Hannibal Lecter - Le origini del male (film)

film del 2007 diretto da Peter Webber
Hannibal Lecter - Le origini del male
Hannicter.png
Hannibal Lecter (Gaspard Ulliel) in una scena del film
Titolo originaleHannibal Rising
Lingua originaleInglese, russo, tedesco
Paese di produzioneRegno Unito, Stati Uniti d'America, Francia, Italia, Repubblica Ceca
Anno2007
Durata121 min
Dati tecniciColore
rapporto: 2,35:1
Generethriller, drammatico, storico
RegiaPeter Webber
SoggettoThomas Harris
SceneggiaturaThomas Harris
ProduttoreDino De Laurentiis, Martha De Laurentiis, Tarak Ben Ammar
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer
Distribuzione in italianoFilmauro
FotografiaBen Davis
MontaggioPietro Scalia
Effetti specialiMichael Fox
MusicheShigeru Umebayashi
ScenografiaJudy Farr
CostumiAnna B. Sheppard
TruccoMaurizio Silvi
Art directorJindrich Kocí
Character designAllan Starski
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Hannibal Lecter - Le origini del male (Hannibal Rising) è un film del 2007 diretto da Peter Webber, basato sul romanzo omonimo di Thomas Harris. È il quinto film tratto dai romanzi incentrati sulla figura del giovane serial killer Hannibal Lecter ma, sotto il profilo cronologico della narrazione, costituisce un antefatto de Il silenzio degli innocenti, genesi della sua follia.

TramaModifica

È la storia del piccolo Hannibal che ad 8 anni gioca con la sorellina Mischa di circa 3-4 anni nel castello di famiglia in Lituania. Subito devono sfollare perché i nazisti invadono ed occupano tutto con i fiancheggiatori al seguito. La famiglia si rifugia in un casale nel bosco ma durante un combattimento tra un carro armato sovietico ed un bombardiere tedesco Stuka muoiono tutti lasciando i due bambini da soli. Una banda di sciacalli filonazisti (Grutas, Dortlich, Grentz, Kolnas, Milko e Pot Watcher, detto "Filo Spinato") si rifugia nel casale e tiene prigionieri i due bambini ma il gelido inverno fa terminare presto le provviste. I sei, affamati decidono di uccidere e mangiare la bambina per sopravvivere. Anche lo stesso Hannibal, senza rendersene conto, mangia la sorella. Poi scappano all'arrivo di un bombardamento russo, ma Filo Spinato, che ha con sé le piastrine di riconoscimento del gruppo, muore nel crollo della casa. Hannibal si salva e cresce nel suo castello trasformato in un orfanotrofio dal governo sovietico. Ma ha problemi con i superiori, incubi frequenti e non parla. Riesce a scappare, recupera delle lettere della madre e raggiunge Parigi dove lo accoglie sua zia acquisita, una donna giapponese benestante. Viene da lei curato e torna a parlare ma la vendetta cova ancora nel suo cuore, gli insegnamenti di arti marziali, la musica classica, la pittura, l'ikebana occupano le sue giornate. Con le armi di un samurai compie il suo primo omicidio, decapitando con una katana un macellaio grasso e grezzo che aveva collaborato con i nazisti e che aveva offeso sua zia. Si iscrive a medicina e impara a sezionare i cadaveri. Torna in Lituania per cercare prove e provare a ricordare gli avvenimenti. Trova le ossa della sorella, alcuni gioielli e le placche militari con i nomi degli assassini. Nel frattempo uno di loro (Dortlich) cerca di coglierlo di sorpresa ma Hannibal lo immobilizza e dopo averlo legato ad un albero riesce a farlo confessare ed a farsi dare ulteriori informazioni sui suoi ex compagni. La corda che passa sul collo, tirata da un cavallo si serra sempre più fino a che la testa non si stacca e Hannibal mangia le sue guance (il suo primo atto di cannibalismo) e uno spiedino con un po' di funghi. Uno dopo l'altro cadranno tutti, e gli mangerà una guancia. Sarà costretto a trasferirsi in Canada, dove si è rifugiato l'ultimo da giustiziare.

CriticaModifica

Il film ha ricevuto durante l'edizione dei Razzie Awards 2007 una nomination come Peggior prequel o sequel insieme a Aliens vs. Predator 2, Un'impresa da Dio, Hostel: Part II, edizione vinta da Il campeggio dei papà. Sono ottimi gli interpreti, dall'inedito Garpard Ulliel, un giovane Hannibal di impenetrabile intensità, a Gong Li nei panni di un'affascinante zia, sua maestra di arti marziali: ed è altrettanto felice la regia dell'inglese Peter Webber, che ha saputo mettere il suo stile raffinato al servizio di un thriller teso, elegante e suggestivo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 9 febbraio 2007)

NoteModifica


Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema