Celio (rione di Roma)

19º rione di Roma
R. XIX Celio
Stemma ufficiale
Colosseo di notte.01.jpg
Il Colosseo
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
CittàRoma-Stemma.png Roma Capitale
CircoscrizioneMunicipio Roma I
Data istituzione21 agosto 1921
Codice119
Superficie0,83 km²
Abitanti2 469 ab.
Densità2 991,28 ab./km²
Mappa dei quartieri di {{{comuneMappa}}}

Coordinate: 41°52′53.22″N 12°29′41.1″E / 41.88145°N 12.494751°E41.88145; 12.494751

Celio è il diciannovesimo rione di Roma, indicato con R. XIX.

Prende il nome dal colle Celio sul quale si estende.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Si trova nell'area est del centro storico.

Il rione confina con:

StoriaModifica

Il Celio è uno dei Sette Colli dell'antica Roma. È il toponimo di Celio Vibenna, di Gens Etrusca al pari di Servio Tullio e Tullo Ostilio che dimoravano sul Colle Celio, facente parte del territorio etrusco che si estendeva in prevalenza oltre il Tevere. La storia recente del Rione Celio (rione XIX), come entità amministrativa, è relativamente breve: la zona attuale faceva parte dei rioni Monti e Campitelli, e fino al 1870 (Unità d'Italia) era relativamente abitata. Ne emergevano i complessi ecclesiastici tra vigne e orti, la Basilica di S. Clemente (il Mitreo) e de' Santi Quattro Coronati (Presidio Scipioni), S. Stefano Rotondo (Macellum), la Villa Celimontana, il Ninfeo di Nerone, l'acquedotto Claudio e altre varie rovine di epoca romana e medioevale.

Il comprensorio divenne quindi uno dei primi per i quali furono stipulate - nel 1872-73 le convenzioni edilizie per realizzare le nuove cubature destinate a servizi e ai nuovi arrivati nella capitale.

In particolare, fu localizzato sull'alto del colle l'Ospedale militare, costruito fra il 1885 e il 1891, al centro di una vasta zona che venne (ed è ancora) riservata al demanio militare, in prossimità del sito medioevale di Santo Stefano in Formis, che aveva anch'esso un ospedale annesso al monastero. Fino al secondo dopoguerra l'edilizia residenziale si limitò a riordinare alcune strade in basso, verso il Colosseo. Un vasto complesso edilizio costituito da case popolari (IACP), prospiciente piazza Celimontana e via Claudia, separato da via de' Simmachi, fu demolito nel 1968; oggi in questa vasta area urbana, prospiciente l'Ospedale Militare "Celio" è stato realizzato nel 2003 dal Comune di Roma un parco pubblico denominato "Parco della Pace" del Rione Celio.

Il rione fu istituito nel 1921, ma è ancora oggi uno di quelli più riparati dal traffico che turbina ai suoi margini, e meno densamente popolati di Roma. La zona si mantiene per molti aspetti popolare, di certo più povero di rioni come Colonna che hanno cambiato quasi radicalmente la struttura sociale. La sua posizione strategica accanto al Colosseo, sta trasformando però di recente il rione in un luogo denso di alberghi e B&B per turisti.

StemmaModifica

D'argento alla testa d'Africa di nero, coperta della spoglia di elefante e coronata di spighe d'oro.[6]

Lo stemma rionale raffigura il profilo di un africano con un copricapo di testa di elefante e spighe d'oro su fondo argento.

Il significato araldico è riconducibile alla memoria storica dei legionari africani che erano presenti sul colle Celio e capitanati dal Console Scipione detto l'Africano. A ciò si aggiunge anche il ritrovamento archeologico nel territorio del rione di un busto marmoreo raffigurante un "africano" che è conservato nei Musei Capitolini di Roma. Via Capo d'Africa ricorda la presenza di Scipione l'Africano nel colle Celio. La Tomba degli Scipioni è situata nel territorio del rione Celio, tra via Latina e Appia antica, prima di porta San Sebastiano.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture civiliModifica

 
Casina Vignola Boccapaduli
 
Casino del Salvi
 
Ex Palestra dei Vigili Urbani (già dell'ONB e della GIL)
 
