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Jayne Mansfield

attrice statunitense
Jayne Mansfield in un'immagine promozionale per il film Baciala per me (1957)
Firma di Jayne Mansfield

Jayne Mansfield, nata Vera Jayne Palmer (Bryn Mawr, 19 aprile 1933Slidell, 29 giugno 1967), è stata un'attrice e showgirl statunitense.

Considerata per un lungo periodo una sex symbol, celebre per la sua capigliatura biondo platino e per il suo profilo, raggiunse la fama negli anni cinquanta seguendo - anche sulle pagine di Playboy - la scia delle pin-up aperta da Marilyn Monroe, sua grande rivale.

Per le sue prime piccole parti, la Mansfield venne scritturata dalla 20th Century Fox come rimpiazzo per la Monroe nel suo periodo peggiore. Tuttavia, non riuscì pienamente ad affermarsi a Hollywood: dopo aver recitato in ruoli importanti in alcune grandi produzioni, finì per comparire in melodrammi indipendenti a basso costo e commedie, molti dei quali girati in Europa, e a esibirsi nei nightclub, prima della sua prematura scomparsa a 34 anni.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Figlia unica di Herbert William Palmer e Vera Jeffrey, i suoi antenati erano immigrati dall'Inghilterra, mentre la nonna paterna aveva origini tedesche. Quando Jayne aveva appena tre anni suo padre, avvocato, morì di infarto: dopo la sua morte, per mantenere sé e la figlia, la madre iniziò a lavorare come maestra di scuola. Nel 1939 si risposò con Harry Lawrence Peers, e la famiglia si trasferì dal New Jersey a Dallas, nel Texas. Jayne imparò a suonare il violino a sette anni, e si esibiva sui marciapiedi per i passanti. Ben presto maturò il desiderio di diventare attrice.

Nel 1950, all'età di 17 anni, si sposò con Paul Mansfield; le sue aspirazioni di carriera dovettero essere temporaneamente accantonate per la nascita della sua prima figlia, Jayne Marie Mansfield, l'8 novembre 1950. Si trasferì quindi a Austin con il marito, studiò teatro e fisica alla Università del Texas; a Dallas incontrò Baruch Lumet, padre del regista Sidney Lumet, che decise di aiutarla e la prese sotto la sua protezione: Jayne frequentò le sue lezioni di recitazione al Dallas Institute of the Performing Arts, da lui fondata. Il 22 ottobre 1953 fece la sua prima apparizione su un palcoscenico in una produzione di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller.

Mentre era ancora in Texas, si aggiudicò numerosi concorsi di bellezza, come "Miss Photoflash", "Miss Magnesium Lamp" e "Miss Fire Prevention". Ma Jayne aveva anche un elevato quoziente d'intelligenza (per l'esattezza aveva un Q.I. di 162; a titolo di confronto Einstein aveva un Q.I. di 160), parlava cinque lingue e, oltre al violino, suonava anche il pianoforte: tuttavia, in seguito, dovette ammettere che non erano le sue capacità intellettuali ad interessare il suo pubblico, bensì la sua sensuale, procace e provocante bellezza.

Il debutto cinematografico e il successoModifica

 
Jayne Mansfield nel film Gli amori di Ercole (1960), con il marito Miklós Hargitay

Paul Mansfield credeva che la nascita della loro figlia avrebbe scoraggiato la moglie a proseguire con il tentativo di sfondare nel cinema, ma non fu così. Nel 1954 accettò di trasferirsi con lei a Los Angeles per favorirne le ambizioni di carriera. Mentre si arrangiava facendo vari lavori, tra cui la vendita di dolci in un cinema, Jayne riprese gli studi di teatro all'Università della California.

La sua carriera cinematografica iniziò con piccole particine in film come L'adescatrice (1954) e Tempo di furore (1955) diretto da Jack Webb. Nel febbraio 1955 fu la playmate del mese sulla rivista Playboy, per la quale avrebbe posato altre volte negli anni successivi. Si esibì a Broadway nella commedia di George Axelrod Will Success Spoil Rock Hunter? (1955), e per la sua interpretazione ricevette il Theatre World Award nel 1956.

