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Rod Stewart
Rod Stewart at Xcel Center DSC 0470 (14905955253).jpg
Rod Stewart nel 2014
NazionalitàRegno Unito Regno Unito
GenereGlam rock
Soft rock
Hard rock
Folk rock
Rock and roll
Blues rock
British blues
Pop
Soul
Soul bianco
Periodo di attività musicale1964 – in attività
Strumentovoce, chitarra, armonica
Album pubblicati41
Studio30
Live2
Raccolte9
Sito ufficiale

Sir Roderick David "Rod" Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Caratterizzato da una voce graffiante, è uno degli artisti rock di maggior successo di tutti i tempi, avendo venduto complessivamente più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.[1] Nel corso della sua lunga carriera, l'artista ha conquistato per ben 6 volte la prima posizione nelle classifiche degli album più venduti nel Regno Unito, ed è entrato per 31 volte nella top ten di quelle relative ai singoli. Soprannominato "Rod the mod" ("Rod il ribelle")[2], Stewart ha avuto un notevole successo anche negli Stati Uniti d'America, con 16 singoli entrati nella top ten delle classifiche Billboard Hot 100, 4 dei quali hanno raggiunto il primo posto. Inoltre, in occasione di un concerto gratuito davanti a circa 3 milioni e mezzo di spettatori sulla spiaggia di Copacabana, tenutosi il 31 dicembre 1994, il cantautore britannico è divenuto l'artista con maggiore affluenza di pubblico nell'intera storia del rock. Nel 2007, è stato nominato CBE, Commendatore dell'Eccellentissimo Ordine dell'Impero Britannico a Buckingham Palace per i meriti e il contributo dato alla musica, mentre nel 2016 è stato nominato Sir dalla regina Elisabetta II. Vincitore di numerosi premi, Stewart ha conquistato nel corso della sua carriera 1 Grammy Award nel 2005, 1 BRIT Awards nel 1993, 1 American Music Award nel 1994 e 2 World Music Award nel 1993 e nel 2001.

Nel 2008, la rivista Billboard lo ha posizionato al 17esimo posto nella classifica dei 100 artisti di maggior successo di tutti i tempi, mentre si trova alla posizione numero 59 in quella stilata dalla rivista Rolling Stone (che ha individuato tra i suoi migliori brani Maggie May, Tonight's the Night (Gonna Be Alright), e Downtown Train) .[3] Come artista solista, Stewart è stato inserito nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 1994, nella UK Music Hall of Fame nel 2006 e una seconda volta nella US Rock and Roll Hall of Fame nel 2012, come membro del gruppo dei Faces. Infine, il suo nome è scritto anche sulla Hollywood Walk of Fame, a Hollywood.

Indice

BiografiaModifica

Ultimogenito di una coppia di origine scozzese, Rod è, insieme a sua madre Elsie, l'unico Stewart nato in Inghilterra, a Highgate, sobborgo di Londra. Suo padre, i suoi due fratelli e le sue due sorelle sono nati tutti in Scozia. Molto fiero della sua origine scozzese, è sempre stato un grande sostenitore del Celtic e della nazionale scozzese, nonché calciatore dilettante. Gioca tuttora, quando può, in una squadra seniores. Il calcio fu la prima vocazione di Stewart, tanto da avere la possibilità di ottenere un contratto da professionista, ma la sua passione per la musica, iniziata cantando nei gruppi skiffle di Londra, si rafforzò con un tour europeo del cantante folk Wizza Jones, che decise di portarlo con sé come corista.

Nel 1964, ebbe brevi esperienze in diversi gruppi british blues, suonando con John Paul Jones (futuro bassista dei Led Zeppelin), Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry. Successivamente, entrò nell'orbita di Jeff Beck, conoscendo Ron Wood, con il quale strinse un'importante e duratura amicizia. Nel 1969, il Jeff Beck Group si sciolse, e così Stewart e Wood si unirono ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da quel momento, la carriera di Stewart si dipanò lungo il versante solista e quello del gruppo.

