Lerici

comune italiano
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Lerici
comune
Lerici – Stemma Lerici – Bandiera
Lerici – Veduta
Panorama di Lerici
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.svg La Spezia
Amministrazione
SindacoLeonardo Paoletti (lista civica di centro-destra "Per Lerici e i suoi borghi") dal 1-6-2015 (2º mandato dal 22-9-2020)
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°04′34.54″N 9°54′39.96″E / 44.076261°N 9.9111°E44.076261; 9.9111 (Lerici)
Altitudine10 m s.l.m.
Superficie16,01 km²
Abitanti9 457[1] (31-1-2022)
Densità590,69 ab./km²
FrazioniLa Serra, Muggiano, Pozzuolo, Pugliola, San Terenzo, Senato, Tellaro
Comuni confinantiAmeglia, Arcola, La Spezia, Sarzana
Altre informazioni
Cod. postale19032, 19036, 19030
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011016
Cod. catastaleE542
TargaSP
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 427 GG[3]
Nome abitantilericini
PatronoMadonna di Maralunga
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lerici
Lerici
Lerici – Mappa
Posizione del comune di Lerici nella provincia di La Spezia
Sito istituzionale

Lérici (Lerxi in ligure, Lerze nella variante locale[4]) è un comune italiano di 9 457 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisicaModifica

Il territorio di Lerici è situato nella riviera di Levante, sulla sponda orientale del golfo della Spezia. Sorge al centro di una piccola insenatura naturale, denominata Seno di Lerici e dominata da un promontorio su cui spicca l'imponente castello. Quasi di fronte al borgo capoluogo, oltre la località della Venere Azzurra, si trova l'abitato di San Terenzo.

Il comune fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara[5].

Origini del nomeModifica

Il nome odierno di Lerici deriva da Eryx che fu italianizzato in Erice, e si disse l'Ericee poi Lerici unendo il nome all'articolo. Ma Eryx è una correzione di Ilex, che fu il primo nome che ebbe quella terra, e così fu chiamata da tutti i primi annalisti, nome che corrisponde al volgare Elee o Lerici, preso da quella località, dalla circostanza che la collina su cui è costrutto il castello era, come lo è tuttora, popolata di codeste piante, fra le quali ve n'era forse qualcuna di grandezza straordinaria, da cui il luogo prese il nome di podium Ilycis. Inoltre, a maggior conferma di ciò, lo stemma del comune porta nel campo una pianta di leccio[6].

StoriaModifica

«Tra Lerice e Turbìa la più diserta,
la più rotta ruina è una scala,
verso di quella, agevole e aperta.»

(Dante Alighieri, vv. 49-51, C. III, Purgatorio, Divina Commedia)

«... contraque sedei fortisimus Eryx»

(Francesco Petrarca, Africa)

Le prime tracce del borgo di Lerici nella storia risalgono all'epoca etrusca, quando con tutta probabilità fu insediato un primo loro villaggio, intorno al VII secolo a.C.[7], dopo la fondazione della futura città romana di Luni[7].

 
Scorcio della marina e del castello di Lerici

Nel tempo la particolare posizione geografica fece di Lerici un porto naturale, prima per i Liguri[7], poi per i Romani[7].

Nel medioevo la sua baia servì come importante approdo e scalo commerciale degli Obertenghi.

Il borgo fu poi governato dai Vescovi-Conti di Luni[7] e confermato nel 1186 da Federico Barbarossa al vescovo Pietro e nuovamente confermato nel 1191 da Enrico VI al vescovo Rolando; successivamente fu dominio del signore lucchese Castruccio Castracani e della famiglia Malaspina[7].

Ma fu con la Repubblica di Genova che Lerici cominciò ad assumere un ruolo più importante. Dopo aver acquistato Porto Venere e averne fatto una base strategica per il controllo del golfo spezzino, Genova venne in possesso anche di Lerici, negoziando con i Signori di Vezzano e di Arcola, che erano i feudatari della località[8].

 
La frazione di San Terenzo e il locale castello

Nel 1152[8] a Porto Venere fu firmato l'atto con il quale Giulenzio, Butafara e Girardo per Arcola e Guido, Bellengerio, Alberto, Girardo ed Enrico per i da Vezzano cedettero quote “de monte Ylicis” per 29 e 10 lire alla Repubblica genovese.

L'insediamento di Genova in questa parte del golfo e le sue mire espansionistiche verso est si scontrarono con la famiglia dei Malaspina che nel 1174 furono sconfitti a Monleone di Cicagna[8] e costretti a sottoscrivere un patto con il quale erano obbligati, fra l'altro, a rinunciare a Lerici.

Negli anni successivi il borgo lericino vide accrescere la sua importanza. La sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni ne avevano fatto un luogo deputato a sede di trattative per porre fine alla guerra fra Genova e Pisa. Fu proprio qui, nel 1217, che fu stipulato un trattato di pace fra le due Repubbliche marinare.

Lo scontro navale all'isola del Giglio del 1241[7], risoltosi con la vittoria dei Pisani sulla flotta genovese, influì sul destino di Lerici. La Repubblica marinara di Pisa, infatti, occupò la baia e l'approdo, forse senza incontrare resistenza. I Pisani tentarono di conquistare anche il presidio di Porto Venere, ma furono respinti. Decisero di fortificare Lerici con un castello e di cingere di mura il sottostante abitato, che prese in nome di “borgo pisano”[7].

Il possesso pisano di Lerici non durò a lungo: dal 1241 al 1256, appena una quindicina d'anni, e finì con l'espugnazione genovese del castello.

Nel 1284 i Lericini contribuirono alla sconfitta di Pisa a opera dei Genovesi nella battaglia della Meloria, con 100 marinai e mezza dozzina di nocchieri e[7][8] Genova mise mano al potenziamento delle difese lericine, rafforzandone il castello e dopo qualche anno ricostruendo il borgo fortificato.

Per l'interramento dello scalo sarzanese di San Maurizio sul fiume Magra e in mancanza di un comodo collegamento terrestre con Genova, il borgo marinaro di Lerici andò acquistando importanza come scalo per le rotte dei pellegrini e delle merci dirette a ponente.

 
Lerici tra il 1890 e il 1900

Agli albori del XIV secolo il passaggio di Dante Alighieri, pur non storicamente documentato come nel caso di Sarzana e di Castelnuovo Magra, è sostenuto da molti studiosi in forza della potente citazione del Canto III del Purgatorio. Inoltre l'episodio della celebre memoria boccacciana della Epistola di frate Ilaro del Monastero del Corvo a Uguccione della Faggiuola, databile intorno al 1314 e relativa all'antico cenobio benedettino di Santa Croce del Corvo della vicina Bocca di Magra, vale senz'altro a incrementare le probabilità della prestigiosa frequentazione. L'idea è che Dante sia sia unito a Lerici alla delegazione cardinalizia mossa per nave alla volta della Francia in occasione del conclave a Carpentras (frequentazione da cui sarebbe nata l'Epistola XI ai Cardinali) e che da Carpentras Dante si si sia poi spinto fino a Parigi, come vuole ancora il Boccaccio, per verificare le sue conoscenze teologiche presso la Sorbona.

Anche Lerici fu teatro degli scontri che opposero nei primi decenni del XIV secolo i Ghibellini e i Guelfi, i quali per ben due volte distrussero il paese, senza riuscire a espugnare il castello. Conquistato dai Fieschi nel 1392[8], che lo consegnarono al duca d'Orlèans, il territorio ritornò in possesso di Genova (durante il dogato di Giorgio Adorno[8]) e, dal 24 maggio 1396, del Regno di Francia di Carlo VI[8].

Alla caduta del governo franco-genovese, nel 1411[8], le fortificazioni e il borgo furono venduti a Firenze[8].

