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Mathieu Kassovitz

regista francese

BiografiaModifica

Nato da una famiglia di cineasti (la madre Chantal Rémy lavora come montatrice, mentre il padre Peter Kassovitz, ebreo che aveva lasciato l'Ungheria nel 1956, è regista e sceneggiatore), Mathieu Kassovitz esordisce come attore appena undicenne nel film Au bout du bout du banc, diretto dal padre, a cui seguono altre sporadiche apparizioni come attore. A diciassette anni lascia la scuola e inizia a lavorare come assistente alla regia. Dopo aver diretto alcuni cortometraggi, tra cui Cauchemar blanc (1991), premiato a Cannes, nel 1993 esordisce nel lungometraggio con Meticcio, che gli vale due nomination ai Premi César, per la miglior opera prima e come miglior promessa maschile.

Dopo aver vinto il Premio César come miglior promessa maschile e il Premio Jean Gabin per la sua interpretazione in Regarde les hommes tomber (1994) di Jacques Audiard, raggiunge la consacrazione come uno dei più promettenti giovani autori del cinema francese con la sua opera seconda da regista, L'odio (1995), che vince il premio per la migliore regia al 48º Festival di Cannes[1] e tre Premi César, per il miglior film, miglior montaggio e miglior produttore (su un totale di undici nomination, tra cui quelle per miglior regista e miglior sceneggiatura). In seguito, ha continuato a portare avanti parallelamente l'attività dietro la macchina da presa e quella di attore, al servizio di registi importanti come Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amélie), Costa-Gavras (Amen., interpretazione che gli ha valso una nomination ai Premi César come miglior attore) e Steven Spielberg (Munich). Nel 2009, al volante di una Tesla Roadster, ha vinto il Rallye Monte Carlo des Énergies Nouvelles, nella categoria dei veicoli elettrici[2][3].

FilmografiaModifica

Regista e sceneggiatoreModifica

AttoreModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 1995, festival-cannes.fr. URL consultato il 1º luglio 2011.
  2. ^ (ENFR) Classement final officiel 2009[collegamento interrotto], in ACM.mc. URL consultato in data 12-10-2011.
  3. ^ (FR) Nouveau record du monde: un véhicule électrique parcourt 390 kilomètres Archiviato il 25 aprile 2012 in Internet Archive., World Sports Events. URL consultato in data 12-10-2011.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN117138153 · ISNI (EN0000 0001 2148 6802 · SBN IT\ICCU\REAV\095639 · LCCN (ENnr97036223 · GND (DE122697669 · BNF (FRcb12495720r (data) · WorldCat Identities (ENnr97-036223