 
Rod Stewart (destra) e Ronnie Wood (sinistra) dei Faces, in concerto, 1975

The Rod Stewart Album, del 1969, ottenne qualche timido riscontro in USA ma non in patria, dove erano i Faces ad avere una discreta notorietà. Tuttavia, nel 1971, il suo terzo LP, grazie al singolo Maggie May, raggiunse la prima posizione nella Billboard Hot 100 statunitense, nonché nelle classifiche britanniche (per cinque settimane) ed in quelle australiane (per quattro settimane), oltre ad un terzo posto nei Paesi Bassi e ad una quinta posizione in Svizzera. Ciò avrebbe avuto inevitabili ripercussioni sui Faces, cui il frontman avrebbe fatto pesare il nuovo status di star. Si rivelò l'inizio di un periodo d'oro: oltre a Maggie May, tutti i singoli estratti ebbero un successo impressionante, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story e Mine for Me, scritta insieme a Paul McCartney.

La popolarità di "Rod the Mod" contribuì a spingere le vendite dei dischi dei Faces, ma nel 1975 il divorzio si consumò inesorabilmente. Il cantante visse però un momento d'oro; ogni suo singolo si imponeva con una facilità stupefacente: Sailing e Tonight's the Night lo confermarono come superstar, evidenziando altresì un allontanamento dal rock vero e proprio, in favore di un romantico soft rock, cui faceva da contrappeso la sua ruvida voce. Nei primi anni ottanta, egli introdusse elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantenne saldamente in testa alle classifiche per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo assai popolare come personaggio, specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuirono: lui stesso rimase preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici ed il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, ma si ricordano anche brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (di nuovo insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young e My Heart Can't Tell You No, che diventano dei classici degli anni ottanta.

Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell'ottimo Vagabond Heart, incise insieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love, per la colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», fu scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse la vetta della Billboard Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane. Nel 1998, Stewart decise di ritornare alle origini, ma un brutto colpo al suo tentativo di recuperare la vena propriamente rock gli venne dallo scarso successo di vendite dell'LP When We Were the New Boys.

 
Biglietto per un concerto di Rod Stewart, 1993

Forse anche per questo, i due dischi successivi, Human e It Had to Be You, seguirono altre strade: quella del soul per il primo, quella dello swing per il secondo, uscito nel 2002 e composto da reinterpretazioni standard del canzoniere statunitense. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, As Time Goes By..., vide la luce nell'autunno 2003, e fu seguito da un terzo nel 2004, che gli valse il primo posto nelle classifiche USA dopo 25 anni, Thanks for the Memory, nel 2005, ed infine Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V nel 2010. Nel 2007, uscì Still the Same... Great Rock Classics of Our Time, raccolta in cui Stewart reinterpreta successi della storia rock degli anni sessanta e settanta. Con queste sette pubblicazioni di pezzi storici della musica americana, Stewart ha venduto circa 20 milioni di copie.

Nel 2009, uscì la raccolta Session 1971-1998, un interessante cofanetto di 4 CD racchiudente versioni alternative di molte canzoni celebri del cantante, oltre ad una serie di inediti mai pubblicati. Nel 2010, fu la volta di Soulbook, un album di classici brani soul della storia della musica, come You Make Me Feel Brand New (con Mary J. Blige), What Becomes of the Broken Hearted, My Cherie Amour (con Stevie Wonder) e molti altri pregevoli pezzi magistralmente interpretati.

Nel maggio 2013, Stewart tornò sulla scena musicale con Time, il suo ventottesimo album, composto da dodici inediti, undici anni dopo Human, suo ultimo lavoro di canzoni originali. Prodotto dallo stesso artista insieme a Kevin Savigar, suo collaboratore degli anni Ottanta e Novanta, il disco ha segnato il ritorno alle sonorità pop-rock che hanno contraddistinto la pluridecennale carriera del cantante londinese. Time, anticipato dal singolo She Makes Me Happy, è subito schizzato in testa alle classifiche britanniche, trentasette anni dopo la prima posizione ottenuta da un album di studio di Rod The Mod, A Night on the Town. Il 23 giugno 2015, Stewart ha annunciato l'uscita di un nuovo album in studio, intitolato Another Country, pubblicato ad ottobre dello stesso anno. Nel 2017, l'artista ha inoltre collaborato con il gruppo pop-rock statunitense DNCE nella realizzazione di una versione remixata del suo grande successo Da Ya Think I'm Sexy?, presentata agli MTV Video Music Awards.

