Toprak Razgatlıoğlu

pilota motociclistico turco
Toprak Razgatlıoğlu
Toprak Razgatlıoğlu 2020. Image Russell Colvin.jpg
Razgatlıoğlu nel 2020
Nazionalità Turchia Turchia
Motociclismo IlmorX3-003.png
Carriera
Carriera in Superbike
Esordio 2016
Mondiali vinti 1
Gare disputate 126
Gare vinte 18
Podi 58
Punti ottenuti 1322
Pole position 6
Giri veloci 15
 

Toprak Razgatlıoğlu (Alanya, 16 ottobre 1996) è un pilota motociclistico turco.

Vincitore del campionato europeo Superstock 600 nel 2015, del Trofeo Indipendenti nel mondiale Superbike 2019 e campione del mondo Superbike nel 2021.

BiografiaModifica

Toprak Razgatlıoğlu è nato ad Alanya, città costiera nella provincia di Adalia che affaccia sul Mar di Levante, la parte più orientale del Mar Mediterraneo,[1][2] mentre risiede nel comune metropolitano di Sakarya, di cui la città principale: Adapazarı, è luogo di nascita del pilota cinque volte campione del mondiale Supersport, Kenan Sofuoğlu, amico e suo allenatore che lo segue abitualmente durante i gran premi motociclistici.

Suo padre, Arif, soprannominato "tek teker Arif" (traducibile in italiano come "Arif l'impennatore"), era uno stuntman famoso in Turchia per le sue acrobazie in motocicletta,[2] morì nel novembre 2017, in seguito ad un incidente stradale avvenuto mentre era in moto.[3]

CarrieraModifica

Campionato turco e Rookies CupModifica

Introdotto alle moto dal padre, Toprak iniziò a correre all'età di 5 anni nel motocross.[2] Nel 2004, partecipò al campionato turco di motocross classe 50cc, vincendo dal 2005 al 2008 quattro campionati nazionali, due nella classe 65cc e altrettanti nella 85cc.[1]

Dal 2009 passò alle corse di velocità su pista, iscrivendosi al campionato nazionale Supersport 600. Al termine della stagione 2011 si classificò secondo, nello stesso anno partecipò alla campionato nazionale supermoto, dove si classificò terzo e alla coppa Yamaha R6, organizzata dal campionato tedesco (IDM) dove si piazzò diciottesimo. Nel 2012 divenne campione turco nella Supersport 600, piazzandosi nuovamente terzo nel campionato nazionale Supermoto e settimo nella Coppa Yamaha R6 dell'IDM.[1]

Partecipò alla Red Bull Rookies Cup nel 2013 e nel 2014, arrivando rispettivamente 10º e 6º. Proprio nel 2014, al Sachsenring in Germania, colse la sua prima vittoria, a bordo della KTM RC 250 R.[4] Sin dal 2013 utilizza il numero 54, come il connazionale e pluricampione Supersport, Kenan Sofuoğlu.

Superstock 600 e 1000Modifica

Nel 2014 esordì nel campionato Europeo Superstock 600, partecipando alla gara finale a Magny-Cours, che vinse, alla guida di una Kawasaki ZX-6R del team Bike Service Racing.

A seguito di tali risultati venne notato dal team Puccetti Racing, che nel 2015 lo schierò nel campionato Europeo Superstock 600 come pilota titolare. In questo campionato Razgatlıoğlu vinse la doppia manche inaugurale di Aragón e si ripeté anche nei successivi tre GP ad Assen, Imola (in entrambi i casi partendo dalla pole position) e Portimão. A Misano terminò la gara terzo, laureandosi campione europeo con due gare d'anticipo. Non corse alla successiva e penultima tappa di Jerez a causa di un infortunio mentre nella tappa conclusiva di Magny-Cours chiuse nuovamente in terza posizione. Con il titolo europeo già conquistato a Misano, chiuse la stagione con cinque vittorie e due terzi posti sulle sette gare da lui disputate delle otto complessive, con un totale di 157 punti, 59 di vantaggio sul secondo, l'italiano Michael Ruben Rinaldi.

Nel 2016 rimase con Puccetti Racing, ma si spostò di categoria passando in Superstock 1000 FIM Cup, con una Kawasaki ZX-10R, mantenendo il numero 54, condiviso con il connazionale Kenan Sofuoğlu, militante nella Supersport. L'inizio di stagione non fu dei più fortunati, un infortunio infatti lo costrinse a saltare le prime due tappe di Aragon e Assen. Tornò in pista a partire dalla terza tappa di Imola, salendo sul podio nelle tappe conclusive di Magny-Cours, dove chiuse in seconda posizione ottenendo il suo primo podio e giro veloce nella categoria, e a Jerez dove si piazzò terzo. Arrivò a 45 punti dal vincitore Raffaele De Rosa, piazzandosi in quinta posizione finale con 70 punti.

Per il 2017 rimase in Stock 1000 ancora con Puccetti Racing. Razgatlıoğlu colse la sua prima vittoria nella classe ad Assen. Nella gara seguente a Imola giunse terzo, e successivamente si affermò nuovamente, conquistando la vittoria a Donington e Portimão. In questa stagione fu costretto a saltare il Gran Premio di Francia a Magny-Cours a causa di un infortunio rimediato nelle prove libere dello stesso gran premio.[5] Tornò in pista per la gara finale a Jerez dove salì sul podio giungendo terzo. Chiuse al secondo posto in classifica piloti con 130 punti, staccato di otto punti dal vincitore Michael Ruben Rinaldi. Le sue prestazioni stagionali permisero comunque a Kawasaki di ottenere il titolo costruttori della categoria.

Mondiale SuperbikeModifica

Nel 2018 Razgatlıoğlu esordisce nel campionato mondiale Superbike con il team Puccetti Racing. La squadra gli affidò una Kawasaki ZX-10R con la quale prese parte contestualmente al neonato trofeo indipendenti.[6] Conquistò il suo primo podio a Donington, il primo di un pilota turco nel mondiale Superbike, dove concluse la gara 2 in seconda posizione. Salì nuovamente sul podio, stavolta sul terzo gradino, sul circuito argentino di San Juan. Chiuse la stagione al nono posto in classifica mondiale con 151 punti e al secondo posto nel Trofeo Indipendenti, con 79 punti di distacco dal vincitore, Xavi Forés.

Nel 2019 iniziò la seconda stagione completa nel mondiale Superbike, con la stessa squadra dell'anno precedente.[7] Durante il GP di Francia a Magny-Cours, Razgatlıoğlu conquistò le sue prime due vittorie nella categoria, in gara 1 e Superpole Race, diventando il primo turco a vincere una gara nel campionato mondiale Superbike. Nella gara 2 dello stesso GP, cadde, coinvolgendo Bautista nell'incidente. Con i piazzamenti ottenuti nel Gran Premio di Argentina (tre terze posizioni), vinse il Trofeo Indipendenti.[8] Con due vittorie, dodici podi complessivi e tre giri veloci, concluse la stagione al quinto posto nella classifica piloti con 315 punti ottenuti, mentre vinse il Trofeo Indipendenti con 138 punti di vantaggio sul secondo classificato, Marco Melandri.

Nel 2020 passò al team Pata Yamaha, alla guida di una YZF-R1 al fianco di Michael van der Mark.[9] In questa stagione ottenne tre vittorie, nove podi complessivi e la sua prima pole position, ottenuto nel GP di Portogallo all'Estoril. Terminò al quarto posto in classifica mondiale con 227 punti, staccato di 133 punti dal vincitore, Jonathan Rea.[10]

Nel 2021 rimane nella stessa squadra della stagione precedente, condividendo il box con un nuovo compagno di squadra, l'italiano Andrea Locatelli. Conquista per la prima volta la vetta della classifica piloti nel GP del Regno Unito a Donington Park, al termine di gara 2. Al termine della stagione conquistò quattordici vittorie e, all'ultimo Gran Premio stagionale il titolo, per tredici punti, su Jonathan Rea.[11][12]

