Montona

comune croato
Montona
comune
(HR) Motovun
(IT) Montona
Montona – Stemma
Montona – Veduta
Vista su Montona
Localizzazione
StatoCroazia Croazia
RegioneGrb Istarske županije.svg Istria
Amministrazione
SindacoTomislav Pahović
Territorio
Coordinate45°19′N 13°49′E / 45.316667°N 13.816667°E45.316667; 13.816667 (Montona)Coordinate: 45°19′N 13°49′E / 45.316667°N 13.816667°E45.316667; 13.816667 (Montona)
Altitudine270 m s.l.m.
Superficie33,58 km²
Abitanti1 001 (31-03-2011, Censimento 2011)
Densità29,81 ab./km²
Altre informazioni
Linguecroato, italiano
Cod. postale52424
Prefisso(+385)052
Fuso orarioUTC+1
TargaPU
Nome abitantiMontonesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Croazia
Montona
Montona
Montona – Mappa
confini comunali rispetto alla regione
Sito istituzionale

Montona (in croato Motovun; in tedesco Montona) è un comune croato di 1.001 abitanti, nell'Istria settentrionale, a circa 270 m sul livello del mare.

Il paese, situato su una rupe carsica, è una meta attrattiva per i suoi monumenti e per le particolari decorazioni di pietra in rilievo sparse per il paese.

Il comune di Montona è bilingue: le lingue ufficiali sono il croato e l'italiano, non esistono scuole italiane, tuttavia la lingua italiana viene insegnata obbligatoriamente in tutte le scuole e di tutti i gradi.

StoriaModifica

Montona dal 1077 al 1278 fu parte integrante del patriarcato di Aquileia.

Dal 1278 al 1797 appartenne alla Repubblica di Venezia, che grande attenzione volse all'amministrazione del suo patrimonio boschivo, il più importante della Repubblica e fondamentale per il suo arsenale e la costruzione delle galee. La fedeltà al doge di Venezia durò quasi settecento anni nei quali la Serenissima fortificò la difesa della cittadina con una cinta muraria.

Dal 1797 al 1803 rimase sotto l'impero austriaco.

Nel 1803 Montona fu occupata dalle truppe di Napoleone Bonaparte, e quindi posta sotto il governo di Trieste.

Nel 1805, per decisione dell'Imperatore dei Francesi, Montona passò sotto il Regno Italico.

Nel 1813 ritornò sotto il dominio dell'Austria. Con il crollo dell'Impero austro-ungarico avvenuto nel 1918, Montona fino al 1947 fece parte del Regno d'Italia e inclusa nella Provincia di Pola . In seguito alla II guerra mondiale nel 1947 fu ceduta alla Repubblica di Croazia parte della federazione jugoslava e infine dal 1991, con la disgregazione di quest'ultima, rimanne sotto repubblica capitalista di Croazia.

L'occupazione e anessione alla Croazia ebbe come conseguenza l'esilio forzato della maggioranza della popolazione italiana autoctona, il cosiddetto esodo giuliano, fenomeno che portò ad una drastica riduzione della popolazione.

ArteModifica

La chiesa tardo-rinascimentale di Santo Stefano fu probabilmente progettata dall'architetto Andrea Palladio[senza fonte]. La chiesa contiene numerose opere d'arte: le statue di marmo di Santo Stefano e San Lorenzo di Francesco Bonazzo, e i dipinti del Cenacolo sopra l'altare di un ignoto artista veneziano. Le cisterne d'acqua nella piazza davanti alla chiesa sono datate XV secolo.

Il palazzo comunale è il più grande edificio laico in Istria del periodo rinascimentale.

 
La chiesa di Santo Stefano ed il pozzo antistante

LocalitàModifica

Il comune di Montona è diviso in 4 insediamenti (naselja):

  • San Pancrazio [o Bercaz] (Brkač)
  • Caldier (Kaldir)
  • Montona (Motovun), sede comunale
  • San Bortolo (Sveti Bartol)

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Le frazioni di Montona sono 51[1].

