Trasporto Ferroviario Toscano

Trasporto Ferroviario Toscano (TFT)
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1º gennaio 2005 a Arezzo
Sede principaleArezzo
GruppoLFI
SettoreTrasporto
ProdottiTrasporto ferroviario
Sito web

La società Trasporto Ferroviario Toscano (TFT) è un'impresa ferroviaria italiana che opera nella provincia di Arezzo nel trasporto passeggeri e merci.

Indice

StoriaModifica

L'azienda nacque dallo scorporo del relativo ramo d'azienda della società La Ferroviaria Italiana, avvenuto il 1º gennaio 2005.

Settori di attivitàModifica

TFT è attiva sia nel trasporto passeggeri, svolgendo servizi regionali sulle linee Arezzo-Stia e Arezzo-Sinalunga di Rete Ferroviaria Toscana (società controllata anch'essa da LFI) e servizi merci sulle medesime direttrici.

L'impresa è peraltro abilitata al servizio anche su linee di Rete Ferroviaria Italiana possedendo la licenza n.8 rilasciata da RFI il 13 marzo 2001[1].

Materiale rotabile[2]Modifica

ElettromotriciModifica

Per l'esercizio della Arezzo-Sinalunga la LFI fece costruire nel 1930 dalla SACFEM di Arezzo cinque elettromotrici a carrelli (matricole 1÷5)[3], incendiate dalla Wehrmacht nel 1944[4].

Nel 1954 le Reggiane consegnarono tre elettromotrici (matricole 1÷3, poi EABiz 7÷9), dotate dei motori TIBB recuperati dalle motrici della dotazione originale[5]. Ad esse si affiancò nel 1960 un'automotrice di costruzione Stanga-TIBB (EABiz 10)[6]. Nel 1969 furono noleggiati (e poco dopo acquisiti) cinque complessi automotrice-rimorchiata costruiti dalla Piaggio nel 1938 per la ferrovia Casalecchio-Vignola, che col tempo si dimostrarono fragili e soggetti a frequenti cedimenti[7].

Nel 1982 giunsero sulle linee LFI le elettromotrici 006 e 009 provenienti dal parco delle Ferrovie e Tramvie Vicentine[8]; permanentemente accoppiate fra loro, furono riclassificate EBDz 19-20[9]. Altro materiale fu acquistato usato dalle Ferrovie dello Stato[10]:

  • tra il 1980 e il 1983 furono acquisite quattro automotrici E.624, due delle quali risultano ancora in servizio nel 2014[2];
  • nel 1989 furono acquisite quattro automotrici E.623, di cui una sola entrò in regolare servizio.

La LFI acquistò nel 1998 dalla SNCB tre automotrici della serie AM 56 che, previo risanamento degli interni e parziali modifiche alla fanaleria e agli equipaggiamenti elettrici, entrarono in servizio a partire dall'anno successivo A tali complessi se ne aggiunsero nel 2000 altri due; un'ulteriore unità dopo l'acquisizione venne danneggiata da un incendio e accantonata[11]. Nel 2004 tre esemplari provenienti dal gruppo SNCB AM 54 raggiunsero anch'essi il parco LFI. Destinati ad una profonda trasformazione per renderle simili alle motrici analoghe a quelle già in servizio in Toscana, a causa del fallimento dell'impresa incaricata di tale opera esse poterono raggiungere i binari sociali TFT solo nel 2009[11].

Nel 2005 la Alstom Ferroviaria ha consegnato quattro elettrotreni simili ai Minuetto FS, immatricolati ETT 21÷24[12], meglio noti con il soprannome "Elfo"[13].

Locomotive elettricheModifica

Nel 1949, per l'esercizio della ricostruita Arezzo-Sinalunga in trazione elettrica, le officine LFI di Pescaiola costruirono due locomotori a carrelli (matricole 001÷002, poi EDz 1÷2) utilizzando telai e rodiggi provenienti dalle automotrici 1÷5[14]. Le officine di Pescaiola, sempre utilizzando parti delle automotrici originali, costruirono nel 1950 un locomotore a due assi (matricola 003, poi E6), con cabina centrale e avancorpi d'estremità[15].

Nel 1958 la LFI, alla ricerca di rotabili usati, acquistò dalla Montecatini quattro locomotori costruiti dalla Carminati e Toselli per la ferrovia Bribano-Agordo. Due di essi (matricole 004÷005, poi EDz 11÷14), ricostruiti dalle officine sociali, entrarono in servizio nel 1960[16]. A fine anni settanta la Fervet costruì un'ulteriore locomotiva (EDz 12), entrata in servizio nel 1982[17], sulla base di uno dei locomotori accantonati[18].

