Bayerische Armee

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Bayerische Armee
Königlich-Bayerische Armee
Regio Esercito Bavarese
Bavaria RGT Flag.svg
Bandiera di guerra bavarese
Descrizione generale
Attiva1682 - 1919
NazioneFlag of the Electorate of Bavaria.svg Elettorato di Baviera
Flag of Bavaria (striped).svg Regno di Baviera
ServizioForza armata
TipoEsercito di terra
Dimensione87.214 uomini (1914)
Stato MaggioreMonaco di Baviera
Battaglie/guerreGuerra austro-turca (1683-1699)
Guerra di successione spagnola
Guerra di Successione austriaca
Guerra dei sette anni
Guerra di successione bavarese
Guerre napoleoniche
Guerra austro-prussiana
Guerra franco-prussiana
prima guerra mondiale
Parte di
Forze armate bavaresi
Simboli
StendardoBavaria RGT Flag.svg
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L'Esercito bavarese (in tedesco Bayerische Armee, poi Königlich Bayerische Armee dopo la proclamazione del regno nel 1805) è stato l'esercito della Baviera dal 1682 al 1919. Dal 1682 venne costituito in esercito stabile in Baviera e tale rimase sino al crollo dell'Impero tedesco dopo il 1918. L'esercito bavarese non fu mai comparabile agli eserciti delle Grandi Potenze del XIX secolo, ma diede alla casata dei Wittelsbach sufficiente protezione e capacita d'azione nel contesto delle alleanze politiche, contribuendo a trasformare la Baviera nel secondo stato tedesco dopo la Prussia.

StoriaModifica

1682–1790: dal primo esercito stabile alle guerre napoleonicheModifica

 
Uniformi dell'esercito bavarese nel 1722

La Reichskriegsverfassung (costituzione militare imperiale) del 1681 obbligò la Baviera a provvedere truppe per l'esercito imperiale del Sacro Romano Impero. Venne così costituito un esercito stabile in Baviera che le conferì ancora più l'aspetto di una moderna nazione. L'esercito venne ufficialmente fondato il 12 ottobre 1682 costituendo i primi sette reggimenti di fanteria, due di dragoni e due di corazzieri, oltre a un corpo di artiglieria. L'esercito bavarese scese in campo per la prima volta nel corso della Guerra austro-turca (1683-1699) sotto la guida dell'elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera, distinguendosi in particolare nell'assedio di Belgrado (1688).

Durante la guerra di successione spagnola, la Baviera si schierò con la Francia. A seguito della sconfitta nella battaglia di Blenheim, l'esercito bavarese ebbe modo ancora una volta di distinguersi continuando gli scontri. La Baviera venne quindi occupata dalle truppe austriache dopo la guerra, fatto che portò a delle rivolte locali, represse nel sangue dagli occupanti. Al 1701, la composizione dell'esercito era ancora quella di vent'anni prima, con l'aggiunta di un solo reggimento di corazzieri e uno di dragoni.

Il tentativo da parte dell'elettore di Baviera di ottenere la corona imperiale nel corso della guerra di successione austriaca ebbe inizialmente successo, ma la campagna militare finì con una nuova occupazione della Baviera da parte dell'Austria.

Con lo scoppio della guerra dei sette anni, l'esercito bavarese era composto da otto reggimenti di fanteria, due di dragoni e tre di corazzieri oltre a una brigata di artiglieria. Nel 1757, un reggimento di corazzieri venne sciolto ed i suoi uomini vennero distribuiti negli altri reggimenti. I reggimenti di fanteria erano composti ciascuno da due battaglioni con quattro Füsilierkompanien (compagnia di fucilieri, ciascuna con 130 uomini) e una compagnia di fanteria (100 uomini) oltre a quattro cannoni da campo. La forza nominale era di circa 1800 uomini per ciascun reggimento, ma i numeri erano tali solo nominalmente. I bavaresi combatterono al fianco degli Asburgo a Schweidnitz, Breslavia e Leuthen nel 1757, oltre che a Troppau, Olomouc e Neiße nel 1758.

L'unificazione tra i domini dei Wittelsbach in Baviera e nel Palatinato portò all'aggiunta di altri otto reggimenti di fanteria nel 1777, provenienti dal Palatinato. La guerra di successione bavarese, spesso nota come la "guerra delle patate" per gli sforzi fatti da ambo gli schieramenti per assicurarsi i rifornimenti per le truppe e privarli al nemico, fu la guerra che a dispetto del nome meno interessò l'esercito bavarese.

