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Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia
Tipo di areaRiserva naturale
Codice WDPA32680
Codice EUAPEUAP0272
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatiItalia Italia
RegioniLazio Lazio
ProvinceRieti Rieti
Comunivedi testo
Superficie a terra3.563,00 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. n. 56 del 09.09.88
L.R n.29 del 06.10.97
L.R. n.28 del 05.10.99
GestoreEnte regionale Riserva Monte Navegna e Monte Cervia
Mappa Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia.png
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 42°09′54.72″N 13°02′31.56″E / 42.1652°N 13.0421°E42.1652; 13.0421

La Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia è un'area naturale protetta istituita nel 1988 e situata nella zona dei Monti Carseolani, tra il Lago del Salto e il Lago del Turano. Occupa una superficie di 3.563 ha nella provincia di Rieti[1]

Indice

TerritorioModifica

Il territorio della Riserva è caratterizzato da un basso livello di antropizzazione e dall'ampia diffusione dei boschi, presenti in oltre il 70% della sua superficie. Sono presenti paesaggi montani, collinari e di fondovalle, e numerosi torrenti e corsi d'acqua.

La Riserva è divisa in due zone distinte. La più vasta comprende i rilievi di Monte Navegna e Monte Filone; l'altra zona è costituita dai rilievi che circondano il paese di Nespolo. La vista dalla cima spazia dal Lago del Salto a est al Lago del Turano ad ovest, mille metri di dislivello più in basso, ai monti del Cicolano ad ovest, ai Monti Carseolani a sud, al Terminillo a nord.

ComuniModifica

La Riserva interessa il territorio dei comuni di Ascrea, Castel di Tora, Collalto Sabino, Collegiove, Marcetelli, Nespolo, Paganico Sabino, Rocca Sinibalda, Varco Sabino.

AmbienteModifica

FloraModifica

Le specie presenti nella Riserva sono quelle caratteristiche della flora centro appenninica, con alcune particolarità assai interessanti e di valore naturalistico, riconosciute habitat di prioritaria importanza per la Comunità Europea: si tratta dei 'faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex', e di 'formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (* notevole fioritura di orchidee)'[2]. Sono altresì presenti cerrete, che costituiscono la tipologia forestale maggiormente diffusa, e boschi misti a prevalenza di carpino nero; e inoltre il carpino bianco, l'acero di monte, la roverella, il salice comune, il pioppo bianco ed il salice rosso.

FaunaModifica

Nel variegato territorio della Riserva è presente un'incredibile varietà di specie animali, legate alla diversità ambientale. Alcune di queste specie sono tutelate a livello comunitario, nell'ambito della cosiddetta "Direttiva Habitat"[3].

Tra i mammiferi, al vertice della catena alimentare dell'ecosistema della Riserva, stabilmente presente, c'è il lupo; gli ambienti forestali sono popolati da predatori come le martore, le faine, le puzzole, i tassi e le volpi, e da altri mammiferi come il cinghiale, il capriolo e, occasionalmente, il cervo. Nei boschi sono presenti numerose specie di roditori: lo scoiattolo, il moscardino, il ghiro, il topo quercino, il topo selvatico e l'istrice, mentre gli ambienti prativi sono abitati dalla lepre europea. I chirotteri sono presenti con 14 diverse specie di pipistrelli[4], alcune delle quali considerate specie ad altissimo rischio di estinzione in Italia: il rinolofo minore e il vespertilio di Capaccini.

Tra gli uccelli che vivono negli ambienti rupestri, sono presenti l'aquila reale, il falco pellegrino, il corvo imperiale e il picchio muraiolo; nei boschi si incontrano il picchio rosso maggiore, il picchio verde, il picchio muratore, la tordela, la ghiandaia, il rampichino comune, il luì piccolo, e la cincia bigia; negli ambienti aperti sono presenti la tottavilla, il calandro, l'averla piccola e il culbianco; nei pressi dei torrenti vive il merlo acquaiolo. Tra i rapaci sono presenti lo sparviere, il biancone, il falco pecchiaiolo, la poiana ed il gheppio. Tra i rapaci notturni l'allocco, la civetta e il barbagianni.

Tra gli anfibi sono presenti specie endemiche della catena appenninica, come la salamandrina di Savi, la rana appenninica e l'ululone appenninico. Tra i rettili sono presenti specie vulnerabili a livello regionale e tutelate in ambito comunitario[2] come il colubro liscio e la testuggine palustre europea.

Tra i pesci sono presenti la trota fario, il vairone, la rovella, il cavedano, il ghiozzo di ruscello, l'anguilla, il barbo tiberino. Nei laghi del Salto e del Turano, sono presenti la carpa, la tinca, l'alborella, il rutilo, il persico reale, il persico sole, il coregone, il luccio, l'anguilla e il pesce gatto. Nei piccoli corsi d'acqua è presente il raro Gambero di fiume.

Tra gli invertebrati si segnala la falena dell’edera, e tra i coleotteri la rosalia delle Alpi e il cerambice delle querce.

NoteModifica

  1. ^ .Fonte: Ministero dell'Ambiente. Archiviato il 4 giugno 2015 in Wikiwix.
  2. ^ a b Direttiva 92/43/CEE del Consiglio su [1]
  3. ^ Di cui alla Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, [2]
  4. ^ [3]

BibliografiaModifica

  • Antonio Giusti, Guida alla Riserva Naturale del Monte Cervia e del Monte Navegna, Rieti, Editrice Massimo Rinaldi, 1997.
  • L' Appennino reatino: Laghi Lungo e Ripasottile, Monte Navegna e Cervia, Montagne della Duchessa, a cura della Regione Lazio, Ass.to Programmazione, Ufficio Parchi, Riserve Naturali, Quasar, 1992.

Voci correlateModifica

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