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Luigi di Battenberg in un ritratto di Philip Alexius de László

Luigi di Battenberg, dal 1917 Luigi Mountbatten (Graz, 24 maggio 1854Londra, 11 settembre 1921), fu First Sea Lord della Royal Navy e discendente dei granduchi d'Assia.

Indice

BiografiaModifica

Era figlio di Alessandro d'Assia e di Julia von Hauke, principessa di Battenberg. Poco dopo la sua nascita, il padre, che serviva nell'esercito austro-ungarico, venne trasferito in Italia settentrionale a causa della seconda guerra di indipendenza. Luigi, pertanto, crebbe con la madre tra Jugenheim e Darmstadt. Tra le persone che frequentavano il Castello di Heiligenberg vi era la famiglia imperiale russa (Maria Aleksandrovna era la sorella del padre) e il cugino il Principe Luigi d'Assia. Influenzato dalla moglie di quest'ultimo, Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha, e dal cognato, Luigi divenne un cittadino britannico naturalizzato. Il 3 ottobre 1868, all'età di quattordici anni, entrò nella Royal Navy. Luigi venne imbarcato come cadetto sulla HMS Victory.

L'anno successivo i principi di Galles Edoardo e Alessandra fecero una crociera nel Mediterraneo e nel Mar Nero ed il principe di Galles chiese espressamente che Luigi fosse assegnato alla loro fregata.

Tornato in Inghilterra venne assegnato a varie navi, e la sua carriera procedeva con velocità, anche grazie all'interessamento di Edoardo VII. Durante i vari imbarchi, riuscì ad incontrare il fratello Alessandro, divenuto sovrano di Bulgaria.

Nel 1883 la regina Vittoria lo fece assegnare al proprio yacht. Il 30 aprile 1884, alla presenza della regina Vittoria, sposò la cugina Vittoria Alberta d'Assia, figlia di Luigi IV d'Assia e di Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha e quindi nipote della regina. Come regali di nozze, Luigi ricevette l'ordine del Bagno e l'ordine di Ludovico.

Nel suo penultimo giorno d'imbarco sullo yacht reale, Luigi venne promosso capitano di fregata. Nel 1891 divenne capitano di vascello e venne nominato aiutante di campo della regina, titolo che mantenne anche con Edoardo VII e Giorgio V. Agli inizi dell'anno seguente venne nominato consulente navale all'ispettorato generale per le fortificazioni. Il 1º luglio 1904 venne nominato contrammiraglio.

 
Luigi in una foto del 1915 circa

Nel 1912 venne nominato First Sea Lord, succedendo a sir Francis Bridgeman. In tale veste fu responsabile nei confronti del primo lord dell'ammiragliato Winston Churchill della disponibilità della flotta inglese e della preparazione della strategia navale da utilizzare in tempo di guerra. Comunque allo scoppio della prima guerra mondiale, con l'aumento delle dimostrazioni e dei sentimenti anti-tedeschi, Churchill fu costretto a chiedere a Luigi di dimettersi dalla carica di First Sea Lord.

Modifica del cognomeModifica

Dopo lo scoppio della guerra iniziarono a susseguirsi numerose dicerie e pettegolezzi riguardanti la casa reale britannica. Molti pensavano che essendo i reali di origine tedesca, ed avendo numerosi parenti in Germania, fossero a favore della Germania. Ciò costrinse Giorgio V a rinunciare ai titoli ed al cognome tedesco, adottando il cognome inglese Windsor. Luigi fu costretto dal re a rinunciare al titolo di principe di Battenberg e di altezza serenissima e a cambiare il proprio cognome da Battenberg in Mountbatten.

Il 17 luglio 1917 il re lo creò primo marchese di Milford Haven, conte di Medina, visconte di Alderney. La stessa moglie di Luigi, Vittoria d'Assia, smise di usare il proprio titolo. Gli stessi figli minori di Luigi smisero di usare titoli di origine tedesca, usando solo quelli dovuti ai figli di un marchese. L'unica a non utilizzare il nuovo cognome fu la figlia Alice, sposata con Andrea di Grecia; il cognome fu ancora utilizzato tuttavia dal figlio Filippo (nipote di Luigi), quando divenne cittadino britannico nel 1947.

Ultimi anniModifica

A seguito della guerra, della rivoluzione russa e tedesca, Luigi fu costretto a vendere la propria residenza sull'isola di Wight e la propria collezione di medaglie navali. Questo perché tutti i suoi investimenti in Russia e le sue proprietà in Germania avevano perso valore. Fu costretto a vendere il castello di Heiligenberg, ereditato dal padre, nel 1920. Morì l'11 settembre 1921, a causa di complicazioni dovute all'influenza.