L'anno successivo Genova riuscì nuovamente a entrare in possesso di Lerici, tenendola per quattordici anni, fino a quando non fu consegnata ad Alfonso V d'Aragona nel 1426[8].

Gli avvenimenti della seconda metà del Quattrocento videro succedersi diversi domini fino al definitivo passaggio a Genova nel 1479[8] che, in seguito, la elevò a sede di capitanato. Nei decenni successivi il castello, ampliato e consolidato da una pesante e spessa cortina esterna per renderlo invulnerabile alle artiglierie, divenne un caposaldo della Repubblica genovese.

Lorenzo de' Medici tentò inutilmente di conquistare Lerici nel 1484 in occasione della guerra per il possesso di Sarzana.

 
Panorama della frazione di Tellaro

La Repubblica genovese aveva ceduto la sovranità su Lerici alla Casa di San Giorgio nello stesso 1479. Poiché, però, l'amministrazione di questo, come degli altri possedimenti si era rivelata antieconomica, la Casa di San Giorgio restituì alla Repubblica tutti i territori che le rimanevano in sovranità, fra cui Lerici, nel 1562[9]. Nel XVI secolo Lerici e il suo castello furono particolarmente legati alla figura di Andrea Doria. Nel 1528 l'ammiraglio si rifugiò nel castello per sfuggire ai sicari di Francesco I che rifiutava di mantenere i suoi impegni. Più tardi, il 9 settembre, riunita una flotta di tredici galee, imbarcò le sue truppe alla Spezia da cui salpò per andare alla riconquista di Genova occupata dai francesi.

Alla fine del XVIII secolo, con la caduta della Repubblica di Genova e con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte Lerici entrò nella Repubblica Ligure dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lerici (o "Lerice", come appare nei documenti antichi) rientrò nel IV cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Lunigiana e dal 1803 centro principale del II cantone del Carpione nella Giurisdizione del Golfo di Venere. Infine, con tutta la regione ligure fu annessa all'Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 e venne inserita nel Dipartimento degli Appennini. Il 25 marzo 1814 Lerici fu conquistata dai britannici, al termine di una prolungata battaglia contro una guarnigione francese che aveva tentato di riconquistare il castello.[10]

Caduto Napoleone, dopo il Congresso di Vienna del 1814, nel 1815 Lerici fu inclusa nella provincia di Levante del Regno di Sardegna e quindi nel Regno d'Italia dal 1861.

Dal 1859 al 1927 il territorio era compreso nel II mandamento di Lerici del circondario di Levante che faceva parte della provincia di Genova prima e, con la sua istituzione nel 1923, della provincia della Spezia poi.
Al 1939 risale l'aggregazione a Lerici della frazione di Tellaro dopo il suo distacco dal territorio di Ameglia[11], mentre gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale risalgono al 1960 quando una zona territoriale di Lerici viene aggregata al comune di Ameglia[12].

SimboliModifica

«D'azzurro, all'albero di leccio al naturale, terrazzato sopra un monte di verde; con il capo abbassato di Genova, d'argento alla croce di rosso»

(Descrizione araldica dello stemma[13])

«Drappo di bianco…»

(Descrizione araldica del gonfalone[13])

