Regionalismo veneto

movimenti politici e culturali legati alla regione Veneto
(Reindirizzamento da Liga Fronte Veneto)
Bandiera della Serenissima, nella versione maggiormente utilizzata dai vari movimenti

Per regionalismo veneto, noto anche come venetismo,[1][2][3][4][5] si intende l'insieme di associazioni, partiti e persone che sostengono l'autonomia o l'indipendenza del Veneto.

Fra questi vengono genericamente ricompresi i movimenti che richiedono maggior autonomia, quelli che auspicano l'indipendenza del Veneto o dei territori dell'antica Repubblica di Venezia e quelli che, più semplicemente, promuovono la riscoperta della cultura e della lingua veneta. Il giornalista Paolo Possamai ha definito tali movimenti coniando il termine "venetismo", intendendo "la tensione del Veneto e dei veneti verso il riconoscimento della loro identità e autonomia".[6]

Alcuni regionalisti considerano i "veneti" come una "nazionalità" distinta da quella Italiana. Le posizioni più radicali contestano anche presunte irregolarità nel risultato del plebiscito del 1866 con cui le province venete (che all'epoca includevano anche parte del Friuli) approvarono l'annessione al Regno d'Italia[7][8][9][10] o la validità del referendum del 1946 che sancì la nascita della Repubblica Italiana[11].

Cenni storici e idelogiaModifica

Tra le due guerre mondialiModifica

I precursori dei movimenti regionalisti risalgono al periodo successivo la prima guerra mondiale, e si collocano politicamente sia a destra che a sinistra. Nel 1920 un giornale veneto socialista e repubblicano, La riscossa, si sbilanciò a favore di un “governatorato unito ed elettivo con organi tecnici e amministrativi autonomi e competenti” pensando a un'alternativa al "governo politico centrale".[12] Guido Bergamo, deputato repubblicano eletto in Veneto, scrisse che "il «problema veneto» è così cocente che da oggi noi sosterremo la ribellione dei veneti. Cittadini, non paghiamo le tasse, non riconosciamo il governo centrale a Roma, scacciamo i prefetti, tratteniamo i soldi delle tasse in Veneto!"[13] Poco dopo Italico Corradino Cappellotto, membro della Camera dei Deputati per il Partito Popolare Italiano, lanciò il primo partito regionalista per le successive elezioni del 1921: leone di san Marco ottenne il 6,1% dei voti nella provincia di Treviso.[14][15]

Il territorio che comprende le attuali regioni Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, viene conosciuto anche col nome di Tre Venezie o Triveneto: Venezia Euganea (l'odierno Veneto, insieme a larghe parti del Friuli), Venezia Giulia (la parte levantina dell'odierno Friuli-Venezia Giulia e Venezia Tridentina.[16] In base alla Costituzione della Repubblica Italiana adottata nel 1948, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Friuli-Venezia Giulia hanno ottenuto lo status di Regione a statuto speciale e i relativi privilegi, specialmente relativi all'autonomia fiscale, scolastica, sanitaria e delle tutela del territorio; da qui le proposte di alcuni gruppi di persone di unificare il Veneto con le altre due regioni citate o di dotare anche il Veneto di uno statuto speciale.

Dal dopoguerra alla nascita della Liga VenetaModifica

 
Il cosiddetto "Tanko" usato dai serenissimi per l'assalto al campanile di san Marco nel 1997

Le idee venetiste hanno conosciuto un nuovo sviluppo negli anni sessanta, quando il Movimento Autonomo Regionalista Veneto (MARV) condusse una campagna a favore dell'istituzione delle Regioni, secondo i dettami della Costituzione che furono poi messi in pratica nel 1970.[15][17] Il forte sviluppo economico del Veneto avvenuto a partire dagli anni settanta, basato soprattutto sulle piccole e medie industrie, favorì lo sviluppo di correnti di pensiero politico in cui venivano messi in contrapposizione gli aiuti statali per lo sviluppo del Mezzogiorno con il carico fiscale e la burocrazia richieste da parte del governo nazionale. Queste posizioni, unite alle rivendicazioni linguistiche e storiche, hanno costituito le basi per la formazione della Liga Veneta,[16] che tenne il suo primo congresso nel dicembre 1979[14] e venne fondata ufficialmente nel gennaio 1980.