Nel 1785, l'uniforme della fanteria bavarese cambiò il tradizionale colore azzurro in bianco.

1790–1871: dalle guerre napoleoniche all'impero tedescoModifica

 
Uno schützen del 2º reggimento di fanteria leggera Dietfurth, 1806.
 
Bandiera di un reggimento di fanteria bavarese col monogramma di re Ludovico I

Il 1790 portò con sé importanti riforme per l'esercito bavarese. Tutte le truppe di terra ricevettero un'uniforme unificata, incluso l'uso di caschi di pelle con piume di crine di cavallo, noti come "cappelli Rumford" dal nome dell'allora ministro della guerra Benjamin Thompson. Ad ogni modo, Massimiliano IV trovò l'esercito in pessime condizioni alla sua ascesa al trono nel 1799: ciascuna unità aveva un numero di uomini inferiore a quello previsto, le uniformi modello Rumford erano impopolari e poco pratiche per i soldati e le truppe non erano adeguatamente formate. Il giovane principe-elettore, che aveva prestato servizio nell'esercito francese e che era colonnello del reggimento Royal Deux-Ponts, fece della ricostruzione dell'esercito una delle sue priorità di governo.

La fanteria di linea venne ridotta a dieci reggimenti, ma pienamente armati. I due reggimenti di cacciatori vennero divisi in quattro battaglioni di fanteria leggera. La cavalleria venne composta da tre reggimenti di cavalleria leggera e da due di dragoni e da due di corazzieri. La fanteria tornò al tradizionale colore azzurro nelle uniformi e, nel 1801, per tutti i soldati in servizio venne introdotto il Raupenhelm, un nuovo elmetto metallico con crine di cavallo che divenne poi caratteristico dell'esercito bavarese. Generali capaci come Deroy, Wrede e Triva riformarono l'esercito sul modello francese, facendone uno dei più moderni in tutta la Germania ed il primo sul suolo tedesco ad abolire le frustate come metodo di punizione. Vennero organizzati anche tre reggimenti di guardia nazionale.

Nel 1800, la Baviera combatté seppur riluttante al fianco dell'Austria contro la Francia rivoluzionaria, ma nel 1805 quando l'Austria attaccò la Baviera per la terza volta in cento anni, si trovò questa volta di fronte un esercito molto bene allenato. I bavaresi inizialmente si ritirarono per collegarsi con l'armata di Napoleone che avanzava, ma poi prepararono un contrattacco. 30.000 soldati bavaresi presero parte all'assedio di Ulma ed alla conseguente liberazione della Baviera. Alla Battaglia di Austerlitz, i bavaresi assicurarono la protezione del fianco e delle linee di rifornimento dell'esercito napoleonico e nel 1806-7 costrinsero diversi forti prussiani alla resa.

La Baviera venne ricompensata con la provincia austriaca del Tirolo, ma una serie di rivolte guidate da Andreas Hofer nel 1809 che poterono essere schiacciate solo con l'intervento dei soldati francesi, resero quel terreno ancora instabile. Quando l'Austria attaccò nuovamente la Baviera nel 1809, l'esercito di Napoleone era concentrato nella guerra peninsulare in Spagna e furono le truppe della Confederazione del Reno a dare manforte ai bavaresi contro gli austriaci. Nella battaglia di Wagram, il contributo delle forze bavaresi fu decisivo per il risultato finale dello scontro.

Nella campagna di Russia, l'esercito bavarese subì perdite terribili (circa 33.000 morti inclusi i rinforzi) durante la marcia del 1812 e solo 4000 soldati fecero ritorno alle loro case. Pressato dal principe ereditario e dal generale Wrede, re Massimiliano I si rivolse quindi contro la Francia e cambiò alleanza poco prima della battaglia di Lipsia. Il tentativo di Wrede di fermare la vittoria della Grande Armée nel 1813 nella battaglia di Hanau si concluse quasi in una sconfitta per gli austro-bavaresi. La campagna del 1814 iniziò male per gli alleati, ma Wrede compensò le prime sconfitte con altrettante vittorie a Arcis-sur-Aube ed a Bar-sur-Aube.

Nel 1814, l'esercito bavarese era composto da un reggimento di granatieri della guardia, 16 reggimenti di fanteria di linea, 2 battaglioni di cacciatori, 7 reggimenti di cavalleria leggera, 1 reggimento di ulani, due reggimenti di ussari e uno della guardia del corpo, oltre a due reggimenti di artiglieria a piedi e uno a cavallo.

