Ophrys scolopax

specie di orchidea
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Ofride cornuta
Ophrys scolopax .jpg
Ophrys scolopax
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Ophrys
Specie O. scolopax
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Ophrys scolopax
Cav., 1793
Sinonimi

Ophrys arachnites var.scolopax
Ophrys fuciflora subsp. scolopax
Ophrys holoserica subsp. scolopax
Ophrys picta

Nomi comuni

Ofride beccaccino

L'Ofride cornuta (nome scientifico Ophrys scolopax Cav., 1793) è una pianta erbacea spontanea in Italia, appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

EtimologiaModifica

Il nome generico (Ophrys), secondo quanto scrive lo scrittore romano Plinio il Vecchio (23 – 79), deriva da un'antica parola greca “οφρύς” e significa “sopracciglio”. Gli antichi (scrive sempre il naturalista latino) usavano appunto questa pianta per produrre una tintura per colorare le sopracciglia. Può essere però che il vero significato derivi molto più semplicemente dalla forma delle lacinie interne del perigonio[1], oppure dalla pelosità del labello (carattere molto più evidente del primo).
La denominazione scientifica attualmente accettata di questa orchidea (Ophrys scolopax) è stata proposta dal botanico spagnolo Antonio José Cavanilles (1745 – 1804) in una pubblicazione del 1793.
In lingua tedesca questa pianta si chiama Schnepfen-Ragwurz; in francese si chiama Ophrys bécasse.

DescrizioneModifica

 
Il portamento

È una pianta erbacea alta 15 – 30 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

RadiciModifica

Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo e consistono in sottili fibre radicali posizionate nella parte superiore dei bulbi.

FustoModifica

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi bulbosi a forma ovoidale; il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è breve, semplice ed eretta. Il colore è verde.

FoglieModifica

Le foglie sono poche e soprattutto radicali (o in tutti i casi vicine alla base della pianta) a forma ovato-lanceolata, ad apice acuto ed a portamento a “doccia”. Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Possono essere presenti anche alcune foglie cauline. Queste sono progressivamente più ridotte e amplessicauli.

InfiorescenzaModifica

L'infiorescenza è “indefinita” (senza fiore apicale o politelica) del tipo spiciforme con pochi fiori (da 3 a 8) e ben spaziati. Questi ultimi sono posti alle ascelle di brattee a forma lineare-lanceolata con una scanalatura centrale; sono lunghe come o più dell'ovario. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra; in questo caso il labello è volto in basso.

FioreModifica

 
Il fiore

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. Dimensione del fiore: 20 – 25 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[3]
 
Diagramma fiorale[4]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). I tepali esterni sono pubescenti e terminano con un apice ottuso. Sono patenti a forma ovata (vagamente triangolare); sono carenati. Quello mediano è più concavo e ricurvo in avanti. I due tepali interni (il terzo, quello centrale, chiamato labello, è molto diverso da tutti gli altri) sono più piccoli (metà di quelli esterni) a forma lanceolata (quasi auricolari) e molti più stretti, disposti in modo alternato a quelli esterni. Colore dei tepali esterni: rosato-biancastro oppure porporini con macchie centrali più scure. Colore dei tepali interni: quasi bianco; rosati o purpurei alla base.
  • Labello: il labello (la parte più vistosa del fiore) è rigonfio (ma ristretto verso l'apice – visto dorsalmente) e pubescente. La forma è trilobata; in realtà i due lobi laterali sono quasi patenti e disposti alla base del labello stesso e non nella parte terminale come in altre specie; quest'ultima (la parte terminale) invece si completa con una protuberanza verdastra. Sono di colore verdastro anche le macchie di contorno al disegno centrale e parte dei lobi laterali. La forma dell'“H” (la macula centrale del labello) è appena riconoscibile. In questa specie non è presente lo sperone, sono presenti invece delle lievi gibbosità basali in corrispondenza dei due lobi laterali. Colore centrale del labello: bruno con macchia lucida più chiara al centro contornata da linee verdi o gialle. Lunghezza del labello: 10 – 14 mm. Lunghezza dei lobi laterali: 2 – 4 mm.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[5]. Quest'organo è posizionato all'interno-centro del fiore ed è di color verde. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti su due retinacoli distinti tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da due borsicole[6]. L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme[2]. L'ovario non è contorto.
  • Fioritura: da aprile a giugno.

