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Ferriere (Italia)

comune italiano
Ferriere
comune
Ferriere – Stemma Ferriere – Bandiera
Ferriere – Veduta
Il centro del paese con il ponte sul torrente Nure
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoGiovanni Malchiodi (lista civica Ferriere continuare insieme) dal 27-5-2013 (2º mandato dall'11-6-2018)
Territorio
Coordinate44°38′37.86″N 9°29′47.65″E / 44.64385°N 9.49657°E44.64385; 9.49657 (Ferriere)Coordinate: 44°38′37.86″N 9°29′47.65″E / 44.64385°N 9.49657°E44.64385; 9.49657 (Ferriere)
Altitudine626 m s.l.m.
Superficie178,5 km²
Abitanti1 238[1] (31-12-2017)
Densità6,94 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiBardi (PR), Bedonia (PR), Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Farini, Ottone, Rezzoaglio (GE), Santo Stefano d'Aveto (GE)
Altre informazioni
Cod. postale29024
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033020
Cod. catastaleD555
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona F, 3 258 GG[2]
Nome abitantiferrieresi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ferriere
Ferriere
Ferriere – Mappa
Posizione del comune di Ferriere nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Ferriere (E Ferrër in ligure e dialetto ferrierese, Al Frér in dialetto piacentino[3]), è un comune italiano di 1 238 abitanti della provincia di Piacenza. Il territorio comunale si trova tra l'alta Val Nure e la Val d'Aveto sull'Appennino Ligure. Meta di villeggiatura estiva, è il comune più esteso della provincia di Piacenza.

Geografia fisicaModifica

Il comune di Ferriere si estende per circa 180 km² sull'Appennino ligure, tra l'alta val Nure, in cui è ricompresa la parte più estesa del territorio, e la val d'Aveto.

Il comune è delimitato a nord dai monti Aserei e Albareto e dal torrente Lobbia, a ovest dal corso del torrente Aveto, a sud dallo spartiacque tra val Nure e val d'Aveto con le vette dei monti Nero e Bue, a est per un breve tratto dal corso del torrente Nure, poi dal suo affluente Lardana e dallo spartiacque tra val Nure e val Ceno con i monti Camulara, Ragolino, Ragola e Zovallo[4].

Nel territorio comunale sono presenti tre laghi di origine glaciale: il lago Nero, il lago Bino e il lago Moo in diversi stadi di interramento, oltre a essi, sono presenti anche altri ambienti umidi, torbiere e prati, residui dell'interramento di laghi glaciali[5].

La costruzione, negli anni '20 del XX secolo, della diga di Boschi lungo il corso del torrente Aveto ha portato alla nascita di un lago artificiale, denominato lago di Boschi, lungo circa 2 km, con una profondità massima di 30 m e una capienza di 1.200.000 [6].

Origini del nomeModifica

Il toponimo è derivato dalle miniere per l'estrazione del ferro, attività redditizia nei secoli scorsi.

StoriaModifica

La storia del territorio di Ferriere si perde nel primo millennio, ma l'avvento della popolazione si fa risalire all'età del ferro, epoca in cui vi si stabilirono le popolazioni Liguri. La zona era frequentata anche dai Romani, che nel V e VI secolo sfruttavano le miniere del luogo. Il calo demografico che si verificò in tutta Italia dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente portò ad un abbandono anche dell'alta Val Nure e del territorio di Ferriere si trova cenno solo nel regio decreto del re longobardo Rachis del 5 agosto 747. Il territorio poi entrò a far parte dei possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614[7][8].

La zona fu per lungo tempo sotto il dominio della Repubblica di Genova, come attestano ancora le varietà linguistiche locali (di transizione tra ligure ed emiliano) e le usanze. Nei secoli posteriori la zona della val Nure fu divisa in giurisdizioni civili ed ecclesiastiche. La scarsità del ferro che si riscontrava in tutta Europa verso il XII secolo, indusse i governanti a sfruttare le miniere in considerazione anche dell'immensa estensione boschiva e della ricchezza idrica della zona, indispensabili al funzionamento degli impianti. Già entrato nel Ducato di Milano, il territorio fu concesso in feudo dal duca Francesco Visconti al suo consigliere Tomaso Moroni da Rieti, il quale ottenne la facoltà di estrarre e fondere metalli e concedere esenzioni fiscali ai minatori. Il lavoro di forni, fucine, magli e mulini portò ad una crescita demografica nei villaggi di Casaldonato, Cerreto e Centenaro (oggi frazioni comunali), mentre l'arrivo di ulteriori maestranze diede vita, intorno al 1465, ad un nuovo insediamento di minatori e fabbri alla confluenza dei torrenti Nure e Grondana: l'abitato fu denominato Reate in omaggio di Tomaso Moroni e della sua provenienza. Più tardi, con la rinuncia da parte del Moroni a gestire le miniere e i conseguenti screzi con il duca, iniziò un periodo di decadenza degli impianti. A rivendicarle sul nuovo proprietario, il conte Manfredo Landi, fu la famiglia dei Nicelli, signori dell'alta Val Nure, che avanzavano il diritto di prelazione. Le infruttuose istanze inoltrate al duca Gian Galeazzo Visconti furono seguite da un assalto armato del castello medievale (situato sul poggio che domina il rio Grondana a nord del sito dove sarebbero sorta la scuola media)[9], da parte dei Nicelli. Le miniere, che nel 1483 apparivano in rovina, furono cedute dai Landi ai Nicelli nel 1509.

