Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013

13ª elezione del capo dello Stato della Repubblica Italiana
Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013
Stato Italia Italia
Data 18-20 aprile 2013
Legislatura XVII legislatura
Presidente Napolitano.jpg
Eletto Giorgio Napolitano
Partito Indipendente
Voti 738[1]
73,2 %
Scrutinio VI
Presidente uscente
Giorgio Napolitano
Left arrow.svg 2006 2015 Right arrow.svg

L'elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013 si è svolta tra il 18 ed il 20 aprile dello stesso anno.

È stata la dodicesima elezione del Capo dello Stato. Il 20 aprile 2013 è stato rieletto Giorgio Napolitano con 738 voti contro i 217 di Stefano Rodotà.

La scadenza naturale del primo mandato era il 15 maggio 2013, ma con la rielezione e il giuramento del 22 aprile 2013 la fine del primo mandato è stata anticipata, per interrompere il semestre bianco, dando così inizio da subito al secondo.

Indice

La corsa per il QuirinaleModifica

In vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, tra alcune forze politiche (PD, PdL, Lega Nord, Scelta Civica e UdC) nasce l'ipotesi di una sua rielezione, anche per mantenere un punto fisso nella politica italiana molto apprezzato dai cittadini e all'estero in un periodo politico turbolento. Ma lo stesso Napolitano, a più riprese, ribadisce la non disponibilità al rinnovo del mandato, sia per ragioni anagrafiche, sia perché ritiene che un secondo settennato mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana dello stato italiano, secondo quanto affermato a suo tempo anche dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi.[2]

 
Risultati sesto scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica del 2013

Il Movimento 5 Stelle conduce delle votazioni online tra i propri iscritti, battezzate quirinarie,[3] per individuare un candidato da proporre in sede di votazione. La persona scelta è la giornalista Milena Gabanelli[4], ma dopo la rinuncia di quest'ultima e del secondo più votato, Gino Strada, i parlamentari del M5S convergono sul nome del terzo classificato, il giurista Stefano Rodotà[5], che viene proposto dal Movimento 5 Stelle come candidato comune con il PD[6].

Il 17 aprile, nel corso di un'assemblea molto contestata, i parlamentari e i delegati regionali del PD decidono a maggioranza di votare Franco Marini[7], sul quale era stato raggiunto un accordo trasversale con PdL e SC per la prima votazione con quorum più alto. Il nome di Marini era stato proposto dal segretario PD Pier Luigi Bersani al presidente del PdL Silvio Berlusconi in una rosa che comprendeva anche Giuliano Amato e Sergio Mattarella. La scelta di Marini determina il dissenso esplicito dei grandi elettori vicini a Matteo Renzi, molti dei quali decidono di votare l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino alla prima e alla seconda votazione[6], e di altri che scelgono di sostenere la candidatura di Rodotà. La designazione di Marini viene duramente contestata anche da parte dei grandi elettori di SEL, tanto da indurli ad abbandonare l'assemblea del PD, alla quale partecipavano in virtù dell'alleanza elettorale nella coalizione Italia. Bene Comune, per ufficializzare poi la convergenza sul nome di Rodotà.[8]

La Lega Nord, che aveva inizialmente lanciato la candidatura di Manuela Dal Lago[9], decide in seguito[10] di votare Franco Marini, insieme anche a PdL, Fratelli d'Italia[11], UdC e parte di Scelta Civica[12].

La prima votazione non attribuisce alla candidatura di Marini i risultati sperati, anche se i voti ottenuti (521) sarebbero stati sufficienti a garantirne l'elezione dal quarto scrutinio e superano di gran lunga quelli poi ottenuti da Prodi. I voti ottenuti da Marini sono anche più di quelli ottenuti in passato da tre presidenti eletti (Einaudi, Segni e Leone) e di poco inferiori a quelli ottenuti da Napolitano nel 2006. Nonostante ciò, la candidatura di Marini viene ritirata. Alla seconda tornata il PD, il PdL e la Lega Nord indicano di votare scheda bianca[13][14], scelta che non viene condivisa dall'ala renziana e dall'ala più a sinistra del PD. Fratelli d'Italia, invece, sceglie di votare il colonnello Sergio De Caprio detto Capitano Ultimo[15]. Alla terza votazione anche Scelta Civica indica di votare scheda bianca.

