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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la rete televisiva toscana, vedi Italia 7 Toscana.
Italia 7
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista
Target uomini 15-34 anni
Versioni Italia 7
(data di lancio: 4 ottobre 1987)
Data chiusura 31 dicembre 1998
Editore Fininvest (1987-1994)
D.A.P.S. (1994-1996)
Tvr Voxson (1996-1998)

Italia 7 è stata una rete televisiva nazionale italiana che ha trasmesso in analogico grazie a una syndication di televisioni locali dal 1987 al 1998.

Erede della syndication Euro TV, visse il suo periodo di maggior popolarità a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, periodo caratterizzato dalla gestione Fininvest. Programma simbolo del canale era Colpo grosso. Dopo il disinteressamento da parte di Fininvest, il circuito passò prima alla D.A.P.S di Giampiero Ades e in seguito a Francesco Di Stefano, proprietario di una delle TV locali affiliate al circuito Tvr Voxson, per poi concludere le trasmissioni il 31 dicembre 1998.[senza fonte]

Indice

StoriaModifica

La nascita e la gestione della Fininvest (1987-1994)Modifica

Le trasmissioni di Italia 7 iniziarono il 4 ottobre 1987 dalle ceneri delle emittenti transfughe da Euro TV che non aderirono al nuovo circuito Odeon TV. Fino al 1994 il circuito rimase sotto la gestione della Fininvest, che ne aveva favorito la nascita per contrastare l'ascesa di Odeon TV e che le assicurava oltre alla raccolta pubblicitaria, la produzione di programmi televisivi e la possibilità di attingere al proprio magazzino di acquisizioni. La programmazione, coordinata ai palinsesti delle tre reti Fininvest, comprendeva il contenitore Super 7, una sorta di Bim bum bam ambientato su un'astronave e condotto da Carlo Sacchetti, già reduce del programma di Italia 1, con il pupazzo Frittella e il robot Mic Mac, con cartoni animati come I cinque samurai, Tartarughe Ninja, Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco, Robotech, BraveStarr e Ken il guerriero, molti dei quali in prima visione assoluta per l'Italia, film e telefilm in prima visione, come la serie Falcon Crest, soap opera statunitensi al primo passaggio (I Ryan, Il tempo della nostra vita), eventi sportivi all'interno del settimanale Italia 7 Sport e, soprattutto, il celebre sexy-quiz Colpo grosso, condotto da Umberto Smaila, in onda in seconda serata.[senza fonte]

In quegli anni circolano molte voci sull'intenzione di Silvio Berlusconi di acquisire completamente il circuito, come già aveva fatto con Italia 1 e Rete 4, facendone il quarto canale Fininvest, in modo che se Canale 5 era la rete dedicata a tutta la famiglia, Italia 1 quella tarata sul pubblico giovanile e Rete 4 quella rivolta al pubblico femminile, Italia 7 sarebbe stato invece il canale Fininvest indirizzato al pubblico maschile, come di fatto già era grazie a precise scelte editoriali, in modo da avere un canale per ogni tipo di pubblico. Con l'approvazione della Legge Mammì nel 1991, che fissava a tre il numero massimo di reti nazionali per ogni operatore radiotelevisivo privato, la Fininvest fu però costretta a rinunciare al progetto e nel 1994, dato che la rivale Odeon TV, dopo il fallimento di ben due gestioni, nel 1991 e nel 1994, era ormai diventata 'innocua', il gruppo di Berlusconi perse ogni interesse nel collaborare con Italia 7 e ne abbandonò la gestione.[senza fonte]

La gestione D.A.P.S. (1994-1996)Modifica

Dopo la fase Fininvest, nel 1994 Italia 7 passò dunque nelle mani della D.A.P.S., una società diretta dall'editore Giampiero Ades, che strinse accordi con la Warner Bros. per garantirsi in esclusiva per cinque anni l'archivio di film e telefilm della major statunitense. Ma gli scarsi riscontri di pubblico e la scelta di puntare su programmi già visti, come ad esempio il sexy show in seconda serata Notte italiana, condotto da Ric e Carmen Russo, un vero e proprio epigono di Colpo grosso, o il quiz Quanto mi ami?, riedizione dello storico M'ama non m'ama condotto da Marco Predolin e Ramona Dell'Abate (già presentatori dello stesso programma undici anni prima sulla Rete 4 mondadoriana), fecero rescindere alla Warner Bros il contratto stipulato già nel gennaio del 1995, dopo la sola messa in onda in prima visione del telefilm Lois & Clark - Le nuove avventure di Superman, poi passato su Raidue, e di una manciata di film di scarso richiamo. Venuto meno l'accordo con la major statunitense, la D.A.P.S. si trovò a non avere più mezzi sufficienti per gestire una syndication televisiva di livello nazionale e fallì poco tempo dopo, nel 1996. Tra le altre trasmissioni in onda in questa seconda fase erano presenti anche i contenitori Usa Today, precedentemente in onda sulla rivale Odeon TV, condotto da Giorgio Mastrota e Stefano Gallarini e 7 in Allegria, lo sport estremo di Action presentato da Guido Bagatta, anch'egli in precedenza volto della syndication concorrente, la sitcom Punta alle 8 con Paolo Calissano per la regia di Giancarlo Nicotra, i varietà comici Le cose buone della vita, con Andrea Roncato e Gigi Sammarchi, e Seven Show, condotto dagli allora esordienti Alessandro Greco e Teo Mammucari.[senza fonte]

La gestione Tvr Voxson (1996-1998) e la scissione in Europa 7 e 7 GoldModifica

Dopo il fallimento della D.A.P.S, Italia 7 venne acquistata dall'imprenditore Francesco Di Stefano, già proprietario di una delle reti affiliate al circuito, la romana Tvr Voxson, capofila della syndication. Tra il 1997 e il 1998 Di Stefano decise di cambiare nome al canale, che il 1º gennaio del 1999 fu ribattezzato Europa 7. Tuttavia alcune emittenti del nord Italia che già facevano parte del circuito, fra le quali la lombarda Telecity, la veneta Tele Padova e l'emiliana Sesta Rete, decisero un anno dopo di abbandonare Europa 7 e fondare un network concorrente, Italia 7 Gold. Telecity durante il periodo di transizione trasmetteva i programmi di Europa 7 ma ne oscurava il marchio sovrapponendovi quello vecchio di Italia 7. Inizialmente visibile solo nell'Italia settentrionale, la syndication concorrente, che dal 2003 assunse il nome di 7 Gold, si diffuse gradualmente su tutto il territorio nazionale.

Europa 7, invece, dopo essere stata protagonista di varie vicissitudini politico-giudiziarie protrattesi per oltre un decennio, iniziò a trasmettere in via sperimentale come canale nazionale unificato il 28 luglio del 2010, per passare ai programmi definitivi, di tipo pay tv, l'11 ottobre successivo; la precedente attività di syndication, comunque, dopo la scissione non aveva mai coperto l'intera penisola, rimanendo visibile fino alla seconda metà degli anni Duemila perlopiù nelle regioni centro-meridionali.[senza fonte]

Emittenti che hanno trasmesso Italia 7Modifica

  • Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia
  • Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige
  • Abruzzo e Molise

Lista parziale dei cartoni animati trasmessiModifica

NoteModifica

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