Nel 1574 i Farnese, duchi di Parma e Piacenza, tramite il duca Ottavio, acquistarono il territorio di Ferriere dai Nicelli, non in qualità di regnanti ma come privati interessati allo sfruttamento economico degli impianti minerari e metallurgici. Alla fabbricazione di manufatti di uso quotidiano si aggiunsero così proiettili per spingarde ed altre armi da fuoco. I Farnese fecero edificare, quasi sicuramente sulle rovine dell'antica rocca, un palazzo (Palacio di Sua Eccellenza), del quale non rimane niente.

Del secolo XVII si hanno poche notizie: nel 1630 la zona fu colpita dalla peste e nel 1636 fu invasa dalle milizie spagnole che danneggiarono gli impianti compromettendone le attività. Fu solo quattro anni dopo che essi furono rimessi a pieno regime. In quel secolo prese piede il fenomeno del contrabbando di ferro grezzo e rottami, nonostante le leggi ducali vietassero l'esportazione. I contrabbandieri si dirigevano prevalentemente verso il Genovesato, che necessitava di ferro per le darsene.

I Borbone, subentrati ai Farnese, ebbero notevoli difficoltà a cedere in affitto le miniere a causa di regolamentazioni precedenti, finché nel 1746 Filippo di Borbone optò per una gestione diretta da parte del ducato in modo anche da non ostacolare l'attività degli impianti posti più a valle (a Carmiano di Vigolzone, Folignano di Ponte dell'Olio e Riva, quartiere di Ponte dell'Olio) che lavoravano il rame estratto a Ferriere. Fu con le politiche del primo ministro ducale Guillaume du Tillot che l'attività estrattiva e lavorativa di Ferriere visse il suo periodo più prospero. L'arrivo di Napoleone Bonaparte a Piacenza nel 1795 e la durezza dell'armistizio sottoposero le popolazioni della zona ad eccezionali vessazioni, che scatenarono rivolte in tutto l'Appennino piacentino, Ferriere compresa, il 5 gennaio 1806. Il territorio fu allora annesso al Dipartimento del Taro, dipartimento dell'Impero napoleonico. In quell'anno venne costituito il comune di Gambaro, con sede nel castello Malaspina; il comune fu, poi, soppresso e trasferito a Ferriere nel 1815[10].

 
Il Monte Nero

Nel 1817 l'abitato mutò definitivamente nome e ottenne lo status di comune di Ferriere. Il cambiamento delle condizioni politiche dell'Ottocento portò ad un periodo di crisi, alla quale non seppe fare fronte neppure l'interessamento di Maria Luigia d’Austria.

Nel 1853 le frazioni di Grondone, Ciregna, Solaro, Brugneto, Curletti e Castelcanafurone vennero distaccate dal comune di San Giovanni, comprendente la parte del futuro comune di Bettola sulla sponda sinistra del Nure, ed aggregate al comune di Ferriere[11].

Dopo l'annessione al Regno di Sardegna del Piacentino, una società francese tentò invano di individuare nuove vene metallifere. La mancata costruzione del proseguimento fino a Ferriere della Ferrovia Piacenza-Bettola vide tramontare definitivamente ogni attività mineraria, nonostante gli sforzi compiuti da un impresario locale a partire dal 1923: le miniere chiusero pochi anni dopo per l'ultima volta.

Tra gli anni '10 e il 1920, gli abitanti delle frazioni di Boschi, Castagnola e Torrio, situate in val d'Aveto, chiesero il distacco dal comune di Ferriere e la loro aggregazione al comune di Santo Stefano d'Aveto, posto nella stessa vallata e più agevolmente raggiungibile, tuttavia l'iter per il cambio di comune venne abortito a causa del mancato invio della domanda degli elettori a seguito di un errore di trasmissione[12].

Nel Novecento il territorio ha subito un massiccio spopolamento: il fenomeno dell'emigrazione di massa ha avuto inizio negli anni venti. Tra le destinazioni degli emigranti figuravano la Francia (in particolare Parigi e l'Île-de-France), l'America Settentrionale, Genova e altre località della Liguria, Milano e la Lombardia, il Piemonte[13] e, in decenni più recenti, Piacenza, oltre a centri della pianura e collina piacentina[14][15].

Nel 1926 la frazione la frazione Cassimoreno e le località Camerano, Le Sese, I Roffi, Lago del Gallinaccio ed Il Laghetto, fino a quel momento parte del comune di Boccolo dei Tassi, che era stato distaccato dalla provincia di Piacenza ed aggregato alla provincia di Parma 3 anni prima, vengono aggregate al comune di Ferriere[16].

Nella notte fra il 14 settembre e il 15 settembre 2015, Ferriere, così come un'ampia parte della val Nure e della val d'Aveto, fu devastata dalle esondazioni improvvise del Nure e dell'Aveto dovute al maltempo e ad ammassi di detriti che causarono danni ingenti al paese, oltre al crollo di un ponte sulla ex Strada statale 654 di Val Nure nei pressi di Folli[17] e il crollo di vari ponti e di porzioni dell'ex Strada statale 586 della Valle dell'Aveto[18].

Il 18 dicembre 2015 il consiglio comunale deliberò l'invio alla regione di un'istanza per l'avvio del procedimento di fusione con i comuni di Farini e Bettola; il 22 febbraio 2016 la giunta regionale approvò la proposta di legge riguardante la fusione dei tre comuni. Il successivo 12 luglio l'assemblea legislativa approvò la proposta di legge sull'indizione di un referendum consultivo, poi deliberato con decreto del presidente della giunta regionale e fissato per il 16 ottobre[19]. Il referendum vide la vittoria del no in tutti e tre i comuni con una percentuale del 67,45 % a Bettola, del 52,64 % a Farini e del 75,12% a Ferriere[20].

StemmaModifica

 
Lo stemma comunale

Di rosso all'incudine d'argento, posta su un treppiede con un martello appoggiato sul margine superiore

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Le parrocchie e gli edifici religiosi per l'ampia distribuzione sono suddivisi fra 2 vicariati della diocesi di Piacenza-Bobbio: Val Nure e Bobbio-Alta Val Trebbia-Aveto e Oltrepenice.[21] Vicariato 3 - Val Nure:

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Ferriere, da cui dipende l'Oratorio di San Vito a Canadello
  • Chiesa parrocchiale di San Pancrazio di Brugneto
  • Chiesa parrocchiale di San Clemente Papa di Casaldonato
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo abate di Cassimoreno
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Castelcanafurone
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Centenaro
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Nazzaro e Celso di Cerreto Rossi
  • Chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno Papa di Chiappeto
  • Chiesa parrocchiale di Santa Giustina di Curletti
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Gambaro
  • Chiesa parrocchiale di San Giorgio di Grondone Sopra, da cui dipendono la Chiesa di San Silvestro a Solaro e l'Oratorio di San Rocco a Grondone Sotto.
  • Chiesa parrocchiale di San Cristoforo di Rocca
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Retorto
  • Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo di Rompeggio

Vicariato 6 - Bobbio-Alta Val Trebbia-Aveto e Oltrepenice:

 
La chiesa parrocchiale di Castagnola
  • Chiesa parrocchiale di San Policarpo di Castagnola, da cui dipende la Chiesa di San Giovanni Battista di Boschi, un tempo parrocchia.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anna di Cattaragna, da cui dipendono l'Oratorio di San Giuseppe Lavoratore e l'Oratorio di Sant'Agostino di Salsominore.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Torrio, parrocchia eretta nel XIV secolo, fondata come antichissima cella monastica dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio attorno alla seconda metà del VII secolo, feudo confermato alla metà dell'VIII secolo quando re Rachis conferma il possedimento al Monastero di Bobbio.[22] Dalla parrocchia di Torrio dipende l'Oratorio di Nostra Signora della Guardia di Monte Barigazzo.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione di Ciregna, alle dipendenze della parrocchia di Metteglia (Corte Brugnatella) e Ciregna.

