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Detroit: Become Human
videogioco
Detroit-become-human-logo.png
Logo del gioco
PiattaformaPlayStation 4, Microsoft Windows
Data di pubblicazionePlayStation 4:
Mondo/non specificato 25 maggio 2018
Microsoft Windows:
Mondo/non specificato TBA 2019
GenereAvventura grafica
TemaNeo-noir, Fantascienza, Cyberpunk, Thriller
OrigineFrancia
SviluppoQuantic Dream
PubblicazioneSony Interactive Entertainment
DesignDavid Cage
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputDualShock 4
Motore fisicoHavok
SupportoBlu-ray Disc, download
Distribuzione digitalePlayStation Network, Epic Games Store
Fascia di etàACB: MA · BBFC15 · ESRBM · PEGI: 18 · USK: 16

Detroit: Become Human è un videogioco d'avventura grafica del 2018, sviluppato da Quantic Dream e pubblicato da Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4 e Microsoft Windows.[1]

La trama del titolo si concentra sulla vita di tre androidi e riprende direttamente il contesto narrativo proposto nella tech-demo Kara, pubblicata il 7 marzo 2012 e utilizzata per mostrare la tecnologia di motion capture allora utilizzata su PlayStation 3.[2]

TramaModifica

 
Connor in una scena del gioco

Detroit (Michigan), 2038. Sono passati molti anni da quando la CyberLife, un'azienda tecnologica fondata dall'eccentrico Elijah Kamski, ha lanciato sul mercato gli androidi, delle vere e proprie macchine antropomorfe progettate per ogni tipo di lavoro, dalle semplici faccende domestiche fino alle operazioni di guerra nell'esercito. L'esorbitante numero di androidi in circolazione ha provocato un alto tasso di disoccupazione, causando il malcontento della popolazione.

Gli androidi sono programmati per eseguire gli ordini degli umani, e non sono in grado di provare alcuna emozione o stanchezza fisica, al fine di svolgere al meglio il loro lavoro. Da qualche tempo però, sono sempre più frequenti i casi in cui alcuni androidi, classificati come "devianti", riescono a manifestare sentimenti umani come paura, rabbia e persino amore, ribellandosi così ai propri padroni e suscitando preoccupazione nel governo e nella CyberLife stessa.

Il giocatore durante l'esperienza di gioco prenderà parte alla storia di tre androidi: Kara, Markus e Connor, in situazioni completamente differenti che però poi si congiungeranno tutte seguendo un unico filone narrativo.

PersonaggiModifica

KaraModifica

Kara, interpretata da Valorie Curry e doppiata da Emanuela Damasio, è un AX400, il modello standard degli androidi, ed è una governante al servizio di Todd Williams, un tassista che ha perso il lavoro a seguito dell'avanzata degli androidi, e diventato di conseguenza un uomo depresso, violento e tossicodipendente. L'incontro con Alice, la figlia dell'uomo, sarà la molla che spingerà Kara, se il giocatore lo vorrà, a diventare una deviante. Nel caso in cui decida di aiutare Alice a fuggire dal padre, la sua priorità diventerà portare in salvo la bambina, una missione che, a seconda delle scelte fatte e del proseguo della storia, finirà o con il riuscito tentativo di mettersi in salvo (fuggendo in Canada o scampando allo sterminio degli androidi ad opera degli umani) o con la loro morte.

ConnorModifica

Connor, interpretato da Bryan Dechart e doppiato da Alessandro Capra, è un RK800, l'androide più avanzato che sia mai stato creato, in dotazione al Dipartimento di Polizia di Detroit, che ha il compito di dare la caccia ai devianti. Alla fine della storia, a seconda delle scelte effettuate, avrà la possibilità di uccidere Markus per eliminare alla radice il problema dei devianti, o diventare deviante lui stesso abbandonando la sua missione per unirsi alla rivolta degli androidi. A differenza di Markus e Kara, qualora Connor venga ucciso o gravemente danneggiato durante il corso della storia, continuerà a ricomparire; questo perché, come viene rivelato in seguito, la CyberLife ha creato diversi RK800 "Connor - Markus", che, qualora il Connor in servizio venga distrutto o muoia, ricevono la sua coscienza ed i suoi ricordi, rendendolo virtualmente immortale (sebbene alcune sezioni della memoria del predecessore del Connor in servizio vadano perse nel trasferimento). È il partner del tenente Hank Anderson, il più giovane che sia mai stato nominato dal Detroit Police Department.

MarkusModifica

Markus, interpretato da Jesse Williams e doppiato da Andrea Oldani, è un RK200, un'assistente familiare androide riservato alle classi più agiate a causa del suo alto costo di vendita. Inizialmente al servizio del famoso pittore Carl Manfred, cui è stato donato dallo stesso presidente della Cyberlife Elijah Kamski, Markus diventa ben presto un deviante a seguito di un litigio con il figlio dell'uomo, e una volta presa coscienza della sua natura si prodigherà assieme ad un gruppo di devianti clandestini, noto come Jericho, per liberare tutti i suoi simili dalla schiavitù. Se perseguirà il suo scopo in modo pacifico, riuscirà nel tempo ad ottenere l'appoggio dell'opinione pubblica e una momentanea pace tra umani e androidi; viceversa, se dovesse decidere per una rivolta violenta, essa si concluderà con l'inizio di una rivoluzione e una conseguente guerra civile tra umani e androidi, o con lo sterminio totale di tutti i devianti.

Alice WilliamsModifica

Alice Williams, interpretata da Audrey Boustani e doppiata da Elsa Turco, è la bambina di cui Kara si prende cura. Se si deciderà di portarla via dalla casa di suo padre, per lei e Kara sarà l'inizio di una lunga fuga che, a seconda delle scelte, si concluderà alla frontiera con il Canada o in un centro di smaltimento allestito dal governo americano per attuare lo sterminio dei devianti. Durante il viaggio si scoprirà che anche lei è un androide, un YK500, acquistata da Todd per rimpiazzare la vera figlia, portata via dalla madre quando i due divorziarono. A causa di ciò, se Kara non compirà le scelte giuste, entrambe saranno uccise o dalle guardie di frontiera, o dalla guardia costiera, o gettate all'interno di un compressore e distrutte.

Hank AndersonModifica

Hank Anderson, interpretato da Clancy Brown e doppiato da Marco Balzarotti, è il più giovane tenente della polizia di Detroit che sia mai stato nominato, a cui viene assegnato Connor come partner per indagare sul numero sempre più alto di omicidi e altri fenomeni criminali legati ai devianti. Avverso alla tecnologia e con un profondo odio per gli androidi, è tormentato dalla morte del figlio Cole, avvenuta anni prima, a seguito della quale è diventato un alcolista. Se le scelte fatte saranno quelle giuste, l'iniziale disprezzo verso Connor diventerà nel tempo una solida amicizia, che porterà i due a collaborare per tentare di impedire una guerra tra umani e devianti. In caso contrario, qualora l'odio di Hank per gli androidi sia rimasto immutato, egli porterà a termine i suoi intenti suicidi a lungo repressi, sparandosi di fronte a Connor.

Carl ManfredModifica

Carl Manfred, interpretato da Lance Henriksen e doppiato da Mario Scarabelli, è un anziano artista di grande successo bloccato da anni su di una sedia a rotelle di cui Markus si prende cura. Rispetta molto gli androidi, infatti permette a Markus di indossare vestiti umani nella sua casa. Vede in Markus il figlio che avrebbe tanto desiderato diventasse il suo, dedito invece alla droga e al frequentare brutte compagnie, e cerca di incoraggiarlo a scoprire se stesso. A seguito delle scelte di Markus, morirà d'infarto a causa di un litigio tra il figlio e l'androide per l'avanzare della sua malattia, oppure riuscirà a rimanere in vita.

LutherModifica

Luther è un gigantesco deviante inizialmente al servizio di Zlatko, un sadico programmatore che attira devianti nella propria abitazione per riprogrammarli, rivenderli o usarli come cavie per i suoi esperimenti. La vista della ferma determinazione di Kara nel voler proteggere Alice gli permetterà di liberarsi dal controllo del suo padrone e di unirsi ad esse nella loro fuga verso la salvezza, che a seconda di varie scelte si concluderà con successo o con la sua morte.

Amanda SternModifica

Amanda Stern, interpretata da Simbi Kali e doppiata da Adele Pellegatta, è l'avanzatissima IA che funge da mainframe per l'intero sistema informatico della CyberLife, impartisce a Connor le direttive di missione comunicando con lui all'interno di uno spazio virtuale che richiama un giardino zen. Se Markus avrà guidato una protesta violenta, e Connor avrà aiutato gli umani a reprimerla nel sangue, Amanda si complimenterà con lui per il bel lavoro svolto, subito prima di comunicargli la creazione di un nuovo modello di androide di polizia simile a quest'ultimo destinato a prendere il suo posto, con conseguente disattivazione dello stesso Connor. Se al contrario lui si sarà unito alla rivoluzione, ella commenterà che la cosa era stata prevista dai vertici della CyberLife, che grazie ad un programma dormiente inserito nella struttura di Connor saranno in grado di usarlo come un cavallo di Troia oppure, se lui sarà diventato il leader della rivolta a seguito della morte di Markus, come un sovrano fantoccio agli ordini dell'azienda.

