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DeMarcus Cousins

cestista statunitense
DeMarcus Cousins
1 demarcus cousins 2019 (cropped).jpg
DeMarcus Cousins con i Golden State Warriors nel 2019.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 211 cm
Peso 122 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Centro
Squadra L.A. Lakers
Carriera
Giovanili
2005-2009LeFlore High School
2009-2010Kentucky Wildcats
Squadre di club
2010-2017Sacramento Kings470 (9.894)
2017-2018N. Orleans Pelicans65 (1.624)
2018-2019Golden St. Warriors30 (488)
2019- L.A. Lakers0 (0)
Nazionale
2009Stati Uniti Stati Uniti U-18
2014-Stati Uniti Stati Uniti25 (239)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Rio de Janeiro 2016
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Spagna 2014
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'8 luglio 2019

DeMarcus Amir Cousins (Mobile, 13 agosto 1990) è un cestista statunitense, che gioca come centro per i Los Angeles Lakers.

Il suo soprannome è Boogie.[1]

Caratteristiche tecnicheModifica

Ritenuto uno dei migliori centri della lega,[2][3][4][5] è ottimo nella fase offensiva per via del suo controllo palla e della sua abilità nel tirare[6] sia da 2 che da 3 punti.[7][8][9] È ottimo anche nei movimenti in post e spalle a canestro[8] e a rimbalzo.[8]

Pecca invece nella fase difensiva e nelle palle perse,[5][8][10] oltre che dal punto di vista caratteriale in quanto ha ricevuto molti falli tecnici, multe, espulsioni e squalifiche nel corso della carriera per via anche di veementi proteste o gesti violenti in campo.[8][10][11][12][13]

CarrieraModifica

High schoolModifica

Ha frequentato la John L. LeFlore High School, nella sua città natale, Mobile. Nell'anno da senior teneva medie molto alte in diverse statistiche: 24,1 punti, 13,2 rimbalzi, 4,6 assist, 5,19 palle rubate, e 3,23 stoppate a partita[14].

È stato convocato all'evento 2009 del McDonald's All-American Team, dove ha realizzato 14 punti e 8 rimbalzi[15] in 17 minuti. Nell'estate dell'anno stesso ha partecipato a diversi eventi importanti di basket giovanili negli USA, tra cui sono da citare il Nike Hoop Summit al Rose Garden di Portland e il Jordan Brand Classic al Madison Square Garden di New York.

Cousins ha avuto anche la possibilità di prendere parte nel 2009 alla Nazionale Juniores degli Stati Uniti d'America assieme ai futuri NBA John Wall, Xavier Henry e Avery Bradley[16].

UniversitàModifica

 
Cousins in riscaldamento a UK

Già nel 2008 si era assicurato la frequenza dell'università UAB (University of Alabama at Birmingham)[17], tuttavia ci rinuncia perché lì non avrebbe trovato Mike Davis, da cui avrebbe voluto essere allenato. Si impegnò allora con Memphis, nell'università della città del Tennessee[18], ma dal momento che l'allenatore della squadra nell'NCAA dell'ateneo, John Calipari, venne trasferito all'Università del Kentucky[19], Cousins decise di muoversi con lui.[6] Anche NC State, Washington e UAB erano interessate a lui prima che andasse agli Wildcats.[6]

Coach Calipari, che è uno dei più noti allenatori americani di pallacanestro NCAA, ha dopo poche partite espresso parole entusiaste nei confronti di Cousins[6]:

«Demarcus è uno dei lunghi più talentuosi che abbia mai allenato. Ha capacità di trattamento della palla straordinarie per un giocatore della sua stazza. La sua forza fisica unita all'abilità di tiro lo renderanno difficilissimo da marcare.»

(John Calipari)

Sono state 37 le sue partite in NCAA, e, seppur non con un minutaggio molto alto, circa 23 minuti di media a partita,[20] garantendo prestazioni di gran livello[21].