Nel luglio 2018, Stewart rilascia il singolo Didn't I (con la partecipazione della cantante Bridget Cady), in vista dell'uscita del suo nuovo album Blood Red Roses, pubblicato il 28 settembre dello stesso anno[4].

Vita privataModifica

Nel maggio del 2000, a Stewart fu diagnosticato un cancro alla tiroide, per il quale si sottopose ad intervento chirurgico nello stesso mese; era stato precedentemente riferito che il cantautore avesse un nodulo benigno del cavo vocale.[5] Oltre a costituire un notevole pericolo per la propria salute, la chirurgia che ne derivava minacciò la voce dell'artista, che pertanto dovette ri-imparare a cantare.[6] Da allora, Stewart è molto attivo nel raccogliere fondi per la fondazione City of Hope, per trovare cure per ogni forma di cancro, specie quelle che colpiscono i bambini.

Prima di fare ritorno in Gran Bretagna, Stewart ha giocato per la squadra di calcio degli LA Exiles, composta da espatriati principalmente inglesi ed alcune celebrità, tra cui Billy Duffy del gruppo rock The Cult, in un campionato di calcio senior a Palos Verdes, California.[7]

Nonostante il padre sia un tifoso dell'Hibernian, Stewart è un grande fan del Celtic, che egli menziona in "You're in My Heart (The Final Acclaim)". L'artista sostiene la nazionale scozzese e segue inoltre il Manchester United come sua "squadra inglese". Il suo amore per il Celtic ed il Manchester United è stato spiegato nel libro di Frank Worrall, Celtic United. Stewart ha fatto ulteriore chiarezza nel suo libro del 2012, Rod. L'autobiografia di Rod Stewart, specificando che "aveva un semplice legame affettivo per il Manchester United negli anni Settanta, ma solo perché aveva tanti grandi giocatori scozzesi [...], tra cui Denis Law ... Quando sono andato finalmente d'accordo con una squadra, questa era il Celtic".

Stewart è un appassionato di modellismo ferroviario. In un'intervista rilasciata nel 2007 alla rivista statunitense Model Railroader, Stewart disse che per lui significava di più essere in una rivista di modellismo che in una rivista di musica.[8] L'artista è inoltre un collezionista di auto, possedendo un raro esemplare di Ferrari Enzo.

Nel 2007, Rod Stewart è entrato a far parte dell'Ordine dell'Impero Britannico con il titolo di Comandante, per i servizi resi nel campo della musica. In occasione della cerimonia a Buckingham Palace, Stewart ha commentato: "È un'occasione meravigliosa, siamo l'unico Paese al mondo ad onorare l'uomo comune". Inoltre, nel 2016 gli è stata concessa l'onorificenza di Knight Bachelor.

Si stima che Stewart possegga una fortuna di circa 180 milioni di sterline, secondo la Sunday Times Rich List del 2018, facendone uno dei 12 artisti più ricchi dell'industria musicale britannica.[9]

Il 16 giugno 2007 si è sposato a Santa Margherita Ligure con Penny Lancaster. Il rito è stato celebrato a Villa Durazzo e la festa si è svolta all'Abbazia della Cervara[10]. Dal 2009 Rod e Penny, in attesa dell'ottavo erede, hanno deciso di tornare nell'amata Inghilterra e si sono stabiliti a Epping, nell'Essex[11].

