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Il gioco di Ripley

film del 2002 diretto da Liliana Cavani
Il gioco di Ripley
Il gioco di Ripley.jpg
John Malkovich in una scena
Titolo originaleRipley's Game
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneItalia, Regno Unito, Stati Uniti d'America
Anno2002
Durata110 min
Rapporto1,85:1
Generedrammatico, thriller
RegiaLiliana Cavani
SoggettoLiliana Cavani,
Charles McKeown,
Patricia Highsmith (romanzo)
ProduttoreSimon Bosanquet,
Ileen Maisel,
Riccardo Tozzi
Produttore esecutivoMarco Chimenz,
Camela Galano,
Rolf Mittweg,
Mark Ordesky,
Russell Smith
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaAlfio Contini
MontaggioJon Harris
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaFrancesco Frigeri
CostumiFotini Dimou,
Raffaella Fantasia,
Alberto Verso
TruccoKatia Sisto,
Gino Zamprioli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il gioco di Ripley (Ripley's Game) è un film del 2002 della regista italiana Liliana Cavani, tratto dall'omonimo romanzo (pubblicato in italiano come L'amico americano) di Patricia Highsmith. Dallo stesso libro nel 1977 il tedesco Wim Wenders aveva tratto L'amico americano.

Indice

TramaModifica

Veneto. Tom Ripley, ex-criminale, ora risiede in una splendida villa principesca ed è sposato con una giovane moglie che suona il clavicembalo. Un giorno, durante una festa, un corniciaio inglese, Jonathan, esprime giudizi negativi su Ripley, criticandone i modi di vivere e comportarsi. L'insulto, malgrado l'indifferenza ostentata da Ripley, fa covare in lui il desiderio di vendicarsi: l'occasione gli viene fornita dal suo ex-socio in affari, Reeves, che contatta Ripley alla ricerca d'una persona insospettabile e senza precedenti che per 50.000 dollari (aumentati in seguito a 100.000 proprio da Ripley) uccida un malavitoso a Berlino (in Germania). Ripley fa subito il nome di Jonathan come possibile sicario: l'uomo è gravemente malato di leucemia e necessita di denaro per mantenere la famiglia. Così il povero Jonathan si trova quindi trascinato in un turbine senza fine di violenza, omicidi e malavita, senza minimamente sapere che la fonte dei suoi guai è proprio Ripley.

CriticaModifica

È fra i "Great Movies" del critico cinematografico statunitense Roger Ebert.[1]

Il Morandini critica la «programmatica rozzezza» del personaggio di Reeves e afferma che la seconda parte sfiora «il ridicolo involontario», mentre apprezza la prima parte, l'interpretazione di John Malkovich e la fotografia di Alfio Contini.[2]

Il Mereghetti critica il mancato approfondimento del rapporto tra Ripley e Trevanny, la piattezza del primo personaggio e la cattiva interpretazione del secondo da parte di Dougray Scott.[3]

AmbientazioneModifica

Il film è ambientato in due antiche ville palladiane, una situata nel centro di Asolo, antico paese collinare situato in provincia di Treviso, l'altra, Villa Emo, situata a Fanzolo, frazione di Vedelago. Altre location del film sono Padova, Vicenza, Bassano del Grappa e Berlino.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

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