Nel 1815, il 7º reggimento di cavalleria venne costituito. Gli ussari e gli ulani vennero sciolti nel 1822. Su raccomandazione della commissione militare nazionale, nel 1826 un reggimento di fanteria venne convertito in due battaglioni di cacciatori, mentre il reggimento dei granatieri della guardia passò a reggimento di fanteria della guardia. La guardia del corpo divenne il 1º reggimento corazzieri e l'ex 1° corazzieri venne unito al 2º reggimento.

La mobilitazione dell'esercito bavarese all'epoca della guerra austro-prussiana del 1866 venne concluso solo il 22 giugno, quando il grosso dell'esercito prussiano si trovava già in Boemia. La guerra andò male per i bavaresi. Il comandante in capo dell'esercito, il principe Carlo Teodoro di Baviera, che era incaricato del comando delle forze meridionali della Confederazione Tedesca, richiese l'aiuto del regno di Hannover ma quando seppe della resa degli hannoveriani nella battaglia di Langensalza, lasciò perdere l'impresa. La rapida avanzata dei prussiani spinse Carlo Teodoro a ritirarsi verso ovest e ad unirsi alle forze del principe Alessandro d'Assia, fino a Bad Kissingen. Dopo duri scontri, i bavaresi si ritirarono a Schweinfurt ad a Würzburg. Il 1º agosto, un corpo di riserva prussiano occupò Norimberga.

Le difficoltà riscontrate dall'esercito bavarese all'epoca erano dovute sia al landtag bavarese che continuava a tagliare la spesa militare, sia alla leadership militare che non era in grado di compiere complesse manovre e non conosceva a fondo la materia militare. Oltre al principe Carlo e al generale Thurn und Taxis, nessun generale bavarese era mai stato al comando di una divisione prima di allora. I giornali bavaresi criticarono inoltre il ruolo di Ludwig von und zu der Tann-Rathsamhausen.

Per queste critiche, re Ludovico II di Baviera nominò il veterano generale Siegmund von Pranckh quale nuovo ministro della guerra dal 1º agosto. Von Prankh aveva già avuto una certa esperienza anche politica al fianco del ministro della guerra von Lüder, e contribuì in modo cruciale alla modernizzazione dell'esercito bavarese con le sue riforme nel 1868.

Quando la candidatura al trono spagnolo del principe Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen portò al peggioramento delle relazioni tra Prussia e Francia nel 1870, von Prankh mobilitò due corpi d'armata bavaresi il 14 luglio. L'esercito bavarese combatté quindi nella guerra franco-prussiana come parte della III armata al comando del principe ereditario Federico Guglielmo di Prussia.

I bavaresi al comando del generale Jakob von Hartmann attaccarono Wissembourg e presero parte alle battaglia di Wörth, Beaumont, Sedan ed all'assedio di Parigi. Più di 5000 bavaresi morirono durante questa guerra.

1871–1918: l'impero tedescoModifica

 
Personificazione dell'esercito bavarese presso la Feldherrnhalle di Monaco di Baviera

Con la costituzione dell'impero tedesco, la Baviera fu in grado di assicurarsi un ruolo di notevole importanza, in particolare per quanto riguarda la sovranità militare. Non solo mantenne il diritto di conservare un proprio esercito come i regni di Sassonia e Württemberg, ma anche un proprio ministro della guerra e un proprio sistema giudiziario miliare. Il Raupenhelm continuò ad essere utilizzato sino al 1886 assieme ad altre peculiarità. Gli ufficiali e i soldati bavaresi continuarono a prestare giuramento al re di Baviera e non all'imperatore tedesco, per quanto le uniformi e la formazione militare fosse ormai stata standardizzata al modello prussiano.

All'inizio della prima guerra mondiale, l'esercito bavarese aveva all'attivo in tutto 87.214 uomini di cui 4089 ufficiali, medici, veterinari e altri specialisti, oltre a 16.918 cavalli. Con l'inizio della mobilitazione generale il 1º agosto 1914, il supremo comando dell'esercito bavarese passò alla IV armata dell'ispettorato dell'imperatore tedesco. Diverse unità bavaresi rimasero ad ogni modo al comando diretto del ministero della guerra della Baviera. L'esercito bavarese si portò sul fronte occidentale assieme alla VI armata al comando del principe ereditario Rupprecht.

