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Quartiere Savena

frazione del comune italiano di Bologna
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati del toponimo "Savena", vedi Savena (disambigua).
Savena
Quartiere
Savena – Veduta
Il quartiere visto dalle colline della Croara
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città metropolitanaCittà metropolitana di Bologna - Stemma.png Bologna
ComuneBologna-Stemma.svg Bologna
Amministrazione
PresidenteMarzia Benassi (PD) dal 2016
Data di istituzione1980
Territorio
Coordinate44°28′23″N 11°23′23″E / 44.473056°N 11.389722°E44.473056; 11.389722 (Savena)Coordinate: 44°28′23″N 11°23′23″E / 44.473056°N 11.389722°E44.473056; 11.389722 (Savena)
Altitudine60 m s.l.m.
Superficie11,469[1] km²
Abitanti78 658[2] (2010)
Densità6 858,31 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale40139
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Savena – Localizzazione
Sito istituzionale

Il Sàvena è un quartiere di 78.658 abitanti del comune di Bologna.

Nacque dalla fusione di due precedenti quartieri: Mazzini e San Ruffillo, che oggi costituiscono le due zone statistiche in cui il quartiere si articola. Il nome richiama al torrente Savena, che scorre nel territorio e ne segna il confine con la città di San Lazzaro di Savena, nonché all'omonimo Canale di Savena che attraversa longitudinalmente il quartiere.

Attuale presidente del quartiere è Marzia Benassi (PD).

Geografia del QuartiereModifica

Il quartiere occupa la parte sudorientale del Comune di Bologna. Il suo territorio si sviluppa, nella periferia bolognese, lungo il corso del fiume Savena, per lo più sulla sinistra orografica. La parte sudoccidentale del quartiere è di natura collinare (Monte Donato, Monte Jola, Colle Bellaria), che digrada fino a diventare pianura nella parte nordorientale. Si trovano nel quartiere le zone residenziali Monte Donato, San Ruffillo (già paese di campagna poi inglobato nella città), Bellaria, Pontevecchio (antico sobborgo sulla via Emilia, all'incrocio con il vecchio corso del Savena) e Fossolo. All'interno del quartiere sono presenti numerosi parchi e giardini pubblici, tra i quali i più grandi sono il Parco del Paleotto, il Parco di Forte Bandiera (al confine con il quartiere S. Stefano), il Parco dei Cedri, il Parco Lungosavena, il Giardino N. Luccarini - W. Anders.

Storia del territorioModifica

AntichitàModifica

Il territorio di Savena è attraversato da due importanti ed antiche strade, la via Emilia e la strada della Futa, lungo le quali si concentrarono gli insediamenti più antichi.

 
Chiusa di San Ruffillo (1221)

Di costruzione romana era il ponte della via Emilia sull'antico corso del torrente Savena, ponte poi demolito agli inizi del XIX secolo, attorno al quale crebbe l'attuale rione Pontevecchio.

MedioevoModifica

Risale al 1122 la dedicazione della chiesa di Santa Maria Annunziata nel rione Fossolo (a nord della Via Emilia), mentre sempre nel XII secolo è attestato un edificio parrocchiale a San Ruffillo (lungo la strada per la Toscana).

Nel 1221 è edificata la Chiusa di San Ruffillo che dà origine al Canale di Savena, lungo il quale cominciano a sorgere numerosi mulini come quello della Foscherara ed il Molino Parisio. Il percorso del Canale attraversa da Sud a Nord il territorio dell'attuale quartiere.

 
Complesso del mulino Parisio

Età modernaModifica

Con l'avvento del governo pontificio di Bologna, sono numerose le famiglie senatorie o benestanti che edificano nella campagna fuori porta Maggiore e fuori porta Santo Stefano le loro ville suburbane. Proprio attorno ad alcune di queste ville, come la Aldrovandi-Mazzacorati, la Bell'aria, l'attuale Riccitelli e la Brizzi-Nuccorini alla Ponticella, crebbero alcuni insediamenti abitativi.

Nel 1776 il governo pontificio, per risolvere l'ormai ingestibile situazione delle piene a valle di Bologna, decise di deviare il corso del fiume Savena, che proprio dalle vicinanze di villa Bell'aria fu convogliato nel corso del rio Polo e fatto immettere nell'Idice. A causa dell'estinzione del fiume che da sempre l'attraversava, la morfologia del territorio fu cambiata notevolmente: il ponte romano sulla via Emilia divenne inutile (e fu poi abbattuto), mentre intorno al canale di scolo che seguiva l'antico corso del Savena - detto Cavedone - sorse un nuovo insediamento rurale.

Età contemporaneaModifica

Nel 1861 venne inaugurato il primo tratto della Ferrovia Bologna-Ancona, costruito su impulso del governo pontificio e che tuttora delimita a Nord il territorio del quartiere. Nel 1913 vennero iniziati i lavori della Ferrovia direttissima per Firenze, che percorre il quartiere Savena da nord a sud e lungo la quale sorse dal 1934 la Stazione di Bologna San Ruffillo.