Sulla base di telai e carrelli dei locomotori EDz 1÷2 la Fervet costruì tra il 1979 e il 1980 due nuovi locomotori (matricole EDz 17÷18)[18]. Tra il 1980 e il 1989 furono acquisite dalle FS quattro locomotive E.626[10].

Nel 2010 la Bombardier Transportation Italy ha consegnato una locomotiva tipo E.464 (immatricolata E.464.880), dotata di SCMT, in servizio dal 2013[13].

Automotrici DieselModifica

La LFI acquisì nel 1963 da un demolitore quattro automotrici tipo ALn 556 FS, che avevano prestato servizio sulla ferrovia Verona-Caprino-Garda sino al 1959. Due unità furono riverniciate e prestarono servizio effettuando alcuni treni poco frequentati con esito insoddisfacente, tanto da essere in seguito impiegate come rimorchiate: furono accantonate entro il 1971[19].

Locomotive DieselModifica

Nel 1988 fu acquisita la motrice DI.183, una delle unità costruite nel 1957 dalla olandese Werkspoor per l'azienda mineraria statale del Limburgo[20].

Nel 1989 furono acquistate dalle FS tre locomotive Diesel D.341, impiegate per il servizio merci sulla linea del Casentino[21]. Sempre dalle FS fu acquistata la Ne 700.003, in servizio dal 1993[22], impiegata per il servizio di manovra pesante e le tradotte insieme a due locomotori 225 (anch'essi provenienti dalle FS) resi accoppiabili a comando multiplo[23].

Locomotive a vaporeModifica

Col passaggio della ferrovia casentinese alla LFI la Società Veneta lasciò in uso la locomotiva 312 e cedette la locomotiva 360[24]; per l'esercizio della linea si noleggiarono locomotive a vapore di varia provenienza: dalle Ferrovie dello Stato locomotive dei gruppi 875 e 880, tre locomotive St. Leonard dalle Ferrovie del Sud Est, una locomotiva del gruppo 40 dalle Ferrovie Padane, la locomotiva 30 della ferrovia della Valle Seriana e una locomotiva dalla Ferrovia Benevento-Cancello[25]. Le locomotive a noleggio furono restituite, mentre la 360 fu venduta nel 1958 alla Ferrotramviaria[26].

Presso la LFI sono immatricolate due locomotive del gruppo 640 e due del gruppo 740, di proprietà di una società privata[10].

Locomotive e automotori da manovraModifica

Nel 1957 la LFI acquisì da un'azienda di Montevarchi un automotore (immatricolato C1) di costruzione Pellegrini-Costamasnaga simile alle "sogliole" FS[27]. Si affiancava ad un altro automotore (immatricolato C2), costruito nel 1932 dalla SACFEM per la LFI per gli interventi alla linea aerea[28].

Nel 1985 fu acquistato dalle Ferrovie e Tramvie Vicentine l'automotore a due assi DE 051 tipo Köe, costruito nel 1934, analogo ai coevi automotori FS del gruppo 213[29].

CarrozzeModifica

Sulla Arezzo-Sinalunga la LFI mise in servizio nel 1930 otto carrozze a due assi a cassa in legno costruite dalla SACFEM[3]; distrutte durante la guerra, tre unità furono ricostruite nell'aspetto anteguerra, mentre le restanti furono ricostruite con cassa metallica simile alle carrozze Corbellini delle FS. Furono acquisite anche una carrozza dalla ferrovia Siena-Buonconvento-Monte Antico (anch'essa ricostruita come tipo Corbellini) e tre carrozze a due assi e terrazzini dalle Ferrovie Padane[30].

Con l'elettrificazione della Arezzo-Stia furono ordinate alle Reggiane tre rimorchiate pilota e una rimorchiata attrezzata, in servizio dal 1954[31], mentre nel 1960 la Stanga fornì una rimorchiata pilota[6].

Nel 1958 le officine di Arezzo Pescaiola ricostruirono una carrozza su un telaio a carrelli acquistato dalle Ferrovie Padane[32]; nel 1960 si realizzarono altre due carrozze con telai e carrelli delle elettromotrici 1÷5[33] e un'altra carrozza ricostruita su un telaio ex Ferrovie Padane[16].