Assieme alla prima scelta del draft 2010 John Wall, e agli altri selezionati al primo giro dello stesso anno Daniel Orton e Eric Bledsoe, DeMarcus e i Kentucky Wildcats raggiunsero i quarti di finale del campionato 2010 NCAA. Cousins in questo tenne una media di 15,1 punti, 9,8 rimbalzi e 1,8 stoppate a partita. Fu il leader della Southeastern Conference in quanto a rimbalzi. Il 7 aprile 2010 si è dichiarato eleggibile per il draft NBA 2010.

NBAModifica

Il 24 giugno 2010 è stato selezionato dalla franchigia NBA dei Sacramento Kings, che l'hanno preso come quinta scelta al primo giro del draft.[22]

Sacramento Kings (2010-2017)Modifica

Stagione da rookieModifica
 
Cousins con la divisa dei Kings nel 2012.

Il 7 luglio 2010 firma un contratto da due anni per 7 milioni di dollari con un'opzione per il terzo e quarto anno con i Kings, raggiungendo un nucleo di giovani promesse tra cui la matricola dell'anno per la stagione 2009-10 Tyreke Evans, Jason Thompson, Omri Casspi e Donté Greene. Le sue performance nella Summer League di Las Vegas sono promettenti, realizzando quattro doppie-doppie nelle prime quattro partite[23], e viene nominato Rookie del Mese di luglio 2010[24].

L'inizio vero tra i professionisti è però quantomai complicato: giocate di grande talento, ottimi movimenti in post (anche sfidando veterani come Pau Gasol[25]), e potenza fisica passano spesso in secondo piano, per contro emergono i problemi caratteriali per cui la decisione di scegliere Cousins fu ritenuta dagli esperti rischiosa[26]. In uno dei primi allenamenti litiga con lo staff dei Kings e, durante un allenamento a fine novembre, durante un periodo di pessimi risultati per la sua squadra, viene cacciato da Coach Paul Westphal dopo un diverbio con lo stesso.

Stagione 2013-2014Modifica

Ad inizio stagione ha firmato un'estensione contrattuale che ha prolungato il suo contratto con i Kings fino al termine della stagione 2016-2017.[27] Con i 16 punti ed 11 rimbalzi della partita persa per 108-93 contro gli Oklahoma City Thunder il 19 gennaio 2014 ha registrato la sua quattordicesima doppia doppia consecutiva: si tratta del record di doppie doppie consecutive nella storia dei Sacramento Kings[28]. Due giorni più tardi, il 21 gennaio, segnando 18 punti e catturando 11 rimbalzi in una partita vinta per 114-97 sul campo dei New Orleans Pelicans[29] ha fatto registrare la sua quindicesima doppia doppia consecutiva; questa striscia di doppie doppie consecutive si è interrotta il 2 gennaio in una partita contro gli Houston Rockets, nella quale Cousins ha segnato 2 punti, catturato 4 rimbalzi e fatto 3 assist, 2 stoppate ed una palla recuperata in 9 minuti di gioco, al termine dei quali ha dovuto abbandonare l'incontro per un infortunio alla caviglia, che gli ha fatto saltare le 6 successive partite dei Kings (chiuse con altrettante sconfitte); a causa dell'infortunio ha mancato la convocazione per l'All-Star Game pur essendo a livello statistico uno dei migliori centri della Western Conference.

È tornato in campo il 3 febbraio in una vittoria casalinga per 99-70 contro i Chicago Bulls, nella quale segnando 25 punti e catturando 16 rimbalzi ha fatto registrare una doppia doppia (la ventinovesima della sua stagione) ed ha contribuito a far tirare i Bulls con il 28,2% dal campo: si tratta della percentuale al tiro più bassa mai concessa dai Kings alla squadra avversaria nell'intera storia della franchigia californiana[30]. Durante la partita vinta per 102-97 sul campo dei New Orleans Pelicans il 31 marzo 2014 ha superato quota 5000 punti segnati nella NBA[31]. Ha chiuso la stagione con un totale di 71 partite giocate e medie di 22,7 punti, 11,7 rimbalzi, 2,9 assist, 1,5 palle recuperate ed 1,3 stoppate a partita, con il 49,9% nel tiro da due punti ed un PER di 26,1 (quinto migliore in tutta la NBA in stagione) in 32,4 minuti di media a partita (tutti massimi in carriera). Inoltre è anche diventato il giocatore dei Sacramento Kings ad ottenere più doppie doppie in una singola stagione, superando Chris Webber in questa statistica.