Sulla scia della Liga Veneta sorsero tutta una serie di associazioni e movimenti, alcuni ispirati dallo statuto regionale[18] che riconosce l'esistenza di un "popolo veneto", e il suo diritto all'auto governo, altri invece basati sulla continuità con la storia della Repubblica di Venezia. Alcuni di questi mirano a promuovere principalmente la lingua veneta e la sua salvaguardie ufficiale, altri chiedono maggiore autonomia regionale, altri ancora sono apertamente indipendentisti o secessionisti e rivendicano una sovranità originaria di tutto il Veneto storico corrispondente alle odierne regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia.[19]

Referendum consultivo e ultime elezioni regionaliModifica

Il 12 giugno 2014 il Consiglio Regionale veneto ha approvato a larga maggioranza la proposta di legge per l'indizione di un referendum consultivo sull'indipendenza[20], divenuta legge regionale n. 16/2014 e pubblicata in data 24 giugno 2014 sul BUR n° 62 del Veneto[21]. Il 28 luglio 2014 la Giunta Regionale, in ossequio a tale legge, ha approvato la delibera n°1331/2014[22][23][24] che ha normato le modalità di voto del referendum. Il 24 giugno 2015 la Corte Costituzionale Italiana ha dichiarato inammissibile tale referendum, in quanto contrario al principio costituzionale dell'unità della repubblica, ritenendo invece ammissibile la proposta di un secondo referendum regionale, calendarizzato per domenica 22 ottobre 2017, per richiedere maggiore autonomia in settori specifici tra i quali istruzione, ambiente, beni culturali e giustizia di pace[25]. Il referendum consultivo del 22 ottobre, spesso criticato per la scarsa rilevanza politica e per i costi sostenuti per la sua organizzazione,[26][27] è stato caratterizzato da un'affluenza del 57,2% e una vittoria dei favorevoli all'autonomia con il 98,1%. In seguito alla consultazione, vi è la possibilità di avviare trattative tra il governo e la regione in merito all'eventuale trasferimento dallo Stato all'ente regionale di ventitre competenze specifiche.[28][29][30]

Alle elezioni regionali in Veneto del 2015 i partiti e le liste riconducibili al regionalismo veneto hanno superato il 50% dei voti. In particolare, la Liga Veneta – Lega Nord, la lista "Zaia Presidente" (composta prevalentemente da membri dal partito precedentemente menzionato), la "Lista Tosi per il Veneto", "Indipendenza Noi Veneto con Zaia" e "Indipendenza Veneta" hanno ottenuto rispettivamente il 17,8%, il 23,1%, il 5,7%, il 2,7% e il 2,5% dei voti.

Partiti politiciModifica

I primi partiti regionalisti organizzati presero il via dopo l'istituzione della regione Veneto e l'elezione diretta del consiglio regionale nel 1970.

Fra i partiti politici regionalisti, quello storicamente e numericamente più rappresentativo è la Liga Veneta, costituita nel 1979 e dal 1991 membro fondatore e "sezione nazionale veneta" della Lega Nord, che ottenne su base regionale quasi il 30% dei voti nelle elezioni politiche italiane del 1996. Altri partiti minori, come Liga Veneta Repubblica, Indipendenza Veneta, Progetto Nordest o Union del Popolo Vèneto, hanno ottenuto consensi largamente inferiori, superando difficilmente il 5% dei voti a livello regionale.

Liga VenetaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Liga Veneta.