Nel 1963 furono acquistate dalla SEPSA di Napoli otto carrozze a carrelli, costruite originariamente dalla FIAT Materfer nel 1940: inizialmente accantonate, due di esse furono revisionate nel 1967[34].

Altre sei carrozze a carrelli entrarono a far parte del parco LFI nel 1974: provenienti dal parco delle Ferrovie dello Stato, erano state costruite nel 1929 dalle Officine Moncenisio per la ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier[35]. Sempre dalle FS furono acquistate a partire dal 1981 alcune carrozze Corbellini che avevano sino ad allora prestato servizio sulla metropolitana FS di Napoli, le quali furono ricostruite dalla Fervet[36].

Dal 2013 sono entrate in servizio tre carrozze Vivalto di cui una semipilota, che formano un convoglio con la locomotiva E.464[13].

NoteModifica

  1. ^ Elenco delle licenze ferroviarie sul sito del MIT
  2. ^ a b Carta dei servizi 2014 TFT (PDF), su trasportoferroviariotoscano.it. URL consultato il 5 aprile 2015.
  3. ^ a b Muscolino, op. cit., p. 99
  4. ^ Muscolino, op. cit., p. 106
  5. ^ Muscolino, op. cit., pp. 129-136
  6. ^ a b Muscolino, op. cit., p. 142
  7. ^ Muscolino, op. cit., pp. 160-163
  8. ^ Notizia su I Treni Oggi, n. 25, dicembre 1982, p. 7
  9. ^ Notizia su I Treni Oggi, n. 29, aprile 1983, p. 4
  10. ^ a b c Info TFT - ex LFI
  11. ^ a b Francesco Bloisi, AM 54/55/56 Le doppie dal Belgio (seconda parte), in Tutto Treno, Duegi Editrice, Ponte San Nicolò, n. 246, novembre 2010, pp. 24-30
  12. ^ La sigla ETT sta per "Elettro Treno Triple": si veda la Carta dei servizi 2014 TFT a p. 14
  13. ^ a b c E.464 con Vivalto per TFT, su ferrovie.it. URL consultato il 5 aprile 2015.
  14. ^ Muscolino, op. cit., p. 116
  15. ^ Muscolino, op. cit., pp. 116-117
  16. ^ a b Muscolino, op. cit., p. 146
  17. ^ Adriano Betti Carboncini, Nuovi rotabili ad Arezzo, in I Treni Oggi n. 17, febbraio 1982, p. 12
  18. ^ a b Muscolino, op. cit., p. 205
  19. ^ Muscolino, op. cit., p. 153
  20. ^ Werkspoor drieassers van SM (Staatsmijnen), later DSM, su industriespoor.nl. URL consultato il 3 aprile 2015.
  21. ^ Diesel FS sulle concesse, su photorail.com. URL consultato il 3 aprile 2015.
  22. ^ Britannica per Arezzo, Notizie flash in I treni oggi, n. 133, gennaio 1993, p. 8
  23. ^ Merci d'epoca in Casentino, su ferrovie.it. URL consultato il 5 aprile 2015.
  24. ^ Muscolino, op. cit., p. 127
  25. ^ Muscolino, op. cit., p. 129
  26. ^ Muscolino, op. cit., p. 140
  27. ^ Muscolino, op. cit., p. 180
  28. ^ Muscolino, op. cit., pp. 180-182
  29. ^ Notizia su I Treni Oggi, n. 52, luglio 1985, p. 4
  30. ^ Muscolino, op. cit., p. 124
  31. ^ Muscolino, op. cit., p. 136
  32. ^ Muscolino, op. cit., pp. 142-144
  33. ^ Muscolino, op. cit., p. 144
  34. ^ Muscolino, op. cit., pp. 157-159
  35. ^ Stefano Garzaro, FS-Italia. Locomotive elettriche E.400, collana Monografie ferroviarie n. 21, Edizioni Elledi, Torino, 1985, ISBN 88-7649-028-0, p. 16
  36. ^ Eduardo Bevere, Gerardo Chiaro, Andrea Cozzolino, Storia dei trasporti urbani di Napoli e delle linee interurbane gestite dalla SATN, dalle Tramvie di Capodimonte e dalle aziende municipalizzate. Volume secondo - il materiale rotabile, Calosci, Cortona (AR), 1999, ISBN 88-7785-153-8, p. 462

BibliografiaModifica

  • Piero Muscolino, Le ferrovie secondarie di Arezzo, Modeltecnica Editrice, Rovigo, 1978.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica