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Sua Eccellenza
Giberto V Borromeo Arese
Portrait of Giberto V Borromeo Arese.jpg
VIII Marchese di Angera
Stemma
Predecessore Renato III Borromeo Arese
Successore Vitaliano VIII Borromeo
Trattamento Sua Eccellenza
Don
Onorificenze Grande di Spagna
Altri titoli Conte di Arona
Conte delle Degagne di San Maurizio
Conte di San Martino
Conte di Maccagno
Signore di Omegna
Signore di Cannobio, Vergante, Vegezzo, Agrate, Palestro, Camairago, Guardasone, Laveno
Consignore della Pieve di Seveso
Patrizio Milanese
Nascita Milano, 12 febbraio 1751
Morte Milano, 12 marzo 1837
Dinastia Borromeo
Padre Renato Borromeo
Madre Marianna Erba Odescalchi
Consorte Maria Elisabetta Cusani
Religione cattolicesimo

Giberto V Borromeo Arese (Milano, 12 febbraio 1751Milano, 12 marzo 1837) è stato un nobile italiano.

BiografiaModifica

Nato a Milano il 12 febbraio 1751, Giberto era il figlio secondogenito ma primo dei sopravvissuti del conte Renato III e di sua moglie, Marianna Erba Odescalchi.

Per le sue origini, venne educato in maniera molto accurata, compiendo numerosi viaggi d'istruzione in Italia ed all'estero per poi ritrovarsi a 26 anni a gestire l'intero patrimonio di famiglia dopo la prematura scomparsa del padre. Impegnatosi attivamente per la città di Milano, nel 1776 entrò a far parte della magistratura dei Sessanta Decurioni, pur non ricoprendo un ruolo di potere effettivo sulla città dal momento che l'amministrazione austriaca aveva ridotto i tradizionali organismi di governo del milanese ad un mero ruolo consultivo. Nel 1777 venne nominato a uno dei Dodici di Provvisione, carica che però era concessa spesso ai rampolli delle nobili famiglie milanesi di maggior rilievo.

Contemporaneamente si occupò anche di opere assistenziali a favore dei poveri della città, entrando dal 1778 nella Confraternita di San Giovanni delle Case Rotte. Dal 13 dicembre 1792 iniziò a rivestire ruoli politici di sempre maggior rilievo, venendo incluso nella commissione comunale incaricata della riorganizzazione della milizia urbana da contrapporre, nell'idea di Francesco Melzi suo ideatore, all'esercito rivoluzionario francese in vista di una possibile invasione del milanese.

Oppostosi fermamente alla rivoluzione, nel 1796 quando il Bonaparte entrò a Milano venne deportato con altri dapprima a Cuneo e poi alla fortezza di Nizza ove rimase imprigionato. Terminata la fase rivoluzionaria, dopo la vittoria della Battaglia di Marengo, la Repubblica Cisalpina lo richiamò nel 1801 per nominarlo rappresentante ai Comizi di Lione. Egli non rifiutò ma preferì farsi sostituire dal cugino Giovanni. Nel 1805, quando la Repubblica Italiana divenne Regno d'Italia napoleonico, il Melzi lo segnalò a Napoleone per ricoprire incarichi di rilievo e lo propose contestualmente per la nomina a cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea. Tornato alla ribalta nell'amministrazione milanese, nel 1807 divenne consigliere per il comune di Corpi Santi (oggi compreso in quello di Milano) e nel 1810 divenne consigliere della città imperiale di Milano. Presenziò a Parigi nel 1811 col figlio Vitaliano al battesimo del figlio di Napoleone. Nel 1812 gli venne riconosciuto l'ambito titolo di conte del Regno napoleonico d'Italia.

