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Kim Novak

attrice statunitense

BiografiaModifica

Gli esordiModifica

Nata e cresciuta a Chicago, nell'Illinois, da Joseph Novak e Blanche Kral[1], ambedue insegnanti di origini ceche[2][3][4], seppur il padre sia stato poi impiegato nelle ferrovie, e di religione cattolica, inizia la sua carriera come modella, e nel 1951 viene scelta per la campagna pubblicitaria di una marca di frigoriferi.

Trasferitasi a Los Angeles, viene scelta per una particina priva di battute in La linea francese (1954) di Lloyd Bacon, accanto ai divi Jane Russell e Gilbert Roland. Questo film non riscuote un grande successo e il nome della Novak non compare neppure nei titoli di coda, ma i produttori hollywoodiani la notano ugualmente, tanto che dopo il rifiuto di Rita Hayworth, viene chiamata a sostituirla in Criminale di turno (1954) di Richard Quine, accanto a Fred MacMurray, film in cui la Novak mostra una certa abilità nell'assumere il personaggio di una scaltra seduttrice, ripropostole anche in seguito. È l'inizio di una rapida e brillante carriera.

Il successo e la duratura celebrità con "Vertigo" di Hitchcock (1958)Modifica

 
Kim Novak in La donna che visse due volte (1958)

Durante tutti gli anni cinquanta i produttori la contrappongono spesso a Marilyn Monroe, di cui possiede il fisico, e a Grace Kelly, di cui ricorda la grazia. Assicuratasi un contratto in esclusiva con la Columbia, la Novak viene diretta da Otto Preminger nel dramma sociale L'uomo dal braccio d'oro (1955), al fianco di Frank Sinatra ed Eleanor Parker, ove nonostante la poca esperienza si fa già notare per le sue doti interpretative. Nello stesso anno è la protagonista femminile, accanto a William Holden, nel romantico e pluripremiato Picnic di Joshua Logan; particolarmente famosa, in questo film, fu la lunga scena di un ballo serale e molto sensuale recitata dalla Novak proprio assieme ad Holden. In seguito interpreta principalmente commedie, come i successi Una strega in paradiso (1958) di Richard Quine, in cui forma un affiatato terzetto con James Stewart e Jack Lemmon, e Pal Joey (1957) di George Sidney, in cui ebbe come partner Frank Sinatra e diede prova ancora di un notevole talento, tanto da non temere la concorrenza della più matura coprotagonista Rita Hayworth.

Nel 1958 La Novak, a soli 25 anni di età e peraltro già molto popolare, entra decisamente nel gotha del cinema internazionale grazie al lodato capolavoro La donna che visse due volte (Vertigo) di Alfred Hitchcock, in cui accanto a James Stewart interpreta efficacemente il complesso e sfaccettato doppio ruolo di Madeleine Elster/Judy Barton, in sostituzione della prevista Vera Miles, che essendo incinta dovette rinunciare al film (ma che due anni avrà un ruolo importante in Psyco). Sembra che Hitchcock all'inizio delle riprese del film nel 1957, e nonostante le rassicurazioni della casa produttrice Paramount, non avesse troppa fiducia nella idoneità della Novak, anche se poi, così come sperimentato con altre attrici predilette, si convincerà a curare scrupolosamente la sua immagine e a guidarne nei dettagli la recitazione durante le riprese. L'attrice, invece, in varie occasioni pubbliche protrattesi nel tempo e nonostante qualche riserva, ha sempre lodato il maestro inglese e un personaggio divenuto assai celebre, che tuttora, per la critica e il pubblico, resta certamente il più importante ed identificativo della sua carriera.

I primi anni sessantaModifica

Attrice nota soprattutto per la rarefatta bellezza e la dichiarata sensualità, ma anche per un notevole spirito indipendente, nel 1959 la Novak fornì una delle sue migliori interpretazioni, accanto ad un compassato Fredric March, in Nel mezzo della notte di Delbert Mann. Nel 1960 affianca Kirk Douglas nell'audace, per l'epoca, Noi due sconosciuti di Richard Quine, considerato "un succulento melodramma sui costumi sessuali delle classi superiori". All'apice del successo e impiegata soprattutto in ruoli leggeri, è ancora in coppia con Jack Lemmon e con Fred Astaire, dopo la rinuncia di James Stewart, in L'affittacamere (1962) sempre per la regia di Richard Quine. Viene reclutata ancora in un ruolo brillante, insieme a James Garner, in Venere in pigiama (1962) di Michael Gordon. Buona anche la sua prova nel drammatico Schiavo d'amore (1964) di Bryan Forbes e Ken Hughes, nel quale interpreta accanto a Laurence Harvey un personaggio reso celebre al cinema molti anni prima da Bette Davis. Il maestro della commedia Billy Wilder la dirige accanto a Dean Martin in Baciami, stupido (1964). Interpreta poi una vivace popolana nello scanzonato film in costume Le avventure e gli amori di Moll Flanders (1965) di Terence Young, tratto dal noto romanzo di Daniel Defoe, ove insieme a Vittorio De Sica ed Angela Lansbury incontra anche l'attore inglese Richard Johnson, che la Novak sposa proprio nel 1965 e da cui divorzia appena un anno dopo.

Il declino al cinema dopo il 1969 e gli anni della televisioneModifica

Nell'autunno del 1965, a causa di un grave incidente, in Francia deve abbandonare il set di Cerimonia per un delitto di J. Lee Thompson, pellicola di produzione britannica interpretata anche da David Niven, e viene sostituita dalla più matura Deborah Kerr. In una fase difficile del proprio percorso artistico intorno ai 35 anni di età, l'attrice tenta un clamoroso ritorno a Hollywood ancora con un duplice ruolo, quello di Lylah Clare/Elsa Brinkmann (pensato inizialmente per Ursula Andress o Jeanne Moreau), in Quando muore una stella (1968) di Robert Aldrich: girato nel 1967, ambientato nello stesso mondo del cinema, chiaramente ispirato anche al capolavoro hitchcokiano di dieci anni prima ed ove una affascinante Novak guida un ricco cast comprendente, tra gli altri, Peter Finch, Ernest Borgnine, Valentina Cortese e Rossella Falk, ma nonostante le buone premesse e l'impegno profuso il risultato è allora considerato abbastanza deludente anche per il pubblico. Dopo questo film, di fatto l'ultimo con una Novak protagonista assoluta ed in seguito parzialmente rivalutato dalla critica, e il modesto Quel fantastico assalto alla banca (1969) di Hy Averback, recitato accanto a Zero Mostel, la sua carriera cinematografica subisce una crisi seria e pressoché definitiva, dovuta in verità anche alle note resistenze mostrate dall'attrice alle condizioni imposte dagli studios americani. Negli anni settanta trascura infatti molto il cinema, dedicandosi soprattutto alla vita privata e alla difesa degli animali, e nel 1976 sposa in seconde nozze il veterinario Robert Malloy. In questo periodo appare infatti solo in quattro film e di genere diverso: Delirious - Il baratro della follia (1973) di Freddie Francis, in un ruolo abbastanza marginale, Sfida a White Buffalo (1977) di J. Lee Thompson, accanto a Charles Bronson, Gigolò (1978) di David Hemmings, ove ebbe modo di recitare con David Bowie e Marlene Dietrich (alla sua ultima apparizione sul grande schermo), e Assassinio allo specchio (1980) di Guy Hamilton, film subito apprezzato anche per il nutrito cast, tratto da un romanzo di Agatha Christie ed ove la Novak ebbe un certo spazio, interpretando con brio e graffiante ironia il personaggio di una bizzosa attrice rivale della collega interpretata da Elizabeth Taylor. Nel decennio successivo spopola in due delle più famose produzioni televisive di quel periodo, ossia Malibu (1983) e Falcon Crest (1986-1987). Rimarchevole, e forse proprio in omaggio al genio di Hitchcock a distanza di molti anni dal loro primo e celebre incontro, fu l'apparizione dell'attrice nell'episodio pilota del 1985 della serie TV Alfred Hitchcock presenta.

Il prematuro ritiro dalle scene e la vita privataModifica

 
Kim Novak nel 2004

Ritiratasi dal cinema nel 1980 e a nemmeno 50 anni di età, una decina di anni dopo la Novak si convince a tornare ad apparire sul grande schermo, ma in film considerati minori ed entrambi semisconosciuti anche al grande pubblico: The Children (1990) di Tony Palmer e Liebestraum (1991); peraltro nel montaggio finale di quest'ultimo le sue scene subiscono tagli per alcuni contrasti con il regista Mike Figgis.

Dopo il brevissimo matrimonio con Richard Johnson (1965-1966) e con il quale rimane in buoni rapporti, nel 1976 la Novak si è sposata con il proprio medico veterinario Robert Malloy: la coppia risiede in un ranch ove vengono allevati cavalli e lama. La Novak non ha avuto figli, ma ha adottato le tre figlie dell'attuale marito.

Ha avuto relazioni sentimentali con Sammy Davis Jr. alla fine degli anni cinquanta, con l'attore Michael Brandon nei primi anni settanta e con il regista Richard Quine, che l'ha personalmente diretta in vari film, all'inizio degli anni sessanta. Sembra che nel 1965 abbia avuto una relazione anche con il più giovane collega britannico David Hemmings durante la lavorazione di Cerimonia per un delitto, che la Novak non riuscì a completare.

La sua casa a Eagle Point, nello Stato dell'Oregon, è stata parzialmente distrutta da un incendio il 24 luglio 2000, a seguito del quale sono andati perduti numerosi ricordi, premi ricevuti e diversi dipinti. Nel dicembre 2001 la casa è stata inoltre derubata di oggetti per un valore di oltre 200.000 dollari. I ladri sono stati poi arrestati e la refurtiva in parte recuperata. Nel 2006 l'attrice si è infortunata gravemente cadendo da cavallo, riportando la perforazione di un polmone, alcune costole rotte e danni neurologici, ma con le cure protrattesi per circa un anno ha comunque avuto un recupero completo.

Pur diventata nel tempo sempre più schiva e lontana dalle apparizioni in pubblico, nel 2013 la Novak è tornata alla ribalta internazionale, come acclamata ospite d'onore e madrina al Festival di Cannes in occasione della presentazione ufficiale della versione restaurata del capolavoro di Hitchcock del 1958 La donna che visse due volte. Nel 2014 ha partecipato anche alla cerimonia degli Oscar, apparendo brevemente sul palco insieme a Matthew McConaughey.

Omaggi e riferimentiModifica

  • Kim Novak viene citata nella canzone Il dritto di Chicago di Fred Buscaglione, come un appuntamento (a "un pranzo con Kim Novak") da fare invidia a chiunque, a cui il protagonista della canzone non va ("non andai"). In questo modo il protagonista dimostra la sua personalità e importanza.
  • Nel film Totò, Peppino e le fanatiche (1958) di Mario Mattoli la Novak viene esplicitamente citata da Totò, che afferma di parlarci personalmente, affibbiandole il nomignolo di "Kim dal braccio d'oro".
  • Kim Novak viene citata nell'ambito del film di animazione Rango (2011) di Gore Verbinski e nel titolo del film C'è Kim Novak al telefono (1993) di Enrico Roseo.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in lingua italiana dei suoi film, Kim Novak è stata doppiata da[5]:

  • Rosetta Calavetta in 5 contro il casinò, Picnic, Incantesimo, Un solo grande amore, Pal Joey, La donna che visse due volte, Una strega in paradiso, Nel mezzo della notte, Noi due sconosciuti, L'affittacamere, Venere in pigiama
  • Rita Savagnone in Baciami stupido, Le avventure e gli amori di Moll Flanders, Quando muore una stella, Quel fantastico assalto alla banca, Sfida a White Buffalo
  • Dhia Cristiani in Criminale di turno, Phffft... e l'amore si sgonfia
  • Lydia Simoneschi in L'uomo dal braccio d'oro
  • Noemi Gifuni in Gigolò
  • Germana Dominici in Assassinio allo specchio
  • Maria Pia Di Meo in Alfred Hitchcock presenta
  • Angiola Baggi in Falcon Crest
  • Vittoria Febbi in La donna che visse due volte (ridoppiaggio)

NoteModifica

  1. ^ Chicago Tribune, July 29, 2010: Kim Novak: The road from Chicago[collegamento interrotto] Relinked 2014-06-20
  2. ^ Larry Kleno, Kim Novak ("On Camera" series), A.S. Barnes, 1980, p. 16.
  3. ^ Sam Kashner e Jennifer Macnair, The bad & the beautiful: Hollywood in the fifties, W.W. Norton & Company, 2003, p. 200, ISBN 978-0-393-32436-5. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  4. ^ Stephen M. Silverman, Animal Magnetism – Personal Success, Kim Novak, in People Magazine, 21 ottobre 1996. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  5. ^ Michelangelo Capua, Kim Novak: La bionda che visse due volte, Napoli, Eracle Edizioni, 2015.

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