All'insediamento di San Pancrazio (Bercaz) afferiscono i seguenti paesi:
Battai (Bataji), Monte (Breg), Colleri (Kolari), Cragno (Kranceti), Labignani (Labinjani), Monforno (Monforno), Ravan (Ravan), Rodelli (Rudeli), Ruscnach(Rušnjak), Romani (Romani), Sirotici [Rosso] (Sirotići).
All'insediamento di Caldièr afferiscono i seguenti paesi:
Brdari (Brdari), Bertossi (Brtoši), Bertossichi (Brtošići), Clarici (Klarići), Galli (Gali), Lazze [Ferri] (Lazi), Monte Stefanich (Štefanićev Breg), Paladini (Paladini), Petretichi (Petretići), Prodani (Prodani), Stefanichi (Štefanići), Valenti (Valenti), Madrussa (Madruši), Zvitchi (Cvitki).
All'insediamento di Montona afferiscono i seguenti paesi:
Bosici (Božići), Diviachi (Divjaki), Dagostini (Dagoštini), Meloni (Meloni), Morari (Murari), Pavat (Pavati), Percichi (Perčići), Pissiglione (Pišiljon), Resari (Režari).
All'insediamento di San Bortolo afferiscono i seguenti paesi:
Bencici (Benčići), Cal (Kal), Calligari (Kaligari), Cotigi (Kotigi), Fiorini (Fiorini), Fleghi (Flegi), Giganti (Žugani), Labignani (Labinjani), Locandici (Lokandići), Monte Belletich (Beletićev Breg), Pischi (Piški), Sciolazi (Šćulci), Sotto Iessica (Podjesika), Stanzia Flego (Flegova Stancija), Valenti (Valenti), Vesnaveri (Vežnaveri), Trippe (Tripe).

SocietàModifica

La presenza autoctona di italianiModifica

 
Strada in Montona.

Con l'avvento della Jugoslavia gran parte della popolazione autoctona di etnia italiana (pari al 90% della popolazione), ha optato per il mantenere la propria cittadinanza italiana ed è stata quindi costretta a lasciare Montona e a trasferirsi in diverse zone d'Italia. Una parte di Montonesi, stante la difficile situazione economica in Italia tra la fine degli anni quaranta e cinquanta, emigrò principalmente negli Stati Uniti (così fece Mario Andretti con i familiari) e in Australia.

Gli esuli di Montona sono rappresentati dall'associazione apartitica denominata Famiglia Montonese guidata da Simone Vicki Michelle Peri.

Secondo il censimento del 1910, la popolazione era così etnicamente distribuita:

Censimento 1910
Insediamento Totale abitanti Lingua d'uso italiano Lingua d'uso serbo-croato Lingua d'uso sloveno
Montona 1371 1346 0 8
Caldier 712 93 615 0
Bercaz 450 351 0 98

Secondo il censimento del 1921, oggi ritenuto di scarsa validità scientifica[2], Montona e Bercazza (Bercaz) erano abitate esclusivamente da italiani, mentre Caldier era a maggioranza croata con una minoranza italiana (594 croati e 158 italiani).[3]

Sulla base dei dati forniti dalla locale Comunità Italiana di Montona "Andrea Antico", il comune conta 980 abitanti di cui 442 iscritti (ovvero il 45% della popolazione totale) alla locale comunità degli italiani guidata dal 2006 da Enrico Pissac. Secondo l'ultimo censimento del 2011 è presente una minoranza autoctona di italiani, l'11,65% della popolazione.

 
La vecchia chiesa di Montona.
% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2001
81,28% madrelingua croata
15,46% madrelingua italiana
% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Croazia 2011
80,68% madrelingua croata
11,65% madrelingua italiana

Evoluzione demograficaModifica

Evoluzione demografica (nella sola Montona, senza contare la frazioni)[4][5]
1857 1869 1880 1890 1900 1910 1921 1931 1948 1953 1961 1971 1981 1991 2001 2011
1225 1267 1419 1483 1452 1517 1253 1282 1032 693 738 621 610 590 531 481

EconomiaModifica

Montona, insieme a Grisignana e a Portole sono i comuni appartenenti alla Croazia ai quali sono stati tagliati più fondi da parte del governo centrale.[6]

NoteModifica

  1. ^ (HR) Statuto del Comune di Montona con i toponimi bilingui.
  2. ^ Teodoro Sala, L'Istria tra le due guerre, su Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione del Friuli - Venezia Giulia. URL consultato il 16 luglio 2020.
    «[I risultati del censimento del 1921 furono] contestatissimi [...] per i criteri d'impostazione, per i metodi di applicazione, per le manipolazioni che ne venivano tratte a livello sta­tistico-interpretativo.».
  3. ^ VG.pdf, su Google Docs. URL consultato il 2 agosto 2020.
  4. ^ - Republika Hrvatska - Državni zavod za statistiku: Naselja i stanovništvo Republike Hrvatske 1857-2001
  5. ^ http://www.dzs.hr/Hrv_Eng/publication/2011/SI-1441.pdf
  6. ^ Il Piccolo, Non più “disagiati” i comuni poveri Tagliati 3,17 milioni, su ilpiccolo.gelocal.it.
    «L'austerity del bilancio della Croazia colpisce le aree interne della penisola istriana. I sindaci insorgono contro Zagabria».

BibliografiaModifica

  • Dario Alberi, Istria, storia, arte, cultura, Lint Editoriale Trieste
  • Fabio Amodeo, Tutto Istria, Lint Editoriale Trieste

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Collegamenti esterniModifica

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