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Fascicolo nero

film del 1955 diretto da André Cayatte
Fascicolo nero
Titolo originaleLe dossier noir
Paese di produzioneFrancia, Italia
Anno1955
Durata115 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generedrammatico
RegiaAndré Cayatte
SoggettoAndré Cayatte e Charles Spaak
ProduttoreAngelo Rizzoli, Michel Safra
Casa di produzioneSpéva Films, Rizzoli Film
MontaggioPaul Cayatte
MusicheLouiguy
ScenografiaJean Bourgoin
CostumiRosine Delamare
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fascicolo nero (Le dossier noir) è un film del 1955 diretto da André Cayatte.

TramaModifica

Jacques Arnaud, un novizio giudice istruttore arriva in una cittadina di provincia. La prima indagine riguarda la pratica Titiche: l'uomo è responsabile dell'avvelenamento di tre cani poliziotti del signor Dutoit. Quest'ultimo, convocato in questura, finisce per raccontare al giudice il caso della morte del giovane vicesindaco Le Guen. Confida in particolare un segreto noto a pochi: la sparizione di un fascicolo che conterrebbe informazioni compromettenti su Charles Broussard, un potente industriale che tiene tutta la città sotto la sua influenza, verso cui Le Guen conduceva una campagna contro. La morte del politico venne dichiarata come embolia, ma avvenne subito dopo una cena proprio con Broussard, il giorno precedente alla denuncia al consiglio municipale.

 
Bernard Blier, Henri Crémieux e Jean-Marc Bory in una delle ultime sequenze del film

Arnaud riapre così il caso, chiedendo come supplemento di istruttoria la riesumazione della salma e la conseguente autopsia, da cui emerge un avvelenamento da solfato di atropina.

Nell'indagine entrano a far parte il commissario Franconi e il commissario Noblet; Franconi indagando su Dutoit e sua figlia Yvonne scopre che quest'ultima ebbe una relazione segreta e duratura con Le Guen, sopportata da Dutoit in cambio di danaro con cui soddisfava la sua dipendenza di morfina. Franconi scopre che Francesca, la moglie di Le Guen, conduceva una relazione adulterina col proprio cognato. I due commissari pressano i propri imputati finendo col far confessare loro la propria colpevolezza.

Solo dopo aver sollevato pubblicamente lo scandalo, Arnaud viene a sapere che i recipienti contenenti gli organi di Le Guen furono gli stessi utilizzati per la perizia sui resti dei cani di Dutoit, contaminando e sviando fatalmente le prove. Ad Arnaud non resta che prendersi la responsabilità della pesante negligenza, rovinando la sua appena iniziata carriera.

ProduzioneModifica

DistribuzioneModifica

Il film venne presentato il 10 maggio 1955 in concorso all'8ª edizione del Festival di Cannes, riscuotendo un buon successo.[1]

Uscì in Italia l'8 settembre dello stesso anno.

CriticaModifica

«A una prima e certo insufficiente impressione Dossier Noir non sembra avere gli squarci potenti e la pienezza di intonazione dei migliori film di Cayatte; in compenso, rispetto agli ultimi, è più omogeneo, più filato, né la polemica ci sforza il racconto come accadeva in Prima del diluvio. Col valido aiuto di Spaak che ha fornito una sceneggiatura a spirale, dalle continue ramificazioni psicologiche e ambientali, e dialoghi staffilanti, Cayatte ha potuto quasi dissimulare la sua tesi in un racconto serrato e avvincente, da vero maestro, come qui lo chiamano, dello «choc», in una felice parafrasi francese del thriller americano.»

(Leo Pestelli[1])


NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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