Stagione 2014-2015Modifica

Partecipa per la prima volta in carriera all'All-Star Game, segnando 14 punti con 7 rimbalzi ed 1 assist in 18 minuti di gioco. Il 13 marzo 2015 nella partita persa per 114-107 sul campo dei Philadelphia 76ers segna 39 punti (suo massimo personale in stagione) e cattura 24 rimbalzi, stabilendo quindi il suo primato personale in questa statistica[32]. Nel corso dell'anno riesce anche a fare due triple doppie consecutive. Viene nominato per la prima volta in carriera nell'All-NBA Second Team.

Stagione 2015-2016Modifica

Il 9 novembre 2015 con una partita da 21 punti e 12 rimbalzi in una sconfitta casalinga contro i San Antonio Spurs ha totalizzato la sua duecentesima doppia-doppia in carriera[33]. Nella partita vinta 108-97 contro gli Indiana Pacers del 23 gennaio 2016 realizza 48 punti (suo nuovo career-high) conditi da 13 rimbalzi[34], diventando così l'unico giocatore ad aver fatto almeno due partite da 40 punti e 10 rimbalzi in una singola stagione negli ultimi 30 anni. Il 26 gennaio Cousins migliora ulteriormente il suo career-high, segnando 56 punti (oltre a 12 rimbalzi) contro gli Charlotte Hornets, nella partita immediatamente successiva a quella contro i Pacers; vince inoltre per la seconda volta in stagione il premio di giocatore della settimana della Western Conference. 56 punti rappresentano inoltre il record di franchigia per i Sacramento Kings (il precedente record di punti in una singola gara era di 51 ed apparteneva a Chris Webber) e inoltre record stagionale in NBA.[35]

Il 28 gennaio viene scelto dai coach NBA come riserva per l'All-Star Game di Toronto, nel quale segna 11 punti; partecipa inoltre allo Skills Challenge dell'All-Star Game. Nel corso della stagione vince anche per due volte il premio di miglior giocatore della settimana della Western Conference. A fine stagione viene nominato per il secondo anno consecutivo nell'All-NBA Second Team.

Stagione 2016-2017Modifica

Nella stagione 2016-2017 supera Chris Webber diventando il giocatore con più doppie-doppie nella storia dei Sacramento Kings; pochi giorni più tardi diventa anche il giocatore ad aver fatto più partite consecutive con almeno 30 punti segnati nella storia della franchigia, superando anche in questa statistica lo stesso Webber. Il 20 dicembre 2016 segna 55 punti nella partita casalinga vinta per 126-121 contro i Portland Trailblazers, arrivando ad un punto dal suo career-high (56 punti, fatti nella stagione 2015-2016) e stabilendo il nuovo record di punti segnati in una singola partita nel Golden1 Center, nuova arena dei Kings inaugurata all'inizio della stagione 2016-2017. Il 5 dicembre viene riportata la notizia che Cousins e Matt Barnes sono stati denunciati per aver causato una rissa in un night club di New York.[36] Il 31 gennaio secondo i media locali, Cousins non sarà processato per la rissa di dicembre.[37]

Viene convocato per il terzo anno consecutivo tra le riserve della Western Conference all'All-Star Game, nel quale partecipa anche allo Skills Challenge per il secondo anno consecutivo; inoltre, vince il premio di giocatore della settimana della Western Conference per la settimana tra il 22 ed il 29 gennaio 2017, grazie a medie di 27,8 punti, 14,5 rimbalzi, 6 assist, 1,5 palle recuperate ed 1,3 stoppate in 4 partite, 3 delle quali vinte dai californiani: si tratta della sua quinta vittoria in carriera di questo riconoscimento (l'unico giocatore dei Kings ad aver vinto più volte tale premio è Chris Webber, a quota 7[38]).