ControversieModifica

Nel mese di ottobre 2011, Rod Stewart, Sting, Julio Iglesias, Eros Ramazzotti ed Ennio Morricone hanno tenuto concerti a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, come eventualità principali del festival culturale che vi si organizza con periodicità annuale.[12] Le polemiche nascono dal fatto che il festival è considerato espressione del potere dittatoriale di Islom Karimov, la cui figlia, Gulnora Karimova, è promotrice e organizzatrice dell'evento.[12] Il festival fornisce uno strumento di visibilità, propaganda e consenso a uno dei peggiori regimi del pianeta, considerato, secondo i rapporti di Human Rights Watch, tra i più truci e repressivi del mondo, tanto da contendersi il primato negativo con i regimi di Corea del Nord e Birmania.[12]

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

Album dal vivoModifica

RaccolteModifica

SingoliModifica

Anni '60/'70Modifica

Anno Singolo Posizione[13][14][15] Certificazioni Album
UK AUS CAN GER IRE NLD NZ SWE SWI US US AC
1964 "Good Morning Little Schoolgirl"/"I'm Gonna Move to the Outskirts of Town"
1965 "The Day Will Come"/"Why Does It Go On"
1966 "Shake"/"I Just Got Some"
1968 "Little Miss Understood"/"So Much to Say"
1969 "Street Fighting Man" An Old Raincoat Won't Ever Let You Down
1970 "It's All Over Now" 126 Gasoline Alley
1971 "Reason to Believe" b/w
"Maggie May" 1
1 1 24
1
1 Every Picture Tells a Story
"Every Picture Tells a Story" / "Reason to Believe" (Spagna)
"(I Know) I'm Losing You" 66 4 41 14 24
"Dirty Old Town" An Old Raincoat Won't Ever Let You Down
1972 "Handbags and Gladrags" 69 42
"You Wear It Well" 1 13 7 35 2 13 Never a Dull Moment
"In a Broken Dream"
(con Python Lee Jackson) 2
3[17] 56 In a Broken Dream
"Angel" 4 11 40 Never a Dull Moment
"What's Made Milwaukee Famous (Has Made a Loser Out of Me)" 3 71
1973 "I've Been Drinking"
(con The Jeff Beck Group)
27 Non-album single
"Twistin' the Night Away" 98 59 Never a Dull Moment
"Oh! No Not My Baby" 6 57 8 59 Non-album single
1974 "Farewell" / "Bring It On Home to Me/You Send Me" 7 47 11 Smiler
"Mine for Me" 91
"You Can Make Me Dance, Sing or Anything (Even Take the Dog for a Walk, Mend a Fuse, Fold Away the Ironing Board, or Any Other Domestic Shortcomings)"
(con Faces) 4
12 Snakes and Ladders
1975 "Sailing" 5 1 2 4 1 1 3 13 2 58 Atlantic Crossing
"This Old Heart of Mine" 4 45 41 3 83
1976 "Tonight's the Night (Gonna Be Alright)" 5 3 1 26 2 5 2 7 1 2 A Night on the Town
"The Killing of Georgie (Part I and II)" 2 38 33 36 25 30
"Get Back" 11 29 39 23 10 All This and World War II [Soundtrack]
"Maggie May" (pubblicata nel 1976) 31 13 The Best of Rod Stewart
1977 "I Don't Want to Talk About It" 6 1 19 1 4 1 2 46 Atlantic Crossing
"The First Cut Is the Deepest" 6 11 5 21 3 A Night on the Town
"You're in My Heart (The Final Acclaim)" 3 1 1 2 8 2 4 7 Foot Loose & Fancy Free
"You're Insane"
1978 "Hot Legs" 5 42 4 4 8 31 28
"I Was Only Joking" 35 56 22 31
"Ole Ola (Mulher Brasileira)"
(con la Nazionale scozzese di calcio del '78)
4 44 Non-album single
"Da Ya Think I'm Sexy?" 1 1 1 9 1 6 2 11 8 1 Blondes Have More Fun
1979 "Ain't Love a Bitch" 11 44 4 5 29 22
"Blondes (Have More Fun)" 63 23
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '80Modifica