Ex Palestra dell'ONB e della GIL, con entrambe le diciture tuttora leggibili
Prospero Boccapaduli, nobile romano, acquistò la casina da un certo Giacomo De Nigris nel 1538.
Progetto dell'architetto Gaspare Salvi, cui papa Gregorio XVI aveva affidato la creazione di un nuovo giardino botanico sul colle: il casino costituiva la caffetteria del parco. Attualmente è restaurato, ma chiuso al pubblico.
Progetto dell'architetto Costantino Sneider.
Progetto di Salvatore Bianchi e Luigi Durand de la Penne.
Progetto dell'architetto Enrico Del Debbio. In precedenza palestra dell'ONB (1929-1937) e della GIL (1937-1943).
Sede della ambasciata di Angola.
Casa dell'attore romano Alberto Sordi, progetto dell'architetto Clemente Busiri Vici.

Architetture religioseModifica

Sconsacrate

Siti archeologiciModifica

Altri monumentiModifica

PorteModifica

  • Porta San Sebastiano (da cui ha inizio l'Appia Antica, condivisa ad est tra il rione Celio e il rione San Saba).
  • Porta Arco di Dolabella (Clivo di Scauro) in prossimità del largo della Sanità Militare
  • Porta Latina
  • Porta Metronia compresa nel confine/limite est del rione Monti e il quartiere IX Appio Latino.
  • Porta Caelimontana (memoria storica)
  • Porta Querquetulana (primo tratto della via Tuscilana/via dei Santi Quattro) esistente di fatto in memoria storica.

Aree naturaliModifica

  • Parco degli Scipioni
  • Parco Egerio

OdonomasticaModifica

 
lo "stradone di San Giovanni"
  • Clivo di Scauro (da "Clivus Scauri", antica località del Celio)
  • Largo della Sanità Militare
  • Largo della Società Geografica Italiana
  • Largo Paul Harris
  • Largo Vittime di tutte le migrazioni (3 ottobre 2013: naufragio al largo di Lampedusa)
  • Piazza Celimontana
  • Piazza dei SS. Giovanni e Paolo
  • Piazza del Colosseo
  • Piazza di Porta Capena
  • Piazza di Porta Metronia
  • Piazza di S. Gregorio
  • Piazzale Numa Pompilio
  • Salita di S. Gregorio
  • Via Annia
  • Via Capo d'Africa (riesumazione dell'antico "Vicus Caput Africae" che dall'arco di Dolabella si dirigeva alla valle del Colosseo)
  • Via Celimontana
  • Via Celio Vibenna
  • Via Claudia
  • Via dei Querceti
  • Via dei Simmachi
  • Via dei SS. Quattro
  • Via della Navicella
  • Via di Porta Latina
  • Via di Porta S. Sebastiano
  • Via di S. Giovanni in Laterano (detta popolarmente, a Roma, lo stradone di San Giovanni perché sale in lungo rettifilo dal Colosseo al Laterano)
  • Via di S. Gregorio
  • Via di S. Paolo della Croce
  • Via di S. Stefano Rotondo
  • Via di S. Paolo della Croce
  • Via di Valle delle Camene (Vallis Camoenarum)
  • Via Druso
  • Via Marco Aurelio
  • Via Monte Calvarello
  • Via Ostilia
  • Via S. Giovanni a Porta Latina
  • Viale Cardinale Francesco Spellman
  • Viale Claudio Marcello
  • Viale del Parco del Celio
  • Viale delle Terme di Caracalla
  • Viale Nilde Iotti

NoteModifica

  1. ^ Separato da piazza del Colosseo, via di San Giovanni in Laterano, via Santo Stefano Rotondo e via della Navicella fino a piazza di Porta Metronia.
  2. ^ Separato dalle Mura Aureliane, da Porta Metronia a Porta San Sebastiano (viale Metronio, via delle Mura Latine).
  3. ^ Separato da via di Porta San Sebastiano, piazzale Numa Pompilo, breve tratto di viale delle Terme di Caracalla, via di Valle delle Camene e piazza di Porta Capena.
  4. ^ Separato da piazza di Porta Capena.
  5. ^ Separato da via di San Gregorio e piazza del Colosseo fino all'inizio di via dei Fori Imperiali.
  6. ^ Carlo Pietrangeli, p. 190.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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