Naftali Bennett

politico israeliano, attuale primo ministro di Israele dal 13 giugno 2021
Naftali Bennett
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Primo ministro di Israele
In carica
Inizio mandato 13 giugno 2021
Presidente Reuven Rivlin
Isaac Herzog
Vice capo del governo Yair Lapid
Predecessore Benjamin Netanyahu

Ministro della difesa di Israele
Durata mandato 19 novembre 2019 –
17 maggio 2020
Capo del governo Benjamin Netanyahu
Predecessore Benjamin Netanyahu
Successore Benny Gantz

Ministro dell’istruzione di Israele
Durata mandato 14 maggio 2015 –
4 giugno 2019
Capo del governo Benjamin Netanyahu
Predecessore Shai Piron
Successore Benjamin Netanyahu

Ministro per la diaspora di Israele
Durata mandato 29 aprile 2013 –
4 giugno 2019
Capo del governo Benjamin Netanyahu
Predecessore Benjamin Netanyahu
Successore Benjamin Netanyahu (deleghe assorbite)

Ministro dell'economia di Israele
Durata mandato 18 marzo 2013 –
14 maggio 2015
Capo del governo Benjamin Netanyahu
Predecessore Shalom Simhonl
Successore Aryeh Deri

Ministro dei servizi religiosi di Israele
Durata mandato 18 marzo 2013 –
14 maggio 2015
Capo del governo Benjamin Netanyahu
Predecessore Yaakov Margi
Successore David Azulai

Deputato della Knesset
In carica
Inizio mandato 3 ottobre 2019
Legislature XIV

Durata mandato 6 dicembre 2015 –
30 aprile 2019
Legislature XX

Durata mandato 5 febbraio 2013 –
9 ottobre 2015
Legislature XIX, XX

Leader di Yamina
In carica
Inizio mandato 15 gennaio 2020
Predecessore Ayelet Shaked

Leader di Nuova Destra
In carica
Inizio mandato 29 dicembre 2018

Leader di La Casa Ebraica
Durata mandato 7 novembre 2012 –
29 dicembre 2018
Predecessore Daniel Hershkowitz
Successore Rafi Peretz

Dati generali
Partito politico Yamina (dal 2019)
Nuova Destra (dal 2018)
In passato:
La Casa Ebraica (2013-2018)
Titolo di studio Bachelor of Laws
Università Università Ebraica di Gerusalemme
Naftali Bennett
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Bennett al Pentagono di Washington
NascitaHaifa, 25 marzo 1972
Dati militari
Paese servitoIsraele Israele
Forza armataFlag of the Israel Defense Forces.svg Forze di difesa israeliane
Anni di servizio1990 - 1996
GradoMaggiore
GuerreConflitto del Libano meridionale (1982-2000)
Guerra del Libano (2006)
CampagneOperazione Scudo difensivo
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Naftali Bennett (in ebraico: נַפְתָּלִי בֶּנֶט?; Haifa, 25 marzo 1972) è un politico ed ex militare israeliano, Primo ministro di Israele dal 13 giugno 2021 e già ministro della difesa dal novembre 2019 al maggio 2020, ministro dell'economia e ministro dei servizi religiosi, nonché leader del partito Nuova Destra.

BiografiaModifica

Nato ad Haifa, Bennett è il terzogenito di Jim e Myrna Bennett[1], due ebrei statunitensi che fecero aliyah da San Francisco nel 1967, poco dopo la guerra dei sei giorni. Anche se i suoi genitori non erano molto religiosi, lui stesso era coinvolto in un'organizzazione giovanile religiosa sionista, il Bnei Akiva. Bennett prestò servizio nelle Forze di Difesa Israeliane come membro della Sayeret Matkal e raggiunse il grado di maggiore. Durante il servizio militare fu impegnato in varie missioni fra cui l'operazione grappoli d'ira.

Successivamente Bennett si laureò in legge all'Università Ebraica di Gerusalemme[2] e si trasferì a Manhattan per lavorare nel mondo degli affari[3]. Nel 1999 fondò Cyota, una compagnia di software che fu poi venduta alla RSA Security, rendendo Bennett multimilionario[4][5]. Fu poi amministratore delegato della Soluto, un'azienda informatica di Tel Aviv. Tornato in Israele, si stabilì definitivamente a Ra'anana con la moglie Gilat, di professione pasticcera.

A partire dal 2006 Bennett entrò in politica e divenne capo dello staff di Benjamin Netanyahu, aderendo al Likud. In seguito lasciò il partito per fondarne un altro, La Casa Ebraica, affiliato con il centro-destra e orientato al sionismo. Dopo essere stato eletto alla Knesset, Bennett rinunciò alla cittadinanza statunitense che aveva acquisito dai genitori. Successivamente alle elezioni, entrò a far parte del Governo Netanyahu III come Ministro dell'Economia e Ministro dei Servizi Religiosi[6].

Nel febbraio 2012, ha presentato un progetto chiamato "Iniziativa per la stabilità di Israele" in cui ha sostenuto l'annessione immediata dell'Area C della Cisgiordania, ovvero il 63% del suo territorio. Nel 2018, ha sostenuto l'annessione di tutti i territori palestinesi.

A inizio giugno 2021 viene designato primo ministro di un governo formato da una coalizione molto eterogenea a cui partecipano partiti sia della destra che della sinistra israeliana, con una formula particolare secondo la quale deterrà la carica per due anni per poi passarla a Yair Lapid.[7]

 
Naftali Bennett e il dottor Asael Lubotzky

Vita privataModifica

 
La coppia

La moglie di Bennett, Gilat, era laica prima di osservare il sabato ebraico e le leggi religiose ebraiche kosher riguardanti il cibo. È una pasticcera professionista. La coppia ha quattro figli e vive a Ra'anana, una città a circa 20 chilometri a nord di Tel Aviv e a 2 chilometri dal Mediterraneo.[8] Come i suoi fratelli, Bennett osserva l'ebraismo ortodosso moderno.[9][10][11]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Deconstructing Naftali Bennett: Growing up to be a leader, su haaretz.com. URL consultato l'11 giugno 2014.
  2. ^ (EN) Naftali Bennett, su baityehudi.org.il. URL consultato l'11 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2013).
  3. ^ (EN) The Party Faithful, The New Yorker. URL consultato l'11 giugno 2014.
  4. ^ Il milionario israeliano che vuole annettere la Cisgiordania E insidia Netanyahu, Corriere della Sera. URL consultato l'11 giugno 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  5. ^ Il grande oriente d’Israele, Il Foglio. URL consultato l'11 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2014).
  6. ^ (EN) Naftali Bennett HaBayit HaYehudi, su knesset.gov.il. URL consultato l'11 giugno 2014.
  7. ^ Israele: Qualcosa è cambiato, su ISPI, 3 giugno 2021. URL consultato il 4 giugno 2021.
  8. ^ (EN) Harriet Sherwood, Naftali Bennett interview: 'There won't be a Palestinian state within Israel', in The Guardian, 7 gennaio 2013.
  9. ^ (EN) Allison Kaplan Sommer, Naftali Bennett's American parents are kvelling with pride, in Haaretz, 8 gennaio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  10. ^ (EN) Raphael Ahren, The new great white hope of the religious right?, in The Times of Israel, 26 luglio 2012.
  11. ^ (EN) Gwynne Dyer, Opinion: Israeli Election, in Tripoli Post (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2013).

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Collegamenti esterniModifica

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