Architetture civili e militariModifica

  • Castello Malaspina: costruito tra il XV ed il XVI secolo da Ghisello Malaspina, la cui famiglia aveva ottenuto l'investitura del feudo di Noceto nel 1423. Rimasto ai Malaspina fino all'estinzione del ramo, avvenuta nel 1624, divenne di proprietà della camera ducale fino al 1683 quando Ranuccio II Farnese infeudò nella zona i conti Corrado e Ippolito Landi di Rivalta che nel 1687 furono investiti a marchesi come contropartita per la cessione di Bardi e Compiano. Nel 1785 divenne di proprietà della famiglia Bacigalupi, per poi diventare sede del comune fino al trasferimento a Ferriere. Dopo anni di abbandono, il maniero è stato restaurato tra il 2008 ed il 2013[23].
  • Rimanenza del castello di Brugneto
  • Tracce della Torre di Castagnola
  • Torri di Castelcanafurone
  • Tracce del Castello di Pescremona: edificato nel 1257, sulla rupe del Gratra, nei pressi di Castelcanafurone, è documentato di proprietà, della famiglia Balbi[24]. Fino al cinquecento il castello è il centro amministrativo principale della zona della media val d'Aveto[25]. Crollato nel XVI secolo, sono visibili alcuni resti dei muri perimetrali[24].
  • Torre di Salsominore (Castlà)

CulturaModifica

Questo paese fa parte del territorio delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[26]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017[27] i cittadini stranieri residenti a Ferriere sono 64, pari al 5,17% della popolazione comunale.

Geografia antropicaModifica

 
La frazione di Grondone Sopra
 
Castelcanafurone

FrazioniModifica

  • Boeri, Boschi, Brugneto (Casale, Casella, Noce, Tornarezza)
  • Canadello, Casalcò, Casaldonato, Caserarso, Cassimorenga, Cassimoreno, Castagnola, Castelcanafurone (Lovetti, Marchi), Cattaragna, Cerreto Rossi, Ciregna, Colla, Costa, Crocelobbia, Curletti
  • Centenaro (Guerra, Villa, Platè, Codegazzi, Pettenati, Vaio, Tognini, Sconini, Groppo, Casetta, Castello, Cassano, Bareto, Costapecorella, Casagrande, Lommi, Pasquali, Perotti, Spiaggio, Bolgheri, Sangarino, Bosconure)
  • Edifizi
  • Gambaro, Grondone Sopra, Grondone Sotto,
  • Pertuso, Prelo
  • Retorto, Rocca, Rocconi, Rompeggio
  • Salsominore, San Gregorio, Selva, Solaro, Sarmadasco.
  • Torrio, Tornarezza, Toazzo.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio comunale è attraversato dall'ex strada statale 654 di Val Nure e dall'ex strada statale 586 della Valle dell'Aveto. A Ferriere si dirama dalla strada statale 654 la strada provinciale 50 del Mercatello che, attraverso l'omonimo passo collega la val Nure con la val Trebbia, raggiungendo Marsaglia di Corte Brugnatella. Dalla strada statale 654 si dirama anche la strada provinciale 74 di Centenaro che permette di raggiungere l'omonima frazione[28].

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 8 giugno 1990 Giuseppe Caldini Democrazia Cristiana Sindaco [29]
8 giugno 1990 23 marzo 1991 Giuseppe Caldini Democrazia Cristiana Sindaco [29]
23 marzo 1991 24 aprile 1995 Antonio Agogliati Democrazia Cristiana Sindaco [29]
24 aprile 1995 26 maggio 1995 Antonio Agogliati centro Sindaco [29]
20 novembre 1995 17 aprile 2000 Bruno Ferrari centro-sinistra Sindaco [29]
17 aprile 2000 30 maggio 2002 Giovanna Celaschi Mulazzi lista civica Sindaco [29]
30 maggio 2002 27 maggio 2003 Luigi Rini Comm. straordinario [29]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Antonio Agogliati Casa delle Libertà Sindaco [29]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Antonio Agogliati centro-destra Sindaco [29]
27 maggio 2013 10 giugno 2018 Giovanni Malchiodi lista civica Ferriere cresce Sindaco [29]
11 giugno 2018 in carica Giovanni Malchiodi lista civica Ferriere continuare insieme Sindaco [29]

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Fino al suo scioglimento, avvenuto nel 2013, Ferriere ha fatto parte della Comunità Montana valli del Nure e dell'Arda[31].