Anno Singolo Posizione[13][14][15] Album
UK AUS CAN GER IRE NLD NZ SWE SWI US US AC US Rock
1980 "(If Loving You Is Wrong) I Don't Want to Be Right" 23 Foot Loose & Fancy Free
"Passion" 17 16 2 13 6 5 7 5 4 5 Foolish Behaviour
"My Girl" 32 21 41 42
1981 "Somebody Special" 71
"Gi' Me Wings" 45
"Oh God, I Wish I Was Home Tonight" 74 4
"Tonight I'm Yours (Don't Hurt Me)" 8 6 2 50 16 1 10 9 20 29 Tonight I'm Yours
"Young Turks" 11 3 2 30 14 1 19 5 23
1982 "How Long" 41 2 6 49 5
"Jealous" 44
"Just Like a Woman"
"Tora, Tora, Tora (Out with the Boys)" 38
"The Great Pretender" (live) Absolutely Live
"Guess I'll Always Love You" (live) 60 21
"I Don't Want to Talk About It" (live) 6 7
1983 "Baby Jane" 1 10 1 1 9 14 3 2 14 Body Wishes
"What Am I Gonna Do (I'm So In Love with You)" 3 68 9 2 31 3 35
"Sweet Surrender" 23 42 14 21
1984 "Infatuation" 27 32 15 27 12 36 13 16 6 5 Camouflage
"Some Guys Have All the Luck" 15 95 16 58 11 10 3 27
"All Right Now" 72
"Trouble" 95
1985 "People Get Ready"
(con Jeff Beck)
23 35 15 24 48 5 Flash (Jeff Beck)
1986 "Love Touch" 27 12 14 8 17 11 13 6 5 26 Every Beat of My Heart
"Every Beat of My Heart" 2 26 14 2 11 32 11 83
"Another Heartache" 54 24 52 45
"In My Life" 80
1987 "Twistin' the Night Away" (versione del 1987) 27 80 Colonna sonora di Salto nel buio
1988 "Lost in You" 21 22 25 14 34 30 12 3 Out of Order
"Forever Young" 57 94 41 46 12 3 13
"My Heart Can't Tell You No" 49 2 1 4 3 50
1989 "Crazy About Her" 60 4 10 3 4 1 11 2
"Dynamite" 16
"This Old Heart of Mine (Is Weak for You)" (versione del 1989)
(con Ronald Isley)
51 94 51 25 49 10 1 Storyteller /
The Best of Rod Stewart
"Downtown Train" 10 29 39 13 42 30 3 1 1
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '90Modifica

Anno Singolo Posizione[13][14][15] Album
UK AUS CAN GER IRE NLD NZ SWE SWI US US AC US Rock
1990 "I Don't Want to Talk About It" (ri-incisione) 6 2 Storyteller
"It Takes Two"
(con Tina Turner)
5 16 22 4 3 19 11 10 Vagabond Heart
1991 "Rhythm of My Heart" 3 2 4 1 21 6 17 9 5 2 13
"The Motown Song"
(feat. The Temptations)
10 26 21 2 23 11 10 3
"Broken Arrow" 54 63 71 21 26 20 3
"Rebel Heart" 17
"You Are Everything"
"My Town"
(Glass Tiger feat. Rod Stewart)
34 Simple Mission (album di Glass Tiger)
1992 "People Get Ready" (versione del 1992)
(con Jeff Beck)
49 Storyteller
"Your Song" 41 60 41 6 Two Rooms (tributo ad Elton John)
"Broken Arrow" Vagabond Heart
"Tom Traubert's Blues (Waltzing Matilda)" 6 61 18 4 4 40 39 9 Lead Vocalist
1993 "Ruby Tuesday" 11 57 19 21
"Shotgun Wedding" 21
"Have I Told You Lately" (live) 5 12 59 13 41 39 5 1 US:Gold[16] Unplugged...and Seated
"Reason to Believe" (live) 51 79 19 2
"People Get Ready" (live) 45
"Cut Across Shorty" (live) 16
"All for Love"
(con Bryan Adams e Sting)
2 1 1 1 3 5 1 1 1 US: Platinum[16] Colonna sonora de I tre moschettieri
"Having a Party" (live) 36 6 Unplugged...and Seated
1995 "You're the Star" 19 53 42 30 A Spanner in the Works
"Leave Virginia Alone" 53 52 10
"Lady Luck" 56 65
"This" 33
1996 "So Far Away" 74 2 Tapestry Revisited: A Tribute to Carole King
"Purple Heather"
(con la Nazionale scozzese di calcio del 1996)
16 A Spanner in the Works
"If We Fall in Love Tonight" 58 70 54 4 If We Fall in Love Tonight
1997 "When I Need You"
"Da Ya Think I'm Sexy?"
(N-Trance feat. Rod Stewart)
7 3 15 10 23 1 15 21 Happy Hour (album degli N-Trance)
1998 "Ooh La La" 16 73 92 39 3 When We Were the New Boys
"Cigarettes and Alcohol" 13
"Rocks" 55 31
"When We Were the New Boys" 75
"Superstar"
1999 "Faith of the Heart" 60 99 3 Colonna sonora di Patch Adams
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '00Modifica

