Leonello d'Este

Marchese di Ferrara e signore di Modena, Reggio Emilia, Polesine e Garfagnana
Leonello d'Este
Pisanello 015.jpg
Pisanello, Ritratto di Leonello d'Este, tempera su tavola (28 cm×19 cm), 1441 (Accademia Carrara, Bergamo)
Marchese di Ferrara, Modena e Reggio
Stemma
In carica 1441 –
1450
Predecessore Niccolò III
Successore Borso
Nascita Ferrara, 21 settembre 1407
Morte Voghiera, 1º ottobre 1450
Luogo di sepoltura Chiesa del Monastero del Corpus Domini, Ferrara
Dinastia Coat of arms of the House of Este (1239).svg Este
Padre Niccolò III d'Este
Madre Stella de' Tolomei
Coniugi Margherita Gonzaga
Maria d'Aragona
Figli Niccolò
Frnacesco (ill.)
Religione Cattolicesimo
Marchesato di Ferrara
Este
Coat of arms of the House of Este (1431).svg

Alberto V
Figli
Niccolò III
Figli
Leonello
Figli
Borso
Modifica

Leonello d'Este, o anche Lionello (Ferrara, 21 settembre 1407Voghiera, 1º ottobre 1450), fu marchese di Ferrara a partire dal 1441, inoltre signore di Modena, Reggio, Polesine e Garfagnana.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

Fu il secondo dei tre figli illegittimi che Niccolò III d'Este ebbe da Stella de' Tolomei. Venne formato militarmente sotto la guida del capitano di ventura Braccio da Montone e culturalmente sotto la guida dell'umanista Guarino Veronese.

Il padre rimase senza figli maschi legittimi poiché, non ne ebbe dalla morte della prima moglie Gigliola di Carrara, che morì nel 1416 e nel 1421 perse l'unico figlio maschio avuto dalla seconda moglie, Parisina Malatesta, Alberto Carlo. Nel 1425 inoltre furono giustiziati per adulterio Parisina e il fratello maggiore di Leonello, Ugo d'Este, che sarebbe stato destinato alla successione dal padre Nicolò III.

MatrimonioModifica

Nel 143] Leonello si sposò con Margherita Gonzaga e in virtù delle clausole contenute nel contratto di matrimonio, fu riconosciuto come figlio legittimo di Nicolò dal papa Eugenio IV e ne divenne ufficialmente il successore, nonostante la nascita dei fratellastri Ercole nel 1431, e Sigismondo nel 1432, figli della terza moglie del padre, Ricciarda di Saluzzo. Nel 1439 morì Margherita Gonzaga, un anno dopo aver dato alla luce il figlio Nicolò.

AscesaModifica

Nel 1441, alla morte del padre. il testamento lo confermò suo erede e successore. Dopo trattative non concluse con Bianca Maria Visconti, sposò in seconde nozze nel 1444 Maria d'Aragona, figlia illegittima del re di Napoli e Sicilia, Alfonso V, morta senza figli nel 1449.

Con il sostegno del vescovo, il beato Giovanni Tavelli da Tossignano, fece erigere l'ospedale di Sant'Anna, il primo ospedale della città, ancora esistente.

MorteModifica

 
Monastero del Corpus Domini, a Ferrara. Lapide nella sala del coro che ricorda la presenza dei resti mortali del marchese traslati in quel luogo dalla scomparsa chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Morì nel 1450 a soli quarantatré anni mentre si trovava nella delizia di Belriguardo e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli di Ferrara. In seguito alla distruzione di quell'edificio le sue spoglie vennero traslate, nel 1955, nel Monastero del Corpus Domini.[1]

DiscendenzaModifica

Dal matrimonio con Margherita Gonzaga nacque:

Ebbe anche un figlio naturale:

  • Francesco (1444-?)

Mecenatismo culturaleModifica

Leonello fu abile politico e uomo di cultura, mantenendo rapporti epistolari con molti studiosi del suo tempo. Leon Battista Alberti compose, su sua commissione, il "De re aedificatoria", dato alle stampe poco dopo la sua morte, e alla corte degli Este durante la sua signoria lavorarono importanti artisti italiani come Pisanello, Jacopo Bellini, Andrea Mantegna, Piero della Francesca, oltre al fiammingo Rogier van der Weyden. Il marchese ridiede slancio all'università degli Studi di Ferrara, fondata dal marchese Alberto V d'Este, che richiamò in città studenti da tutta Italia e da molte nationes d'Europa.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni
Alberto V d'Este Obizzo III d'Este  
 
Lippa Ariosti  
Niccolò III d'Este  
Isotta Albaresani Alberto Albaresani  
 
...  
Leonello d'Este  
Giovanni de' Tolomei ...  
 
...  
Stella de' Tolomei  
... ...  
 
...  
 

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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