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Joaquín Amaro
Joaquin amaro.gif

Segretario della Guerra e Marina
Durata mandato 1º dicembre 1924 –
2 marzo 1929
Presidente Plutarco Elías Calles
Emilio Portes Gil
Predecessore Francisco R. Serrano
Successore Plutarco Elías Calles

Durata mandato 16 maggio 1929 –
15 ottobre 1931
Presidente Emilio Portes Gil
Pascual Ortiz Rubio
Predecessore Plutarco Elías Calles
Successore Plutarco Elías Calles

Segretario dell'Educazione Pubblica
Durata mandato 1929 –
1930
Presidente Emilio Portes Gil
Predecessore Plutarco Elías Calles
Successore Aarón Sáenz

Direttore dell'Eroico Collegio Militare
Durata mandato 1931 –
1935
Predecessore Gilberto R. Limón
Successore Rafael Cházaro Pérez

Dati generali
Partito politico Partito Nazionalista del Messico[1]
Partito Rivoluzionario Anti-Comunista[2]
Partito Rivoluzionario Istituzionale
Tendenza politica Nazionalismo messicano
Statalismo
Anticomunismo
Anticlericalismo
Militarismo
Professione Militare
Joaquín Amaro
SoprannomeEl Indio
Arete
NascitaSombrerete, Zacatecas, 16 agosto 1889
MortePachuca, Hidalgo, 15 marzo 1952
Luogo di sepolturaPanteón Francés de San Joaquín
ReligioneCristiana cattolica
Dati militari
Paese servitoMessico Messico
Forza armataEsercito rivoluzionario
Esercito costituzionale messicano
Esercito messicano
Anni di servizio1911 - 1936
GradoGral divn.gif Generale di divisione
FeriteOcchio di vetro causato da una partita di frontone nel 1929
ComandantiDomingo Arrieta
Gertrudis G. Sánchez
Álvaro Obregón
GuerreRivoluzione messicana
Rivolta di de la Huerta
Guerra cristera
CampagneRivoluzione maderista
Campagna contro Victoriano Huerta
Rivoluzione costituzionalista Ribellione di Agua Prieta
BattaglieBattaglia di Celaya
Battaglia di León
Battaglia di Ocotlán
AzioniMassacro di Villa Milpa Alta
Nemici storiciEmiliano Zapata
Pancho Villa
Enrique Estrada
Comandante diForze armate del Messico
DecorazioniCruz de Segunda Clase
Altre caricheSegretario della Guerra e Marina
Direttore dell'Eroico Collegio Militare
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Joaquín Amaro Domínguez (Sombrerete, 16 agosto 1889Pachuca, 15 marzo 1952) è stato un generale e politico messicano che ricoprì il ruolo di Segretario alla Guerra e Marina nei gabinetti dei presidenti Plutarco Elías Calles, Emilio Portes Gil e Pascual Ortiz Rubio, cosa che lo rende uno dei funzionari di governo più longevi della storia del Messico.

BiografiaModifica

IniziModifica

Joaquín Amaro nacque nella hacienda Corrales di Abrego, comune di Sombrerete, Zacatecas, il 16 agosto 1889, primo dei dieci figli di Antonio Amaro e Ángela Domínguez, di origine indigena, anche se probabilmente non Yaqui, come si era ipotizzato. Quando Joaquín era ancora bambino, la famiglia si trasferì nello stato di Durango, dove suo padre lavorava in una hacienda. Imparò a leggere e scrivere, anche se probabilmente senza il beneficio dell'istruzione formale. A partire dal 1908 lavorò nell'ufficio della hacienda di Saucillo, dove lavorava suo padre, occupandosi della contabilità. Nel 1910 suo padre vendette i suoi averi e donò il denaro al figlio maggiore per poi partire per Torreón nel novembre dello stesso anno. Sebbene Amaro non lo rivide più, lesse delle sue imprese con l'esercito rivoluzionario del colonnello Luis Moya. Nel febbraio dell'anno seguente si unì anche lui alla rivoluzione maderista, nelle forze comandate dal generale Domingo Arrieta, che operava nel Durango. Poco dopo l'arruolamento, suo padre morì in battaglia. Joaquín in seguito passò alle file di Gertrudis G. Sánchez. Nel 1912 fu mandato a combattere gli zapatisti e per le sue azioni fu promosso ufficiale.