FruttiModifica

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[7]

RiproduzioneModifica

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; la germinazione dei semi è tuttavia condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra). La disseminazione è di tipo anemocora.
  • per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo generalmente è di riserva).
  • Impollinazione: come per altre specie di Ophrys anche in questa l'impollinazione avviene tramite un ben definito maschio di imenottero del genere Andrena[8] che riconosce (o crede di riconoscere) nella figura disegnata sul labello una propria femmina e quindi tenta una copulazione col solo risultato di trasferire il polline da un individuo floreale all'altro. Anche il profumo (non sempre gradevole per noi umani) emesso dall'orchidea imita i ferormoni dell'insetto femmina per incitare ulteriormente l'insetto maschio all'accoppiamento. Oltre al genere citato è stato segnalato anche un altro genere di imenottero di insetto pronubo per questa specie di orchidea: Eucera[8].


Questo fiore è privo di nettare per cui a impollinazione avvenuta l'insetto non ottiene nessuna ricompensa; questa specie può quindi essere classificata tra i “fiori ingannevoli”[9]. Inoltre dal momento che l'insetto è attratto solamente da una specifica femmina (e quindi da una specifica orchidea) si evitano così sterili impollinazioni interspecifiche.

Distribuzione e habitatModifica

FitosociologiaModifica

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[10]:

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche.
Classe: Festuco-Brometea
Ordine: Brometalia erecti

SistematicaModifica

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[11]. Il genere Ophrys è uno dei generi europei più numerosi della famiglia con più di un centinaio di specie di orchidee terricole, a distribuzione euro-mediterranea.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
Il numero cromosomico di O. scolopax è: 2n = 36[12]

SottospecieModifica

 
subsp. cornuta
 
subsp. apiformis
 
subsp. rhodia

Le sottospecie presenti in Italia sono[13]:

La World Checklist dei Kew Gardens riconosce come valide le seguenti altre sottospecie non presenti in Italia[14]:

  • Ophrys scolopax subsp. apiformis (Desf.) Maire & Weiller in R.C.J.Maire (1959)
  • Ophrys scolopax subsp. heldreichii (Schltr.) E.Nelson (1962): i fiori sono più grandi con un labello di 14 – 15 mm; le gibbosità laterali sono brevi.
  • Ophrys scolopax var. minutula (Gölz & H.R.Reinhard) H.A.Pedersen & Faurh. (1997)
  • Ophrys scolopax subsp. rhodia (H.Baumann & Künkele) H.A.Pedersen & Faurh. (1997)

IbridiModifica

Questa specie da frequentemente luogo ad ibridi interspecifici tra i quali:

  • Ophrys × bastianii R. Soca (1995) – Ibrido con O. bertolonii
  • Ophrys × bernardii van Looken (1987) – Ibrido con O. sphegodes subsp. aveyronensis
  • Ophrys × duvigneaudiana P. & C. Delforge (1987) – Ibrido con O. araneola
  • Ophrys × llenasii Sennen ex E.G.Camus in E.G.Camus & A.A.Camus (1928) – Ibrido con O. sphegodes subsp. atrata
  • Ophrys × minuticauda Duffort – Ibrido con O. apifera
  • Ophrys × montserratensis Cadevall – Ibrido con O. crabronifera
  • Ophrys × nelsonii Contré & Delamain – Ibrido con O. insectifera
  • Ophrys × olbiensis E.G.Camus – Ibrido con O. bombyliflora
  • Ophrys × peltieri Maire – Ibrido con O. tenthredinifera
  • Ophrys × samuelii Soca, 1997 - Ibrido con O. bertolonii drumana
  • Ophrys × vicina Duffort – Ibrido con O. holosericea

SinonimiModifica

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Ophrys arachnites var.scolopax (Cav.) Fiori & Paol. in A.Fiori & al. (1898)
  • Ophrys fuciflora subsp. scolopax (Cav.) H.Sund. (1980)
  • Ophrys holoserica subsp. scolopax (Cav.) H.Sund. (1975)
  • Ophrys picta Link

Specie similiModifica

Tutte le orchidee del genere Ophrys ad una prima occhiata sono molto simili tra di loro. L'elemento più distintivo è il disegno del labello. In questo caso sono molte le specie (e sottospecie) con una macula simile ad una H. Qui di seguito citiamo alcune:

Per approfondire le diversità morfologiche tra le varie specie si vedano le relative voci di questa enciclopedia.

Altre notizieModifica

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

NoteModifica

  1. ^ Motta, Vol. 3 pag. 150.
  2. ^ a b Pignatti, Vol. 3 pag. 700.
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 15 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2010).
  4. ^ Botanica Sistematica, pag. 287.
  5. ^ Musmarra, pag. 628.
  6. ^ Motta, Vol. 3 pag. 151.
  7. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808.
  8. ^ a b Botanica Sistematica, pag. 140.
  9. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 556, 771.
  10. ^ Flora Alpina, vol. 2 - pag. 1142.
  11. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807.
  12. ^ Index synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  13. ^ GIROS 2009, pp.200-203.
  14. ^ The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew, World Checklist of Selected Plant Families, su apps.kew.org. URL consultato il 15 gennaio 2010.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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