Dalla quarta votazione è richiesta la sola maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea. Il PD e SEL lanciano pertanto la candidatura di Romano Prodi, osteggiata da tutto il centrodestra[16], che decide di non partecipare alla votazione. La candidatura non viene condivisa neanche dal Movimento 5 Stelle, che continua a votare Rodotà, e dai montiani, che propongono invece la candidatura del Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri[17]. Prodi raggiunge alla quarta votazione solo 395 voti, evidenziando così la presenza di almeno 101 franchi tiratori all'interno dell'alleanza di centrosinistra[18]. Peraltro anche se quei 101 voti fossero andati a Prodi, portando i consensi per quest'ultimo a 496, non sarebbero stati sufficienti a determinarne l'elezione, visto che il quorum era fissato a 504 voti. Prendendo atto della disfatta, la sera del 19 aprile anche Prodi ritira la propria disponibilità[19], Rosy Bindi si dimette da presidente del PD e Pier Luigi Bersani annuncia le dimissioni dall'incarico di segretario[20]. Alla quinta votazione, PD e Scelta Civica annunciano di votare scheda bianca, mentre il Popolo della Libertà e la Lega Nord decidono ancora di non prendervi parte; il Movimento 5 Stelle conferma la candidatura di Rodotà, su cui tornano a confluire i voti di SEL.

Nella mattinata del 20 aprile, Monti, Bersani, Berlusconi e alcuni delegati regionali (tra cui i leghisti Maroni, Cota e Zaia[21]) incontrano separatamente il Presidente della Repubblica Napolitano per analizzare l'incerta situazione creatasi e trovare una soluzione intermedia a tal proposito.[22] Nei rispettivi incontri, da parte dei vari interlocutori, viene espressa la convinzione che «nella grave situazione venutasi a determinare col succedersi delle votazioni per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, sia altamente necessario e urgente che il Parlamento in seduta comune possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione dello stesso Napolitano»[23]. Viene pertanto richiesta, da un ampio schieramento parlamentare, la disponibilità di Napolitano ad essere rieletto alla presidenza della Repubblica[24]. Il presidente uscente decide di accettare la ricandidatura[25] e viene pertanto eletto alla sesta votazione, ricevendo consensi da parte di tutta l'assemblea, con eccezione di Movimento 5 Stelle e SEL, che mantengono la candidatura di Rodotà, e Fratelli d'Italia, che conferma la propria preferenza a De Caprio. Napolitano, con 738 voti, diventa così il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.[26]

L'assemblea elettriceModifica

Convocazione dell'assembleaModifica

Nei primi giorni di aprile il presidente Napolitano invita la presidente della Camera Laura Boldrini ad iniziare i lavori per la preparazione dell'elezione del suo successore, secondo anche quanto emerge da un comunicato del Quirinale:

« La seduta comune del Parlamento, integrato dai delegati regionali, per l'elezione del nuovo capo dello Stato, potrà aver luogo già a partire da giovedì 18 aprile. Il presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, nella sua qualità di presidente del Parlamento, nel comunicare che provvederà lunedì 15 aprile a diramare le convocazioni previste dal secondo comma dell'art. 85 della Costituzione, ha precisato che "su invito" del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e "sentito" il presidente del Senato, Pietro Grasso, la seduta potrà aver luogo appunto già a partire da giovedì 18 aprile, "confidando che gli adempimenti relativi alla designazione da parte delle Regioni dei propri delegati si svolgano con la massima tempestività. »

[27]

Per i delegati Friuli Venezia Giulia il cui Consiglio regionale è in corso di rinnovo, come avvenuto in altre analoghe occasioni, il Consiglio uscente provvede alle opportune designazioni.

Composizione dell'assembleaModifica

Oltre ai 630 deputati, i 315 senatori eletti e i 4 senatori a vita, partecipano all'elezione del Presidente della Repubblica anche 58 rappresentanti delle regioni.

Partito Deputati Senatori Delegati regionali Totale
Centrosinistra 345 120 28 493
Partito Democratico 293 106 24 423
Sinistra Ecologia Libertà 36 7[28] 1 44
Südtiroler Volkspartei 5[29] 3[30] 1 9
Partito Socialista Italiano 4[31] 2[30] 0 6
Centro Democratico 5 0 0 5
Il Megafono - Lista Crocetta 0 1[32] 1 2
Alleanza per l'Italia 1[33] 0 0 1
Partito dei Comunisti Italiani 0 0 1 1
Verdi del Sudtirolo 1[34] 0 0 1
Partito Autonomista Trentino Tirolese 0 1[30] 0 1
Centrodestra 125 117 27 269
Il Popolo della Libertà 97 91 23 211
Lega Nord 18 16 4 38
Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale 9 0 0 9
Grandi Autonomie e Libertà 0 5 0 5
Grande Sud 0 3[35] 0 3
Movimento per le Autonomie 1[36] 2[35] 0 3
Movimento 5 Stelle 109 54 0 163
Centro 47 22 2 71
Scelta Civica 38 17 0 55
Unione di Centro 8[37] 2[37] 2 12
Futuro e Libertà per l'Italia 1[37] 2[37] 0 3
Unione per il Trentino 0 1[30] 0 1
Movimento Associativo Italiani all'Estero 3 0 0 3
Vallée d'Aoste 1 1 1 3
Stella Alpina 1[36] 0 0 1
Union Valdôtaine 0 1[30] 1 2
Altri 0 5[38] 0 5
Totale Grandi Elettori 630 319 58 1007
 
Composizione dell'Assemblea elettrice del XII presidente della Repubblica Italiana:

     Centrosinistra

     Centrodestra

     Movimento 5 Stelle

     Centro

     MAIE

     Vallée d'Aoste

     Non iscritti

Delegati regionaliModifica

Abruzzo
  • Gianni Chiodi (PdL), Presidente della Regione
  • Nazario Pagano (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Camillo D'Alessandro (PD), consigliere
Basilicata
  • Vito De Filippo (PD), Presidente della Regione
  • Vincenzo Santochirico (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Paolo Castelluccio (PdL), consigliere
Calabria
Campania
  • Stefano Caldoro (PdL), Presidente della Regione
  • Paolo Romano (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Peppe Russo (PD), consigliere
Emilia-Romagna
  • Vasco Errani (PD), Presidente della Regione
  • Palma Costi (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Enrico Aimi (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Friuli-Venezia Giulia
  • Maurizio Franz (LN), Presidente del Consiglio regionale
  • Luca Ciriani (PdL), Vicepresidente della Giunta regionale
  • Franco Bussa (PD), consigliere
Lazio
  • Nicola Zingaretti (PD), Presidente della Regione
  • Daniele Leodori (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Mario Abbruzzese (PdL), consigliere
Liguria
  • Claudio Burlando (PD), Presidente della Regione
  • Rosario Monteleone (UdC), Presidente del Consiglio regionale
  • Luigi Morgillo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Lombardia
Marche
  • Gian Mario Spacca (PD), Presidente della Regione
  • Vittoriano Solazzi (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Giacomo Bugaro (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Molise
  • Salvatore Ciocca (PdCI), consigliere
  • Francesco Totaro (PD), consigliere
  • Angiolina Fusco Perrella (PdL), consigliere
Piemonte
  • Roberto Cota (LN), Presidente della Regione
  • Luca Pedrale (PdL), consigliere
  • Gianni Wilmer Ronzani (PD), consigliere
Puglia
  • Onofrio Introna (SEL), Presidente del Consiglio regionale
  • Antonio Maniglio (PD), Vicepresidente del Consiglio regionale
  • Nino Marmo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Sardegna
Sicilia
Toscana
  • Enrico Rossi (PD), Presidente della Regione
  • Alberto Monaci (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Roberto Benedetti (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Trentino-Alto Adige
  • Alberto Pacher (PD), Presidente della Regione
  • Rosa Zelger Thaler (SVP), Presidente del Consiglio regionale
  • Pino Morandini (PdL), consigliere
Umbria
  • Catiuscia Marini (PD), Presidente della Regione
  • Eros Brega (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Massimo Mantovani (PdL), consigliere
Valle d'Aosta
Veneto
  • Luca Zaia (LN), Presidente della Regione
  • Clodovaldo Ruffato (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Franco Bonfante (PD), Vicepresidente del Consiglio regionale

ElezioneModifica

Preferenze per Giorgio NapolitanoModifica

Scrutinio Voti Percentuale
I 10 1%
II 4 0,4%
III 12 1,2%
IV 2 0,2%
V 20 2%
VI 738 73,2%

18 aprile 2013Modifica

I scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza dei due terzi dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 999 Franco Marini 521
Votanti 999 Stefano Rodotà 240
Astenuti 0 Sergio Chiamparino 41
Maggioranza 672 Romano Prodi 14
Emma Bonino 13
Massimo D'Alema 12
Giorgio Napolitano 10
Anna Finocchiaro 7
Anna Maria Cancellieri 2
Mario Monti 2
Voti dispersi 18
Schede bianche 104
Schede nulle 15

Poiché nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto, si procede ad un secondo scrutinio.

Tra i voti dispersi: Margherita Hack, Veronica Lario, Santo Versace, Pietro Grasso, Claudio Magris, Gustavo Zagrebelsky, Milena Gabanelli, Paolo Bolognesi, Claudio Sabelli Fioretti, Umberto Ranieri, Mario Segni, Franco Cardini, Augusto Antonio Barbera, Pier Luigi Bersani, Marcello Pera. Un voto per Valeria Marini, Mara Carfagna e Giulio Napolitano, non eleggibili per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e i cui voti vengono pertanto annoverati fra le schede nulle, nelle quali vengono anche inclusi due voti per Franco Marino, uno per Francesco Marini e uno per Raffaello Mascetti[39][40].

II scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza dei due terzi dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 948 Stefano Rodotà 230
Votanti 948 Sergio Chiamparino 90
Astenuti 0 Massimo D'Alema 38
Maggioranza 672 Franco Marini 15
Alessandra Mussolini 15
Romano Prodi 13
Emma Bonino 10
Sergio De Caprio 9
Cosimo Sibilia 7
Rosy Bindi 6
Paola Severino 5
Silvio Berlusconi 4
Pier Luigi Bersani 4
Anna Finocchiaro 4
Giorgio Napolitano 4
Ricardo Antonio Merlo 3
Pierluigi Castagnetti 2
Michele Cucuzza 2
Arnaldo Forlani 2
Pietro Grasso 2
Grazia Maniscalco 2
Antonio Palmieri 2
Claudio Sabelli Fioretti 2
Daniela Santanchè 2
Santo Versace 2
Voti dispersi 41
Schede bianche 418
Schede nulle 14

Poiché nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto, si procede ad un terzo scrutinio.

Tra i voti dispersi: Gianfranco Fini, Fiorello, Sophia Loren, Giovanni Trapattoni, Gianni Rivera, Giuliano Amato, Antonio Martino, Ciriaco De Mita, Pietro Ingrao, Sabino Cassese, Renato Brunetta, Paola Pelino, Giulio Andreotti, Paolo Mieli, Mario Segni, Michele Serra. Un voto per Rocco Siffredi e Roberto Mancini, non eleggibili per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e i cui voti vengono pertanto annoverati fra le schede nulle.[40]

19 aprile 2013Modifica

III scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza dei due terzi dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 948 Stefano Rodotà 250
Votanti 948 Massimo D'Alema 34
Astenuti 0 Romano Prodi 22
Maggioranza 672 Giorgio Napolitano 12
Anna Maria Cancellieri 9
Claudio Sabelli Fioretti 8
Sergio De Caprio 7
Franco Marini 6
Alessandra Mussolini 5
Antonio Palmieri 5
Emma Bonino 4
Sergio Chiamparino 4
Ricardo Antonio Merlo 4
Ilaria Borletti Buitoni 3
Gianroberto Casaleggio 3
Fabrizio Cicchitto 3
Gherardo Colombo 2
Ermanno Leo 2
Pierluigi Castagnetti 2
Roberto Di Giovan Paolo 2
Antonio Martino 2
Nicolò Pollari 2
Voti dispersi 44
Schede bianche 465
Schede nulle 47

Poiché nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto, si procede ad un quarto scrutinio.

Tra i voti dispersi: Drupi, Fiorello, Francesco Guccini, Miuccia Prada, Sandro Veronesi, Fabrizio Rondolino, Mario Draghi, Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini, Claudio Martelli, Maurizio Lupi, Rosy Bindi, Vannino Chiti, Vincenzo D'Anna, Marcello Pera, Walter Veltroni, Paola Binetti, Silvio Sircana, Ciriaco De Mita, Pietro Ingrao, Santo Versace, Giacomo Caliendo, Paola Severino, Paolo Mieli. Un voto per Angelino Alfano, non eleggibile per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e il cui voto viene pertanto annoverato fra le schede nulle.[40]

IV scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza assoluta dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 732 Romano Prodi 395
Votanti 732 Stefano Rodotà 213
Astenuti 0 Anna Maria Cancellieri 78
Maggioranza 504 Massimo D'Alema 15
Franco Marini 3
Giorgio Napolitano 2
Voti dispersi 7
Schede bianche 15
Schede nulle 4

Poiché nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto, si procede ad un quinto scrutinio.

Voti dispersi: Vittorio Prodi, Giuseppe Fioroni, Emma Bonino, Maurizio Migliavacca, Giulio Andreotti, Walter Veltroni, Ricardo Antonio Merlo. Un voto espresso anche per Massimo Prodi, annoverato fra le schede nulle.[40]

20 aprile 2013Modifica

V scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza assoluta dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 732 Stefano Rodotà 210
Votanti 732 Giorgio Napolitano 20
Astenuti 0 Rosario Monteleone 15
Maggioranza 504 Emma Bonino 9
Claudio Zin 4
Anna Maria Cancellieri 3
Massimo D'Alema 2
Franco Marini 2
Voti dispersi 14
Schede bianche 445
Schede nulle 17

Poiché nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto, si procede ad un sesto scrutinio.

Tra i voti dispersi: Francesco De Gregori, Pietro Grasso, Giorgetto Giugiaro, Gustav Thöni, Marcello Dell'Utri, Giuseppe De Rita, Luciano Ravasio, Pierluigi Castagnetti, Claudio Magris, Santo Versace, Gianni Pittella, Virgilio Cornetti.[40]

VI scrutinioModifica

Per la nomina è richiesta una maggioranza assoluta dei 1007 membri dell'Assemblea.

Dati votazione Nome Voti
Presenti 732 Giorgio Napolitano 738
Votanti 732 Stefano Rodotà 217
Astenuti 0 Sergio De Caprio 8
Maggioranza 504 Massimo D'Alema 4
Romano Prodi 2
Voti dispersi 6
Schede bianche 10
Schede nulle 12

Risulta eletto: Giorgio Napolitano (2º mandato).

Tra i voti dispersi: Francesco Guccini, Michele Pisacane, Silvio Berlusconi e Renato Schifani.

NoteModifica

  1. ^ Voti ottenuti nell'ultima votazione
  2. ^ Dal Colle no a un secondo settennato
  3. ^ da Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica, con l'aggiunta della desinenza -ario, sul modello di primarie
  4. ^ Quirinarie, vince Gabanelli. Ma il Movimento 5 Stelle punta su Rodotà per mettere in crisi il Pd
  5. ^ Quirinale, Gabanelli rifiuta. Il candidato del M5S è Rodotà Archiviato il 27 maggio 2013 in Internet Archive.
  6. ^ a b Quirinale: Grillo "Pd voti Rodota'"; Renzi "proviamo con Chiamparino" Archiviato il 20 aprile 2013 in Internet Archive.
  7. ^ Il Pd sceglie Marini. Ma si spacca in mille pezzi Archiviato il 21 aprile 2013 in Internet Archive.
  8. ^ Migliore (Sel): Rodotà è la nostra prima scelta Archiviato il 6 ottobre 2013 in Internet Archive.
  9. ^ Quirinale, Lega non vota Franco Marini: “Voteremo Manuela Dal Lago”
  10. ^ Marini spacca pure la Lega Maroni: "Lo votiamo al primo turno"
  11. ^ Meloni converge su Marini
  12. ^ Nesi e Romano fra coloro che non votano Marini
  13. ^ Bersani: "Nuova fase". Domani assemblea Pd. Ipotesi primarie per il candidato. Renzi a Roma
  14. ^ Quirinale, seconda fumata nera: 418 schede bianche Archiviato il 21 febbraio 2014 in Internet Archive.
  15. ^ Quirinale, Meloni: Fratelli d'Italia vota ‘Capitano Ultimo' De Caprio
  16. ^ Pdl contro Prodi
  17. ^ Monti lancia Cancellieri
  18. ^ Prodi "bruciato", seconda disfatta per Bersani
  19. ^ Presidente Repubblica, Prodi fermo a 395 voti, si ritira. I gruppi cercano nuovi nomi
  20. ^ Pd in pezzi, Bersani si dimette
  21. ^ Giorgio Napolitano accetta l'incarico bis
  22. ^ Presidente della Repubblica, elezione in diretta. Napolitano verso il bis, in Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2013.
  23. ^ Nota in merito ad alcuni incontri avuti dal Presidente Napolitano, in Presidenza della Repubblica Italiana, 20 aprile 2013.
  24. ^ Elezioni Presidente della Repubblica. Quinta fumata nera, pressing per Napolitano bis, in La Repubblica, 20 aprile 2013.
  25. ^ Napolitano accetta la ricandidatura. Quinta fumata nera, in Il Sole 24 ORE, 20 aprile 2013.
  26. ^ Laura Cuppini, Alessia Rastelli, Napolitano, bis storico: è presidente, Corriere della Sera, 19 aprile 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  27. ^ Su invito del Presidente la seduta del Parlamento per la elezione del nuovo Capo dello Stato potrà aver luogo a partire dal 18 aprile, su webcache.googleusercontent.com (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2013).
  28. ^ All'interno della componente "Sinistra Ecologia e Libertà" del Gruppo Misto
  29. ^ All'interno della componente "Minoranze Linguistiche" del Gruppo Misto
  30. ^ a b c d e All'interno del gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI"
  31. ^ All'interno del Gruppo Misto e non iscritti ad alcuna componente
  32. ^ All'interno del gruppo parlamentare "Partito Democratico"
  33. ^ All'interno del Gruppo Misto e non iscritto ad alcuna componente; Elezione Pisicchio a Misto scelta equilibrata, su francobruno.ilcannocchiale.it. URL consultato il 12 aprile 2013.
  34. ^ All'interno del gruppo parlamentare "Sinistra Ecologia Libertà"
  35. ^ a b All'interno del gruppo parlamentare "Grandi Autonomie e Libertà"
  36. ^ a b All'interno del gruppo parlamentare "Lega Nord e Autonomie"
  37. ^ a b c d All'interno del gruppo parlamentare "Scelta Civica per l'Italia"
  38. ^ Renato Guerino Turano (eletto in America Settentrionale e Centrale per Partito Democratico, iscritto al Gruppo Misto); Emilia Grazia De Biasi (eletta in Lombardia per Partito Democratico, iscritta al Gruppo Misto); i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi (iscritto al Gruppo Misto), Emilio Colombo e Giulio Andreotti (iscritti al gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI").
  39. ^ Marco Letizia, Dal Conte Mascetti a Valeria Marini,nel segreto dell'urna regnano ironia e burla, in Corriere della Sera, 18 aprile 2013. URL consultato il 18 aprile 2013.
  40. ^ a b c d e Dati ufficiali della Camera dei Deputati Archiviato il 28 gennaio 2015 in Internet Archive.

Collegamenti esterniModifica