Lo stemma è stato concesso con il regio decreto datato al 9 settembre del 1939[13] e il gonfalone con quello del 10 giugno 1940.[14] Il titolo di città è stato conferito tramite il decreto del presidente della Repubblica nº 1937 datato al 19 maggio del 1986[15].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di San Francesco d'Assisi e santuario di Nostra Signora di Maralunga nel capoluogo, riedificato nelle forme attuali tra il 1632 e il 1636[16].
  • Oratorio di San Rocco nel capoluogo, esistente dal XIII secolo e ampliato tra il 1523 e il 1524. Conserva diverse opere pittoriche e numerosi ex voto[16]. Il campanile è stato edificato nel XIV secolo e rimaneggiato nel corso del XVI secolo[16].
  • Oratorio di San Bernardino da Siena nel capoluogo, edificato in un periodo antecedente al 1498[16] a fianco della parrocchiale di San Francesco d'Assisi.
  • Ex chiesa di Santa Maria Annunziata presso il promontorio di Maralunga. Edificata nel 1410 e ampliata nel 1420 con la costruzione di un annesso monastero dei frati agostiniani. Dopo la soppressione dell'ordine religioso nel 1799 per le nuove disposizione napoleoniche, il sito venne sconsacrato e chiuso al culto. Dopo un lungo abbandono, soltanto nel 1890 l'intera struttura venne completamente distrutta per far posto alla successiva batteria militare[16].
  • Ex chiesa della Concezione dei Cappuccini nel capoluogo. Edificata nei primi anni del XVII secolo e alla quale fu poi aggiunto un convento dei frati, il sito religioso venne chiuso e sconsacrato dopo l'abbandono dell'ordine da Lerici (1868). La chiesa fu poi convertita in teatro e il convento nell'odierna sede del municipio[16].
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella frazione de La Serra. Al suo interno conserva un dipinto, del Seicento, raffigurante il santo titolare della chiesa e della parrocchia[16].
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo nella frazione di Pozzuolo. Una primitiva cappella, intitolata a san Giovanni Battista, fu edificata nel piccolo borgo nel corso del Cinquecento. Con la creazione della nuova comunità parrocchiale la chiesa verrà intitolata all'apostolo Pietro[16].
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Nicolò e Lucia nella frazione di Pugliola. Ricordata e citata anticamente con la denominazione di "Santa Lucia de Illice", nome che conservò fino al Quattrocento, già nel 1298 è testimoniata la sua affiliazione con la pieve di San Michele Arcangelo di Trebiano. La chiesa, in stile barocco con l'attiguo campanile romanico, conserva diversi dipinti tra cui uno attribuito a Domenico Fiasella[16].
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di San Terenzo, del XVII secolo e rifatta negli anni venti del XX secolo[17].
  • Chiesa di San Giorgio nella frazione di Tellaro, del XVI secolo[18].
  • Chiesa parrocchiale della Stella Maris nella frazione di Tellaro, edificata nel 1942. Conserva il fonte battesimale barocco e la statua di San Rocco, in precedenza custodite nella piccola chiesa di San Giorgio.
  • Oratorio di Santa Maria di Selaa nella frazione di Tellaro.

Architetture civiliModifica

 
Villa Magni sulla spiaggia di San Terenzo, Ultima dimora del poeta romantico inglese P. B.Shelley.
  • Villa Marigola, del XVIII secolo[19] e realizzata dai marchesi Ollandini, presso il promontorio tra il comune lericino e il borgo marinaro di San Terenzo. Dal 1979 il complesso settecentesco, circondato da due giardini all'inglese e all'italiana, è di proprietà della Cassa di Risparmio della Spezia che ne ha fatto sede di conferenze e congressi[19].
  • Villa Magni sul litorale di San Terenzo, ai piedi del promontorio di Marigola con la villa omonima. Il suo primo impianto risalirebbe al XVI secolo quale monastero dei padri Barnabiti. La villa fu l'ultima dimora (settembre del 1822) del poeta inglese Percy Bysshe Shelley.
  • Villa Rezzola, nella frazione di Pugliola, oggi bene del FAI, antica dimora nobiliare, famosa per il suo giardino terrazzato.
  • Palazzo municipale, edificio del 1933 progettato dall'architetto Manlio Costa.

Architetture militariModifica

  • Castello di Lerici. Il castello fu costruito a partire dal 1152 e subì numerose trasformazioni a opera delle repubbliche marinare di Genova e Pisa che se ne contendevano la proprietà a causa della sua posizione strategica. Fra il 1400 e il 1600 venne utilizzato come vedetta contro l’arrivo di razziatori turchi. Nel 1555 il castello cominciò ad assumere l'aspetto attuale, quando, per volere dell'Offizio di San Giorgio, vennero ultimati i lavori e, per suggellare l'evento, venne esposta una lapide ancora oggi visibile sul portale d'ingresso. Il castello era sede fino al 2015 del museo geopaleontologico di Lerici.