CostituzionalismoModifica

Quando Victoriano Huerta entrò in carica come presidente del Messico nel febbraio 1913, Amaro riprese le armi contro di lui e presto acquisì grande fama tra i militari del Michoacán. Operò all'interno delle forze di Gertrudis G. Sánchez, alleato con quelle di Martin Castrejón. Nel mese di maggio sconfisse insieme a Rafael M. Pedrajo i federali a Los Pinzanes e poi attaccò Puruándiro, Uruapan, Zitacuro e Zinapecuaro. Amaro fu decisivo nel trionfo costituzionalista nel Michoacán. Dopo la spaccatura rivoluzionaria nel 1914, si alleò alle forze convenzioniste, ma per poco tempo, e sostenne anche il governo di Eulalio Gutiérrez. Quando i villisti invasero il Michoacán, Amaro e le sue forze si ritirarono a sud. Ancora una volta riprese Silao come carranzista. Con questa e altre battaglie, i "Rayados" ("a strisce") di Amaro, così chiamati perché indossavano le uniformi delle prigioni di San Juan de Ulúa, guadagnarono fama nazionale. Amaro e le sue truppe furono ingaggiate nell'esercito operativo comandato dal generale Álvaro Obregón. Al comando di 4 000 "Rayados", che formarono la 5ª Divisione dell'esercito Obregonista, partecipò alla battaglia di Celaya, dove ingaggiò un ruolo brillante. Nel 1916 combatté nel Morelos e nel Distretto Federale di nuovo contro gli zapatisti dell'Esercito di Liberazione del Sud, portando a termini uno dei più grandi ignomini registrati nella storia del Messico ovvero il massacro degli abitanti del villaggio di Villa Milpa Alta il 29 ottobre, dove più di cento tra giovani e adulti furono uccisi sommariamente. Questo metodo di sterminio è la base su cui è stato fondato il moderno esercito messicano. Nel 1918 operò nel Durango e nel Chihuahua contro la División del Norte villista. Fu anche comandante militare nella zona settentrionale, che comprendeva gli stati di Chihuahua, Durango, Nuevo León, Coahuila e San Luis Potosí. Nel 1920 si unì alla ribellione di Agua Prieta come comandante della 5ª Divisione settentrionale.

Il 3 settembre 1921 mentre era a capo della operazioni della terza zona militare, Amaro sposò Elisa Izaguirre, originaria di Morelia, Michoacán. Lì la coppia ebbe due figli, Joaquín e Leonor.

In seguito divenne comandante della settima zona militare, che comprendeva il Nuevo León. In questa posizione sconfisse la ribellione di luglio del generale Pablo González Garza. Quando nel 1922 l'agitazione politica minacciò di destabilizzare il Coahuila, Amaro posizionò le sue truppe per bloccare l'occupazione della legislatura statale e il palazzo del governatore. Nel 1923 fu mandato a mantenere l'ordine durante le elezioni governative del Nuevo León. In seguito a una serie di episodi violenti, Amaro disarmò i gruppi di combattenti rurali.

Dopo l'assassinio di Pancho Villa nel luglio 1923, Amaro fu ampiamente sospettato come uno dei pianificatori dell'operazione. Oggi, la maggior parte degli storici attribuisce la morte di Villa a una cospirazione ben pianificata, molto probabilmente avviata dall'allora Segretario alla Guerra Plutarco Elías Calles, che ordinò ad Amaro di sostenere gli assassini. Il generale fu successivamente strumentale nel liberare dal carcere Jesús Salas Barraza, il capo del gruppo di assassini.

Amaro non esitò mai del suo sostegno a Calles e Obregón e condivise l'odio di Calles per il clero. Il presidente dette pieno sostegno ad Amaro nel portare avanti il piano di quest'ultimo per riformare le forze armate del Messico lungo linee anticlericali e populiste. Né Calles né Amaro esitarono nell'agire contro l'estrema sinistra. Quando José Guadalupe Rodríguez tentò di organizzare "soldati sovietici" sul modello bolscevico, fu prontamente arrestato e fucilato insieme ad alcuni dei suoi soldati. Inoltre, quando un gruppo di contadini e operai dell'Internazionale Comunista (Comintern) si formò sotto l'artista Diego Rivera, fu forzatamente sciolto. Molti esponenti dell'estrema sinistra furono inviati nella colonia penale delle Isole Marías.