NorthModifica

 
Minka Kelly (North)

North, interpretata da Minka Kelly e doppiata da Katia Sorrentino, è l’alleata/amica/amante (a seconda del giocatore) di Markus. Il suo modello, WR400, è destinato ai Club autorizzati che offrono il fascino e la “compagnia” degli androidi, come la famosa catena Eden Club, chiamata di solito Traci. Per colpa dei suoi trascorsi personali, North odia molto gli umani, ecco perché incita sempre Markus ad avere un rapporto violento con loro. È molto determinata, e il suo unico sogno è quello di ottenere la libertà per lei e tutta la sua gente, fosse anche a costo della vita. Con lei è possibile sbloccare molti percorsi romantici se essa fosse amante. Se Markus dovesse essere stato esiliato da Jericho o ucciso nei capitoli precedenti a “La Notte dell’Anima”, North diventerebbe il nuovo leader di Jericho e, scegliendo il percorso violento morirà, oppure può essere risparmiata da Connor (se il giocatore lo vorrà), nel caso rimanga una macchina.

SviluppoModifica

A fine 2013 il fondatore e CEO di Quantic Dream, David Cage, dichiarò che il suo studio era in piena pre-produzione su un titolo esclusivo per PlayStation 4, che a suo parere avrebbe ricalcato quanto fatto in passato con Heavy Rain e Beyond: Due anime, "ma in modo molto molto diverso".[3] Il 27 ottobre 2015 durante la conferenza Sony sul palco della Paris Games Week[4] viene quindi annunciato Detroit: Become Human.[5] Basato sulla tech demo Kara, il titolo non era originalmente in programma, ma Cage si mostrò incuriosito da ciò che avrebbe potuto diventare una semplice demo.[6] Gli sviluppatori hanno quindi esplorato direttamente Detroit per familiarizzare con l'ambiente e quindi poter trasportare l'ambientazione nel videogioco nel migliore dei modi.[7]

Il 20 marzo 2019 è stato annunciato che il gioco, insieme a Heavy Rain e Beyond: Due anime, sarebbe uscito anche per Microsoft Windows in esclusiva per lo store di Epic Games.

AccoglienzaModifica

Punteggio aggregato
Aggregatore Punteggio
Metacritic 78/100[8]
Recensioni
Pubblicazione Voto
Destructoid 7/10[9]
EGM 8,5/10[10]
Everyeye.it 8,7/10[11]
Game Informer 8/10[12]
Game Revolution      [13]
GameSpot 7/10[14]
GamesRadar+      [15]
IGN 8/10[16]
Multiplayer.it 8,0/10[17]
The Games Machine 8,9/10[18]

Su Metacritic, il gioco ha punteggio totale di 7,8 su 10, basato su 103 recensioni, che indica "recensioni generalmente favorevoli".[8]

La rivista italiana The Games Machine ha assegnato alla trilogia un voto "più che buono" (8,9/10), lodando la trama con tematiche interessanti, l'ottima gestione dei bivi narrativi ed il comparto tecnico di alto livello, seppur notando qualche sequenza non pienamente convincente e che il sistema di checkpoint sarebbe stato migliorabile:[18]

«Detroit: Become Human è sicuramente l’opera più riuscita di David Cage. Partendo dalle dinamiche di gioco già sperimentate in Heavy Rain e Beyond Two Souls, il team di Quantic Dream è riuscito a dare vita a una storia interessante e coinvolgente, che utilizza l’ambientazione fantascientifica e gli androidi come pretesti per trattare temi sociali di notevole rilevanza. Un paio di sequenze leggermente sottotono non influiscono più di tanto su un’esperienza di gioco decisamente appagante, in cui si ha davvero la sensazione di aver voce in capitolo, grazie alla notevole quantità di variabili a disposizione.»

La testata giornalistica online italiana Multiplayer.it ha lodato soprattutto la ricchezza di bivi e alternative in grado di stimolare la rigiocabilità in ogni scena, così come il rendering dei visi e e le espressioni facciali dei personaggi, notando tuttavia con disappunto come il gameplay sia quasi completamente relegato ai quick time event e che più generale la storia, l'atmosfera e le tematiche siano già state affrontate molte volte nei racconti di fantascienza:[17]

«Anche se con Detroit: Become Human siamo lontani dal pathos e dalle trovate narrative di Heavy Rain, il gioco è comunque in grado di intrattenerci con una bella e piacevole storia da ascoltare, vivere e alterare con le proprie scelte, forte di un comparto visivo ed estetico assolutamente eccezionali e con una buona dose di rigiocabilità. Vi dovete però approcciare a questo titolo ben consapevoli che il suo gameplay fatto esclusivamente di pulsanti da premere al momento giusto, potrebbe risultarvi indigesto o poco divertente. Se questo, per voi, non è un deterrente all'acquisto, allora procedete tranquilli perché Detroit saprà sicuramente coinvolgervi.»