SportModifica

Il territorio comunale è stato interessato dal passaggio del Giro d'Italia per due volte: nel 1989, nella tappa Voghera-La Spezia, che prevedeva il gran premio della montagna del passo del Mercatello, la discesa verso il capoluogo e la successiva scalata del passo dello Zovallo[32] e nel 1994, nella tappa Santa Maria della Versa-Lavagna, che vide i ciclisti risalire la val Nure e valicare, ancora una volta, lo Zovallo[33].

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 271.
  4. ^ Il comune di Ferriere, su ferriereturismo.it. URL consultato il 31 agosto 2019.
  5. ^ Sentieri dell'alta Valnure Canadello-Lago Moo-Lago Bino, su turismo.provincia.pc.it. URL consultato il 3 settembre 2019.
  6. ^ Boreri, p.31.
  7. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  8. ^ Eleonora Destefanis Il monastero di Bobbio in età Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  9. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pag. 46 cfr. quotidiano Libertà del 10 febbraio 1984 "Tragica fine in carcere del fondatore di Ferriere" di G. Franco Scognamiglio
  10. ^ Stefano Pancini, Alla scoperta del castello di Gambaro di Ferriere, in Piacenzasera, 3 marzo 2019.
  11. ^ Storia, su ferriere.altervista.org. URL consultato il 17 agosto 2019.
  12. ^ Sandro Sbarbaro, Ricorso degli abitanti di Torrio, Boschi e Castagnola per il distacco dal Comune di Ferriere e l’annessione al Comune di Santo Stefano d’Aveto Anno 1920 (PDF), su valdaveto.net. URL consultato il 28 agosto 2019.
  13. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pag. 93 cfr. quotidiano Libertà del 17 maggio 1963 "Iniziò verso il 1920 a Ferriere il fenomeno dell'emigrazione di massa" di Fabrizio Achilli
  14. ^ Il Comune di Ferriere - Cenni storici, Ferriere Turismo. URL consultato il 13 febbraio 2015.
  15. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pp. 8-12 cfr. quotidiano Libertà del 18 agosto 1965 "Per oltre quattro secoli Ferriere fu un attivo centro minerario" di Serafino Maggi
  16. ^ Regio decreto 23 dicembre 1926, n. 2246
  17. ^ Guado dei Folli a Ferriere: "Ora è a prova di piena eccezionale", in ilPiacenza.it, 30 novembre 2015.
  18. ^ Alluvione, oltre 12 milioni di danni alle strade provinciali, in Piacenzasera, 23 settembre 2015.
  19. ^ pubblicazione Bollettino ufficiale della regione Emilia-Romagna, BURERT n.228 del 22-07-2016, 22 luglio 2016.
  20. ^ Referendum consultivo del 16 ottobre 2016 dei Comuni di Bettola Farini e Ferriere Archiviato il 19 ottobre 2016 in Internet Archive. prefettura.it
  21. ^ http://www.pmap.it/parrocchiemap/ricerca_pm.jsp?diocesi=Piacenza+-+Bobbio&id_diocesi=&denominazione=Ferriere Sito ufficiale della Diocesi - Parrocchie e chiese del comune di Ferriere
  22. ^ Copia archiviata, su pcturismo.liberta.it. URL consultato il 18 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2011). Articolo: Quando Torrio Valdaveto apparteneva ai monaci di Bobbio
  23. ^ Castello Malaspina di Gambaro, su castellidelducato.it. URL consultato il 17 agosto 2019.
  24. ^ a b I castelli (PDF), su spazioinwind.libero.it. URL consultato il 26 agosto 2019.
  25. ^ Marco Gallione, Caminà di Casale Brugneto, su altavaltrebbia.net, 10 ottobre 2012. URL consultato il 26 agosto 2019.
  26. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  27. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 13 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  28. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  29. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  30. ^ In alta Valnure rinnovato il gemellaggio francese, in Libertà, 12 agosto 2013.
  31. ^ La Regione scioglie ufficialmente la comunità montana valli Nure e Arda, su liberta.it, 25 giugno 2013. URL consultato il 12 maggio 2019.
  32. ^ (EN) 1989 Giro d'Italia results, su bikeraceinfo.com. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  33. ^ (EN) 1994 Giro d'Italia results, su bikeraceinfo.com. URL consultato il 19 ottobre 2019.

BibliografiaModifica

  • Aldo Boreri, Le bellezze dei monti di Ferriere, Piacenza, Tipografia Editoriale Porta, 1939.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • www.serafinosordi.altervista.org G. Sordi, Il contributo dei gesuiti piacentini Serafino e Domenico Sordi alla diffusione del neotomismo nella cultura cattolica dell'800, PC 2015,
Controllo di autoritàVIAF (EN316876314 · WorldCat Identities (EN316876314
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