Continuò a rimanere nell'amministrazione pubblica di Milano anche dopo la caduta del governo napoleonico, continuando ad occuparsi di beneficenza e degli istituti di carità. La sua posizione di alto aristocratico nella società milanese, le manifestazioni di fedeltà dimostrate al nuovo regime austriaco e l'attività politica ed amministrativa svolta alacremente a favore della città di Milano anche negli anni precedenti, gli suscitarono la simpatia degli imperiali e nel 1816 ottenne il titolo di Gran Scudiero dell'imperatore Francesco I d'Austria che nei mesi successivi lo nominò anche suo ambasciatore a Roma presso papa Pio VII. Nel 1817 divenne presidente della Commissione Araldica del Regno Lombardo-Veneto.

Per la città milanese, propose e sostenne il progetto per l'illuminazione pubblica a gas, oltre a studi per la navigazione a vapore sul Po e sul Lago Maggiore. Fu tra i sostenitori segreti de "Il Conciliatore" e nel 1823 firmerà la petizione di grazia per Federico Confalonieri col quale era imparentato.

Negli anni continuò a ricoprire incarichi di rappresentanza e nel 1822 tenne a battesimo per conto dell'imperatore la figlia del viceré, presenziando tre anni più tardi a Roma per le credenziali al nuovo pontefice, Leone XII. Si recò a Torino nel 1831 per scortare la principessa Maria Anna di Savoia a Milano per sposarsi con l'allora arciduca Ferdinando d'Asburgo-Lorena, futuro imperatore. Personaggio sempre più in vista, in questi stessi anni accolse nel suo splendido palazzo sull'Isola Bella al Lago Maggiore la principessa Carolina di Brunswick, moglie del principe del Galles (futuro Giorgio IV del Regno Unito) nel 1814, re Francesco I delle Due Sicilie nel 1825, re Carlo Felice nel 1828 e Carlo Alberto di Savoia nel 1836.

Come discendente del fondatore Federico Borromeo, Giberto ottenne anche la carica di curatore perpetuo della Biblioteca Ambrosiana a Milano, motivo per cui venne criticato da Ludovico di Breme che non lo riteneva all'altezza dell'incarico, ma lodato da altri personaggi di rilievo come Angelo Mai e Pietro Custodi.

Morì a Milano il 12 maggio 1837.

AscendenzaModifica

Albero genealogico di quattro generazioni di Giberto V Borromeo Arese
Giberto V Borromeo Arese Padre:
Renato III Borromeo Arese
Nonno paterno:
Giovanni Benedetto Borromeo Arese
Bisnonno paterno:
Carlo Borromeo Arese
Trisnonno paterno:
Renato II Borromeo
Trisnonna paterna:
Giulia Arese
Bisnonna paterna:
Giovanna Odescalchi
Trisnonno paterno:
Carlo Odescalchi
Trisnonna paterna:
Beatrice Cusani
Nonna paterna:
Clelia Grillo
Bisnonno paterno:
Marcantonio I Grillo
Trisnonno paterno:
Agapito III Grillo
Trisnonna paterna:
Maria de Mari
Bisnonna paterna:
Maria Antonia Imperiali
Trisnonno paterno:
Carlo Imperiali
Trisnonna paterna:
Ginevra Grillo
Madre:
Marianna Erba Odescalchi
Nonno materno:
Baldassarre Odescalchi, I principe Odescalchi
Bisnonno materno:
Antonio Maria Erba
Trisnonno materno:
Alessandro Erba
Trisnonna materna:
Lucrezia Odescalchi
Bisnonna materna:
Teresa Turconi
Trisnonno materno:
Luigi Turconi
Trisnonna materna:
Anna Grassi
Nonna materna:
Maria Maddalena Borghese
Bisnonno materno:
Marcantonio III Borghese, III principe di Sulmona
Trisnonno materno:
Giovanni Battista Borghese, II principe di Sulmona
Trisnonna materna:
Eleonora Boncompagni
Bisnonna materna:
Livia Spinola
Trisnonno materno:
Carlo Spinola, principe di Sant'Angelo
Trisnonna materna:
Violante Spinola

OnorificenzeModifica