Risultati in gara nel mondiale SuperbikeModifica

2016 Moto                           Punti Pos.
Kawasaki NP NP 0
2018 Moto                           Punti Pos.
Kawasaki 13 10 15 8 9 9 10 9 11 8 21 2 10 9 Rit NP 11 12 8 Rit 8 12 3 7 10 AN 151
2019 Moto                           Punti Pos.
Kawasaki 6 15 Rit 10 9 9 8 10 Rit 9 AN 9 3 7 AN 5 7 3 Rit 4 2 13 2 2 3 4 3 6 4 3 1 1 Rit 3 3 3 11 Rit 5 315
2020 Moto                 Punti Pos.
Yamaha 1 2 Rit 3 Rit 3 2 2 8 6 7 8 5 7 7 6 NP NP 6 9 9 1 1 3 228
2021 Moto                           Punti Pos.
Yamaha 3 6 6 2 2 3 2 2 1 1 6 1 3 3 Rit 1 1 2 3 3 1 1 2 1 Rit 2 2 1 AN 1 1 1 Rit 1 1 3 2 AN 4 564
2022 Moto                         Punti Pos.
Yamaha 3 3 3 3 2 Rit 64
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Gara non valida Non qual./Non part. Ritirato/Non class Squalificato '-' Dato non disp.

NoteModifica

  1. ^ a b c Toprak Razgatlıoğlu, su yamaha-racing.com, Yamaha Motor Co. Ltd.. URL consultato il 26 settembre 2021.
  2. ^ a b c Matteo Calautti, MOTOCICLISMO: Razgatlıoğlu, il baby fenomeno turco delle due ruote, su eastjournal.net, WP2Social Auto Publish, 4 marzo 2016. URL consultato il 26 settembre 2021.
  3. ^ Cristina Marinoni, Toprak Razgatlıoğlu: “Punto alla Top 5 con i consigli di Sofuoğlu (e le traiettorie di Rea)”, su wheels.iconmagazine.it, Mondadori Media S.p.A., 23 febbraio 2018. URL consultato il 26 settembre 2021.
  4. ^ Red Bull Staff, Scheda di Toprak Razgatlıoğlu, su redbullrookiescup.com, Red Bull. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  5. ^ Giorgio Sala, STK1000 "all'italiana": pole di Tamburini a Magny-Cours, 2º Sandi, su motociclismo.it, Edisport Editoriale S.r.l., 30 settembre 2017. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  6. ^ Giulio Scrinzi, SBKː presentata la Kawasaki Puccetti di Razgatlıoğlu, su motorbox.com, Boxer S.r.l., 5 febbraio 2018. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  7. ^ Adriano Bestetti, SBK: Razgatlioglu con Kawasaki Puccetti anche nel 2019, su motoblog.it, Triboo Media S.r.l., 29 maggio 2018. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  8. ^ (EN) Redazione, SBK2019 Motul Argentinean Round - Championship Standings (PDF), su resources.worldsbk.com, Dorna Sports S.L., 13 ottobre 2019. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  9. ^ Lorenza D'Adderio, Ufficiale! Razgatlioglu con Yamaha Pata nel 2020, su it.motorsport.com, Motosport Network, 1º ottobre 2019.
  10. ^ (EN) Redazione, SBK 2020 - Championship Standings (PDF), su resources.worldsbk.com, Dorna Sports S.L., 18 ottobre 2020. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  11. ^ Umberto Schiavella, Sbk Indonesia: Toprak Razgatlioglu è Campione del Mondo, su gazzetta.it, RCS MediaGroup S.p.A., 21 novembre 2021. URL consultato il 5 dicembre 2021.
  12. ^ (EN) Redazione, SBK 2021 - Championship Standings (PDF), su resources.worldsbk.com, Dorna Sports S.L., 21 novembre 2021. URL consultato il 5 dicembre 2021.

Collegamenti esterniModifica