Aree naturaliModifica

  • Sotto la frazione di Serra è la località Verazzano, di origine romana riconducibile alla gente dei Veratii; nel medioevo la località è più volte citata nel Codice Pelavicino. Il toponimo, non avendo altri corrispondenti e in mancanza di documentazioni certe, viene citato come luogo di origine della famiglia da cui nacque il navigatore Giovanni da Verazzano.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[20]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti a Lerici sono 660[21], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[22]:

Qualità della vitaModifica

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera blu per la qualità delle sue spiagge nel 2021.

CulturaModifica

MuseiModifica

  • Museo geopaleontologico del castello di Lerici. Il museo, aperto al pubblico tra il 1998 e il 2015, trae origine dalla scoperta nel territorio di Lerici di orme di dinosauri e altri rettili, risalenti a circa 220 milioni di anni fa, da parte di Ilario Sirigu, appassionato studioso dilettante prematuramente scomparso: sulla spinta di questo rinvenimento, il museo di Lerici riprende una tradizione di studi geopaleontologici iniziata nel XIX secolo, quando lo spezzino Giovanni Capellini, uno dei fondatori della moderna geologia in Italia, proprio nei promontori del Golfo avviava le sue prime ricerche.

CucinaModifica

Tra i prodotti tipici e piatti della cucina locale la zuppa di datteri alla Lericina.

EventiModifica

 
L'armo lericino, ultimo all'81° Palio del golfo.
  • Il Comune di Lerici ha cinque delle tredici borgate che partecipano al Palio del golfo: Muggiano, San Terenzo, Venere Azzurra, Lerici, Tellaro.
  • A Lerici si svolge l'evento annuale Lerici legge il mare.
  • A Lerici si svolge dal 1954 il premio di poesia Premio Lerici Pea Golfo dei Poeti.
  • A Lerici si svolge una parte del Mondomare Festival[23], una rassegna di incontri che si tengono in tutta la Liguria con personaggi illustri sul tema del mare.
  • LeriCinema è il contenitore di tre importanti manifestazioni legate al cinema:
    • Golfo dei Poeti Film Festival, concorso internazionale cortometraggi che si svolge la terza settimana di agosto[24];
    • Tellaro Film Festival![25] che si svolge la seconda settimana di luglio;
    • Agave di cristallo, premio legato ai dialoghi dei film;
  • Premio letterario-scientifico "Castello di Lerici", premio per il miglior libro a divulgazione scientifica dell'anno;
  • Una voce poco fa, manifestazione realizzata per rendere omaggio a personalità del cinema scomparse;
  • Premio Lerici città di pace e di poesia, viene attribuito a poeti che si sono distinti con la loro opera verso la pace.

Lerici e il romanticismo ingleseModifica

 
Gli appunti di Viaggio di Virginia Woolf
 
I versi dedicati a San Terenzo da D.H.Lawrence

La storia di Lerici e del Golfo della Spezia è altresì legata a tre tra i massimi letterati del romanticismo inglese: Percy Bysshe Shelley, Mary Godwin Wollstonecraft Shelley e George Gordon Byron. Nel 1822 gli Shelley presero dimora a villa Magni, una piccola casa con archi sulla spiaggia del borgo di pescatori di San Terenzo che condividevano con i Williams, Edward e Jane e la sorella di Mary, Claire Clairmont. Gli Shelley cercavano una casa dove trascorrere il periodo estivo e la scelta cadde su l'unica casa disponibile nel golfo spezzino. Villa Magni e Lerici, proprio grazie alla presenza degli Shelley, divennero in breve un punto di richiamo per la vivace colonia di letterati ed esuli inglesi. The Corsairs Crew[26] che aveva preso dimora a Pisa tra il 1820 e il 1822. Mary Shelley, l'autrice di Frankenstein o il moderno Prometeo, non amava villa Magni, non solo per la difficoltà di gestire una casa in condivisione con i Williams e per la difficoltà di recuperare provviste dai villaggi vicini, ma soprattutto per lo stato di profonda depressione che l'aveva colpita dopo una serie di gravidanze interrotte. Percy Bysshe Shelley era al contrario, entusiasta di Lerici e nel maggio del 1822 si fece costruire una goletta a doppio albero, la Don Juan (nominata così per espresso volere di Byron, ma poi ribattezzata Ariel) con cui era solito esplorare le calette e le isole di Tino e Palmaria. Fu proprio a Lerici che Shelley compose The Triumph of Life, To Jane e Lines written in the Bay of Lerici.