FigliModifica

Dal matrimonio con Vittoria nacquero quattro figli:

Albero GenealogicoModifica

Luigi di Battenberg Padre:
Alessandro d'Assia
Nonno paterno:
Luigi II d'Assia
Bisnonno paterno:
Luigi I d'Assia
Trisnonno paterno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Bisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg
Nonna paterna:
Guglielmina di Baden
Bisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Federico di Baden
Trisnonna paterna:
Carolina Luisa d'Assia-Darmstadt
Bisnonna paterna:
Amalia d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Madre:
Julia von Hauke
Nonno materno:
Conte Hans Moritz von Hauke
Bisnonno materno:
Friedrich Carl Emanuel Hauke
Trisnonno materno:
Ignatz Marianus Hauck
Trisnonna materna:
Baronessa Maria Franziska Riedesel zu Eisenbach
Bisnonna materna:
Maria Salomé Schweppenhäuser
Trisnonno materno:
Heinrich Wilhelm Schweppenhäuser
Trisnonna materna:
Charlotte Philippine Juliane Westermann
Nonna materna:
Sophie Lafontaine
Bisnonno materno:
Franz Anton Leopold Lafontaine
Trisnonno materno:
Benno Leopold Ignatius Lafontaine
Trisnonna materna:
Maria Katharina Franziska Leonhardt
Bisnonna materna:
Maria Theresa Kornély
Trisnonno materno:
Markus Kornély[1]
Trisnonna materna:
?[1]

OnorificenzeModifica

Onorificenze britannicheModifica

  Cavaliere Gran Croce dell'Onorevolissimo Ordine del Bagno, divisione militare e civile (GCB mil./civ., Regno Unito)
— GCB civ. 21 giugno 1887 [2]; poi anche GCB mil., 1921 [3]; già Cavaliere Comandante, divisione civile KCB (civ.), 29 aprile 1884 [4]; già Cavaliere Comandante, divisione militare KCB (mil.), 1909 [5]
  Medaglia in oro del giubileo d'oro della regina Vittoria
— 21 giugno 1887 [6]
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Vittoriano (GCVO)
— 2 febbraio 1901 [7]
  Cavaliere Gran Croce del Distintissimo Ordine di San Michele e San Giorgio (GCMG)
— 1905 [8]

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale di Leopoldo (Impero austro-ungarico)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
  Cavaliere di I classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
  Membro di I classe dell'Ordine di Medjidié (Impero ottomano)
  Membro dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Regno di Portogallo)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Torre e della spada (Regno di Portogallo)
  Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila rossa (Regno di Prussia)
  Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Andrea "il primo chiamato" (Impero russo)
  Cavaliere dell'Ordine imperiale di Sant'Aleksandr Nevskij (Impero russo)
  Cavaliere dell'Ordine imperiale dell'Aquila bianca (Impero russo)
  Cavaliere di I classe dell'Ordine imperiale di Sant'Anna (Impero russo)
  Cavaliere di I classe dell'Ordine imperiale di San Stanislao (Impero russo)
  Cavaliere dell'Ordine ducale della Casata Ernestina di Sassonia (Ducati sassoni)
  Gran Croce del Reale e Distinto Ordine spagnolo di Carlo III (Regno di Spagna)
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)

NoteModifica

  1. ^ a b Gerald Paget, The Lineage & Ancestry of HRH Prince Charles, Prince of Wales (Edinburgh and London, Charles Skilton), 1977.
  2. ^ https://www.thegazette.co.uk/London/issue/25773/page/191
  3. ^ Cokayne, G.E. (1940), The Complete Peerage, revised, enlarged and edited by Doubleday, H.A. and Howard de Walden, Lord, London: St Catherine Press, vol. XIII p. 260
  4. ^ https://archive.org/stream/cu31924092537418#page/n379/mode/2up
  5. ^ Charles Mosley, Burke's Peerage, Baronetage and Knightage, 107th edition, 2003, Wilmington, Delaware: Burke's Peerage and Gentry, vol. III p. 2694
  6. ^ https://www.thegazette.co.uk/London/issue/25773/page/191
  7. ^ https://archive.org/stream/cu31924092537418#page/n509/mode/2up
  8. ^ Cokayne, G.E. (1940), The Complete Peerage, revised, enlarged and edited by Doubleday, H.A. and Howard de Walden, Lord, London: St Catherine Press, vol. XIII p. 260

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