New Orleans Pelicans (2017-2018)Modifica

 
Cousins ai Pelicans

Il 20 febbraio 2017, poche ore dopo la fine dell'All-Star Game viene ceduto, assieme al compagno di squadra Omri Casspi, ai New Orleans Pelicans, in cambio di Tyreke Evans, Langston Galloway, Buddy Hield, la prima scelta dei Pelicans al Draft NBA 2017 ed una seconda scelta (di proprietà della franchigia di New Orleans ma proveniente dai Philadelphia 76ers) nel medesimo Draft.[39] Il 3 marzo 2017 nella partita persa per 101-98 dopo un tempo supplementare contro i San Antonio Spurs cattura 23 rimbalzi, eguagliando così alla quarta partita in maglia Pelicans il record di franchigia per numero di rimbalzi catturati in una singola partita, precedentemente detenuto da Tyson Chandler. Il 31 marzo 2017 segna 37 punti nella sua prima sfida contro i Sacramento Kings.[40]

Il 26 gennaio 2018, dopo un'ottima prima parte di regular season (da segnalare una sua prestazione storica in tripla doppia da 44 punti, 24 rimbalzi e 10 assist contro i Chicago Bulls),[41] in cui aveva anche ricevuto la quarta nomina di fila all'All-Star Game[42], a pochi secondi dal termine della partita vinta per 115-113 contro gli Houston Rockets, riporta la rottura totale del tendine di Achille sinistro, terminando così anzitempo la stagione e dovendo subire uno stop forzato di diversi mesi[43].

Golden State Warriors (2018-2019)Modifica

Il 3 luglio 2018 Cousins firma un contratto annuale da 5,3 milioni di dollari con i Golden State Warriors[44], squadra che in quella stagione poteva schierare addirittura un intero quintetto di All Star vista la presenza nel roster di Stephen Curry, Klay Thompson, Draymond Green e Kevin Durant[44]. Con gli Warriors, Cousins debutta una volta smaltito l'infortunio il 19 gennaio 2019 partendo titolare contro i Los Angeles Clippers mettendo a segno 14 punti, contribuendo così al successo per 112-94 dei gialloblù.[45][46] Il 16 aprile si infortuna in gara 2 contro i Los Angeles Clippers procurandosi uno strappo muscolare alla coscia, che lo tiene fuori per circa un mese e mezzo (non si tratterà dell'unica pesante defezione avuta dai Warriors durante i play-off). Ritorna in campo il 2 giugno nelle Finals contro i futuri campioni dei Toronto Raptors, mettendo a referto 11 punti, 10 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate in 28 minuti di utilizzo.

Los Angeles Lakers (2019-)Modifica

Il 6 luglio 2019 firma un contratto annuale da 2,3 milioni con i Los Angeles Lakers di LeBron James. Cousins ritroverà i suoi ex compagni ai New Orleans Pelicans Rajon Rondo e Anthony Davis. Il 15 agosto 2019 riporta una rottura del crociato che lo terrà a lungo fuori dal parquet.

NazionaleModifica

Dopo aver giocato con l'Under-18, nel 2014 è stato convocato per i Mondiali di pallacanestro con la Nazionale statunitense. Esordisce nei Mondiali contro la Finlandia il 30 agosto 2014, segnando 9 punti e catturando 10 rimbalzi[47]. Contribuisce alla vittoria del torneo, realizzando 11 punti con 9 rimbalzi nella finale contro la Serbia e tenendo medie complessive di 9,6 punti, 5,6 rimbalzi e 1,3 palle recuperate in 13,5 minuti a partita ed il 70,2% dal campo.

Nel 2016 fa parte della lista dei 12 convocati per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, nelle quali vince la medaglia d'oro tenendo medie di 8,6 punti, 4,4 rimbalzi e 1,6 assist in 14,1 minuti a partita, con il 61,5% dal campo; segna 13 punti e cattura 12 rimbalzi (di cui 11 punti e 12 rimbalzi nell'arco dei primi due quarti di gioco) nella finale vinta per 96-66 contro la Serbia, che già era stata avversaria della squadra statunitense nella finale di due anni prima ai Mondiali.

