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Il castello dei morti vivi

film del 1964 diretto da Luciano Ricci (come Herbert Wise), Lorenzo Sabatini (come Warren Kiefer)
Il castello dei morti vivi
Paese di produzioneItalia
Anno1964
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Genereorrore, fantascienza
RegiaLuciano Ricci (come Herbert Wise), Lorenzo Sabatini (come Warren Kiefer)
SoggettoLorenzo Sabatini
SceneggiaturaMichael Reeves, Lorenzo Sabatini
FotografiaAldo Tonti
MontaggioMario Serandrei
MusicheAngelo Francesco Lavagnino
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il castello dei morti vivi è un film del 1964, diretto dai registi Luciano Ricci (come Herbert Wise) e Lorenzo Sabatini (come Warren Kiefer).

Indice

TramaModifica

Alla fine dell'ultima guerra napoleonica, ancora per le strade d'Europa serpeggia il crimine: la gente uccide e viene uccisa anche tramite esecuzioni pubbliche. Il film comincia con la parodia di una di queste, la cui vittima è Arlecchino.

La compagnia di saltimbanchi che interpreta la scena è formata da Bruno, il capo, un uomo avido di denaro, Dart, che interpreta Arlecchino, Nick, un buffo personaggio affetto da nanismo, Laura, sorella di Bruno e Gianni, un taciturno mangiafuoco. Bruno riceve un'offerta lautamente pagata da un conte: essi dovranno recarsi al castello di questi e rappresentarvi i loro spettacoli. Mentre ne parlano in una locanda, tra Bruno e Dart scoppia, per motivi di denaro, una rissa, che viene sedata da un soldato di passaggio, Eric, il quale picchia e scaccia Dart. Quest'ultimo, nell'andarsene, maledice Bruno e ruba il cavallo di Eric. Il soldato entra allora a fare parte della compagnia al posto di Dart, nonostante le resistenze iniziali di Bruno.

Per raggiungere il castello del conte, i cinque passano per un bosco incredibilmente silenzioso e notano su un ramo un corvo che sembra pietrificato. Incontrano poi una vecchia veggente, che fa loro alcune profezie in cambio di un pezzo di pane. Questi vaticini sono piuttosto macabri, ma non impressionano nessuno, eccetto Laura e Nick: a quest'ultimo la vecchia regala un amuleto. Tra le misteriosi frasi della vecchia ve ne è una in particolare che afferma "guardatevi dal castello di color che son morti e paion vivi".

La compagnia giunge al castello e, trovando la porta aperta, vi entrano, ritrovandosi in una stanza piena di animali imbalsamati così bene da sembrare vivi. Subito dopo fanno la conoscenza del padrone di casa, il conte Drago, un uomo misterioso, studioso della morte, che vive solo con il maggiordomo, un losco figuro di nome Hans. Il conte è attratto dalla morte in modo maniacale, tanto da voler condurre esperimenti sull'animale "più interessante e pericoloso che esista". Intanto, tra Eric e Laura sembra nascere qualcosa, sebbene lei cerchi a fatica di resistere al fascino del capitano. Il conte nel frattempo paga il lavoro a Bruno e gli offre un cognac. Bevuto il cognac, Bruno comincia a sentirsi male. Nel frattempo giunge al castello un uomo a cavallo: è Dart.

Nel ripetere la scena dell'impiccagione, Bruno muore. Dopo l'avvenimento, Laura ritiene che la colpa sia di Dart: egli infatti, prima di andarsene, aveva detto a Bruno di raccomandare l'anima a Dio quando avesse avuto ancora un cappio intorno al collo. Questo pensiero di Laura pare essere confermato quando la ragazza, mentre piange nella sua camera, vede Dart fare capolino dalla finestra. La ragazza urla, richiamando gli altri, ma Dart è già svanito nel nulla.

Il giorno seguente, Hans, partito alla ricerca di Dart, una volta avvistatolo, lo insegue nei sotterranei, quest'ultimo, che non si accorge di essere inseguito, si infila in una grotta a forma di mostro, dove trova la vecchia veggente, che gli predice una morte molto vicina. Dart, appena uscito, viene ucciso da Hans e il suo cadavere viene occultato dal maggiordomo. Intanto il conte mostra ad Eric il suo laboratorio, dove gli dice di aver trovato un veleno capace di pietrificare all'istante qualsiasi essere vivente di piccola taglia. Con gli animali di taglia più grossa è necessario badare alla concentrazione del veleno: l'ultima vittima ha impiegato più di un'ora a morire, sebbene abbia avuto una morte allegra di cui non si è resa conto.

Arrivano poi tre gendarmi non molto svegli che, informati su ciò che è accaduto, non si preoccupano molto e partecipano alle esequie di Bruno, che viene sepolto nel cimitero del castello. Al funerale non partecipa Gianni, che viene ucciso con un dardo avvelenato da Hans, che poi ne occulta il cadavere. Il sergente dei gendarmi, intanto, consiglia al conte di cacciare gli artisti e il conte promette che il giorno seguente, alla loro consueta ronda, non avrebbero trovato più alcun commediante. Dato che Eric sembra deciso ad andarsene, il conte ordina ad Hans di sbrigarsi perché "li vuole tutti", poi, parlando con Laura, le promette l'eterna bellezza se essa fosse rimasta con lui. Intanto Nick, mentre cerca Gianni, ritrova la vecchia, la quale gli dice che lei sa tutto e che lui volerà presto tra le nubi. Hans attira Eric con un inganno e lo stordisce.

Intanto Laura è nella sua camera che sta per bere del cognac portatogli dal conte, ma il bicchiere le scappa di mano perché vede la porta aprirsi senza che ci sia nessuno. In realtà ad aprire la porta è stata una gatta, che va a leccare il cognac e resta pietrificata. Laura capisce tutto e cerca di scappare. Incontra Nick, che la guida in una stanza in cima alla torre, dove trovano, tra ragni e topi, il corpo imbalsamato della moglie del conte. I due cercano un modo per scappare, mentre Hans, armato di pistola, li insegue. Nick allora ordina a Laura di scappare e affronta Hans su una delle torri del castello. Hans afferra Nick e lo scaraventa giù dalla torre. Nick cade su un pagliaglio che attutisce la caduta e il suo corpo è portato via dalla vecchia veggente. Intanto Laura, nello scappare, si ritrova nel laboratorio del conte, dove vede il corpo imbalsamato di Dart. Le sue urla richiamano Hans che si prepara ad ucciderla, ma viene fermato dal conte che gli ordina di andare a prendere il cadavere di Nick. Intanto Eric, che era stato portati nel laboratorio, si riprende.

Nel frattempo la vecchia cura Nick, che non è morto ma solo svenuto, facendolo riavere e svelandogli che Laura è ancora viva e che lei fu la prima vittima del conte, ma si salvò con la fuga: ora è tempo di compiere la vendetta. Nick, allora, affronta Hans nel giardino utilizzando i vantaggi della sua piccola statura e riesce a rubargli la pistola, con cui lo uccide. Nel castello, intanto, il conte porta Eric e Laura in una stanza dove ci sono tutte le sue vittime umane riunite in un macabro teatro, avvelena un dardo e si prepara a scagliarlo, ma l'intervento di Nick salva la situazione. Nel frattempo sono in arrivo i gendarmi per la ronda i quali, equivocando la situazione, attaccano Eric e, seppur sconfitti, riescono ad arrestarlo. Sopraggiunge il conte, con il dardo ancora in mano, che accusa Eric di tentata rapina. Poi, dal nulla, appare la vecchia che, dopo una breve battaglia, riesce a far sì che il conte si infilzi con il dardo, morendo immediatamente. Il sergente si reca nella stanza indicatagli da Eric e vede il macabro spettacolo, quindi fa rilasciare gli arrestati. L'ultima scena mostra Laura che promette di restare con Eric non per sempre, ma "solo per una lunga, lunghissima vita".

ProduzioneModifica

CastModifica

La vecchia strega presente nel film non è interpretata da una donna bensì da Donald Sutherland, adeguatamente travestito e truccato.[1]

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

«Ricci e Sabatini (sotto gli pseudonimi di Herbert Wise e Warren Kiefer) si adeguano alle tendenze degli horror britannici della Hammer ma non rinunciano ad incorniciare un racconto gotico dal sapore vampiresco con elementi di scienza fantastica e situazioni da melodramma. Il film è stato maltrattato dalla critica, ma è apprezzato dai cultori del cinema artigianalmente creativo, quello che con pochi mezzi ed evidente approssimazione di stile riesce comunque ad assicurarsi star come Christopher Lee o Philippe Leroy e un esordiente destinato ad una lusinghiera carriera come Donald Sutherland

(Fantafilm[2])

NoteModifica

  1. ^ Castle of the Living Dead
  2. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il castello dei morti vivi, in Fantafilm. URL consultato il 5 aprile 2012.

Collegamenti esterniModifica