Maria I del Portogallo

regina portoghese
Maria I del Portogallo
Maria I, Queen of Portugal - Giuseppe Troni, atribuído (Turim, 1739-Lisboa, 1810) - Google Cultural Institute.jpg
Maria I del Portogallo ritratta da Giuseppe Troni
Regina del Portogallo
Regina del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve
Stemma
In carica 24 febbraio 1777
20 marzo 1816
Predecessore Giuseppe I
Successore Giovanni VI
Nome completo Maria Francisca Isabel Josefa Antónia Gertrudes Rita Joana
Nascita Palazzo Ribeira, Regno del Portogallo, 17 dicembre 1734
Morte Rio de Janeiro, Regno del Brasile, 20 marzo 1816
Luogo di sepoltura Basilica di Estrela, Lisbona
Padre Giuseppe I del Portogallo
Madre Marianna Vittoria di Spagna
Consorte Pietro III del Portogallo
Figli Giuseppe
Giovanni VI
Maria Anna Vittoria
Religione cattolica

Maria I di Braganza, nome completo Maria Francisca Isabel Josefa Antónia Gertrudes Rita Joana de Bragança, detta la Pia (in Portogallo) o la Matta (in Brasile) (Lisbona, 17 dicembre 1734Rio de Janeiro, 20 marzo 1816), fu regina di Portogallo e dell'Algarve dal 1777 al 1816 e del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve dal 1815 al 1816. Fu una delle due sovrane regnanti della storia portoghese: l'altra fu la nipote Maria II.

BiografiaModifica

 
Maria I con lo zio e marito Pietro III

Era la primogenita del re del Portogallo Giuseppe I e di Marianna Vittoria, figlia dei sovrani di Spagna Filippo V di Borbone e Elisabetta Farnese.

Il giorno della sua nascita, suo nonno, il re Giovanni V del Portogallo, la nominò principessa di Beira. Quando il padre, Giuseppe I, gli succedette al trono nel 1750, Maria venne dichiarata sua erede e le venne concesso il tradizionale titolo di principessa del Brasile, ma non quello di duchessa di Braganza.[1]

Sposò il fratello minore del padre, lo zio Pietro III del Portogallo (1717 – 1786), duca di Beja, il 6 giugno 1760. Nel 1777, divenne la prima regina regnante del Portogallo e dell'Algarve e la ventiseiesima (o secondo altri storici la ventisettesima) regina portoghese. Suo marito divenne re consorte con il nome di Pietro III.

Uno dei suoi primi atti da regina fu quello di licenziare il popolare primo ministro, il Marchese di Pombal, che aveva interrotto il potere dell'aristocrazia reazionaria con l'Affare Tavora, dovuto in parte al fatto che Pombal si proclamava un fervente illuminato e un anti-gesuita. Il Portogallo non prese parte agli avvenimenti di questo periodo in quanto fece parte della Lega della Neutralità Armata (luglio 1782); nel 1781 ottenne la Baia di Delagoa dall'Austria.[2]

La regina Maria era una fervente cattolica. La sua non buona salute mentale (dovuta alla porfiria) la rese incapace di guidare lo stato a partire dal 1799 (in Brasile, infatti, è chiamata Maria la Matta). Suo figlio, il principe Giovanni, divenne reggente per lei, che nel frattempo era rimasta vedova.[3]

Le guerre napoleonicheModifica

 
Moneta con i profili della regina Maria I e di Pietro III
 
Tomba di Maria I (basilica di Estrela, Lisbona)

Nel 1801 la Spagna di Carlo IV, sotto la direzione del primo ministro Manuel Godoy, invase il Portogallo dietro suggerimento di Napoleone. La guerra, brevissima, si concluse con il Trattato di Badajoz del 6 giugno 1801 e il Portogallo dovette cedere Olivenza e parte della Guyana alla Spagna.

Il rifiuto del governo portoghese di aderire al blocco continentale anti-inglese voluto da Napoleone portò, nel 1807, alla guerra franco-spagnola, culminata in un'invasione comandata dal generale Junot. Con l'aiuto dell'Inghilterra, l'intera famiglia reale si ritirò in Brasile il 13 novembre 1807 e stabilì la propria corte a Rio de Janeiro. Junot venne in seguito nominato governatore generale del Portogallo per conto di Napoleone.[4]

Il 1º agosto 1808, il generale inglese Arthur Wellesley (poi duca di Wellington) sbarcò con le proprie truppe in Portogallo e iniziò la controffensiva. Le iniziali vittorie di Wellesley su Junot nella battaglia di Vimeiro (21 agosto 1808) vennero vanificate dai suoi superiori con la Convenzione di Sintra (30 agosto 1808). Wellesley (diventato Lord Wellington) ritornò in Portogallo il 22 aprile 1809 per ricominciare la campagna. Le forze portoghesi, al comando dei generali inglesi, si distinsero nella difesa delle linee di Torres Vedras (1809-1810) e nelle successive invasioni spagnole e francesi.

Nel 1815 il governo di reggenza elevò il Brasile allo status di regno e Maria I venne proclamata regina dei Regni Uniti di Portogallo, Brasile e Algarve. Alla sconfitta finale di Napoleone, nel 1815, Maria e la propria famiglia rimasero in Brasile. L'anziana regina morì a Rio de Janeiro nel 1816, all'età di 82 anni, e le successe il principe reggente, che prese il nome di Giovanni VI. La salma della sovrana fu portata a Lisbona e tumulata nella basilica di Estrela.[5]

Matrimonio ed erediModifica

Dal matrimonio con Pietro nacquero i seguenti figli che raggiunsero l'età adulta:

Albero genealogicoModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Pietro II del Portogallo Giovanni IV del Portogallo  
 
Luisa di Guzmán  
Giovanni V del Portogallo  
Maria Sofia del Palatinato-Neuburg Filippo Guglielmo del Palatinato  
 
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt  
Giuseppe I del Portogallo  
Leopoldo I d'Asburgo Ferdinando III d'Asburgo  
 
Maria Anna d'Asburgo  
Maria Anna d'Asburgo  
Eleonora del Palatinato-Neuburg Filippo Guglielmo del Palatinato  
 
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt  
Maria I del Portogallo  
Luigi, il Gran Delfino Luigi XIV di Francia  
 
Maria Teresa d'Asburgo  
Filippo V di Spagna  
Maria Anna Vittoria di Baviera Ferdinando Maria di Baviera  
 
Enrichetta Adelaide di Savoia  
Marianna Vittoria di Borbone-Spagna  
Odoardo II Farnese Ranuccio II Farnese  
 
Isabella d'Este  
Elisabetta Farnese  
Dorotea Sofia di Neuburg Filippo Guglielmo del Palatinato  
 
Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt  
 

OnorificenzeModifica

  Fascia dei tre ordini
  Gran Maestro dell'Ordine del Cristo
  Gran Maestro dell'Ordine della Torre e della Spada
  Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada
  Gran Maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis

NoteModifica

  1. ^ AA.VV. p.209
  2. ^ Ferrarin, p.61
  3. ^ AA.VV., p.210
  4. ^ Saraiva, p.50
  5. ^ AA.VV. p.213

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Le grandi dinastie, Mondadori, Milano 1976.
  • Ferrarin A.R., Storia del Portogallo, Milano 1940.
  • Saraiva j.H., Storia del Portogallo, Milano 2007.

Voci correlateModifica

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