Della permanenza di Lord George Gordon Byron nel golfo dei Poeti, non vi sono evidenze certe. Di certo fece visita agli amici Shelley a bordo della sua goletta Bolivar, preannunciando il suo arrivo nella baia di Lerici con sei colpi di cannone. Il 1 luglio 1822, P.B. Shelley e il suo coinquilino Edward William partirono dalla spiaggia di San Terenzo a bordo dell'Ariel, per raggiungere a Livorno l'editore e amico Leigh Hunt appena giunto dall'Inghilterra e ospite di Lord Byron a villa Rossa. Shelley si trattenne qualche giorno in compagnia degli amici per progettare la nascita di un nuovo giornale letterario The Liberal. M. Shelley e Williams ripartirono da Livorno il giorno 8 luglio, ma non fecero mai ritorno a villa Magni. Il destino li travolse fatalmente in mare forse a causa di una tempesta; i loro corpi furono recuperati solo il 16 luglio 1822 sul litorale di Viareggio.

Mary Shelley, che aveva appena 25 anni, lasciò Lerici in compagnia di suo figlio, sei mesi dopo la scomparsa del marito.

Lerici e l'omaggio di artisti e letteratiModifica

Il tragico destino di P.B. Shelley e le vicende tumultuose dei giovani romantici che soggiornarono a Lerici, hanno da sempre esercitato un forte richiamo su scrittori e poeti. Tra i nomi di spicco si segnalano Charles Dickens, George Sand, David Herbert Lawrence, Henry James (Ore italiane (1909, trad. it. Garzanti) Gabriele D'Annunzio e Virginia Woolf.

Virginia Woolf giunse a Lerici[27]nel 1933 sulle orme di Mary Shelley[28] di cui ammirava la scrittura e la forza espressiva. Prese alloggio in una piccola pensione a San Terenzo, (l'allora pensione Europa) proprio a due passi da villa Magni riportando immagini e impressioni nel suo[29] diario.[30]

David Herbet Lawrence, insieme alla sua compagna Frida, soggiornò a Lerici, nella Casa Rossa di Fiascherino vicino alla spiaggia dal 1913 al 1914.[31]

Geografia antropicaModifica

 
Il borgo marinaro di Tellaro

Oltre al capoluogo fanno parte del territorio comunale le sette frazioni di La Serra, Muggiano, Pozzuolo, Pugliola, San Terenzo, Senato e Tellaro per un totale di 16,01 km2[15]; ne fanno altresì parte le località di Bagnola, Barcola, Falconara, Fiascherino, Le Figarole, Maralunga, Monti-San Lorenzo, Pianelloni, Tre Strade, Venere Azzurra, Solaro, Rocchetta e Zanego.

Confina a nord con i comuni della Spezia e Arcola, a sud è bagnato dal mar Ligure, a ovest con La Spezia e a est con Sarzana e Ameglia.

EconomiaModifica

L'economia lericina si basa soprattutto sul turismo, favorito sia dalla bellezza naturale del territorio, sia dalla presenza di litorale balneare accessibile a tutti, sia per la bellezza dei luoghi di interesse. Parte del suo territorio è compreso nel Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara, istituito per tutelare il paesaggio, la flora e la fauna, e nel quale si trovano anche i cavanei, costruzioni in pietra con copertura a volta, di epoca imprecisata, riscontrabili solo in un'altra zona della Liguria. Tali costruzioni non sono ancora tutelate.

