Apri il menu principale

L'uomo che non c'era

film del 2001 diretto da Joel Coen
L'uomo che non c'era
Uomo che non c'era.JPG
Billy Bob Thornton e Michael Badalucco al processo
Titolo originaleThe Man Who Wasn't There
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2001
Durata116 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, noir, thriller
RegiaJoel Coen
SoggettoJoel ed Ethan Coen
SceneggiaturaJoel ed Ethan Coen
ProduttoreEthan Coen
FotografiaRoger Deakins
MontaggioTricia Cooke, Roderick Jaynes
Effetti specialiPeter Chesney
MusicheCarter Burwell + AA. VV.
ScenografiaDennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'uomo che non c'era (The Man Who Wasn't There) è un film del 2001 diretto dai fratelli Joel ed Ethan Coen e interpretato da Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Tony Shalhoub e da una giovane Scarlett Johansson.

TramaModifica

1949, Santa Rosa[1]. Ed Crane racconta in prima persona la sua storia di aiutante barbiere poco loquace, annoiato e sognatore, in un salone di proprietà del cognato Frank. Crane intuisce che sua moglie Doris lo tradisce con "Big Dave", amico comune e direttore del grande magazzino nel quale lei lavora come contabile. Fatalisticamente, però, finge di non sospettare nulla, lasciando correre per il quieto vivere. Chiaramente deluso e stanco della sua vita di routine, sembra trovare sollievo solo nelle affettuose e innocenti attenzioni verso Birdy, giovanissima e acerba pianista dilettante di cui egli apprezza e sopravvaluta le doti musicali.

Ad accendere l'interesse di Crane, oltre alla giovane, è un forse losco uomo d'affari, Craighton Tolliver, un truffatore piovuto nel negozio di barbiere da non si sa dove, il quale lo attrae per un nuovo tipo di affari: il lancio di una catena di moderne tintorie dotate di un innovativo, per l'epoca, sistema di lavaggio a secco. Il pittoresco figuro, dopo aver convinto Ed a partecipare all'investimento truffaldino con metà della quota iniziale sparirà dalla circolazione.

Per procurarsi i soldi, Ed ha ricattato "Big Dave" fingendosi un anonimo pronto a denunciarlo per adulterio facendo così crollare la sua rispettabilità presso i concittadini e nei confronti della sua stessa moglie, unica proprietaria che certamente reagirà all'adulterio cacciandolo dalla gestione dell'emporio. "Big Dave" paga ma si considera rovinato, perché è stato costretto a rinunciare a diventare anche lui proprietario di un negozio dopo aver inutilmente fatto falsificare dall'amante i libri contabili. Dave sospetta di Tolliver, che aveva tentato anche con lui la stessa truffa per la stessa cifra chiesta dal ricattatore: lo trova e lo picchia a morte, venendo così a conoscenza del piano di Crane con il quale per vendicarsi organizza un incontro. Ne nasce una colluttazione tra i due durante la quale Crane per difendersi uccide Dave pugnalandolo con un forasigari.

Del delitto viene accusata Doris, che non ha un alibi ed è associata a Dave nella truffa contabile; per pagare la parcella di un famoso avvocato Frank decide di ipotecare il suo negozio da barbiere per aiutarli, ma quando sembra che la causa volga verso un esito positivo Doris, che era incinta di "Big Dave", si uccide in prigione. Frank diventa alcolista, ed è Crane, rimasto più solo di prima nella vita e nel lavoro, che tiene in piedi il negozio; nel frattempo, continua ad interessarsi a Birdy, di cui sogna di diventare manager della sua carriera, accompagnandola a San Francisco ad una audizione presso un rinomato maestro di piano, il quale però la giudica priva di vero talento.

Durante il viaggio di ritorno, la giovane ragazza, per riconoscenza delle attenzioni di Crane verso di lei, tenta un approccio sessuale ma l'uomo si oppone, l'auto sbanda e i due finiscono all'ospedale. Al suo risveglio Crane viene accusato di omicidio: non di Birdy, che si è salvata, né di "Big Dave", il cui caso è ormai chiuso, ma di Tolliver, dopo che il suo cadavere è stato ripescato in uno stagno con indosso le carte dell'affare firmate da Crane che lo avrebbe ucciso per la truffa subita dopo aver convinto la moglie a falsificare i libri contabili.