Liga Veneta RepubblicaModifica

Nel settembre del 1998 gli organi elettivi della Lega Nord-Liga Veneta vennero commissariati ed il segretario nazionale Fabrizio Comencini fu destituito. Comencini era da tempo in rotta con Umberto Bossi, al quale contestava lo squilibrio tra lombardi e veneti all'interno del partito, e una strategia politica fallimentare, che prevedeva la messa da parte delle iniziative secessioniste più esplicite e accenni di collaborazione con l'UDR di Francesco Cossiga (di cui il massimo esponente in Veneto era l'ex ministro democristiano Carlo Bernini) mentre Comencini avrebbe preferito collaborare col presidente della Giunta regionale Giancarlo Galan. Il Consiglio nazionale della Liga Veneta stilò allora un documento in cui rivendicava libertà d'azione, sottoscritto da molti militanti e dirigenti tra cui Comencini, ma non accettato dai vertici della Lega Nord. Si arrivò così, il 4 ottobre 1998, alla nascita della Liga Veneta Repubblica (LVR), di cui fu eletto segretario Comencini e presidente il consigliere regionale Mariangelo Foggiato. Al nuovo movimento aderirono tutti i consiglieri regionali tranne uno e alcuni parlamentari, tra cui i senatori Antonio Serena e Donato Manfroi.[31]

Nel 1999 il partito aderì all'Alleanza Libera Europea ed assunse la denominazione di Veneti d'Europa, mentre nel 2001 cambiò il nome in Liga Fronte Veneto. Il partito ha ripreso a chiamarsi Liga Veneta Repubblica nel 2007. L'obiettivo della LVR è l'autonomia/indipendenza del popolo veneto, il quale - sostiene - attraverso lo strumento dell'autodeterminazione, intenderebbe disporre pienamente della propria originaria sovranità statuale, attraverso metodi democratici, non violenti ed elettorali, in conformità alle norme del diritto internazionale.

Alle elezioni europee del 1999 la Liga Veneta Repubblica si presentò assieme ad altri movimenti autonomisti dell'Italia nordorientale, tra cui l'Union für Südtirol e "Friûl", ottenendo il 3,5% in Veneto, ma nessun eletto; ebbe però un certo numero di consiglieri comunali e alcuni sindaci.[31] Alle regionali del 2000 la lista "Veneti d'Europa" candidò Comencini alla carica di presidente della regione, ottenendo però il 2,46% dei voti e non riuscendo a confermare i consiglieri uscenti. In nessuna delle successive elezioni il partito riuscì ad avere rappresentanti eletti: sia alle elezioni politiche di maggio 2001 (malgrado l'alleanza con i Veneti d'Europa e il Fronte Marco Polo), che alle elezioni europee del 2004 (con una lista comune con la Lega per l'Autonomia - Alleanza Lombarda - Lega Pensionati), alle elezioni regionali del 2005 (appoggiando il candidato del centrosinistra Massimo Carraro) o alle elezioni amministrative del 2009. Nel marzo 2014 la Liga Veneta Repubblica, si unì alla coalizione Uniti per il Veneto Indipendente (poi Noi Veneto Indipendente)[32] allo scopo di rendere possibile la celebrazione di un referendum per l'indipendenza della regione nel contesto del diritto internazionale[33]. Alle elezioni regionali del 2015 si presentò come "Indipendenza Noi Veneto con Zaia", a supporto del presidente uscente Luca Zaia; per questa lista fu eletto in consiglio Antonio Guadagnini appartenente però a Veneto Stato.[34]

Dal 2018 la Liga Veneta Repubblica, dopo la parentesi nel cartello elettorale Noi Veneto Indipendente, torna all'attività politica come movimento indipendente. Nel 2019 il movimento si ripresenta con una propria lista alle amministrative comunali di Negrar di Valpolicella, ottenendo l'1,25% dei voti.[35]