StatisticheModifica

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high

CollegeModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2009-2010 Kentucky Wildcats 38 38 23,5 55,8 16,7 60,4 9,8 1,0 1,0 1,8 15,1

NBAModifica

Stagione regolareModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2010-2011 Sacramento Kings 81 62 28,5 43,0 16,7 68,7 8,6 2,5 1,0 0,8 14,1
2011-2012 Sacramento Kings 64 62 30,5 44,8 14,3 70,2 11,0 1,6 1,5 1,2 18,1
2012-2013 Sacramento Kings 75 74 30,5 46,5 18,2 73,8 9,9 2,7 1,4 0,7 17,1
2013-2014 Sacramento Kings 71 71 32,4 49,6 0,0 72,6 11,7 2,9 1,5 1,3 22,7
2014-2015 Sacramento Kings 59 59 34,1 46,7 25,0 78,2 12,7 3,6 1,5 1,8 24,1
2015-2016 Sacramento Kings 65 65 34,6 45,1 33,3 71,8 11,5 3,3 1,6 1,4 26,9
2016-2017 Sacramento Kings 55 55 34,4 45,1 35,6 77,0 10,6 4,8 1,4 1,3 27,8
2016-2017 N. Orleans Pelicans 17 17 33,8 45,2 37,5 77,7 12,5 3,9 1,5 1,1 24,4
2017-2018 N. Orleans Pelicans 48 48 36,2 47,0 35,4 74,6 12,9 5,4 1,6 1,6 25,2
2018-2019 Golden St. Warriors 30 30 25,7 48,0 27,4 73,6 8,2 3,6 1,3 1,5 16,3
Carriera 565 543 32,0 46,1 33,2 73,7 10,9 3,2 1,4 1,2 21,2
All-Star 3 0 10,4 80,0 50,0 66,7 3,7 0,3 0,3 0,0 9,3

Play-offModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2019 Golden St. Warriors 8 5 16,6 39,6 25,0 64,0 4,9 2,4 0,6 0,8 7,6
Carriera 8 5 16,6 39,6 25,0 64,0 4,9 2,4 0,6 0,8 7,6

Premi e riconoscimentiModifica

NBAModifica

Second Team: 2015, 2016

NCAAModifica

  • SouthEastern Conference Freshman of the Year (2009-10)
  • NCAA AP All-America First Team (2010)