Con il negozio in mano alla banca, stavolta è la casa che viene venduta per pagare lo stesso avvocato per il nuovo processo; ma una scenata in aula del cognato rovina l'arringa del difensore che chiede l'annullamento e un nuovo processo, ottenendolo. Ma a Ed che non può sostenere le spese dell'avvocato viene assegnato un avvocato difensore d'ufficio che non riesce ad impedire la severa condanna alla sedia elettrica, che Ed accetterà in completa rassegnazione per uscire da una vita così dolorosa e inutile.

ProduzioneModifica

I fratelli Coen a metà degli anni '90 iniziarono a lavorare alla produzione del film scrivendo la sceneggiatura che interruppero per girare Il grande Lebowski[2]. Tornati disponibili, i fratelli si trasferirono in Irlanda - dove lavorava Frances McDormand - per continuare a scrivere.[3] Una volta completata la sceneggiatura fu inviata ai produttori Eric Fellner e Tim Bevan della Working Title Films i quali intendevano iniziare la produzione della pellicola nel 1999, ma approfittando della disponibilità di George Clooney preferirono dedicarsi a un altro film, Fratello, dove sei?[4]. Non appena le riprese e il montaggio terminarono a metà del 2000, i Coen continuarono per la realizzazione del film The Man Who NOT't There - a quel tempo provvisoriamente intitolato The Barber Project[5] Il finanziamento del film, che raccolse un budget approssimativo di venti milioni di dollari, avvenne attraverso Gramercy Pictures, Working Title Films e i produttori di Good Machine, società di Ted Hope e James Shamus, che in seguito fondò Focus Features.

Senza sapere ancora chi avrebbe interpretato il protagonista, Coen descrisse il personaggio di Doris - la moglie di Ed Crane - e di Frank - il proprietario del negozio di barbiere - assegnandone le parti rispettivamente per Frances McDormand e Michael Badalucco[6]. Per il ruolo più importante i registi scelsero un attore con cui non avevano mai lavorato prima: Billy Bob Thornton ,[7] che accettò la proposta di incarnare il barbiere prima ancora di leggere la sceneggiatura: «Sapevo che sarebbe stato bello. Ci sono alcune persone con le quali sai che non puoi sbagliare», ha detto l'attore.[8] Per il ruolo del capo e dell'amante di Doris, i Coen convinsero a recitare nel film James Gandolfini, che ritenevano «perfetto per il personaggio». Altri due attori già noti ai Coen, Jon Polito e Tony Shalhoub , si unirono al cast, completato da Adam Alexi-Malle, Katherine Borowitz , Richard Jenkins e l'allora adolescente Scarlett Johansson . Quando Jenkins ricevette la chiamata per partecipare al casting, rifiutò la proposta perché aveva già partecipato a tre test di selezione per tre precedenti produzioni Coen, senza successo in nessuno dei casi. Tuttavia, i registi alla fine lo vollero come interprete del ruolo assegnatogli[9]

Le riprese iniziarono il 26 giugno 2000 in California e si conclusero il 1º settembre, dopo dieci settimane di lavoro.

La cinematografia di Roger Deakins fu semplice e tradizionale. La maggior parte degli scatti furono effettuati con la cinepresa all'altezza degli occhi, con obiettivi normali e una lunga profondità di campo. Rispetto ai vecchi film bianco e nero americani, Deakins utilizzava una vasta gamma di grigi[10] e cercava di creare poco contrasto senza molte ombre forti, usando meno luci e più grandi. Nonostante fosse ambientato in un'epoca che ricordasse il tempo passato Deakins usava le tecnologie contemporanee ma faceva in modo che il film riflettesse l'epoca in cui la storia narrata si svolgeva.

La pellicola era nel formato 35mm a colori poi convertita in bianco e nero durante la postproduzione . Questa procedura era dovuta, in parte, a motivi tecnici poiché in quel periodo ormai la disponibilità di rotoli di pellicola in bianco e nero era molto bassa.[11]

In realtà per esigenze contrattuali e di marketing, in alcuni paesi il film è stato rilasciato a colori. «Il film è stato realizzato per essere visto a colori» ha dichiarato Joel Coen ma ha aggiunto che a colori sarebbe sembrato "orribilmente fuori posto" perché la scala di grigi utilizzata ha efficacemente sostituito i colori procurando la giusta atmosfera della storia narrata.