Rivolta di de la HuertaModifica

Nel 1923 il capo dello staff di Amaro, José Álvarez, venne a sapere della trama tra i generali Enrique Estrada, Guadalupe Sánchez e Fortunato Maycotte per rovesciare Obregón. Álvarez tornò immediatamente nel Nuevo León e informò Amaro della congiura, che comunicò prontamente le informazioni a Obregón. I cospiratori incaricarono il generale Adolfo de la Huerta, Segretario delle Finanze, di candidarsi alla presidenza contro Plutarco Elías Calles, successore scelto da Obregón. Affrontando una ribellione con eserciti nel nord, sud ed est, Obregón si affidava a generali leali come Amaro per bloccare l'accesso ai ribelli alle risorse e al confine settentrionale e reprimere l'insurrezione. Amaro, aiutato dal generale Lázaro Cárdenas del Río, combatté le forze di Estrada, sconfiggendole nella decisiva battaglia di Ocotlán. Tre giorni dopo la battaglia, le forze di Amaro occuparono Guadalajara, da dove era partita la ribellione guidata da Estrada. La ribellione fu schiacciata e l'elezione presidenziale del 1924 si svolse pacificamente.

Carriera nel dopoguerraModifica

Sempre nel 1924, Amaro fu nominato sottosegretario responsabile del Ministero della Guerra e della Marina. Come generale di divisione, divenne Segretario alla Guerra il 27 luglio 1925 e occupò tale carica durante i mandati presidenziali di Plutarco Elías Calles, Emilio Portes Gil e Pascual Ortiz Rubio. Il suo lavoro come capo dell'esercito dal 1924 al 1931, culminò nel suo Piano di riorganizzazione dello stesso: introdusse la disciplina e la tecnica e diffuse attività sportive e culturali attraverso le biblioteche pubbliche nelle caserme.

Si occupò anche dell'aeronautica ma a causa della sua ignoranza a riguardo, fu lento a ottenere progressi.

Come Segretario alla Guerra, durante la Guerra cristera (1926-1929) coordinò le azioni dell'esercito contro i Cristeros cattolici e, d'accordo con Calles, ordinò e si rese responsabile di feroci repressioni militari. Nonostante questo, negli anni successivi mantenne un'intima amicizia con i padri della Compagnia di Gesù, alla quale lasciò in eredità la sua biblioteca nel suo testamento.
Quando Obregón fu assassinato da un cristero sedici giorni dopo la sua rielezione a presidente nel 1928, molti generali e altre figure importanti della politica messicana incitarono Amaro a correre per l'ufficio ma il generale rifiutò sempre educatamente, affermando che "non aveva mai pensato di dedicare le sue attività alla politica".

Carriera successivaModifica

Durante il periodo dal 1931 al 1935 fu direttore dell'istruzione militare e dell'Eroico Collegio Militare. In questa posizione cercò di formare un gruppo elitario di ufficiali sullo stile dell'École spéciale militaire de Saint-Cyr francese. A tal fine inviò un certo numero di generali per studiare presso le accademie militari degli stati europei e sudamericani.

Durante gli anni '30 Amaro espresse ripetutamente la sua simpatia per Adolf Hitler e la Germania nazista.

Nel 1940 fu candidato alla presidenza per il Partito Rivoluzionario Anti-Comunista (PRAC), ma si ritirò dalla competizione elettorale. Quando Plutarco Elías Calles fu espulso dal Paese gli fu concessa una licenza illimitata nell'esercito. Nel 1943 realizzò uno studio dal titolo "Problemi della nostra difesa nazionale".

Durante la seconda guerra mondiale fu responsabile della difesa della regione dell'Istmo di Tehuantepec dalle aggressioni dell'Asse.

Nel 1952 fu di nuovo candidato alla presidenza, per il Partito Nazionalista del Messico (PNM), ma morì a Pachuca, Hidalgo, il 15 marzo, pochi mesi prima del giorno delle elezioni. Fu sepolto nel Panteón Francés de la Piedad. Nel 1966 il suo corpo fu riesumato e sepolto nel Panteón Francés de San Joaquín. Nel 1960, una statua a cavallo di Amaro è stata eretta nel Parco Chapultepec di Città del Messico.

NoteModifica

  1. ^ Come candidato presidente nel 1952.
  2. ^ Come candidato presidente nel 1940.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN48929561 · ISNI (EN0000 0000 5386 8488 · LCCN (ENno2003126536 · BNF (FRcb150839492 (data) · WorldCat Identities (ENno2003-126536