High SchoolModifica

NoteModifica

  1. ^ How did DeMarcus Cousins get the nickname 'Boogie'? - Quora, su www.quora.com. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  2. ^ GMs rank Kings' Cousins second best center in NBA, su NBCS Bay Area, 20 ottobre 2015. URL consultato il 12 luglio 2019.
  3. ^ (EN) DeMarcus Cousins is officially the best center in the NBA, su FOX Sports, 27 maggio 2015. URL consultato il 12 luglio 2019.
  4. ^ (EN) Benjy Egel, Analyzing DeMarcus Cousins' Case for Best Center in the NBA, su Bleacher Report. URL consultato il 12 luglio 2019.
  5. ^ a b Boogie-Woogie, su L'Ultimo Uomo, 30 aprile 2015. URL consultato il 12 luglio 2019.
  6. ^ a b c d Player Bio: DeMarcus Cousins - Kentucky Wildcats Official Athletic Site Archiviato il 28 gennaio 2010 in Internet Archive.
  7. ^ (EN) Cousins' 3-point shot should have teams scared, su USA TODAY. URL consultato il 12 luglio 2019.
  8. ^ a b c d e Chi ha paura di Boogie Cousins?, su L'Ultimo Uomo, 5 luglio 2018. URL consultato il 12 luglio 2019.
  9. ^ Buckets, vol.2: DeMarcus Cousins, su L'Ultimo Uomo. URL consultato il 12 luglio 2019.
  10. ^ a b (EN) Don Yaeger, The Real Cost Of Bad Behavior: DeMarcus Cousins' $20 Million Loss, su Forbes. URL consultato il 12 luglio 2019.
  11. ^ (EN) Sam Cooper, DeMarcus Cousins and the Top 10 Most Immature Players in the NBA, su Bleacher Report. URL consultato il 12 luglio 2019.
  12. ^ (EN) Hunter Felt, Is DeMarcus Cousins the NBA's greatest ever bad guy? | Hunter Felt, in The Guardian, 8 febbraio 2017. URL consultato il 12 luglio 2019.
  13. ^ (EN) Matt Barnes: Kings treated DeMarcus Cousins in a 'bad way', su ESPN.com, 10 marzo 2017. URL consultato il 12 luglio 2019.
  14. ^ NBA.com : DeMarcus Cousins Bio Page Archiviato il 2 dicembre 2010 in Internet Archive.
  15. ^ High School Sports | Wednesday's McDonald's All-American Game box scores | Seattle Times Newspaper
  16. ^ DeMarcus Cousins Basketball Player Profile, stats, biography, career - USBASKET
  17. ^ Top basketball prospect DeMarcus Cousins commits to UAB | al.com
  18. ^ Prep standout Demarcus Cousins commits to Memphis - NCAA Basketball - SI.com
  19. ^ SLAM ONLINE | » DeMarcus Cousins To Kentucky
  20. ^ Kentucky Wildcats Official Athletic Site - Men's Basketball
  21. ^ Mad about Cousins - College Basketball - Rivals.com
  22. ^ (EN) Kings Select DeMarcus Cousins and Hassan Whiteside in 2010 NBA Draft, su Sacramento Kings. URL consultato il 12 luglio 2019.
  23. ^ DeMarcus Cousins Starts Rough, and the Kings Fall - Sactown Royalty
  24. ^ DeMarcus Cousins Wins T-Mobile Rookie of the Month - YouTube
  25. ^ DeMarcus Cousins posterized Pau Gasol with a spin move and the dunk vs Los Angeles Lakers - YouTube
  26. ^ Time For An Intervention? « NBA.com | Hang Time Blog, su hangtime.blogs.nba.com. URL consultato il 30 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2010).
  27. ^ Cousins ai Kings per altri 4 anni, su Ultime notizie sportive - La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 12 luglio 2019.
  28. ^ Referto partita NBA.com
  29. ^ Referto partita Archiviato il 25 gennaio 2014 in Internet Archive. NBA.com
  30. ^ Referto partita Archiviato il 25 gennaio 2014 in Internet Archive. NBA.com
  31. ^ Referto partita Archiviato il 4 aprile 2014 in Internet Archive. NBA.com
  32. ^ 76ers Overcame 18-Point Deficit To Beat Kings Sacramento.cbslocal.com
  33. ^ Boogie Returns But Kings Fall NBA.com
  34. ^ (EN) "Cousins scores career high 48 as Kings beat Pacers 108-97", su nba.com. URL consultato il 24 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
  35. ^ (EN) "Cousins scores 56, sets Sacramento record in double-OT loss", su nba.com. URL consultato il 26 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2016).
  36. ^ (EN) Kings' Matt Barnes and DeMarcus Cousins sued over alleged nightclub fight, su USA TODAY. URL consultato il 12 luglio 2019.
  37. ^ (EN) Sources: Cousins cleared in nightclub incident, su ESPN.com, 30 gennaio 2017. URL consultato il 12 luglio 2019.
  38. ^ DeMarcus Cousins named Western Conference Player of the Week, su sactownroyalty.com.
  39. ^ Report: Sacramento Kings agree to trade DeMarcus Cousins to New Orleans Pelicans Archiviato il 21 febbraio 2017 in Internet Archive. Nba.com
  40. ^ (EN) DeMarcus Cousins scores 37 points in first game against Kings, su USA TODAY. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  41. ^ (EN) Cousins has historic triple double as Pelicans win in 2OT, in Reuters, 23 gennaio 2018. URL consultato il 12 luglio 2019.
  42. ^ ALL STAR GAMEAll-Star Game: ecco le scelte di Curry e LeBron! nbareligion.com
  43. ^ Reports: New Orleans Pelicans center DeMarcus Cousins (Achilles) out for season nba.com
  44. ^ a b Reports: DeMarcus Cousins joining Golden State Warriors, in NBA, 3 luglio 2018. URL consultato il 5 luglio 2018.
  45. ^ Nba, risultati. Cousins fa belli i Warriors. Allarme Gallinari, stop per la schiena, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  46. ^ Sky Sport, Gallinari ko (schiena), buona la prima di Cousins, su sport.sky.it. URL consultato il 19 gennaio 2019.
  47. ^ Team USA dominates Finland 114 to 55 in World Cup opener - Sactown Royalty

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