Anno Singolo Posizione[13][15] Album
UK AUS GER NLD NZ US US
AC
2000 "Run Back Into Your Arms" 74 Human
2001 "I Can't Deny It" 26 89 90 36 18
"Don't Come Around Here"
(con Helicopter Girl)
79 30
2002 "These Foolish Things" 13 It Had to Be You: the Great American Songbook
2003 "They Can't Take That Away from Me" 27
"Bewitched, Bothered and Bewildered"
(con Cher)
17 As Time Goes By: the Great American Songbook Volume II
"I Only Have Eyes for You"
(con Ana Belén)
2004 "Time After Time" 21
"Smile"
"What a Wonderful World"
(feat. Stevie Wonder)
85 13 Stardust: The Great American Songbook Volume III
"Baby, It's Cold Outside"
(con Dolly Parton)
2
2005 "Blue Moon"
(feat. Eric Clapton)
23 Stardust: the Great American Songbook III
"I've Got a Crush on You"
(con Diana Ross)
19 Thanks for the Memory: The Great American Songbook Volume IV
"I've Got My Love to Keep Me Warm" 22
2006 "Have You Ever Seen the Rain?" 6 Still the Same... Great Rock Classics of Our Time
2007 "Fooled Around and Fell in Love" 13
"It's a Heartache"
2009 "It's the Same Old Song" Soulbook
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Anni '10Modifica

Anno Singolo Posizione[13][15] Album
UK AUS GER NLD NZ US US
AC
2010 "My Cherie Amour"
(feat. Stevie Wonder)
Soulbook
"Everybody Hurts"
(parte di Helping Haiti)
1 28 16 17 Charity single
"I've Got You Under My Skin" Fly Me to the Moon... The Great American Songbook Volume V
"Beyond the Sea"
2012 "Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!" 1[19] Merry Christmas, Baby
"Merry Christmas Baby"
(con Cee Lo Green e Trombone Shorty)
111 18
"Winter Wonderland"
(con Michael Bublé)
26
"We Three Kings"
(con Mary J. Blige)
"Have Yourself a Merry Little Christmas" 51 28
2013 "She Makes Me Happy" 12 Time
"It's Over" 91
"Brighton Beach"
"Can't Stop Me Now" 199 22
"Forever Young" [A] 55 Time - Special Edition
2014 "Beautiful Morning" Time
2015 "Everyday"
(con ASAP Rocky, Miguel e Mark Ronson)
56 49 92 At. Long. Last. ASAP
"Love Is" 37 Another Country
"Please"
2017 "Da Ya Think I'm Sexy?"
(feat. DNCE)
11 Non-album single
2018 "Didn't I" Blood Red Roses
"Look in Her Eyes"
"Grace"
"—" indica una registrazione non presente in classifica o non pubblicata in quel dato Paese.

Note:

  • [A] Presente anche in album precedenti.

