la fine del crepuscolo nautico (-12° dall'orizzonte) e l'istante in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 108° (-18° dall'orizzonte), momento nel quale inizia la notte astronomica. Il c.astronomico inizia con la visibilità in cielo delle stelle di quarta grandezza.

Al mattino il crepuscolo astronomico mattutino comprende il periodo che intercorre tra la fine della notte astronomica in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 108° (-18° dall'orizzonte) e l'inizio del crepuscolo nautico (- 12° dall'orizzonte).

Quando il Sole si trova a -18° dall'orizzonte, il suo contributo di illuminazione nel cielo è quasi nullo ed è idealmente possibile distinguere ad occhio nudo le stelle di 5a magnitudine (se le condizioni di inquinamento luminoso lo permettono).

DurataModifica

Il moto giornaliero di rotazione apparente del Sole nel piano dell'eclittica è costante con velocità di 15°/ora (in totale 360° nelle 24 ore), ma l'inclinazione di tale piano rispetto al piano dell'orizzonte varia con la latitudine e il periodo dell'anno. L'angolo, quindi, fra la direzione di moto apparente del Sole e l'orizzonte può assumere tutti i valori fra 0° e 90°. Nel primo caso, il crepuscolo avrà la durata massima, mentre nel secondo quella minima. La durata del crepuscolo, perciò, è variabile a seconda del luogo preso in considerazione e della posizione della Terra rispetto al Sole nel momento in questione. Più precisamente la durata del crepuscolo dipende da due parametri:

  • il giorno dell'anno preso in considerazione, che indica la posizione della Terra lungo l'orbita intorno al Sole (moto di rivoluzione), e conseguentemente la diversa esposizione ad esso a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre (Vedi anche declinazione). Negli equinozi il crepuscolo ha la durata minore dell'anno, mentre nei solstizi questa è massima. L'importanza di questo fenomeno cresce con la latitudine: solamente all'equatore la durata dei crepuscoli è quasi costante.
  • la latitudine geografica (che condiziona i crepuscoli in modo simmetricamente opposto nei due emisferi in ogni momento, tranne che durante i due equinozi). Nel semestre estivo, in cui l'emisfero in questione è maggiormente esposto al Sole, a latitudini più elevate corrispondono crepuscoli più lunghi, anche tali da durare dal tramonto all'alba successiva. In tale periodo, nei luoghi in cui si verifica il sole di mezzanotte, mancando il Sole di tramontare e sorgere viene a mancare totalmente anche ogni forma di crepuscolo. Nel semestre invernale, invece, presso il polo geografico e aree adiacenti i crepuscoli possono durare fino a diverse settimane, nel corso delle quali il Sole permane ininterrottamente tra gli 0° e i -18° rispetto all'orizzonte sia nelle ore notturne che in quelle diurne (vedi notte polare).

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