 
Jayne Mansfield nel 1957

Di ritorno a Hollywood, Jayne Mansfield ebbe il suo primo ruolo importante nella commedia musicale Gangster cerca moglie (1956) di Frank Tashlin. Il 3 maggio 1956 firmò un contratto con la 20th Century Fox. Il suo primo ruolo drammatico fu nel film Fermata per 12 ore (1957), con il quale cercò di scrollarsi di dosso l'immagine di oca bionda su cui la pubblicità puntava e di affermarsi come attrice seria. Il film, che ottenne un discreto successo al botteghino, era un adattamento del romanzo La corriera stravagante di John Steinbeck e nel cast figuravano anche Dan Dailey e Joan Collins. Quindi Jayne riprese il ruolo di Rita Marlowe nel film La bionda esplosiva (1957), versione cinematografica della commedia Will Success Spoil Rock Hunter?, a fianco di Tony Randall e Joan Blondell.

Un altro ruolo importante fu nel film Baciala per me (1957), dove recitava assieme a Cary Grant, film che tuttavia non ebbe successo. Fu l'ultimo ruolo in una grande produzione hollywoodiana, sebbene la popolarità dell'attrice rimanesse immutata. Le venne infatti offerto il ruolo di protagonista in Una strega in paradiso con James Stewart, ma dovette rinunciarvi perché era incinta.

Gli ultimi anniModifica

 
Jayne Mansfield nuda in Promises! Promises! (1963)

Alla fine degli anni cinquanta le offerte di ruoli significativi si fecero rare per Jayne Mansfield, che ripiegò allora su film a basso costo che puntavano a esibire il suo fisico più che a valorizzare le sue qualità di attrice. Nel 1959, nel frattempo, si era risposata con Mickey Hargitay, un culturista di origini ungheresi, ex Mister Universo nel 1955. L'attrice apparve in Londra a mezzanotte (1960) di Terence Young con Karlheinz Böhm, quindi il produttore e sceneggiatore Tommy Noonan la convinse a diventare la prima star di Hollywood ad apparire nuda nel film Promises! Promises! (1963): il film fu uno scandalo (a Cleveland venne addirittura bandito), ma ebbe un enorme successo commerciale.

ScandaliModifica

All'apice della carriera, verso la fine degli anni cinquanta, Jayne Mansfield iniziò ad attirare su di sé molta pubblicità negativa per la sua tendenza a mostrare il seno in una serie di "incidenti" apparentemente fortuiti ma in realtà attentamente studiati a uso dei fotografi e a scopo pubblicitario.

È rimasto famoso lo scatto che la ritrae accanto a Sophia Loren in una cena in onore dell'attrice italiana nell'aprile 1957: la Loren, perplessa, guarda di sottecchi con un certo disprezzo l'attrice statunitense seduta accanto a lei che, sporgendosi verso il fotografo, mostra "inavvertitamente" un capezzolo. I media condannarono all'unanimità questo comportamento. Lo stilista di moda Richard Blackwell, che curava il suo guardaroba (e che fu il disegnatore di moda anche per Jane Russell, Dorothy Lamour, Peggy Lee e Nancy Reagan), la eliminò dalla sua clientela a causa di questo suo comportamento.[1]

Durante tutta la sua carriera, Jayne Mansfield fu messa a confronto (spesso uscendone sconfitta) con la sua grande rivale, Marilyn Monroe, la bionda più famosa della storia del cinema. Dopo la morte di quest'ultima, nel 1962, Jayne Mansfield non riuscì a prenderne il posto: le venivano offerti troppo pochi ruoli, e la pubblicità negativa che si era procurata portò la Fox a non rinnovarle il contratto. Ciò nonostante, nelle esibizioni dal vivo nei nightclub la sua popolarità era sempre altissima, e la Mansfield poteva continuare a chiedere grosse cifre. Spesso si esibiva assieme al secondo marito, Hargitay.

Vita privataModifica

Jayne Mansfield ebbe una relazione con il produttore italiano Enrico Bomba e si sposò tre volte:

  1. Paul Mansfield (10 maggio 1950 - 1958), dal quale ebbe la figlia Jayne-Marie (8 novembre 1950);
  2. Miklós Hargitay (13 gennaio 1958 - 1964), dal quale ebbe Miklós Jeffrey (21 dicembre 1958), Zoltan Anthony (1º agosto 1960) e Mariska Magdolina (23 gennaio 1964);
  3. Matt Cimber (24 settembre 1964 - 1966), dal quale ebbe Antonio Raphael Ottaviano (18 ottobre 1965).