DistribuzioneModifica

Medusa film

Uscita: 30 novembre 2001

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

Il film ha incassato negli Stati Uniti 7.504.257 $ e complessivamente 18.916.623 $.[12]

CriticaModifica

Il film, del genere noir, girato dai Coen originariamente a colori e poi portato al bianco e nero con particolari tecniche di desaturazione, è ambientato a Santa Rosa, una cittadina di provincia della California, nell'epoca in cui il sogno americano[13] andava poco a poco sostituendosi agli orrori della guerra da poco terminata. Sia Dave che Crane sognano di conquistare la felicità rischiando e arricchendosi con facili guadagni.[14]

La pellicola, accompagnata da una colonna sonora costituita prevalentemente da musiche per pianoforte (il leitmotiv è dato dalla Patetica di Beethoven, in particolare dal secondo movimento della sonata), è ricca di citazioni interne[15]: vi ricorrono alcuni dei temi e situazioni caratteristiche della filmografia dei fratelli Coen, tra cui la figura di un uomo esistenzialmente allo sbando e senza una sicura direzione[16] come in Fargo, in A Serious Man, in Crocevia della morte, in A proposito di Davis e, sia pure sul versante scanzonato, come ne Il grande Lebowski. Con A Serious Man condivide anche una visione scettica della scienza, con il riferimento dell'avvocato Riedenschneider, difensore di Doris che si propone di confondere la realtà processuale dimostrando che nessuno conosce la verità citando il principio di indeterminazione di Heisenberg:

«Devi osservare il fenomeno. Ma il semplice guardare, il guardare, cambia il fatto. E tu non puoi sapere cosa sia successo nella realtà o cosa sarebbe successo se tu non ci avessi ficcato il tuo grosso naso. Per cui non ha senso chiederci cosa è successo, il semplice guardare cambia il fatto. Si chiama principio di indeterminazione, sembra un'idea bislacca, ma anche Einstein l'ha presa in considerazione. La scienza. La percezione. La realtà. Il dubbio. Il ragionevole dubbio. Sto dicendo che alcune volte più guardi e meno conosci. È un fatto. È provato.[17]»

Al centro della narrazione vi è un matrimonio infelice, e lo stesso racconto è una progressione verso una catastrofe finale. Come in Crocevia della morte, invece, la soluzione finale si poggia su un'apparenza di giustizia che tuttavia non corrisponde alla realtà: il protagonista finisce sulla sedia elettrica per un omicidio che non ha commesso, mentre quello davvero compiuto era, in effetti, per legittima difesa.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ L'uomo che non c'era
  2. ^ Eddie Robson, Coen Brothers, Virgin Film, New York, Random House, 2011.
  3. ^ Robson, 31 de julio de 2011, pp. 252-253
  4. ^ Robson, op.cit p. 256
  5. ^ William Rodney Allen, The Coen Brothers: Interviews, Mississippi: Univ. Press of Mississippi 2006, p. 152
  6. ^ Robson, op.cit. p.254
  7. ^ Andrew Pulver, «Pictures that do the talking». The Guardian. 2001
  8. ^ «Man Who Wasn't There, The». Urban Cinefile. 2001
  9. ^ Ronald Bergan, , The Coen Brothers, Second Edition, New York: Skyhorse Publishing 2016
  10. ^ The Man Who Wasn’t There: A Lovely, Artistic Exhibition of the Coens, Filmmaking Prowess. Cinephilia & Beyond.
  11. ^ Allen, op.cit. p. 157
  12. ^ (EN) L'uomo che non c'era, su Box Office Mojo. URL consultato il 22 novembre 2010.
  13. ^ Lietta Tornabuoni, La Stampa, 14 dicembre 2001.
  14. ^ Roberto Escobar, Il Sole 24 ORE, 9 dicembre 2001.
  15. ^ Alessandra Levantesi, La Stampa, 14 maggio 2001.
  16. ^ Emanuela Martini, FilmTv, 4 dicembre 2001.
  17. ^ Effetto notte on line
  18. ^ (EN) Awards 2001, su Festival di Cannes. URL consultato il 7 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2014).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema