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Biografia e carriera cinematograficaModifica

 
Tippi Hedren in Marnie (1964)

Nata in provincia da genitori di origini svedese, tedesca e norvegese, divenuta fotomodella-indossatrice e attiva a New York negli anni cinquanta, prima di essere scoperta da Alfred Hitchcock aveva preso parte ad un solo film, appena ventenne (1950) e interpretando peraltro una semplice comparsa. Il regista inglese la notò per puro caso nell'ottobre del 1961 durante uno spot pubblicitario per la bevanda dietetica Sego, apparso in televisione. Fu colpito in particolare dalle movenze, dall'eleganza del volto e dai capelli biondi, tutte caratteristiche della donna-tipo prediletta dal regista: egli, in accordo con la moglie e collaboratrice Alma Reville, si convinse di trovare in lei una valida erede della sua attrice-musa per eccellenza Grace Kelly, che dopo avere lavorato con lui in tre fortunati film ed essere divenuta principessa di Monaco (1956) aveva dovuto abbandonare il cinema, apparentemente per sempre. Una volta contattata da vari funzionari della casa produttrice Universal ed evitando inizialmente di rivelarle il suo nome, il regista la incontrò e non esitò ad affidarle il complesso ruolo di Melanie Daniels, protagonista del suo nuovo ed atteso film Gli uccelli (1963), affiancandola ad attori emergenti e come lei provenienti dalla televisione (Suzanne Pleshette e Veronica Cartwright) e già affermati (Rod Taylor e Jessica Tandy:). Neo divorziata e trasferitasi in California insieme alla figlioletta dopo la firma di un contratto in esclusiva, fu lo stesso Hitchcock a guidarla subito e, tra l'altro, ad imporle il nome d'arte "Tippi", ispirato dal vezzeggiativo svedese "tupsa" (piccolina) con cui veniva affettuosamente chiamata dal padre sin da bambina.

Data la scarsissima esperienza recitativa della Hedren, limitata alle sole apparizioni pubblicitarie in televisione, fu per lei necessario un lento e costante apprendistato, che comprendeva numerose sessioni di trucco, costosi provini girati insieme a Martin Balsam, un ricco guardaroba, anche personale, e poi il diretto coinvolgimento in ogni fase delle riprese del film: un trattamento particolare e raramente riservato dal regista ad altre sue "attrici-feticcio", anche se negli anni immediatamente precedenti (1957-1960) egli curò molto la recitazione di Vera Miles, Eva Marie Saint, Janet Leigh e soprattutto di Kim Novak. Nel suo primo vero film, girato nel periodo marzo-luglio 1962, la Hedren ebbe spesso a che fare con riprese davvero estenuanti e, dato il soggetto, con stormi di uccelli impazziti, alcuni meccanici o solo disegnati ma in molti casi in carne ed ossa e che, ovviamente, non si comportarono sempre come previsto dalla sceneggiatura. Durante le scene in cui veniva brutalmente attaccata da una moltitudine informe di gabbiani e di corvi lanciati contro la sua figura all'interno di un'auto in sosta e di una cabina telefonica, e i cui vetri si frantumarono davvero provocandole alcuni graffi al volto, e nella soffitta di una fattoria isolata l'attrice dovette dimenarsi in modo così frenetico e compulsivo da arrivare, in quest'ultima circostanza, a un vero esaurimento nervoso e al riposo in ospedale, che impose l'interruzione forzata delle riprese per vari giorni, evento inedito nei film di Hitchcock; nel frattempo, per la scena immediatamente successiva, l'attrice venne sostituita da una controfigura. Il film ebbe ovunque un grande battage pubblicitario, curato dallo stesso regista, e venne presentato anche al Festival di Cannes, garantendo così una improvvisa visibilità anche alla sua protagonista, nonostante la sua scarsa esperienza di attrice; tanto che la Hedren ricevette una candidatura nel 1964 per il Golden Globe come migliore attrice femminile esordiente, premio che effettivamente vinse, sbaragliando giovani colleghe e di varia provenienza, comunque destinate al successo, come Elke Sommer, Ursula Andress e Maggie Smith, ma il personaggio di Melanie Daniels resterà il ruolo centrale e più celebre della sua carriera.

L'anno successivo a Gli uccelli, Alfred Hitchcock, dopo avere cercato di ingaggiare e istruire altre giovani attrici bionde (tra cui Joanna Moore e Claire Griswold, neo moglie del regista Sidney Pollack), finì per affidarle il ruolo di una ragazza repressa e cleptomane nel film Marnie (1964) al fianco di Sean Connery, che all'epoca rivestiva contemporaneamente il leggendario ruolo del primo James Bond del cinema. Inizialmente, per il ruolo di Marnie, il regista cercò insistentemente di convincere anche la principessa di Monaco Grace Kelly a tornare sulle scene dopo alcuni anni, la quale, pur lusingata, venne convinta per varie ragioni a declinare l'offerta. La lavorazione del film risultò molto difficile e traumatica per Tippi Hedren, ancor più rispetto all'esperienza precedente, non solo perché Hitchcock tentava di trasformarla in una perfetta copia della "perduta" Kelly, ma soprattutto per la pesante attenzione del regista nei suoi confronti. Hitchcock sviluppò infatti una vera e propria ossessione personale per la giovane attrice, che non si limitava solo al suo lavoro ma si espandeva anche nella vita privata, tanto che voci sul set raccontavano che la lavorazione, data la tensione, ad un certo punto proseguisse senza una comunicazione diretta tra i due interessati, ma solo tramite interposta persona. La Hedren, peraltro impegnata nell'imminente matrimonio con il proprio agente (1964), resistette, consapevole che quel ruolo, molto difficile per una come lei con pochissima esperienza nel cinema alle spalle, le avrebbe consentito di avere una brillante carriera se la sua recitazione nel tempo fosse risultata gradita a pubblico e critica. Alla fine della lavorazione però, dato il rifiuto deciso alle sue ripetute e, si dice, particolarmente insistenti avances, Hitchcock, che attraversava un periodo piuttosto critico nella propria gloriosa carriera e che pure aveva in mente per la Hedren un ulteriore terzo film da girare insieme e rimasto alla sola idea progettuale, impedì all'attrice di lavorare ancora con lui o con qualunque altro regista, tenendola sotto contratto in esclusiva fino al 1967 con la casa produttrice e solo per sporadiche apparizioni in serie televisive minori, come I giorni di Bryan (1965) con protagonista Ben Gazzara, rispettando tuttavia la corresponsione dei compensi previsti.

Sembra che per il netto divieto di Hitchcock anche il regista François Truffaut, peraltro grande estimatore del maestro inglese, nel 1966 dovette rinunciare alla Hedren nel ruolo di protagonista femminile di Fahrenheit 451, poi assegnato a Julie Christie.

La storia del tormentato ma importante rapporto fra i due verrà poi pubblicamente raccontata dalla stessa attrice in varie occasioni dopo la morte del regista, avvenuta nel 1980, e soprattutto divenne dopo molti anni il tema centrale del film TV The Girl (2012), ove il personaggio della Hedren venne interpretato con grande verosimiglianza da Sienna Miller.

In seguito la carriera della Hedren non decollò mai pienamente e l'attrice resterà in genere molto legata, nell'immaginario collettivo e per la critica internazionale, alla sua complessa e famosa collaborazione con Hitchcock, di cui però verrà considerata e con crescente rispetto l'ultima vera diva bionda e fascinosa, in apparenza algida e sfuggente, e anche per merito del rinnovato apprezzamento critico e televisivo dei suoi primi due celebri film. Fra le non molte pellicole apparse dopo il 1964 si ricordano soprattutto La contessa di Hong Kong (1967) diretto da Charlie Chaplin, quando l'attrice era ancora formalmente sotto contratto con la Universal, ma in un ruolo non da protagonista accanto ai divi Marlon Brando e Sophia Loren, e Il grande ruggito (1981), una produzione indipendente e protrattasi per vari anni, diretta dal marito di allora Noel Marshall. Nel 1994 fu tra gli interpreti, ricoprendo però un ruolo differente dall'originale, in Gli uccelli II. Nella stagione televisiva 1990-1991 fu inserita nel cast della celebre soap opera Beautiful nel ruolo di Helen MacLaine. A partire dagli anni novanta, ormai lontana dai tempi del vincolante contratto con la Universal e dall'allure hitchcockiani e probabilmente in seguito anche al recente successo cinematografico della figlia, la Hedren viene nuovamente riscoperta dai registi e da allora ha particolarmente intensificato la sua discreta ed elegante presenza sugli schermi, compresi quelli televisivi, pur se piuttosto in avanti con gli anni e in ruoli prevalentemente secondari.

Divenuta nel tempo convinta animalista e ambientalista, la Hedren nel 1972 presso Acton, nel deserto della California, insieme ai suoi familiari ha fondato la riserva naturale denominata Shambala per la conoscenza e la protezione di animali feroci quali tigri, leoni e leopardi, tuttora diretta da un ente no profit appositamente costituito nel 1983. Sembra che per finanziare quel progetto l'attrice avesse inizialmente impegnato anche la costosa pelliccia di visone che indossava in varie scene del film Gli uccelli, regalatale dallo stesso Hitchcock.

Si è sposata tre volte: nella prima giovinezza, dal 1952 al 1961, con il manager pubblicitario Peter Griffith da cui nel 1957 ha avuto la sua unica figlia, l'attrice Melanie Griffith, poi dal 1964 al 1982 con il proprio agente personale Noel Marshall, e dal 1985 al 1995 con il produttore d'acciaio Luis Barrenecha.

La Hedren è diventata nonna di Alexander, per la prima volta, nel 1985 a 55 anni; in seguito è diventata nonna anche dell'attrice Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith e dell'attore Don Johnson, nonché di Stella, figlia dell'attore Antonio Banderas.

Nel 2016 ha pubblicato un libro di memorie, ancora inedito in Italia. Nel 2018, quasi novantenne, la Hedren è tornata a fare la modella televisiva apparendo nelle vesti di una chiromante in occasione della nuova campagna pubblicitaria di Gucci gioielli e orologi.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

 
Tippi Hedren nel trailer de Gli uccelli (1963)
 
Tippi Hedren in The Harrad Experiment (1973)
 
Tippi Hedren nel 1967

TelevisioneModifica

 
Tippi Hedren sul set de Gli uccelli II (1994)

DoppiaggioModifica

Doppiatrici italianeModifica

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Tippi Hedren è stata doppiata da:

NoteModifica

  1. ^ in una scena finale Tippi Hedren è doppiata da Serena Verdirosi

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