Le venne attribuito inoltre un gran numero di amanti, fra cui Robert Kennedy, attori come Red Buttons, Stuart Whitman, Bobby Darin, Tony Curtis, Robert Wagner, John Wayne, Dean Martin, Tom Tryon, Burt Reynolds, Nicholas Ray, Jeffrey Hunter, Peter Lawford, e altri.

Nel novembre 1957, assieme al futuro marito Hargitay, acquistò una villa da quaranta stanze sul Sunset Boulevard a Beverly Hills, battezzandola il "Palazzo Rosa" (Pink Palace): il colore dominante era il rosa, con piccoli Cupido circondati da luci rosa fluorescenti, tappetini rosa nei bagni, una vasca da bagno a forma di cuore e una fontana che sprizzava champagne rosato. Hargitay, che prima di divenire culturista era stato idraulico e muratore, costruì personalmente la famosa piscina rosa a forma di cuore.

Le ultime paroleModifica

«The one and only» ovvero le ultime parole note pronunciate da Jayne Mansfield. Le disse in un ristorante lungo la strada che da Biloxi porta a New Orleans, rivolgendosi a una donna che le aveva appena domandato se fosse proprio lei, la famosa attrice. Rispose all'istante, senza pensarci, perché quelle parole erano una recente trovata di cui andava fiera, lo slogan che aveva ideato per annunciare il suo passaggio a Biloxi, dove si era esibita la sera prima. Pronunciate quelle parole, si avviò verso l'auto che l'attendeva oltre la porta a vetri del ristorante, scambiò qualche tenerezza coi bambini sistemati sul sedile posteriore, salì quindi davanti, sul sedile del passeggero, chiuse la portiera e andò incontro alla morte.

La morteModifica

 
La tomba di Jayne Mansfield: in essa si legge l'epitaffio "Viviamo per amarti ogni giorno di più"

Nel 1967 Jayne Mansfield si divideva fra un tour nei nightclub del sud degli Stati Uniti e il lavoro nel film Single Room Furnished, diretto dall'ultimo marito, Matt Cimber. Quando si separò da Cimber la lavorazione del film venne sospesa. Jayne iniziò allora una relazione con Sam Brody, l'avvocato che seguiva la sua pratica di divorzio. La trentaquattrenne attrice faticava sempre più a trovar lavoro. Uno degli ultimi film di un certo successo lo aveva girato in Italia nel 1960, Gli amori di Ercole, diretto da Carlo Ludovico Bragaglia e interpretato con il secondo marito Mickey Hargitay e Massimo Serato. Suppliva alla mancanza di proposte di lavoro, al pressoché totale oblio di produttori e registi, con le serate nei night, esibendosi come ballerina, cantante, persino come dicitrice di barzellette, in show sempre più piccanti e abiti sempre più succinti e trasparenti. L'attrice che aveva sognato di diventare una diva come Marilyn, doveva accontentarsi delle piccole Tv locali, poiché da tempo le grandi reti televisive non si occupavano più di lei. Una serie fittissima di impegni la obbligava quindi a rapidi e frequenti spostamenti.

La sera del 28 giugno aveva dato uno spettacolo in un ristorante-night, il Gus Stevens Supper Club di Biloxi, nel Mississippi, terminato poco prima della mezzanotte. E l'indomani, a mezzogiorno, doveva essere a New Orleans, in Louisiana, per una ripresa televisiva programmata con un'emittente locale per annunciare altri suoi spettacoli in zona. L'avvocato Brody noleggiò un'auto di rimessa per partire subito dopo lo spettacolo, nel cuore della notte. Al volante della Buick Electra del 1966 c'era un autista di vent'anni, Ronnie Harrison. Sul sedile anteriore, al centro, l'avvocato; sulla destra, Jayne, che aveva in braccio i due inseparabili cagnolini chihuahua, Popeicle e Monaicle; il sedile posteriore riservato al sonno di Miklos, Zoltan e Mariska, i tre figli di 8, 6 e 3 anni, nati dal secondo matrimonio con Hargitay, che seguivano quasi sempre la mamma nelle sue tournée. La partenza era avvenuta mezz'ora dopo la mezzanotte, e la durata prevista per il viaggio verso New Orleans era di due ore o poco più.

