Mickey Hargitay

attore e sportivo ungherese naturalizzato statunitense
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Mickey Hargitay

Mickey Hargitay, all'anagrafe Miklós Hargitay (Budapest, 6 gennaio 1926Los Angeles, 14 settembre 2006), è stato un attore e culturista ungherese naturalizzato statunitense.[1]

BiografiaModifica

Ha iniziato la sua attività sportiva come giocatore di calcio passando poi al pattinaggio di velocità, specialità nella quale divenne campione.[2]

Durante la seconda guerra mondiale fuggì dall'Ungheria trasferendosi negli Stati Uniti. Si stabilì a Cleveland, dove conobbe e sposò la sua prima moglie, Maria Birge (dalla quale ebbe anche una bambina, Tina, nata nel 1949). Lavorò come un idraulico e falegname prima di avvicinarsi, nei primi anni cinquanta all'attività di bodybuilding, specialità della quale si appassionò dopo aver visto una copertina di una rivista del settore con la fotografia dell'attore Steve Reeves, a quel tempo già Mister Universo.

Dopo aver vinto a sua volta il titolo di NABBA Mr. Universe, nel 1955, Hargitay incontrò Jayne Mansfield che divenne sua moglie e a cui restò legato dal 1958 al 6 settembre 1964. Hargitay ristrutturò gran parte della sua casa, "The Pink Palace"[3]. Negli anni del loro matrimonio, i due lavorarono anche in Italia e apparvero in uno sketch pubblicitario di Carosello. Da Jayne, Hargitay ebbe tre figli: Miklós (1958), Zoltan Anthony (1960) e Mariska (1964), divenuta attrice e protagonista della serie televisiva Law & Order - Unità vittime speciali, nel ruolo della detective Olivia Benson.

Hargitay è morto a Los Angeles, California il 14 settembre 2006 per un mieloma multiplo[4]. Nel film biografico La storia di Jayne Mansfield, girato per la televisione nel 1980, il suo ruolo fu interpretato dal celebre culturista e attore Arnold Schwarzenegger.

FilmografiaModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Beszélgetés Szomjas Györggyel Archiviato il 21 luglio 2011 in Internet Archive.
  2. ^ Washington Post
  3. ^ Copia archiviata (JPG), su dianamystery.com. URL consultato l'11 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2008).
  4. ^ Los Angeles Times

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Collegamenti esterniModifica

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