Il territorio è dotato di un importante servizio ricettivo, costituito da un buon numero alberghi e di bed and breakfast, che garantiscono il pernottamento di molti turisti e dalla presenza di un porticciolo turistico che garantisce l'ormeggio di imbarcazioni da diporto.

Oltre al turismo sul territorio è sviluppata l'olivicoltura e la viticoltura.

La sua frazione Tellaro è associata al circuito dei borghi più belli d'Italia.[32].

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Uno scorcio del centro storico

StradeModifica

Il territorio di Lerici è interessato dalla strada provinciale 28 e dalla strada statale 331 di Lerici; quest'ultima gli permette il collegamento stradale con La Spezia, a ovest, e Romito Magra nel comune di Arcola.

Mobilità urbanaModifica

I trasporti interurbani di Lerici vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società di trasporto ATC.

Al termine della prima guerra mondiale iniziarono i lavori di costruzione del prolungamento della rete tranviaria della Spezia, che nelle intenzioni dei progettisti avrebbe dovuto raggiungere Sarzana e Carrara ma che tuttavia, anche in conseguenza della crisi economica sopraggiunta, non venne portato a compimento; fra le opere realizzate figura la galleria degli Scoglietti, poi riconvertita al solo traffico automobilistico, lungo la nuova strada allora in costruzione. I lavori di costruzione di quest'ultima vennero interrotti nel 1922 a causa del fallimento della Banca Italiana di Sconto e la stessa società tranviaria finì in crisi, dovendo chiudere l'esercizio per ben 42 giorni[33].

AmministrazioneModifica

 
Il palazzo del Municipio, opera dell'architetto Manlio Costa (1933).
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1945 Tommaso Lupi Partito Comunista Italiano Sindaco
1945 1946 Renzo Benedetti Sindaco
1946 1951 Armando Isoppo Partito Comunista Italiano Sindaco
1951 1956 Armando Isoppo Partito Comunista Italiano Sindaco
1956 1959 Armando Isoppo Partito Comunista Italiano Sindaco
1959 1962 Ezio Pontremoli Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1962 1967 Ezio Pontremoli Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1967 1969 Mario Macellaio Sindaco
1969 1969 Pietro Di Sibio Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1969 1972 Giovanni Tincani Sindaco
1972 1978 Giovanni Tincani Sindaco
1978 1980 Guglielmo Salsi Sindaco
6 agosto 1988 2 ottobre 1990 Ignazio Ferrari Partito Socialista Italiano Sindaco [34]
12 ottobre 1990 18 febbraio 1992 Settimo Scatena Partito Democratico della Sinistra Sindaco [34]
23 aprile 1992 30 ottobre 1992 Mario Rosario Ruffo Comm. straord.
27 novembre 1992 17 novembre 1997 Giorgio Tedoldi Federazione dei Verdi Sindaco
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Giorgio Tedoldi lista civica di centro-sinistra Sindaco
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Emanuele Fresco lista civica di centro-sinistra Sindaco
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Emanuele Fresco Golfo dei Poeti
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco
7 maggio 2012 17 febbraio 2015 Marco Caluri Golfo dei Poeti
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco [35]
17 febbraio 2015 1º giugno 2015 Grazia La Fauci Comm. straord.
1º giugno 2015 22 settembre 2020 Leonardo Paoletti Per Lerici e i suoi borghi
(lista civica di centro-destra)
Sindaco
22 settembre 2020 in carica Leonardo Paoletti Per Lerici e i suoi borghi
(lista civica di centro-destra)
Sindaco

GemellaggiModifica

Lerici è gemellata con:

