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Luigi Grosso
LuigiGrosso.jpg
Il Generale di corpo d'armata del genio militare Luigi Grosso in alta uniforme
NascitaFossano, 8 luglio 1885
MorteRoma, 4 agosto 1960
Luogo di sepolturaCimitero del Verano
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Anni di servizio1906 - 1945
GradoGenerale del Corpo d'armata del Genio
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda Guerra mondiale
Decorazionivedi qui
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Luigi Grosso (Fossano, 8 luglio 1885Roma, 4 agosto 1960) è stato un generale italiano, che fu Comandante superiore del genio in Africa Settentrionale durante la seconda guerra mondiale. Insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia e di Medaglia d'argento al valor militare.

BiografiaModifica

Nacque a Fossano, provincia di Cuneo, l'8 luglio 1885, figlio di Agostino. Arruolatosi nel Regio Esercito frequentò la Regia Accademia Militare di Modena a partire dal 1º ottobre 1906, da cui uscì c0n il grado di sottotenente, destinato alla Scuola Applicazione Artiglieria e Genio di Torino. Promosso al grado di tenente il 16 agosto 1909, fu assegnato al 2º Reggimento Genio Zappatori. Il 16 aprile 1911 fu trasferito al Servizio del genio in Tripolitania, da dove rimpatriato il 5 maggio 1913 per entrare in servizio nl 5º Reggimento Genio Minatori in Torino.

L'8 gennaio 1914 fu nuovamente destinato in Libia, dove assunse il comando dell'8ª Compagnia Minatori «Cirene-Libica». Conservò questo incarico anche dopo la promozione a capitano, conseguita in data 14 gennaio 1915. Il 2 maggio 1916 fu nominato Capo ufficio del Genio di Cirene-Libica incarico che conservò anche dopo la promozione a maggiore, conseguita il 20 luglio 1917. Rientrato in Italia il 4 marzo 1918, il 25 aprile successivo fu nominato comandante dell'8º Battaglione Zappatori mobilitato ed operante in zona di guerra.

Il 29 marzo 1919 fu destinato in Anatolia, quale comandante del Genio del Corpo di Spedizione e del 52º Battaglione Zappatori. Nell'aprile 1920 comandava le truppe del genio militare facenti parte del Corpo di Spedizione operante nel Mediterraneo orientale. Il 24 aprile 1922 rientrò in Patria in quanto destinato al Comando del genio del Corpo d'armata di Firenze, e il 10 febbraio 1924 fu trasferito alla Scuola Centrale del Genio, dove rimase anche dopo la promozione al grado di tenente colonnello avvenuta il 4 giugno 1926.

Promosso colonnello il 4 aprile 1932 assunse il comando del 2º Reggimento Radiotelegrafisti e successivamente, il 15 ottobre dello stesso anno, della Scuola Allievi Ufficiali di Complemento a Pavia.[1]

Tra il 20 settembre 1934 e il 22 settembre 1935 fu comandante del 3º Reggimento Genio (Scuola) a Pavia e successivamente fu trasferito a Cagliari con le funzioni di Comandante del Genio del Corpo d'armata della Sardegna, di cui assunse definitivamente il comando dopo la promozione a Generale di brigata avvenuta il 10 luglio 1937.

Il 1º dicembre dello stesso anno assunse il comando del genio del XX Corpo d'Armata, mantenendolo fino al 6 luglio 1940, quando fu collocato a disposizione del Corpo di S. M. del Regio Esercito per incarichi di mobilitazione, incarichi che continuò ad assolvere anche con il grado di Generale di divisione, dal luglio 1940 al 16 febbraio 1941. Divenuto Comandante superiore del genio del Comando Superiore delle Forze Armate in Africa Settentrionale, fece realizzare la cosiddetta "Strada dell'Asse", un'opera[2] di notevole importanza per il collegamento e l'avanzata delle truppe italo-tedesche.

Tale strada fu usata dal Feldmaresciallo Erwin Rommel per l'avanzate in territorio controllato dal nemico.

Il 16 agosto 1942 lasciò l'incarico per assumere quello di Comandante Superiore del genio del Comando Superiore FF. AA. della Libia, ricoprendolo fino al 30 gennaio 1943[controllare].

Rimpatriato fu messo a disposizione del Ministero della Guerra fino al 16 marzo seguente, quando venne nominato comandante del genio dell'8ª Armata. Collocato definitivamente a riposo l'8 luglio 1945, si spense a Roma il 4 agosto 1960 e il suo corpo fu sepolto nel Cimitero del Verano.

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 12 gennaio 1942[3]
  Medaglia d'argento al valor militare
«Ufficiale generale di distinte qualità intellettuali e di elette virtù militari, durante venti mesi di guerra quale comandante superiore del genio ha portato nel campo delle attività belliche svolte in A.S., il contributo della sua elevata competenza tecnica e delle sue doti indiscusse di roganizzatore sagace e geniale. Spiegando un'attività senza limiti, offrendo costante esempio di sacrificio e di indomito coraggio sotto l'imperversare dell'offesa aerea e terrestre nemica, diresse e personalmente guidò tutta la complessa opera svolta dalle truppe del genio dipendenti, contribuendo validamente alla vittoria delle nostre armi sul suolo africano. A.S., giugno 1940-gennaio 1942-XX.»

NoteModifica

  1. ^ Della nuova scuola fu un infaticabile animatore: ne foggiò un Istituto modello, fucina di decine di migliaia di allievi ufficiali del Genio di ogni specialità, che dettero successivamente, in ogni teatro di operazioni, superba prova di capacità e di preparazione tecnica.
  2. ^ Tale opera, lunga circa 77 km, fu celermente realizzata attraversando il deserto sino ad arrivare al cospetto delle linee nemiche.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

BibliografiaModifica

  • Bollettino dell'Istituto Storico e di cultura dell'arma del Genio. Fascicolo n°2 (74)- Aprile-Giugno 1961
  • (EN) Philip S. Jowett, Stephen Andrew, The Italian Army Vol.1, Botley, Osprey Publishing Company., 2000, ISBN 1-78159-181-4.
  • Notizie estrapolate dalle documentazioni del Genio e con la super visione del Dr. Flavio Grosso