L'esercito bavarese combatté la battaglia delle frontiere, l'ultimo grande scontro che vide protagonista l'esercito bavarese al comando del principe Rupprecht, che venne promosso feldmaresciallo nel 1916.

Con la caduta dell'impero tedesco nel 1918, re Ludovico III di Baviera venne costretto ad abdicare, ma ancora una volta la Baviera ottenne di mantenere la propria sovranità militare. Ad ogni modo, la nascita della Repubblica Bavarese dei Consigli e la confusione che si creò nel 1919 in Europa fece infine soccombere anche quest'ultimo privilegio rimasto alla Baviera alla repubblica di Weimar.

Nel corso della prima guerra mondiale, la Baviera perse 200.000 soldati sul campo.

StrutturaModifica

 
Struttura dell'esercito bavarese nel 1914

L'esercito bavarese alla vigilia della prima guerra mondiale era così composto:

GradiModifica

Grado Mostrina
soldati
Soldat (soldato)
Gefreiter (caporale)
Sottufficiali
Stabsefreiter (caporale maggiore)
Sergeant (sergente)
Ufficiali inferiori
Kadett (cadetto, aspirante ufficiale)
Leutnant (sottotenente)
Oberleutnant (tenente)
Hauptmann (capitano)
Ufficiali superiori
Major (maggiore)
Oberstleutnant (tenente colonnello)
Oberst (colonnello)
Ufficiali generali
Generalmajor (maggior generale)
Generalleutnant (tenente generale)
General der Infanterie (generale di fanteria)
Feldmarschall (maresciallo di campo)

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Oskar Bezzel: Geschichte des Königlich Bayerischen Heeres von 1825–1866. München 1931 (Geschichte des Bayerischen Heeres, 7. Band).
  • Rainer Braun: Bayern und seine Armee, Ausstellungskatalog des Hauptstaatsarchivs, München 1987, ISBN 3-921635-10-1.
  • Konrad Krafft von Dellmensingen, Friedrichfranz Feeser: Das Bayernbuch vom Weltkriege 1914–1918. 2 Bände. Stuttgart 1930.
  • Carl Friedrich von Dollmann (Hrsg.): Die Gesetzgebung des Königreichs Bayern seit Maximilian II.: mit Erläuterungen, Zweiter Theil (Staats- und Verwaltungsrecht), Fünfter Band, Erlangen 1869
  • Achim Fuchs: Einführung in die Geschichte der Bayerischen Armee. München 2014. (Sonderveröffentlichung der Staatlichen Archive Bayerns, hrsg. von der Generaldirektion der Staatlichen Archive Bayerns, Nr. 9). ISBN 978-3-938831-49-6.
  • Wolf D. Gruner: Das Bayerische Heer 1825 bis 1864. Eine kritische Analyse der bewaffneten Macht Bayerns vom Regierungsantritt Ludwigs I. bis zum Vorabend des deutschen Krieges (= Wehrwissenschaftliche Forschungen. Abteilung Militärgeschichtliche Studien. Bd. 14). Boldt, Boppard 1972, ISBN 3-7646-1562-1 (Zugleich: München, Universität, Dissertation, 1971).
  • Philipp Lintner: Im Kampf an der Seite Napoleons. Erfahrungen bayerischer Soldaten in den Napoleonischen Kriegen (= Schriftenreihe zur bayerischen Landesgeschichte. Band 175). C.H.Beck, München 2021, ISBN 978-3-406-10790-0.
  • Militär-Handbuch des Königreiches Bayern, Verlag des Haupt-Conservatoriums der Armee, München 1867
  • Eike Mohr: Bibliographie zur Heeres- und Truppengeschichte des Deutschen Reiches und seiner Länder 1806 bis 1933. Biblio Verlag, Bissendorf 2004.
  • Karl Müller, Louis Braun: Die Organisation, Bekleidung, Ausrüstung und Bewaffnung der Königlich Bayerischen Armee von 1806 bis 1906. München 1906.
  • Hermann Rumschöttel: Das bayerische Offizierkorps 1866–1914. Berlin 1973.
  • Walter Seibold, Gerd M. Schulz: Die Helme der Königlich Bayerischen Armee 1806–1918. Bayerischer Militärverlag Gerd M. Schulz, Gröbenzell 1999.
  • Walter Seibold, Gerd M. Schulz: Dienst- und Rangabzeichen der Offiziere und Beamten der Königlich Bayerischen Armee 1806 bis 1918. Bayerischer Militärverlag Gerd M. Schulz, Gröbenzell 2005, ISBN 3-00-017435-4.

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