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dal sito del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra
  6. ^ U.Mazzini, Storia del Golfo di Spezia, Accademia Lunense, La Spezia, 1981
  7. ^ a b c d e f g h i Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia, su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 2 marzo 2022 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2013).
  8. ^ a b c d e f g h i j k Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 26 novembre 2011.
  9. ^ sito La Casa di San Giorgio, su lacasadisangiorgio.it. URL consultato l'11 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2017).
  10. ^ La battaglia del golfo (PDF), in La Gazzetta della Spezia, n. 4, La Spezia, marzo 2014, pp. 19-31. URL consultato il 24 dicembre 2021.
  11. ^ Regio decreto 9 novembre 1939, n. 1791
  12. ^ Decreto del presidente della Repubblica 23 febbraio 1960, n. 356
  13. ^ a b c Città di Lerici – (SP), su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  14. ^ Lerici, RD 1940-06-10, concessione di gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 21 febbraio 2021.
  15. ^ a b Statuto comunale di Lerici (PDF), su comune.lerici.sp.it. URL consultato il 31 maggio 2020.
  16. ^ a b c d e f g h i Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia, su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 2 marzo 2022 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2013).
  17. ^ Fonte dal sito Terre di Lunigiana.com, su terredilunigiana.com. URL consultato il 29 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2012).
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  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su demo.istat.it. URL consultato il 26 settembre 2021.
  22. ^ Dati superiori alle 20 unità
  23. ^ Approfondimenti sul sito "Mondomare Festival" Archiviato il 29 giugno 2007 in Internet Archive.
  24. ^ Golfo dei Poeti Film Festival
  25. ^ Approfondimenti sul sito "Tellaro Film Festival" Archiviato il 21 ottobre 2017 in Internet Archive.
  26. ^ Mary Wollstonecraft Shelley [Godwin], The Journals of Mary Shelley, 1814–1844, Vol. 2: 1822–1844, Oxford University Press, 1º gennaio 1817, ISBN 978-0-19-812674-4. URL consultato il 12 giugno 2021.
  27. ^ Lerici is hot and blue. And it does the bay. The brimming sea and the green sailing ship and the island and the sparkling fading red and yellow night lamps to perfection. Lerici è calda e azzurra. Dà il tocco della perfezione al golfo, al mare calmo e ai verdi velieri e alle isole e ai lumi notturni rossi e gialli che scintillano e svaniscono, Woolf V. The diary of Virginia Woolf, Volume Four 1931-1935 Harcourt,Brace, Jovanovich, NY 1980
  28. ^ "Shelley’s house waiting by the sea, and Shelley not coming, and Mary and Mrs. Williams watching from the balcony and then Trelawney coming from Pisa and burning the body on the shore — that’s in my mind."
  29. ^ Leonard Woolf, Virginia Woolf, Palgrave Macmillan UK, 1995, pp. 147–151, ISBN 978-0-333-62921-5. URL consultato il 12 giugno 2021.
  30. ^ Qui sono io, seduta accanto a una finestra aperta, su un balcone, […] ma come descrivere le colline, le alte case, rosa, gialle, bianche, e un mare vero, e non immaginario, d’un color viola scuro, senza onde rollanti […]
  31. ^ È un meraviglioso mattino, con un grande, piatto, massiccio mare blu e strane vele lontane, con una profonda luminosità di perla e San Terenzo, tutto scintillante di rosa sulla spiaggia. È così bello che fa quasi male. "It is a wonderful morning with a great, level, massive blue sea, and strange sails far go out, deep in a pearl glow, and San Terenzo all glittering pink on the shote. It is so beautiful, it almost hurts Letter to Henry Savage 1913 in Lawrence D.H., Selected Letters -Penguin Books Middlesex, London 1976
  32. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  33. ^ Piero Galantini, Mario Lazzeretti, I servizi di trasporto urbano della Spezia dal 1902 al 1953, Arte della stampa, la Spezia, 20 novembre 1953, p. 27.
  34. ^ a b Si dimette dalla carica amministrativa
  35. ^ Dopo la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco presentata da dieci consiglieri su sedici, la giunta cade per la mancanza del numero legale
  36. ^ Fonte dal sito del Comune di Lerici Archiviato il 5 maggio 2009 in Internet Archive.

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