All'1:15 sulla Highway 190 a Slidell, il tragico scontro. Allo sbocco di una curva, l'autista si trovò di fronte un autocarro del servizio per la disinfestazione anti-malarica, che aveva rallentato l'andatura per spargere i suoi liquidi tossici su uno sciame di zanzare. Nello scontro violentissimo, l'auto venne ridotta a un ammasso di lamiere. L'autista, l'avvocato Brody, Jayne e i suoi due cagnolini morirono all'istante. I tre bambini che dormivano dietro rimasero miracolosamente illesi: solo un braccio rotto per Miklos e qualche contusione per gli altri. Ebbe ampia diffusione la voce che l'attrice fosse rimasta decapitata (la testa di Jayne, con i suoi favolosi lunghissimi capelli biondi, sarebbe stata letteralmente falciata, finendo a un paio di metri dalla carcassa dell'auto), versione successivamente messa in discussione e ritenuta una leggenda metropolitana[2]. Circolò anche la diceria che il comandante della polizia stradale di New Orleans avrebbe commentato: “Sembrava una parrucca, una bellissima parrucca bionda, di quelle che le attrici portano con sé in sagome di legno imbottite di velluto per non farle sformare”.

Il funerale dell'attrice ebbe luogo il 3 luglio 1967, a Pen Argyl, Pennsylvania. Jayne Mansfield è sepolta al Fairview Cemetery, presso Pen Argyl.

FilmografiaModifica

Film e documentari su Jayne MansfieldModifica

Doppiatrici italianeModifica

CuriositàModifica

  • Mariska Hargitay, figlia minore di Jayne Mansfield e del secondo marito Mickey (Miklos) Hargitay, è l'attrice protagonista del serial Law & Order - Unità vittime speciali: interpreta il ruolo dell'agente Olivia Benson. In un episodio le viene comunicata la morte di sua madre, commentando lei come ella, come sua madre Jayne, fosse dedita all'alcool.
  • La morte di Jayne Mansfield è uno dei temi centrali del film Crash (1996), in cui uno dei personaggi ricrea l'incidente con tanto di travestimento femminile morendo con il suo cane, esattamente come quello dell'attrice.
  • La rock band giapponese The 5.6.7.8's ha scritto una canzone intitolata I Walk Like Jayne Mansfield, presente nel film Kill Bill: Volume 1 di Quentin Tarantino.
  • Jayne Mansfield e la sua tragica morte sono il soggetto del singolo dei Siouxsie and the Banshees Kiss Them for Me, dall'album Superstition (1991).
  • Jayne Mansfield fu la prima attrice di successo a comparire totalmente nuda in un film della grande distribuzione hollywoodiana (Promises! Promises!).
  • Nel film A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (1995), Vida Boheme, il personaggio interpretato da Patrick Swayze, nel provare l'auto usata che sta per comprare commenta: "Mi sento come Jayne Mansfield in questa auto".
  • Jayne Mansfield affermava di avere un quoziente d'intelligenza di 163 punti. Sapeva suonare il violino e il pianoforte, parlava cinque lingue e aveva una solida conoscenza delle opere di William Shakespeare.
  • Jayne Mansfield ha lavorato in Italia in uno sketch di Carosello, accanto al suo secondo marito Mickey Hargitay, e nella commedia L'amore primitivo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
  • Lo stabilimento Innocenti scelse l'attrice per fare da testimonial alla presentazione della nuova Lambretta IIIa serie. In quell'occasione l'attrice chiese la possibilità di avere una Lambretta tutta dorata da utilizzare personalmente a Hollywood in California. Questa speciale Lambretta 175 TV IIIa serie venne realizzata all'interno dello stabilimento Innocenti ma non venne mai consegnata a causa della prematura scomparsa dell'attrice, e rimase per più di 25 anni dentro ad una scatola di legno color verde.
  • Nel 1987 Freddie Mercury la menziona nel video promo The Great Pretender, alludendo alle forme procaci procurate con il suo travestimento.
  • Nel 1989 il gruppo degli L.A. Guns le dedicò la canzone The Ballad of Jayne.
  • Nel 1990, la band cyberpunk degli Sigue Sigue Sputnik pubblicò la canzone Hey Jane Mansfield Superstar.
  • Nel 2004, appare in uno dei suoi filmati di repertorio, in una breve scena del film Una teenager alla Casa Bianca, diretto dal regista Forest Whitaker.
  • Nel 2012, Carlo Lucarelli dedica a Jayne Mansfield una puntata del suo radiodramma Dee Giallo in onda su Radio Deejay.

NoteModifica

  1. ^ Stylist Rejects Jayne Mansfield, in The News and Courier, 19 agosto 1962.
  2. ^ La maledizione delle conigliette, in LaStampa.it. URL consultato il 15 agosto 2018.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

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