Durante la seconda guerra mondiale, il quartiere - specialmente il rione Pontevecchio - fu teatro di numerose agitazioni operaie e attività partigiane antifasciste. Diversi furono negli anni '40 gli scioperi, i boicottaggi e le manifestazioni organizzate da braccianti e operai impiegati nelle fabbriche che erano nate nella zona (tra cui il calzaturificio Montanari e le officine OMA), mentre molti altri residenti della zona si unirono alle brigate partigiane cittadine 1ª "Irma Bandiera" e 7ª GAP "Gianni", ma anche alle divisioni Garibaldi "Belluno" e "Nannetti".[3] Diverse lapidi ricordano tuttora i patrioti caduti e dispersi legati al quartiere (via Oretti,[4] via Pontevecchio,[5] piazza Belluno,[6] via Longo,[7] piazzale della stazione di San Ruffillo[8]). La stazione di San Ruffillo, che a seguito della firma dell'armistizio era diventata un punto di incontro per la Resistenza locale, fu teatro dell'eccidio di San Ruffillo, quando i militari delle SS assassinarono, fra il 10 febbraio e il 16 marzo 1945, almeno 94 detenuti politici reclusi nel carcere di San Giovanni in Monte.[8][9]

Il XX secolo è stato il periodo di massima trasformazione per il territorio del quartiere Savena, che è mutato da agricolo ad urbano: agli inizi del secolo l'urbanizzazione aveva toccato per lo più i rioni Pontevecchio, Parisio e San Ruffillo, con un tessuto prevalentemente fatto di villette e case di piccole dimensioni. Gli anni cinquanta, sessanta e settanta hanno invece visto un'urbanizzazione su vasta scala e con edifici di grandi dimensioni, la cui espansione ha completamente soppiantato l'impianto rurale preesistente. A tale crescita hanno contribuito decisivamente i piani PEEP per l'edilizia popolare, e le realizzazioni curate dalle cooperative edificatrici.

 
Fermata Mazzini sulla linea S1B del Servizio ferroviario metropolitano

Nel 1964 l'amministrazione comunale di Bologna istituisce come proprie circoscrizioni di decentramento i Quartieri Mazzini e San Ruffillo, che nel 1980 vengono fusi nell'unico ed attuale quartiere Savena.

Nel 1996 iniziarono in località San Ruffillo i lavori per la costruzione Ferrovia ad alta velocità per Firenze, e nel 2013 ha aperto la seconda stazione ferroviaria nel territorio del quartiere: la Stazione di Bologna Mazzini, lungo la già esistente ferrovia Direttissima, circa due chilometri più a nord della Stazione di San Ruffillo.

I presidenti del quartiere SavenaModifica

Segue l'elenco[10] di coloro che hanno presieduto i Consigli dei Quartieri Mazzini, San Ruffillo ed infine Savena. Fino al 1975 il presidente era un Aggiunto del Sindaco, nominato da quest'ultimo sulla base di un accordo nel Consiglio comunale bolognese. A partire dal 1975 il Presidente del quartiere è eletto direttamente dal Consiglio circoscrizionale.

Quartiere Mazzini

  • Armando Tomesani (PSI), 1964-1965
  • Luigi Pedrazzi (DC), 1965-1968
  • Romano Martelli (DC), 1968-1971
  • Cesare Baravelli (DC), 1971-1973
  • Gianfranco Castagna (DC), 1973-1975
  • Mario Campagnaro (PCI), 1975-1980

Quartiere San Ruffillo

  • Diana Franceschi (PCI), 1964-1965
  • Armando Tomesani (PSI), 1965-1970
  • Eraldo Caselli (PSI), 1970-1975
  • Giancarlo Bacchilega (PSI), 1975-1980

Quartiere Savena

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ http://www.comune.bologna.it/quartieresavena
  2. ^ di cui 49248 nella zona Mazzini e 29410 nella zona San Ruffillo
  3. ^ Percorsi di resistenza nel Quartiere Savena, su Quartiere Savena, Comune di Bologna.
  4. ^ Cippo caduti e dispersi del Pontevecchio, su Percorsi di resistenza nel Quartiere Savena.
  5. ^ Cippo Casermone, su Percorsi di resistenza nel Quartiere Savena.
  6. ^ Cippo caduti in Veneto e Trentino, su Percorsi di resistenza nel Quartiere Savena.
  7. ^ Cippo Alceste Giovannini, su Percorsi di resistenza nel Quartiere Savena.
  8. ^ a b Stazione di San Ruffillo e cippo, su Percorsi di Resistenza nel quartiere Savena, Comune di Bologna.
  9. ^ Eccidio di San Ruffillo, su Storia e Memoria di Bologna.
  10. ^ Fonte: Archivio storico del Comune di Bologna
  11. ^ Dal febbraio 2010 al giugno 2011 il Consiglio circoscrizionale non è esistito in quanto i suoi poteri erano ricompresi in quelli straordinari del Commissario prefettizio.

BibliografiaModifica

  • Francisco Giordano, La Parrocchia di S. Teresa del Bambino Gesù al Pontevecchio, Bologna 2005, ed. Costa (Teresa di Lisieux).
  • Francisco Giordano, Per gli ottant'anni della Chiesa di S. Teresa del Bambino Gesù al Pontevecchio, in: "Strenna Storica Bolognese", ed. Pàtron, Bologna, LVI, 2006.
  • Francisco Giordano, La Maserati nel rione Pontevecchio di Bologna, in: "Strenna Storica Bolognese", ed. Pàtron, Bologna, LVII, 2007.

Voci correlateModifica

Sito istituzionaleModifica