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Jane Eyre (miniserie televisiva 1957)

sceneggiato televisivo italiano del 1957
Jane Eyre
PaeseItalia
Anno1957
Formatominiserie TV
Generedrammatico, sentimentale
Puntate5
Duratan.d.
Lingua originaleitaliano
Dati tecniciB/N
rapporto: n.d.
Crediti
RegiaAnton Giulio Majano
Soggettodal romanzo di Charlotte Brontë Jane Eyre
SceneggiaturaAnton Giulio Majano (adattamento televisivo di Franca Cancogni)
Interpreti e personaggi
Casa di produzioneRai - Radiotelevisione Italiana
Prima visione
Dal9 marzo 1957
Al6 aprile 1957
Rete televisivaProgramma Nazionale
Opere audiovisive correlate
AltreVedi: Jane Eyre

Jane Eyre è uno sceneggiato televisivo Rai del 1957, tratto dal romanzo omonimo del 1847 di Charlotte Brontë. Venne trasmesso in cinque puntate sull'allora programma nazionale, dal 9 marzo al 6 aprile 1957.

L'adattamento del testo letterario alla fiction televisiva è di Franca Cancogni mentre la sceneggiatura vera e propria è firmata da Anton Giulio Majano che ha curato anche la regia del lavoro televisivo.

Jane Eyre è stato uno dei primi sceneggiati trasmessi dalla Rai, che all'epoca era in attività da circa tre anni, preceduto da Cime tempestose e seguito da Il romanzo di un giovane povero.

Indice

SoggettoModifica

Secondo la scheda che gli riserva l'Enciclopedia della televisione, lo sceneggiato ricalca le pagine del romanzo da cui è tratto e narra le vicende della romantica eroina inventata da Brontë, "l'orfana sfortunata e innamorata del malinconico e sardonico signor Rochester (Vallone)"[1]. A differenza del testo letterario, tuttavia, la fiction privilegia, rispetto ai "toni chiaroscurali", l'enfatizzazione del lato puramente sentimentale della vicenda, costringendo la protagonista nell'angusto ambito di "mansueta e affascinante fanciulla" e riducendo, fra scene madri ricche di lacrime, "l'ironia femminista del personaggio in una figura melodrammatica"[1].

CastModifica

Il cast comprendeva, oltre agli interpreti principali Ilaria Occhini (nel ruolo della protagonista Jane Eyre), Lydia Alfonsi, Wanda Capodaglio e Raf Vallone[1]:

NoteModifica

  1. ^ a b c Fonte: Enciclopedia della televisione, a cura di Aldo Grasso, Garzanti, 2008

Collegamenti esterniModifica