NoteModifica

  1. ^ https://www.sisp.it/files/papers/2014/mattia-zulianello-1980.pdf
  2. ^ https://www.limesonline.com/cartaceo/benvenuti-nel-veneto-texas-ditalia?prv=true
  3. ^ https://books.google.it/books?id=SYfVDwAAQBAJ&pg=PA62&lpg=PA62&dq=venetismo&source=bl&ots=DMUc3rLHyT&sig=ACfU3U2915zrJT6Btq9haved1pPhiLAx6w&hl=en&sa=X&ved=2ahUKEwiqq5jA773pAhUGTsAKHWuxDDg4FBDoATAEegQIChAB#v=onepage&q=venetismo&f=false
  4. ^ https://www.rivistaetnie.com/ettore-beggiato-venetismo
  5. ^ https://monestier-padova.blogautore.repubblica.it/2011/03/10/meglio-venetisti-o-leghisti
  6. ^ Jori, p. 98
  7. ^ Ettore Beggiato, 1866: la grande truffa, Editrice Universitaria, Padova 1998
  8. ^ Giampaolo Borsetto, Venezia 1866: el grande inbrogio. El plebisito de l'anexion a l'Italia, Raixe Venete, Treviso 2006
  9. ^ Luigi Zanon, 1866: anno della vergogna italiana. 19 ottobre 1866: giorno di lutto per le genti venete Archiviato il 15 luglio 2011 in Internet Archive., 2000
  10. ^ L'Italia è occupante abusivo del Lombardo-Veneto | L'opinione di Loris Palmerini, Palmerini.net. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  11. ^ Loris Palmerini, La Repubblica mai nata.
  12. ^ Corriere del Veneto, 20 dicembre 2009, p. 21
  13. ^ Jori, p. 41.
  14. ^ a b Jori, pp. 35, 41.
  15. ^ a b Ezio Toffano, Short History of the Venetian Autonomism Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive., Raixe Venete
  16. ^ a b James Minahan, Encyclopedia of Stateless Nations, Greenwood, Westport (Connecticut) 2002
  17. ^ Jori, p. 35.
  18. ^ Statuto della Regione Veneto Archiviato il 21 luglio 2011 in Internet Archive.
  19. ^ Giovanni Collot, BENVENUTI NEL VENETO, TEXAS D’ITALIA, su Limes, 10 maggio 2017. URL consultato il 14 maggio 2020.
  20. ^ Indipendenza del Veneto, via libera del consiglio regionale al referendum
  21. ^ LEGGE REGIONALE n. 16 del 19 giugno 2014, in BUR, n. 62, Regione Veneto, 2014.
  22. ^ Regione Veneto, Pagina 1 (PNG), su venetosi.org.
  23. ^ Regione Veneto, Pagina 2 (PNG), su venetosi.org.
  24. ^ Regione Veneto, Pagina 3 (PNG), su venetosi.org.
  25. ^ Veneto indipendente, la Consulta boccia il referendum consultivo, Il Gazzettino, 25 giugno 2015. URL consultato il 25 settembre 2015.
  26. ^ Referendum autonomia, esposto M5S. “Spreco inutile”, su Vicenzareport - Notizie, Cronaca, Cultura, Sport di Vicenza e provincia, 28 luglio 2017. URL consultato il 14 maggio 2020.
  27. ^ Vvox, Referendum autonomia, Tosi: «Spreco da 14 milioni», su Vvox, 8 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2020.
  28. ^ Referendum consultivo, su referendum2017.consiglioveneto.it. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  29. ^ Referendum in Lombardia e Veneto, via alle trattative con il governo. Che cosa succede adesso, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  30. ^ Dino Martirano e Cesare Zapperi, Lombardia e Veneto, la trattativa per l’autonomia, in Corriere della Sera. URL consultato l'8 gennaio 2018.
  31. ^ a b Ezio Toffano, Breve storia dell'autonomismo veneto, in Copia archiviata, su raixevenete.net. URL consultato l'11 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  32. ^ Chi siamo, su noivenetoindipendente.org. URL consultato il 1º maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2017).
  33. ^ Autonomie: Movimenti presentano 'Uniti per il Veneto Indipendente', in Libero, 5 marzo 2014. URL consultato il 19 giugno 2016.
  34. ^ Gli eletti nel nuovo Consiglio Regionale (PDF), su elezioni2015.consiglioveneto.it. URL consultato il 19 giugno 2016.
  35. ^ Elezioni 2019 - Risultati Comunali: Negrar, su Corriere.it, 10 giugno 2019. URL consultato l'8 gennaio 2020.

BibliografiaModifica

  • Francesco Jori, Dalla Łiga alla Lega. Storia, movimenti, protagonisti, Venezia, Marsilio Editori, 2009.

Voci correlateModifica

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