1 Sebbene "Reason to Believe" fosse il lato A, il singolo fu elencato nelle classifiche britanniche come Maggie May/Reason to Believe.
2 "In a Broken Dream" fu accreditata a Python Lee Jackson e pubblicata come singolo alla fine del 1969. Tuttavia, il singolo non entrò in classifica nel Regno Unito fino al 1972.
3 "What's Made Milwaukee Famous (Has Made a Loser Out of Me)" fu pubblicata come doppio lato A con "Angel" in Regno Unito ed Irlanda.
4 "You Can Make Me Dance ..." fu accreditata a Rod Stewart/Faces, almeno in Regno Unito.[20]
5 "Sailing" fu usata nel 1976 come colonna sonora della serie-documentario BBC documentary Sailor, sulla HMS Ark Royal, e quando fu successivamente ri-pubblicata raggiunse la posizione n. 3 nella Official Singles Chart. Nel 1987, il brano entrò di nuovo in classifica nel Regno Unito poiché fu ri-pubblicata come singolo di beneficenza dopo il disastro del traghetto Herald of Free Enterprise.
6 "The First Cut Is the Deepest" e "I Don't Want to Talk About It" furono pubblicate come doppio lato A in Regno Unito nel 1977. A livello internazionale, la prima fu pubblicata nel 1977 e la seconda nel 1979. Tuttavia, una nuova versione di "I Don't Want to Talk About It", inclusa nell'antologia di Stewart Storyteller, raggiunse la posizione n. 2 nella classifica Adult Contemporary di Billboard nel 1990.

Cover in italianoModifica

VideoclipModifica

GruppiModifica

Durante la sua carriera è stato un membro dei seguenti gruppi:

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per i servizi alla musica.»
— 30 dicembre 2006
  Knight Bachelor
«Per i servizi alla musica e alla carità.»
— 11 giugno 2016[21]

NoteModifica

  1. ^ Rod Stewart speaks exclusively ahead of Shrewsbury show, su shropshirestar.com.
  2. ^ Rod "the Mod" è diventato Sir
  3. ^ 100 Greatest Singers of All Time: Rod Stewart, su Rolling Stone. URL consultato il 22 giugno 2015.
  4. ^ Gennaro Mansi, Blood Red Roses: l'eterno ritorno di Rod "the Mod" Stewart, su radio1088.it, 1º agosto 2018.
  5. ^ Rod Stewart faces thyroid cancer, in USA Today, 22 febbraio 2001. URL consultato il 22 maggio 2010.
  6. ^ Rod Stewart's cancer battle, CNN. URL consultato il 28 settembre 2014.
  7. ^ Palos Verdes Football ground, palosverdesrealty.net; accessed 14 giugno 2016. Archiviato il 21 novembre 2008 in Internet Archive.
  8. ^ Nigel Reynolds, Rod Stewart is a model railway enthusiast, in The Daily Telegraph (London, UK), 24 ottobre 2007. URL consultato il 22 maggio 2010.
  9. ^ Here are the 40 richest musicians in the UK, in Digital Spy, 10 maggio 2018. URL consultato il 2 luglio 2018.
  10. ^ Rod Stewart sposo in incognito, tgcom.it
  11. ^ Precisamente qui, su maps.google.com.
  12. ^ a b c Marco Fraquelli, Al dittatore piace la musica. Ramazzotti in concerto in Uzbekistan: chi sono i preferiti dei potenti, da «Lettera43»
  13. ^ a b c d e allmusic ((( Rod Stewart > Charts & Awards > Billboard Singles)))
  14. ^ a b c The Irish Charts - All there is to know - Search the charts - Search by Artist > Rod Stewart
  15. ^ a b c d e dutchcharts.nl - Rod Stewart
  16. ^ a b c d e f RIAA Gold and Platinum Search for singles by Rod Stewart
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  19. ^ Barry Manilow, Richard Marx Return To AC Top 10, in Billboard, Prometheus Global Media. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  20. ^ John Gray, Rod Stewart: The Visual Documentary, London, Omnibus Press, 1992, pp. 92–94, ISBN 0-7119-2906-8.
  21. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 61608, 11 June 2016, p. B2.

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