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Arezzo – Sinalunga
Ferrovia della Val di Chiana
InizioArezzo
FineSinalunga
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza40 km
Apertura1930
GestoreRete Ferroviaria Toscana (gruppo LFI)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazione3 000 V CC
Ferrovie

La ferrovia Arezzo – Sinalunga (detta anche Ferrovia della Val di Chiana) è una linea ferroviaria che collega Arezzo con la parte a sud della sua provincia, fino alla città di Sinalunga.

Affidata al gestore dell'infrastruttura Rete Ferroviaria Toscana, il servizio sulla linea è svolto dall'impresa ferroviaria Trasporto Ferroviario Toscano.

Indice

StoriaModifica

I primi progetti di costruzione di una ferrovia di collegamento dei comuni della Val di Chiana con Arezzo e con la ferrovia Siena-Chiusi risalgono all'ultimo decennio del XIX secolo. I comuni tentarono di far approvare dei progetti con la costituzione di un consorzio senza tuttavia riuscire nel loro intento. Nel 1899 l'ingegner Enea Gambi approntò un progetto per la costruzione di una linea tra Arezzo e Sinalunga, approvato nello stesso anno dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Fu quindi contattata la società milanese L'Ausiliare, che riprese il progetto Gambi rielaborandolo, presentando il risultato nel 1907[1]. Si predispose quindi il progetto esecutivo e fu intrapreso l'iter per la concessione, ottenuta alla fine del 1911 con un regio decreto con il quale veniva concessa la costruzione di una ferrovia economica a scartamento normale, con trazione a vapore, tra le due località di Arezzo e Sinalunga attraverso la Val di Chiana[2]. Il 3 luglio del 1914 la concessione fu subconcessa alla società LFI, La Ferroviaria Italiana, che si era frattanto costituita nello stesso anno. I lavori di costruzione furono sospesi a causa della Prima guerra mondiale, per riprendere a conflitto terminato. Nel 1924 sede e fabbricati erano già costruiti[3]; invece della prevista trazione a vapore si optò per l'elettrificazione della linea, autorizzata nel 1927 con Regio Decreto[4]. I lavori per l'installazione della linea elettrica, diretti dal presidente della LFI ingegner Giacomo Sutter, iniziarono nel 1928 e la linea fu inaugurata il 3 settembre 1930[5]. Permaneva tuttavia la separazione delle due stazioni di Arezzo LFI e Arezzo FS, provvisoriamente collegate con autobus. Queste vennero infine raccordate il 5 aprile 1932. Il servizio ferroviario venne svolto sin dall'inizio con trazione elettrica a corrente continua a 3.000 volt[6].

La ferrovia subì notevoli danni a causa degli eventi bellici della Seconda guerra mondiale: vinte le resistenze da parte di alcuni azionisti LFI (tra cui la Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali) e nonostante i pareri sfavorevoli alla ricostruzione da parte dei ministeri del Tesoro e dei Lavori Pubblici, il Ministero dei Trasporti autorizzò nel 1947 la ricostruzione delle linee LFI[7].

Domenica 11 aprile 1948 fu riaperto il tronco Arezzo-Foiano della Chiana, con l'utilizzo di automotrici ALn 772 e locomotive a vapore gruppo 875 noleggiate dalle Ferrovie dello Stato[8]. Nel marzo dell'anno successivo l'intera linea fu riaperta e fu riattivata la trazione elettrica: fu anche ipotizzata la costruzione della tratta Sinalunga-Trequanda, che avrebbe permesso di accorciare il tragitto tra Arezzo e Grosseto, ma per motivi di costo il progetto non fu realizzato[9].

Il traffico, in continuo aumento sino ai primi anni sessanta[10], subì una pesante flessione a causa della motorizzazione privata, tanto da far ipotizzare la soppressione della linea[11]. La situazione migliorò con il passaggio della LFI in mani pubbliche (1969) sotto la quale si ebbe un incremento del traffico passeggeri e merci[12]. Dal 27 novembre 1987 la ferrovia è passata in Gestione commissariale governativa fino alla definizione del nuovo assetto gestionale delle ferrovie concesse toscane. Dal 1º gennaio 2005 la struttura ferroviaria è gestita da Rete Ferroviaria Toscana mentre il trasporto viene espletato da Trasporto Ferroviario Toscano.

CaratteristicheModifica

La linea venne armata all'origine con rotaie da 36 kg/m montate su traverse di legno. Il raggio minimo di curvatura venne mantenuto entro i 400 m; la pendenza massima è del 13,8 per mille. La linea venne elettrificata a 3000 V corrente continua; la linea aerea è a sospensione longitudinale con corda di sostegno, con pali, portali e mensole analoghi a quelli installati sulle linee FS[13].

Materiale rotabileModifica

Il parco rotabili è sempre stato caratterizzato dall'eterogeneità, con abbondanza di mezzi antiquati, restaurati e modificati acquisiti nel tempo da dismissioni o da ferrovie soppresse.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporto Ferroviario Toscano § Materiale rotabile.

PercorsoModifica

Stazioni e fermate[14]
     
linea RFI per Roma
     
linea FAC per Fossato di Vico † 1945
 
0,000 Arezzo (RFI)
     
linee LFI per Stia e RFI per Firenze
 
1,667 Arezzo Pescaiola
 
4,000 Via Chiari
 
Canale maestro della Chiana
     
linea RFI Firenze–Roma (DD)
 
5,070 Ponte a Chiani
 
6,940 San Giuliano d'Arezzo
 
9,230 Viciomaggio
 
12,670 Civitella-Badia al Pino
 
Autostrada A1 - Strada europea E35
 
15,370 Albergo
 
19,100 Ciggiano
 
21,950 Monte San Savino
 
Autostrada A1 - Strada europea E35
 
25,900 Villa Fabbriche
 
27,900 Lucignano-Marciano-Pozzo
 
30,800 Ponti di Lucignano
 
33,900 Foiano della Chiana
 
Autostrada A1 - Strada europea E35
     
linea RFI per Empoli
 
39,447 Sinalunga (RFI)
     
linea RFI per Chiusi

NoteModifica

  1. ^ Muscolino, op. cit., p. 94
  2. ^ Regio Decreto n° 1486 del 24 dicembre 1911, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 40 del 17 febbraio 1912
  3. ^ Muscolino, op. cit., p. 96
  4. ^ Regio Decreto n° 1784 del 9 giugno 1927, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 230 del 5 ottobre 1927
  5. ^ Muscolino, op. cit., pp. 96-97
  6. ^ Adriano Betti Carboncini, Problemi ad Arezzo, in iTreni Oggi marzo 1988, p. 24
  7. ^ Muscolino, op. cit., pp. 111-112
  8. ^ Muscolino, op. cit., p. 113
  9. ^ Muscolino, op. cit., p. 116
  10. ^ Muscolino, op. cit., p. 149
  11. ^ Muscolino, op. cit., pp. 152-153
  12. ^ Muscolino, op. cit., p. 165
  13. ^ Muscolino, op. cit., p. 177
  14. ^ Muscolino, op. cit., pp. 183-189

BibliografiaModifica

  • Piero Muscolino, Le ferrovie secondarie di Arezzo, Modeltecnica Editrice, Rovigo, 1978.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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