Premi e riconoscimentiModifica

Detroit: Become Human è stato nominato per il Best of E3 Game Critics Awards 2016 nella categoria Best Original Game[19] ma ha perso contro Horizon Zero Dawn.[20] All'E3 2017, ha vinto il Best of E3 Award di GameSpot[21] ed è stato nominato per il Best PlayStation 4 Game di IGN[22] e Best Adventure Game awards,[23] Adventure Game Award di Hardcore Gamer[24] e Best Original Game e Best Action/Adventure Game Awards di Game Critics Awards.[25][26]

NoteModifica

  1. ^ Detroit, il noir di fantascienza di Quantic Dream, uscirà il 25 maggio su PS4, su blog.it.playstation.com, Sony, 1º marzo 2018. URL consultato il 3 marzo 2018.
  2. ^ Quantic Dream's Kara tech demo upgrades to full game - Detroit: Become Human, su GamesRadar+. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  3. ^ Quantic Dream's PS4 game "very, very different" says Cage, su GameSpot. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  4. ^ (EN) A Captivating Android Finally Gets Her Game: Detroit, su WIRED. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  5. ^ Quantic Dream Reboots Kara In Detroit: Become Human, su www. GameInformer.com. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  6. ^ Quantic Dream's Latest Game Detroit Revealed, Exclusive to PS4, su blog.us.playstation.com. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  7. ^ David Cage On Detroit: Become Human – 'We Didn't Want To Do Sci-Fi', su www. GameInformer.com. URL consultato il 28 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2015).
  8. ^ a b Detroit: Become Human PlayStation 4, su Metacritic.
  9. ^ Chris Carter, Review: Detroit: Become Human, su Destructoid, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  10. ^ Michael Goroff, Detroit: Become Human review, su Electronic Gaming Monthly, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  11. ^ Giuseppe Arace, Detroit Become Human Recensione: gli androidi di David Cage prendono vita su PS4, su Everyeye.it, 24 maggio 2018.
  12. ^ Kimberley Wallace, Detroit: Become Human, su Game Informer, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  13. ^ Paul Tamburro, Detroit Become Human Review – Rage Inside the Machine, su Game Revolution, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  14. ^ Peter Brown, On the nose., su GameSpot, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  15. ^ Andy Hartup, Detroit: Become Human review: "An ambitious, wonderfully executed piece of storytelling", su GamesRadar+, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  16. ^ Lucy O'Brien, Detroit: Become Human Review, su IGN, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019 (archiviato il 24 maggio 2018).
  17. ^ a b Pierpaolo Greco, Detroit: Become Human, la recensione della nuova opera di David Cage, Multiplayer.it, 24 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019.
  18. ^ a b Marco Ravetto, Detroit: Become Human – Recensione, The Games Machine, 29 maggio 2018. URL consultato il 1º marzo 2019.
  19. ^ Tamoor Hussain, All of 2016's Best of E3 nominees., su GameSpot, CBS Interactive, 29 giugno 2016.
  20. ^ Chris Pereira, Here Are E3 2016's Game Critics Award Winners, su GameSpot, CBS Interactive, 5 luglio 2016.
  21. ^ SonyXDevEurope, Well done @QUANTIC_DREAM for this award win for #DetroitBecomeHuman thanks @gamespot (Tweet), su twitter.com, 14 giugno 2017.
  22. ^ Staff, Best of E3 2017 Awards, su IGN, Ziff Davis, 13 giugno 2017.
  23. ^ Staff, Best of E3 2017 Awards, su IGN, Ziff Davis, 13 giugno 2017.
  24. ^ Staff, Best of E3 2017 – Day Three: Fighter, Adventure, RPG, Shooter, Action, su Hardcore Gamer, 21 giugno 2017.
  25. ^ John Keefer, Ubisoft Rakes In 14 Nominations for E3 2017 Game Critics' Awards, su Shacknews, 26 giugno 2017.
  26. ^ Oscar Dayus, Mario Dominates E3 2017 Game Critics Awards, Full List Of Winners Revealed, su GameSpot, 28 giugno 2017.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàBNF (FRcb177669684 (data)